domenica, 28 Febbraio 2021
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Siamo fatti di fango e non basta una vita a ripulirci

Siamo fatti di fango e non basta una vita a ripulirci. I nostri nonni lo sapevano bene: Cristo non è venuto in terra per esaltare l’uomo, ma ha assunto la natura umana per mostrare all’uomo la via con la quale si esce dal fango di Francesco Lamendola  

Ci sono delle verità semplici, brucianti, ma decisive, delle quali tuttavia ci si scorda; il che sarebbe inspiegabile, se non fosse dovuto al massiccio lavorio della cultura dominante, la quale ormai ci ha abituato a pensare quel che essa vuole e a ignorare ciò che essa detesta. La cultura dominante, oggi, è quella radical-massonica, che si riempie sempre la bocca di parole come libertà, diritti, tolleranza, mentre è nata al preciso scopo, e lavora assiduamente al fine specifico, di distruggere ogni libertà, di conculcare ogni diritto e di negare qualsiasi tipo di tolleranza a tutti quanti hanno la sventura di non trovarsi allineati sulle sue posizioni. È nata così: con l’illuminismo e tutti i suoi ridicoli e abominevoli miti; e subito dopo la si è vista all’opera, in concreto, nella Rivoluzione francese, che è stata sostanzialmente il suo braccio armato. L’uno e l’altra sono stati pensati, voluti, scatenati, dalla massoneria: quindi non fa meraviglia che sin dalle origini abbiano servito i fini della massoneria, che erano: distruggere la Chiesa e il cristianesimo; distruggere l’ordine sociale vigente; rimpiazzarlo con un Nuovo Ordine Mondiale al vertice del quale, materialmente e moralmente, sarebbero stati loro: i gran maestri della massoneria. È lo stesso obiettivo che perseguono oggi e che hanno sempre perseguito da tre secoli a questa parte, in realtà da prima ancora: ma, come certi fiumi carsici che appaiono e scompaiono nel terreno, è difficile dire da quando, perché quei signori amano operare nell’ombra, e sono bravissimi nel tener segrete le loro opere lasciando che a esporsi siano personaggi secondari, in realtà dei semplici pupazzi manovrati da loro. Vedi, ai nostri dì, il pupazzo Macron in Francia, o il pupazzo Biden negli Stati Uniti d’America. Oppure qualcuno pensa davvero che Macron sia divenuto presidente francese per meriti suoi, in maniera limpida e democratica, o che Biden sia giunto a candidarsi alla Casa Bianca per espellerne Trump, grazie al suo riconosciuto valore? E in Italia il signor Conte, il signor Fico, il signor Di Maio, il signor Casalinola signora Azzolina, sono giunti là dove oggi siedono per le loro indubbie e universalmente note capacità e competenze?

Una delle semplici, brucianti, ma essenziali verità, delle quali ci siamo scordati un po’ tutti, ma solo di recente, perché i nostri genitori e soprattutto i nostri nonni la conoscevano benissimo e la portavano sempre nel cuore in tutte le circostanze della loro vita, belle e tristi, è che siamo fatti di fango, e non basta una vita a ripulirci. Solamente Iddio, e con non poca fatica, nonché con la nostra collaborazione, riesce a renderci un po’ più presentabili, quel tanto che basta a farci entrare per la porta stretta del suo Regno. Il che però non è affatto scontato, visto che molti di noi preferiscono il fango, adorano il fango e trovano che non ci sia niente di più bello al mondo che sguazzare,  grufolare e rivoltarsi beati e felici in mezzo al fango; e quanto più è spesso, fetido e appiccicoso, tanta maggiore è la beatitudine. Pessimismo? No: cristianesimo. Questa è, puramente e semplicemente, la lezione del cristianesimo, che in teoria dovremmo conoscere fin da bambini; che si articola, come si sarà visto, in due affermazioni distinte e complementari. La prima, che è la brutta notizia, è che siamo fatti di fango, e per quanto facciamo con le nostre sole forze, neppure in una vita intera riusciremmo a ripulirci e a renderci presentabili. La seconda, che contiene la buona notizia, è che c’è Qualcuno che può farlo, e sia pure parzialmente: Dio stesso; il quale ci ama anche così, sozzi e fetenti per tutto il fango che ci portiamo addosso; ma che, nondimeno, fa di tutto per ripulirci, purché noi siamo disposti a collaborare con Lui. E lo fa perché ci ama, ossia per una sua generosità gratuita, che noi non avremmo alcun titolo per meritare, dal momento che siamo così luridi e fangosi perché noi stessi, nella persona dei nostri progenitori Adamo ed Eva, abbiamo scelto di tuffarci nel fango, e da quella volta nessuno di noi, nessuno – tranne la Vergine Maria, ma per un privilegio speciale del Cielo, in quanto futura madre del Signore Gesù Cristo – è stato capace di tirar fuori del tutto la testa dal fango e di tornare al primitivo splendore, quello con il quale eravamo usciti dalla mano dell’Onnipotente.

Ebbene quella semplice verità, che tutti dovremmo conoscere e che quasi tutti, invece, ci siamo scordati, afferrati e storditi dal narcisismo di massa che ci restituisce di noi stessi un’immagine meravigliosa, anche se meravigliosi non siamo affatto, ci ha colpito come un pugno salutare dalle pagine di un libro di una scrittrice e giornalista che di scomode verità ne dice troppe per essere simpatica agli esponenti della cultura dominante: Costanza Miriano, perugina, classe 1970 e cattolica dichiarata. La quale, già per il solo fatto di non essere femminista, ma anzi critica del femminismo, gode il privilegio di essere segnata sul libro nero dei personaggi sgraditi all’élite massonica, i quali non devono essere invitati alla televisione, né avere recensioni favorevoli sulla stampa, né vincere premi letterari.

Scrive dunque la brava Costanza Miriano, nel suo libro Sposala e muori per lei (Milano, Sonzogno, 2012, pp. 131-132), che fa coppia con l’altro, dal titolo quasi impronunciabile per quei signori, Sposalo e sii sottomessa:

Dunque, diciamo subito che personalmente quando comincio a leggere o ad ascoltare qualche tirata sull’”educare ai valori” il cervello mi si chiude istantaneamente come davanti alla tavola degli elementi chimici. Non capisco, non so neanche cosa s’intenda con la parola “valori”.

È tutta una messinscena. Educare davvero, ma veramente, è, un lavoro difficilissimo che con noi può fare solo Dio, con un bel po’ di tempo e di grazia, e con la nostra collaborazione : tempo, fatica, impegno e sacrificio e di preghiera. Siamo fatti di fango, e non basta una vita intera a ripulirci e a renderci presentabili. Il massimo che possono ottenere i genitori sono dei comportamenti socialmente accettabili. Per cui i discorsi sull’educazione mi fanno morire dal ridere, per quanto siano di moda. Mi sembrano incisivi come i braccialetti di gomma «stop alla fame nel mondo» o «contro la violenza» (c’è qualcuno che sia a favore della fame nel mondo?), o come certe forme di protesta (…).

L’idea di educare ai valori mi fa ridere perché penso che l’uomo da solo sia fondamentalmente cattivo, lo dice il Vangelo, mica io. Però Gesù dice: «Senza di me non potete far nulla». Si tratta quindi semplicemente di stare con lui, che «sapeva ciò che è nel cuore dell’uomo e non si fidava», ma ci ama lo stesso, e ci ama fino a morire per noi.

Il bello, o meglio il brutto, è che a farci scordare questa semplice verità non è stata tanto la cultura profana, la quale, tutta presa nel vortice delle magnifiche sorti e progressive, fa il suo (sporco) mestiere, quello di staccarci dalle nostre radici, dalla nostra tradizione e perfino dal nostro innato buon senso, per gettarci in un mondo allucinato, fatto di proiezioni deliranti dei nostri più oscuri desideri; ma proprio quella cultura (pseudo) cattolica che, se esistesse ancora, e fosse tuttora fede a se stessa, certo non sarebbe scesa così in basso da ridursi a fare da ancella a quell’altra. E che le faccia da ancella, e anche qualcosa di peggio, da oscena prostituta, lo si vede da mille e mille segni: per esempio dal fatto che, sulla stampa “cattolica”, si esaltano i personaggi e i libri di autori anticristiani, mentre si mortificano quelli veramente cristiani e cattolici (valga per tutti l’indegno trattamento riservato dal quotidiano dei vescovi, L’Avvenire, a un gigante del pensiero come monsignor Antonio Livi, recentemente scomparso); oppure dal fatto che un sacerdote chiami un personaggio come Emma Bonino, la regina dell’aborto di Stato, a dissertare di questioni sociali in una chiesa cattolica, davanti ad un pubblico teoricamente cattolico. E tutto ciò è avvenuto per una ragione precisa e non semplicemente per una “naturale” tendenza della cultura attualmente più debole, quella cristiana, a farsi trascinare a rimorchio da quella più forte, la cultura laicista e radicale: ossia per il sotterraneo e abilissimo lavorio della massoneria, penetrata nella Chiesa stessa, nelle facoltà teologiche, nei seminari, spargendo incessantemente semi di auto-dissoluzione che, nel giro di qualche decennio, hanno dato i loro malefici frutti. È accaduto così che i giovani entrati in seminario con la fede, sono poi divenuti preti senza fede; che i teologi che scrivevano libri per fortificare i credenti nella dottrina cattolica, ora scrivono libri che li riempiono di dubbi, incertezze, scandali e confusione; che quel clero che dovrebbe custodire nella Verità di Gesù Cristo le pecorelle del suo gregge, fanno in realtà di tutto, ma proprio di tutto, per disgustarle, inorridirle e allontanarle. E ciò mentre si affannano a gettar ponti, come oggi si usa dire, verso tutti, o meglio, per essere più precisi, verso i nemici del cristianesimo, verso i massoni scomunicati più volte (e tuttavia chiamati cari fratelli massoni dal cardinale Gianfranco Ravasi) e i seguaci delle false religioni (espressione già di per sé anticonciliare e quindi ripudiata e proscritta), verso gli atei militanti e tutti quelli che da secoli e secoli sognano e si adoperano per vedere distrutti gli effetti della Redenzione di Cristo e che ora si vedono spalancare le porte e offrire melliflui sorrisi e ramoscelli d’ulivo da quelli stessi che intendono spazzar via dalla faccia della terra – in realtà dai loro fratelli di loggia che sono entrati proditoriamente nella Chiesa e che parlano e agiscono spacciandosi per veri cattolici, mentre sono seguaci del Grande Architetto se non di Lucifero.

Dunque, torniamo al punto: gli uomini sono fatti di fango e non basta una vita a ripulirli e a renderli presentabili; a meno che si affidino al loro Creatore, il solo che li può aiutare ad uscire, anche se parzialmente, dalla melma nella quale sono immersi. A ben guardare, questa verità non è diversa da quella espressa da Dante nella Divina Commedia: la vita è un cammino di purificazione dal fango del peccato, ma la pulizia non è cosa che gli uomini possano far da se stessi, così come da soli non sanno uscire dalle tenebre della selva oscura; perché, come dice Gesù nel Vangelo di Giovanni (15, 4-6), da soli non possono far nulla:

4. Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può far frutto da se stesso se non rimane nella vite, così anche voi se non rimanete in me. 5 Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. 6 Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e si secca, e poi lo raccolgono e lo gettano nel fuoco e lo bruciano.

Gesù non dice, l’osservazione era già stata fatta da Sant’Agostino: da soli potete fare poco; bensì: da soli voi non potete far nulla (cfr. il nostro articolo: Ogni grazia viene da Dio, pubblicato sul sito dell’Accademia Nuova Italia il 09/07/18). Nulla vuol dire nulla: zero virgola zero. Non è abbastanza chiaro? E dunque, ogni volta che si sente un sedicente cattolico parlare in altro modo; ogni volta che un giornalista della stampa (ex) cattolica scrive cose diverse; ogni volta che un sacerdote, o Dio non voglia (ma purtroppo accade), un vescovo o un cardinale si esprimono in termini completamente diversi, e ci vengono a magnificare le splendide possibilità dell’uomo, arrivando fino a parlare di umanesimo cristiano o, addirittura, di nuovo umanesimo, che è la tipica espressione massonica per indicare il Nuovo Ordine Mondiale e come, a un certo punto, si son messi a squittire e a ragliare anche i seguaci della falsa chiesa bergogliana: ebbene, potete stare certi, assolutamente certi, che costoro sono fuori del Vangelo di Gesù Cristo; che non parlano del suo santo Vangelo, ma di un altro, il quale non viene da Dio, ma dal Diavolo. Infatti non tutto quel che non viene da Dio, viene perciò dal Diavolo; ma tutto quel che scimmiotta la voce di Dio, viene sicuramente dal Suo e nostro nemico, l’antico ingannatore che già sedusse i nostri progenitori.

Chiunque professa una visione umanistica si dichiara, con ciò stesso, nemico irriducibile di Cristo e dei suoi seguaci: perché Cristo non è venuto in terra per esaltare l’uomo, né per esaltare la dimensione terrena ha assunto Egli stesso la natura umana, ma per mostrare agli uomini la via con la quale si esce dal fango, ci si ripulisce dal fango (parzialmente, in questa vita) e si diventa degni di entrare nel suo Regno, ove ogni traccia d’impurità e imperfezione scompare per sempre. O si è cristiani o si è umanisti, questo è il discrimine: o si crede in Dio o si crede nell’uomo. Voler essere cristiani umanisti, come voler essere cristiani liberali, o magari cristiani socialisti, e così via farneticando, è una contraddizione in termini. Peggio, è voler strumentalizzare il Vangelo, e quindi farsi beffe di Gesù. Ora, il problema è che a partire dal Concilio Vaticano II, vale a dire da più di cinquant’anni, il clero ha fatto propria una visione umanistica e l’ha diffusa nel popolo dei fedeli: umanesimo massonico, radicalmente anticristiano e perciò diabolico. Ne consegue che i cattolici odierni credono di essere cattolici, ma salvo i pochi che si sono resi conto dell’inganno, non lo sono affatto. E magari fossero il nulla: sono seguaci di una falsa religione di origine massonica e di natura diabolica. Fino al Concilio gli uomini sapevano di esser fatti di fango, e il clero lo ricordava loro con tutta la liturgia, la pastorale e il magistero. Poi ha smesso di farlo, chissà perché. Provate a immaginarlo. Noi, un’idea ce l’abbiamo.

Del 30 Ottobre 2020

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