lunedì, 1 Marzo 2021
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1°-Distribuzione geografica dei Pappagalli australiani

I Pappagalli appartengono all’ordine degli Psittaciformi uccelli neorniti frugivori diffusi in nell’America Meridionale Australia e isole del Sud-est-asiatico di Francesco Lamendola 

I Pappagalli appartengono all’ordine degli Psittaciformi, uccelli neorniti, frugivori o granivori, diffusi nelle aree  tropicali e, in minor misura, in quelle temperate della Terra, specialmente nell’emisfero Sud, raggiungendo la massima ricchezza di specie nell’America Meridionale, in Australia e nelle isole del Sud-est asiatico.

La loro distribuzione geografica suggerisce che essi abbiano raggiunto la massima diffusione nel supercontinente Gondwana, prima che questo si frammentasse negli odierni territori dell’America Meridionale, dell’Africa, del Madagascar, dell’Asia meridionale (a sud dell’Himalaya e fino alle Isole della Sonda), della Nuova Guinea, dell’Australia, della Nuova Zelanda e dell’Antartide, frammentazione che si concluse circa 180 milioni di anni fa. In effetti, le testimonianze paleontologiche più antiche dei Pappagalli – peraltro oggetto di controversia –  si spingono fino a circa 70 milioni di anni fa.

Il parrocchetto della Carolina, un tempo numerosissimo in gran parte dell’America Settentrionale, è stato portato all’estinzione, in tempi rapidissimi, nella seconda metà del XIX secolo, a causa della caccia spietata condotta contro di lui dagli agricoltori, perché ritenuto  dannoso alle coltivazioni. Pare che l’ultimo esemplare sia morto nel 1918.

I pappagalli più meridionali attualmente viventi sono quelli che abitano nella Nuova Zelanda, dove è presente l’unica specie nota adattata all’ambiente di montagna – il Kea o “Nestor notabilis” – e nella Terra del Fuoco, a cinquantacinque gradi di latitudine Sud, in un ambiente dal clima temperato freddo che si può già considerare, per taluni aspetti, di tipo sub-antartico. La specie più meridionale è il “Conurus magellanicus” e offre lo strano spettacolo di un pappagallo che spicca sullo sfondo di montagne, foreste e ghiacci galleggianti.

Sappiamo però che, nell’area dell’Oceano Indiano e del Pacifico occidentale, i Pappagalli erano diffusi molto più a Sud di quanto non lo siano oggi e che popolavano, numerosissimi, alcune isole sub-antartiche. Il parrocchetto di Macquarie (“Cyanoramphus novazelandiae erythrotis”), stabilito su un’isola posta a 54° 37’ di latitudine Sud, cioè a metà strada fra la Nuova Zelanda e l’Antartide (anche se politicamente dipendente dallo Stato australiano della Tasmania), fu portato all’estinzione nel giro di appena un decennio, nella seconda metà dell’Ottocento (l’isola di Macquarie era stata scoperta solo nel 1810 dai cacciatori di foche e di balene) a causa dell’introduzione, da parte dell’uomo, di animali estranei all’ambiente, come l’uccello Weka ed alcuni mammiferi, tra i quali il coniglio e il gatto. L’ultimo esemplare fu visto nel 1891.

Gli Psittaciformi sono distinti in tre famiglie: Cacatuidae (da 18 a 21 specie), piuttosto tozzi, con il caratteristico ciuffo erettile; Loridae (55 specie), abili volatori; Psittacidae, tutti quelli che non rientrano nelle due famiglie precedenti (più di 250 specie), per un totale di circa 350 specie riconosciute e classificate. Alcuni ornitologi considerano gli Sytrigopidae come una classe a parte, comprendente i rappresentanti più arcaici dell’ordine, tutti concentrati nell’arcipelago neozelandese e di abitudini notturne (il Kapao della Nuova Zelanda, ora in grave pericolo di estinzione, è anche, oltre che uccello notturno, incapace di volare).

Di particolare bellezza e varietà di forme sono, attualmente, i Psittacidi indo-australiani; ed è appunto dei Pappagalli dell’Australia e della loro distribuzione geografica che vogliamo parlare, rinviando il lettore desideroso di maggiori particolari al bel volume di Neville W. Cayley e Alan H. Lendon, «Australian Parrots in Field and Aviary» (Sydney, Anguis and Robertson, 1973).

I generi censiti sono più di una ventina, ventidue per la precisione, con una sessantina di specie complessive, e occupano tutti gli ambienti della grande isola-continente, da quelli costieri a quelli più interni e desertici; la loro consistenza numerica varia notevolmente, perché molte popolazioni sono ancora numerose, mentre altre si vanno pericolosamente rarefacendo.

Il genere “Trichoglossus” è stato descritto dal naturalista Stephens nel 1826. È rappresentato da tre specie: “T. moluccanus” (Gmelin), “T. rubritorquis” (Vigors e Horsfield) e “T. (Eutelipsitta) chlorolepidotus” (Kuhl). La prima, nota volgarmente come Lorichetto arcobaleno o Lorichetto delle Blue Mountains, è diffuso in tutta l’area costiera orientale, dal Golfo di Carpentaria al Golfo di Spencer; la seconda,  Lorichetto dal collare rosso, nell’area costiera orientale a Ovest della specie precedente, cioè dal Golfo di Carpentaria al King Sound; la terza, Lorichetto dal petto squamoso (Scaly-breasted Lorikeet) vive nella fascia costiera orientale, ma su un’area più ristretta, approssimativamente fra Cairns e Sydney.

Il genere “Psitteuteles” fu descritto dal naturalista Carlo Luciano Bonaparte (primogenito di Luciano Bonaparte, fratello di Napoleone) nel 1854. È rappresentato dall’unica specie “Psitteuteles versicolor” (Lear) o Lorichetto variopinto, che vive nelle regioni settentrionali, fra la Baia di Collier, nel Mare di Timor, e la zona di Townsville, di fronte alla Grande Barriera Corallina; ma non sulle piccole isole a  nord (Melville) né in quelle del Golfo di Carpentaria (Isola Grande, Isole Wellesley).

Il genere “Glossopsitta” è presente con tre specie: “G. concinna” (Shaw), “G. porphyrocephala” (Dietrichsen) e “G. pusilla” (Shaw). La prima, detta Lorichetto muschiato, è diffusa nel Sud-est dell’Australia, fra Brisbane e il Golfo di Spencer, compresa la Tasmania; la seconda, detta Lorichetto capoviola, è presente lungo la fascia costiera meridionale e sud-occidentale, dal Capo Howe fino al Gelvink Channel (cioè quasi fino all’altezza dell’Isola Dirk Hartog), però con una discontinuità nel settore mediano, ossia in corrispondenza della Nullarbor Plain, una fascia arida o semi-arida quasi del tutto priva di alberi, che non offre l’ambiente adatto; la terza, Lorichetto minore, è diffusa lungo la costa sud-orientale, fra la base della Penisola di Capo York e lo Stretto di San Vincenzo (su cui si affaccia la città di Adelaide).

Il genere “Opopsitta” è stato descritto da Sclater solamente nel 1860. Noto anche come Parrocchetto dei fichi, comprende tre specie: “O.  Coxeni” (Gould), “O. macleayana” (Ramsay) e “O. diophthalma” (Hombron e Jacquinot). La prima, Pappagallo dei fichi meridionale, vive solo in una stretta fascia costiera fra l’Isola Fraser e la zona di Coff’s Harbour; la seconda, Pappagallo dei fichi settentrionale, è presente su una fascia costiera, anch’essa ristretta, più a nord della precedente, fra il Capo Flattery e la zona di Townsville; la terza, Pappagallo dei fichi di Capo York, si trova ancora più a settentrione, fin verso l’estremità della Penisola di Capo York. Queste tre specie, dunque, si succedono l’una all’altra, da Sud a Nord, in aree ben delimitate, senza mescolarsi e senza mai spingersi, a differenza delle altre specie fin qui menzionate, verso l’interno, sia pure di poco.

Il genere “Probosciger” è stato descritto dal naturalista tedesco Heinrich Kuhl nel 1820. È presente con una sola specie, “P. aterrimus” (Gmelin) o Cacatua delle palme; è il più grande Cacatua esistente al mondo ed è dotato di un becco più grande di qualsiasi altro Pappagallo; è confinato in un’area ristretta all’estremità settentrionale della Penisola di Capo York, mescolando il proprio areale con quello del sunnominato Pappagallo dei fichi settentrionale (il quale, peraltro, non si spinge fin sulla costa occidentale della penisola).

Il genere “Calypthorhyncus” è stato descritto dal naturalista francese Anselme Gaëtan Desmarest nel 1826. È presente con quattro specie: “C. (Zanda) baudinii” (Lear), “C. (Zanda) funereus” (Shaw), “C. magnificus” (Shaw) e “C. Harrisornis lathami” (Temminck). La prima, chiamata volgarmente Cacatua Nero dalla coda bianca, è presente solo nell’angolo sud-occidentale, fra Perth e i Monti Stirling; la seconda, Cacatua Nero dalla coda gialla, è diffuso, invece, nella regione costiera sud-orientale, dal Tropico del Capricorno al Golfo di Spencer, compresa la Tasmania e le isole dello Stretto di Bass; la terza, Cacatua Nero dalla coda rossa, è assai più diffuso, poiché vive tanto lungo la costa settentrionale e orientale fino a Brisbane, quanto lungo la costa sud-occidentale, dalla zona dei i Monti Stirling alla Shark Bay, spingendosi anche parecchio all’interno, a differenza di tutte le altre specie nominate finora, fin nel cuore dei Monti Macdonnel, dimostrando straordinarie capacità di adattamento ambientale: infine la quarta specie, quella del Cacatua Nero casuarino, vive solo nell’area costiera sud-orientale, fra il Tropico del Capricorno e il Capo Howe (al confine tra Nuovo Galles del Sud e Victoria).

Il genere “Callocephalon”, descritto da Lesson nel 1837, è rappresentato da una sola specie, “C. fimbriatum” (Grant) o Cacatua gang-gang; vive solo in una fascia costiera relativamente modesta,  fra l’estremità meridionale della Gran Catena Divisoria e l’entroterra di Melbourne; ma non sulle isole dello Stretto di Bass, né in Tasmania.

Il genere “Cacatua”, descritto da Vieillot nel 1817, raggruppa i cosiddetti Cacatua bianchi. È rappresentato da cinque specie: “C. galerita” (Latham), “C. leadbeateri” (Vigors), “C. sanguinea” (Gould), “C. tenuirostris” (Kuhl), “C. Roseicapilla” (Vieillot). La prima, conosciuta anche come Cacatua dal ciuffo giallo, è ampiamente diffusa  lungo tutto l’arco costiero settentrionale e orientale, dal King Sound al Golfo di Spencer, compresa la Tasmania, e si spinge anche verso l’interno, nel centro del Queensland, del Nuovo Galles del Sud e del Victoria; la seconda, Cacatua di Leadbeater o Cacatua del Maggiore Mitchell, nota anche come  Cacatua Rosa, è, fra quante sin qui menzionate, l’unica che viva pressoché esclusivamente nelle regioni aride o semi-aride all’interno del continente, in quasi tutta l’Australia Occidentale e Meridionale, fino al Nuovo Galles del Sud; la terza, Corella minore, vive sia nella fascia costiera occidentale e settentrionale, dalla zona di Perth al Golfo di Carpentaria, sia in una vasta regione interna, nella zona centro-orientale del continente; la quarta, Corella dal becco lungo (classificata da Kuhl nel 1820), abita solamente in una piccola zona nella parte centrale dello Stato di Victoria; la quinta, Cacatua Rosa o Galah,  vive nell’interno di tutta l’Australia e nelle regioni costiere nord-occidentali e, in parte, meridionali (intorno ad Adelaide).

Il genere “Nymphicus”, descritto da Wagler nel 1832 (ma, prima ancora, da Kerr nel 1792), è costituito da una sola specie, “N. hollandicus”, comunemente chiamata Calopsitta o Calopsite e diffusa nell’interno di tutto il continente australiano, oltre che sulle coste occidentali e meridionali (a eccezione della zona di Perth e di quella di Melbourne), ed esclusa la Tasmania.

Il genere “Polytelis”, comprendente i Pappagalli dalla coda lunga, descritto sempre da Wagler nel 1832, è presente con tre specie: “P. swainsonii” (Desmarest), “P. anthopepuls” (Lear) e “P. alexandrae” (Gould). La prima, del Pappagallo superbo, è presente solo in due aree distinte, relativamente piccole, nell’entroterra del Nuovo Galles del Sud; la seconda; del Pappagallo del Reggente,  in due aree interne anch’esse distinte, ma lontanissime l’una dall’altra, nel Victoria e nell’Australia Occidentale; la terza, del Pappagallo di Alexandra o Pappagallo della Principessa,  vive in un’area quasi desertica fra il Territorio del Nord e l’Australia Occidentale. Nessuna di queste tre specie è stata segnalata lungo le coste, ad eccezione di qualche raro avvistamento del Pappagallo del Reggente fra il West Cape Howe e il Capo Arid.

Del genere “Aprosmictus”, descritto da Gould nel 1843, esistono due specie: “A. erythropterus” (Gmelin) e “A. Scapularis” (Lichtenstein). La prima, detta del Pappagallo dalle ali rosse, è diffusa nel Nord dell’Australia, lungo le coste del mar di Timor e quelle del Mare degli Arafura, nonché, più ad Est, nelle regioni interne del Queensland; la seconda, del Pappagallo Reale,  abita invece lungo le coste dell’Australia orientale, dalla Penisola di Capo York allo Stretto di Bass (ma non le isole a mezzogiorno di questo).

Una sola specie rappresenta il genere “Eclectus” – famoso fra gli zoologi per il suo marcatissimo dimorfismo sessuale nei colori del piumaggio: verde vivo quello del maschio e rosso acceso quello della femmina-, descritto da Wangler nel 1832 (e, prima, da Müller fin dal 1776),: “E. roratus”, distribuita non solo nell’Australia nord-orientale, ma anche nella Nuova Guinea, nelle Isole Salomone, nelle Molucche e nell’isola di Sumba (Arcipelago della Sonda, politicamente appartenente all’Indonesia ), posta fra la Linea Wallace e la Linea Weber).

Il genere “Geoffroyus”, descritto da Bonaparte nel 1850 e presente anch’esso, oltre che nell’Australia settentrionale,  in una vasta area che va dalle Molucche alle Isole Salomone, consta di tre specie: “G. Geoffroyi” (Bechstein. 1811), “G. heteroclitus” (Hombron e Jacquinot, 1851) e “G. simplex” (Meyer, 1874), noti rispettivamente con i nomi volgari di Pappagallo dalle guance rosse, Pappagallo canoro e Pappagallo dal collare.

(Fine della prima parte)

Già pubblicato sul sito di Arianna Editrice  in data 04/12/2013 e sul sito dell’Accademia Nuova Italia il 15 Novembre 2017

Foto dall’archivio de “Il Corriere delle Regioni”

Del 15 Settembre 2020

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