lunedì, 14 Giugno 2021
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Toccarsi è socialmente inibito proprio perché così necessario al benessere?

Le persone provano piacere fisico e spirituale nel fatto di essere toccate e massaggiate tanto è segretamente desiderato quanto è invece disapprovato di Francesco Lamendola  

Le persone, se possono, provano piacere, fisico e spirituale, nel fatto di essere toccate, vezzeggiate, carezzate, massaggiate; e anche nel fatto di toccare, vezzeggiare, carezzare e massaggiare l’altro; nello stesso tempo, la cosa è sottoposta a forti vincoli e circondata da un ceto qual sospetto: tanto essa è segretamente desiderata, quanto è invece disapprovata, se appena oltrepassa un certo limite – e qui sta il problema – che non è uguale per tutti, e che non tutti riconoscono.

Osserva Clare Maxwell-Hudson, considerata una delle massime autorità viventi nel campo del massaggio, almeno in Occidente (da: C. Maxwell-Hudson, «Il libro del massaggio»; titolo originale: «The complete book of massage», London, Doling Kindersley Limited, 1988; traduzione dall’inglese di Cristina Ghirardosi, Milano, Rizzoli, 1988, pp. 6-8):

«Il massaggio è uno dei modi più facili per conquistare e mantenere una buona salute ed è una cosa che noi tutti facciamo naturalmente. […] La base del massaggio è il tocco, e c’è, a livello medico, una tenenza sempre più diffusa a riconoscere l’importanza del tocco, del contatto fisico. […] Toccare è così naturale per noi che senza contatto fisico le persone diventano depresse e irritabili. Degli studi fatti dimostrano che i bambini allevati in famiglie dove genitori e figli si toccano fra di loro sono più sani, resistono meglio al dolore e alle malattie infettive dei bambini a cui questo  contatto è negato, dormono meglio, sono più socievoli e in genere sono più felici. Ma il nostro bisogno di contatto non si ferma all’infanzia, tutti ne abbiamo bisogno per riceverne una sensazione di amore, caldo, sicurezza.[…]

Malgrado tutte queste prove a favore dei benefici che derivano dal toccarsi, siamo ancora esitanti  a farlo. Penso che sia dovuto a una confusione tra sensualità e sessualità. Per il fatto di essere così spaventati dal legame tra tatto e sesso, abbiamo formalizzato il contatto. Ci sono poche occasioni in cui agli adulti è concesso toccarsi liberamente. Il massaggio rimuove tutti questi tabù e consente alle persone di toccarsi in modo chiaro, inequivocabile.

Non sentendoci liberi di toccarci l’un l’altro, ci rivolgiamo a figli e ad animali. È naturale per una madre cullare e coccolare il suo bambino. Anche gli amici e gli altri adulti sono autorizzati a vezzeggiare e a baciare i bambini, come qualcosa che gratifica non solo i piccoli ma gli adulti stessi. Accarezziamo e vezzeggiamo i nostri gatti, grattiamo il muso dei cavalli e diamo pacche ai cani. In altre culture, dove il toccarsi è più accettato, le persone si toccano molto di più, ma non passano ore a coccolare i loro animali. Che noi abbiamo necessità di toccare risulta evidente dal fatto che siamo costretti ad appendere cartelli con la scritta “Non toccare” in musei e gallerie. Siamo istintivamente portati a toccare per aver conferma di quel che vediamo. Il nostro senso del tatto è forse la nostra sensazione fondamentale. Le prime sensazioni del feto nel grembo sono tattili e questa è forse la ragione per cui il tocco infonde sicurezza e benessere.

Abbiamo bisogno di essere incoraggiati a toccarci di più fra noi e il massaggio è il modo perfetto per farlo in un modo privo di aggressività e di sessualità. Anche la più semplice forma di massaggio può avere un effetto terribilmente confortante. Se i malati guariscono più rapidamente e hanno meno bisogno di medicinali dopo che qualcuno ha stretto le loro mani per solo cinque minuti, pensate a quanto efficace può essere il massaggio. Con il massaggio mostrate attenzione a una persona e le trasmettete un senso di partecipazione, di comprensione fatta di intuizioni, la rassicurate e le date piacere.

Gli effetti del massaggio sulla salute delle persone massaggiate sono straordinari. Il massaggio migliora la circolazione, rilassa i muscoli, aiuta la digestione e, stimolando il sistema linfatico, accelera l’eliminazione dei prodotti di rifiuto. Questi benefici diretti, combinati con i benefici psicologici del sentirsi accuditi e coccolati, producono rapidamente una meravigliosa sensazione di benessere che nessun  medicinale in uso oggi può uguagliare.

I benefici del massaggio sono avvertiti non solo dalle persone massaggiate: anche il massaggiatore ne trae profitto. E ci sono alcune interessanti osservazioni a sostegno di questo fatto: è stato scoperto per esempio che quando accarezziamo un cucciolo, noi pure ci calmiamo e la nostra pressione sanguigna si abbassa. Io sostengo che fare un massaggio produce gli stessi effetti: accarezzare una persona ha le stesse qualità rilassanti sia per chi lo fa sia per chi lo riceve.

Per me, fare un massaggio ha il valore di meditazione attiva. Per eseguire un buon massaggio dovreste essere calmi e completamente assorbiti in quello che state facendo. Concentrandovi sul ritmo del vostro massaggio, ben presto vi rilasserete completamente, e il vostro stato d’animo rilassato si trasmetterà alla persona che state massaggiando. Quando massaggiate in questo stato, scoprirete che non solo state fornendo un massaggio migliore, ma quando avrete finito vi sentirete pieni di energia, freschi e rinvigoriti. Persino se iniziate un massaggio sentendovi irritati, ansiosi o turbati, vi accorgerete che è praticamente impossibile rimanere di cattivo umore mentre eseguite i movimenti calmanti e ipnotici.»

A parte qualche riserva sul fatto di poter massaggiare qualcuno mentre si è di cattivo umore, perché fatalmente gli si trasmettono delle energie negative (e appunto da ciò dipende il fatto che il massaggiatore si sente meglio, via via che procede nel massaggio: assorbe le energie positive del massaggiato e gli rilascia le proprie negative, comportandosi come un autentico vampiro psichico), ci sembra di poter condividere gran parte delle cose dette dall’Autrice .

Con una riserva di fondo, però, o, piuttosto, con una precisazione: la confusione fra sensualità e sessualità non è affatto una vera confusione, cioè una sorta di errore dovuto ad ignoranza, ma una reale impossibilità di scindere del tutto i due aspetti di un’unica esperienza, risvegliata dal contatto fisico attraverso la stimolazione tattile di gran parte della superficie corporea. Che tale commistione vi sia, e che sia qualcosa di reale, può non apparire manifesto in quelle situazioni – come il vezzeggiare e coccolare un bambino, o, addirittura, un animale domestico – nelle quali, per forza di cose e non per convenzione sociale o culturale, il coinvolgimento sessuale è minimo, o addirittura assente: però ci troviamo comunque sul filo del rasoio. I due aspetti, in realtà, non sono separabili: perversioni come la pedofilia e la zoofilia dovrebbero ammonirci circa il fatto che non è cosa saggia, né opportuna, sottovalutare o ignorare la componente sessuale presente in qualsiasi relazione affettiva che implichi un certo grado di intimità fisica, e, dunque, di stimolazione della sensualità.  I genitori, ad esempio, che decidono di mostrarsi nudi ai loro figli piccoli, come si usa soprattutto nelle culture dell’Europa settentrionale, o che fanno il bagno insieme a loro, si assumono la responsabilità di ignorare l’ambiguità insita nella zona mista in cui sensualità e sessualità si incrociano e si sovrappongono silenziosamente. Non diciamo che sia una scelta sbagliata; ogni coppia di genitori dovrebbe fare ciò che si sente di fare, sempre sulla base del buon senso e di un sano realismo: diciamo soltanto che è una scelta non neutra, né positiva in qualsiasi caso, come vorrebbero i pedagogisti della “liberazione sessuale” e, in generale, tutti i sostenitori delle novità educative ad ogni costo, in spregio alla tradizione, dando per scontato che il “nuovo” sia sempre e comunque migliore del “vecchio”.

È verissimo, comunque, che le carezze o certe particolari strette di mano, per non parlare degli abbracci, trasmettono un senso di benessere, di conforto, di consolazione: tutti sanno che un abbraccio fraterno ha un effetto calmante e rilassante su di un amico, e specialmente su di una amica, sconvolti da una forte emozione; e la stessa cosa vale, a maggior ragione, per i bambini: il bambino che è caduto a terra e si è graffiato o sbucciato il ginocchio, prova un immediato, se pur parziale conforto, dai bacini e dalle carezze che i genitori gli somministrano, specialmente sulla parte dolorante. Questi sono fatti, e coi fatti non si discute; tanto meno ci si può permettere di litigare. Del resto, siamo profondamente persuasi che la stragrande maggioranza dei disturbi e delle malattie fisiche hanno una componente psicosomatica: per cui è ovvio che agire sui centri nervosi e sulla sfera della affettività garantisce un beneficio, non importa quanto “reale” dal punto di vista strettamente medico, sicuramente – però – efficace all’atto pratico.

È un fatto che nella cultura europea vige la consuetudine di non toccarsi troppo, anche se esistono differenze sensibili a questa regola, specialmente scendendo dal settentrione al meridione del continente, e a seconda, naturalmente, del grado di intimità e di confidenza che esiste fra le persone. In certe regioni d’Europa è considerato inappropriato, e perfino sconveniente, anche solo trattenere la mano dell’interlocutore un secondo più dello stretto necessario, o sfiorarne il corpo in un gesto affettuoso, per non parlare delle domande di carattere personale, anche se si tratta di mostrare interessamento e partecipazione nei confronti di qualcuno che si suppone bisognoso di un qualche conforto, ad esempio per aver subito un lutto o un dispiacere recenti; in altre, parrebbe strano il comportamento opposto, ossia di mantenere le distanze e limitarsi ad un contegno formale e distaccato. Però, ripetiamo, molto dipende dal grado di intimità: è generalmente ammesso che certi abbracci prolungati, certe manifestazioni di tenerezza, e perfino certi sguardi ammiccanti, se sono consentiti, o almeno non disapprovati, fra parenti e amici di vecchia data, cessano di esserlo se si tratta di persone che si conoscono solo superficialmente o che, magari, non si conoscono quasi per nulla. Senza contare che molto dipende anche dal carattere individuale e dalla educazione che si è personalmente ricevuta, indipendentemente – beninteso, fino ad un certo punto – da ciò che prescrivono le norme sociali e la cultura dominante.

Resta il fatto che le persone percepiscono il fatto di toccare e di essere toccate come qualcosa di benefico, di rilassante, di rassicurante, di gradevole, di positivo: dei cinque sensi, quello del tatto è stato, forse, il più sacrificato dalle norme della vita sociale. Non bisogna, tuttavia, cadere nella esagerazione di vedere una specie di congiura repressiva da parte della società stessa, anche perché la società non è affatto qualcosa che si contrapponga meccanicamente all’individuo, ma è la dimensione comunitaria in cui si proietta, e interagisce, ogni io individuale, per cui l’una è impensabile senza l’altro, e viceversa. Come abbiamo già detto, la sfera della sensualità e quella della sessualità non sono, in moltissimi casi, nettamente separabili; forse non lo sono mai. Bisogna perciò tener conto di questa fondamentale ambiguità dell’atto di toccare l’altro, e regolarsi di conseguenza, con il maggior senso di responsabilità che sia possibile. È importante evitare qualsiasi forma di contatto fisico ravvicinato che possa ingenerare confusione e turbamento nel prossimo, se la situazione è tale da lasciare troppo ampi margini di ambiguità.

Il gioco della seduzione è un gioco lecito e accettabile se si svolge, in ogni caso, fra due persone che, quantomeno, siano disponibili a giocarlo in maniera adulta e consapevole; diventa un gioco sporco e inaccettabile, se una delle due sfrutta una situazione di ambiguità per suscitare una reazione sensuale e/o sessuale nell’altro, e specialmente se si tratta di qualcuno che si trova oggettivamente in una condizione di fragilità ed esposizione, per esempio un bambino o un adolescente di fronte a un adulto. Il mondo è pieno di loschi seduttori che sfruttano l’ingenuità e l’inesperienza dell’altro, allo scopo di aprire una breccia nelle sue difese e manipolarlo a proprio piacere, calpestando ogni norma etica e, magari, abusando del proprio ruolo o della propria funzione sociale (genitore, parente, insegnante, sacerdote, ecc.).

Concludendo, noi non sposeremmo la tesi di fondo di Clare Maxwell-Hudson, e cioè che toccarsi è socialmente inibito, proprio perché così necessario al nostro benessere: ciò equivale a vedere un oscuro complotto contro il nostro benessere e la nostra felicità, ordito da chissà quali fanatici, bigotti e repressi. Ma perché – domanda il commissario Maigret, nel corso di una delle sue celebri inchieste – si dovrebbero fare le cose semplici, quando sono complicate? Sarebbe semplice, ma ingenuo, pretendere di spiegare tutto mediante l’esistenza di una simile congiura: anche perché tutto quel che si vede, della società odierna, va nella direzione opposta, cioè quella di una esasperazione della componente sensuale delle persone, spinta fino al delirio. No, le cose non sono così semplici. Perché la natura umana è alquanto complicata: e in essa vi sono delle zone d’ombra molto dense ed estese; zone che solo pochi hanno il coraggio di guardare, riconoscere ed esplorare sino in fondo…

Già pubblicato sul sito dell’Accademia Nuova Italia il 28 Luglio 2015

Foto dall’archivio de “Il Corriere delle Regioni”

Del 15 Settembre 2020

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