sabato, 18 Settembre 2021
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Dai Beatles ai Led Zeppelin, il rock come porta d’ingresso dell’Inferno

Perfino un non credente dovrebbe essere cauto prima di liquidare con un’alzata di spalle gli effetti della presenza di elementi di satanismo nel rock di Francesco Lamendola  

Che molta musica rock sia intrisa di satanismo è cosa vecchia e risaputa, anche se ciò non sembra creare alcun disturbo ai fans di gruppi come i Beatles, i Rolling Stones o i Led Zeppelin, tuttora numerosissimi e più che mai proni e adoranti verso i loro idoli; nondimeno, giova ricordare alcune cose agli smemorati e ai cultori dei “formidabili anni Sessanta”, ai nostalgici della “cultura hippy” e a tutti i nipotini orfani del 1968 e dei miti della cosiddetta controcultura giovanile, che emergono ancor più ingigantiti, ai loro occhi, dalla calma piatta del presente, quando i giovani “ribelli” si limitano al sesso, alla droga e, tutt’al più, a qualche collettivo e centro sociale, copia sbiadita delle “comuni” dell’epoca ruggente di Woodstock, dell’isola di Wight, di Daniel Cohn-Bendit, delle ammucchiate di San Francisco e delle barricate del Quartiere Latino.

Partiamo dai Beatles, l’ineffabile complesso che ha venduto più dischi nella storia (600 milioni di copie) e che ha cambiato i gusti, non solo musicali, di un’intera generazione a livello planetario, i quali vennero insigniti nel 1965, dalla regina Elisabetta II, su richiesta del premier laburista Harold Wilson, della onorificenza di membri dell’Ordine dell’Impero britannico. Nell’album The Beatles, del 1968, vi è il brano Revolution Number 9, che consiste in circa 10 minuti di rumori, grida, colpi di clacson, frenate di automobile, suoni incomprensibili perché incisi al contrario, dialoghi senza senso fra John Lennon e George Harrison, nonché una voce maschile che ripete ossessivamente, all’infinito, le parole Number nine.

Durante il processo a carico di Charles Manson – il quale, nel 1969, aveva massacrato nella sua villa l’attrice Sharon Tate (che si trovava in stato interessante), moglie del regista Roman Polanski, e alcuni suoi amici -, l’avvocato Vincent Bugliosi, della Polizia di Los Angeles, affermò che Manson era stato motivato a compiere la strage dall’avere interpretato il brano dei Beatles come una specie di mandato per uccidere. Nella mente dell’assassino, i quattro cantanti del gruppo rock britannico erano le incarnazioni dei quattro Cavalieri dell’Apocalisse, e il brano Revolution 9 era una sorta di parafrasi del Libro dell’Apocalisse, che lo incitava a scatenare la battaglia finale.

Scrive il frate agostiniano Padre Angel Peña (in: «La vita è una lotta contro il male»; edizione originale: «La vida es una lucha contra el Mal», Lima, Perù, 2000; traduzione dallo spagnolo di S. Pagliaroli e R. Scolari, Edizioni Villadiseriane, 2002, pp. 34-36):

«Molti giovani sono caduti nella rete di Satana attraverso certa musica rock. Ci sono cantanti rock che diffondono l’adorazione di Satana. Su questo  padre Jean Paul Regimbal, specialista in satanismo, ha scritto un libro: “Rockn’roll, la violazione della coscienza  attraverso i messaggi subliminali”. In esso  dimostra che il rock duro (heavy metal) fu inventato per diffondere la cultura satanica di massa. Questi messaggi satanici si possono meglio apprezzare se si pone  il disco o la cassetta al rovescio. Fra questo dischi, uno dei più conosciuti è “Revolution number 9” dei Beatles.

In questi messaggi subliminali si fomenta il suicido, la violenza, l’assassinio, la consacrazione a satana, la pornografia sotto tutte le sue forme, eccetera. I Rolling Stones, che vennero dopo i Beatles negli anni ’70, presero un orientamento apertamente satanico sotto l’impulso di Mick Jagger. Costui si era consegnato a Satana sotto l’influsso di due fattucchiere: Marianne Faithfull e Ana Pallenbergh. Il suo gruppo ha nel repertorio canzoni come “Danzare con M. Diavolo”, “Alle loro Maestà sataniche”, “Simpatia per Satana”. Nel loro disco “Passiamo la notte vicini” fomentano ogni tipo di perversione sessuale.

Il gruppo Black Sabbath (Sabato negro), lanciato nel 1969 da Ozzy Osbourne, fomentava una sfrenatezza satanica e macabra, che prevedeva anche droghe. Essi sfruttavano l’occultismo, la messa nera e i sacrifici umani.  loro album presentavano il numero della Bestia dell’Apocalisse, il 666. Vicente Fournier, chiamato Alice Cooper, fu uno dei creatori del rock duro e fomenta le deviazioni sessuali, dalla masturbazione alla necrofilia. Nella sua biografia dice che si era consegnato al demonio durante una sessione, dove adottò il suo nuovo nome. Dice: “il Diavolo mi ha promesso gloria, il dominio mondiale nella musica rock e ricchezza in abbondanza. L’unica cosa che mi ha chiesto è che gli consegni il mio corpo per prendere possesso di esso” (citato da Balducci nel suo libro “Adoratori”). Ozzy Osbourne dichiarava la sua fede diabolica, usando segni satanici come la croce rovesciata. Prima di ogni concerto partecipava a una messa nera offerta  Satana sul corpo di una donna. Ci sono molti altri autori del rock con canzoni sataniche come “I kill children” (“Io uccido bambini”) di Dead Kennedys, “Il numero della Bestia” di Iron Maiden, “The God of Thunder” del gruppo KISS (“Knights in the Service of  Satan”: Cavalieri al servizio di Satana).

Non sorprende che a partire dal 1969 i troppi morti nei concerti rock allarmarono le autorità nordamericane. Nel 1969 in Altmont, durante la canzone “Simpatia per Satana” del gruppo Rolling Stones, si ebbero decine di feriti e tre uccisioni. In quel medesimo anno 1969, l’8 agosto, nella tenuta di Beverly Hills, a Los Angeles, Charles Manson, fondatore della setta satanica Chiesa finale, uccise l’attrice Sharon Tate e i suoi quattro ospiti. Nel 1979 a Cincinnati, nel Colisée River Front, si ebbero undici morti; ma il caso più spettacolare avvenne a Los Angeles, durante un weekend, quando 650 giovani incontrarono la morte.»

E adesso, due parole sui Led Zeppelin, il gruppo musicale britannico costituitosi nel 1968 e considerato uno dei principali precursori dell’hard rock. I suoi membri, e specialmente il chitarrista Jimmy Page, la personalità più forte del gruppo, erano apertamente ammiratori del sinistramente famoso Aleister Crowley (1875-1947), il mago che si faceva chiamare la Grande Bestia e si vantava di essere “l’uomo più malvagio del mondo”. Le loro canzoni e le copertine dei loro dischi sono piene zeppe di simboli occultistici, mentre il brano Stairway of Heaven si dice che sia ricco di messaggi subliminali di tipo satanico e che contenga un esplicito inno demoniaco, che può essere percepito ascoltandolo all’incontrario; cosa, naturalmente, respinta con indignazione dalla critica musicale “ufficiale”, che spiega certe stranezze con la teoria della “paraeidolia” acustica (una illusione del subconscio, che riconduce a forme note degli oggetti o degli accostamenti casuali).

È un fatto accertato, comunque, che, nella prima versione del disco Led Zeppelin III, si udiva pronunciare, in inglese arcaico, una frase di Crowley: «Do what thou wilt, so mote it be» («Fai quello che vuoi, così potrai essere», che è il riassunto di tutta la sua filosofia. Ma, soprattutto, sono fatti, e non mere ipotesi, alcuni eventi sinistri che caratterizzano la storia di questo gruppo, il quale godette di una immensa celebrità e fu in grado di influenzare l’orientamento di milioni di giovani occidentali, e non solo per quel che riguarda le tendenze musicali. È un fatto che il batterista John Bohnam, devastato dall’alcol, morì soffocato nel sonno dal proprio stesso vomito, nel 1980. Così come è un fatto che i Led Zeppelin viaggiavano a bordo di un jet privato, occupavano interi piani degli alberghi nelle città ove davano dei concerti, e si abbandonavano a continue dissolutezze a base di sesso, alcol e droga. Nel 1971, al Velodromo Vigorelli di Milano, un loro concerto durò solo pochi minuti, perché il pubblico di giovani si scatenò in una vera battaglia contro le forze dell’ordine, che furono costrette a sparare candelotti lacrimogeni in mezzo alla folla, per disperderla.  Quanto a Jimmy Page, è un fatto che egli fosse un grande ammiratore di Crowley; che, coi guadagni della sua attività musicale, abbia acquistato la dimora scozzese che appartenne a Crowley, denominata Bolsekine House, sulle rive del sinistro lago di Loch Ness, ove il mago conduceva i suoi tenebrosi esperimenti; che abbia accettato l’incarico, dal regista underground Kenneth Anger, lui pure seguace di Crowley, di comporre la colonna sonora per il film Lucifer Rising (realizzato nel 1972, ma distribuito solo nel 1980), anche se poi fra i due scoppiò un violento litigio e la cosa non andò in porto, perché ad Anger non piacque la musica di Page.

A proposito della componente satanista presente nella musica e nella carriera dei Led Zeppelin,  citiamo alcuni brani di un articolo apparso sulla rivista mensile «Esorcismi & Misteri», Milano, DueA Editore, Febbraio 2016, pp. 20-22):

«… Non c’è gruppo che nella storia del rock si porti dietro  una scia di oscurità e mistero come i Led Zeppelin. […] L’intera produzione discografica dei Led Zeppelin è zeppa di riferimenti al’esoterismo e all’occulto.  A partire ad esempio dal simbolo stesso della band.  Le interpretazioni sono varie. I componenti del gruppo  in questo caso hanno sempre rimandato al mittente  le accuse di satanismo, spiegando come quel simbolo  derivasse da una somma casuale di immagini proposte da ogni singolo musicista. Si tratta di simboli religiosi runici, ma esistono anche interpretazioni alternative. In nessun libro di caratteri runici v’è traccia di quei simboli. Secondo padre Jean Paul Regimbald, il fregio di Jones sarebbe  un “trifoglio della trinità satanica”, e anche della “trinità esoterica: l’aria, la terra e il fuoco”. Quanto a quello di Bonham è presente sul Tarocco dello Ierofante disegnato da sir Aleister Crowley, uno dei più grandi occultisti della storia. La piuma di Plant [Robert Plant, voce e armonica] si trova nel “Libro infernale” (ristampa anastatica a cura delle Edizioni Mediterranee, Roma 1984) e sarebbe la quinta penna dell’ala di un’oca maschio uccisa di giovedì a mezzanotte, necessaria per l’esercizio dell’arte magica, e in particolare per la stipulazione dei cosiddetti “patti satanici” cin cui si vende la propria anima al diavolo in cambio di qualche vantaggio materiale. Quanto a quel fantomatico “Zoso”, che Page – mentendo spudoratamente per non spaventare i suoi fans – dice di aver disegnato lui stesso, è presente in una raccolta di “antichi fregi usati per i patti satanici” riprodotta in diverse opere, tra cui quella di François Ribadeau Dumas dal titolo “Histoire de la Magie” (Productions de Paris, 1968, ristampata dalle Edizioni Mediterranee, Roma 1989, pag. 335), quella del già citato Maurice Bouisson intitolata “La Magie” (Nouvelle éditions Debresse, edito in Italia da SugarCo, Milano, 1992, pag. 80).

“Se c’è trambusto nella tua siepe, non ti allarmare: è solo la pulizia di primavera in onore della Regina di Maggio. Sì, ci sono due strade che puoi percorrere, ma a lungo andare c’è ancora tempo per cambiare la strada che hai intrapreso”. Così suona a chiunque l’ascolti la canzone più celebre degli Zep. Eppure sentita al contrario avrebbe ben altro significato: “Oh ecco il mio dolce Satana, (la cui) unica piccola via non mi rende triste, il cui potere è sacro… egli darà (il) progresso dandoti il 666, (in una) piccola baracca di attrezzi ci farà soffrire tristemente”. Secondo gli esperti si tratterebbe di un vero e proprio inno a Satana che il gruppo inglese ha scritto con una metodologia che molti non esitano a definire appunto satanica: Jimmy Page avrebbe iniziato a suonare l’arpeggio iniziale di “Stairway to heaven” e il cantante Robert Plant avrebbe iniziato a scrivere il testo con la tecnica della scrittura automatica, come spinto da una forza superiore.»

Perfino un non credente dovrebbe essere molto cauto, prima di liquidare con un’alzata di spalle i possibili effetti della presenza di elementi di satanismo nella musica rock; avrebbe torto a pensare, anche da un punto di vista laico e materialista, che l’intenzione malvagia con cui una cosa viene fatta, rimanga senza conseguenze nell’ambiente e in colui che la riceve. Questo è un principio energetico, che, per il credente, si amplifica e si arricchisce di nuovi significati, sia nel senso della intenzione positiva, come nel caso della preghiera, sia in quello della intenzione maligna, come può esserlo una invocazione o una offerta a Satana. E ciò è più vero quando si parla di una canzone che viene ascoltata da milioni di persone; oppure di un concerto al quale partecipano molte migliaia di persone, quasi tutte in stato di forte eccitazione e quasi di allucinazione, complici l’alcol e le sostanze stupefacenti. Le invocazioni sataniche contenute in un brano musicale che viene fruito, assimilato e condiviso da folle strabocchevoli, acquistano, per così dire, una immensa cassa di risonanza, la quale produce un’onda d’urto, capace di scuotere e, forse, di scardinare, anche il portone più robusto. Ora, è noto che vi son porte, nel regno dell’occulto, che devono restar chiuse…

Già pubblicato sul sito dell’Accademia Nuova Italia il 12 Ottobre 2017

Foto dall’archivio de “Il Corriere delle Regioni”

Del 15 Settembre 2020

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