lunedì, 20 Settembre 2021
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Bando del piombo dalle zone umide il voto in Europa e cosa ci aspetta

Una sconfitta annunciata quella del voto contro il Regolamento CE sul bando nel piombo nelle zone umide. Lo annuncia il gruppo Lega con Dreosto, Campomenosi, Casanova e Da Re in testa. “Qualche deputato ha lamentato pretestuosamente una divisione politica per il fatto che sono state presentate due obiezioni separate. Fa sorridere il fatto che questo accada sempre dopo il voto e non certo per il volere della Lega, la prima che ha chiesto comunione d’intenti sin dal primo momento e alla vigilia del voto in Commissione Ambiente, ottenendo come risposta un secco no” precisa Marco Dreosto, primo firmatario della Risoluzione. “PPE, ECR e Renew, tre gruppi politici che hanno manifestato obiezione dopo di noi, ci hanno invece indirettamente aperto la possibilitá di convergere su una proposta politicamente meno “ingombrante”, che abbiamo deciso in maniera lungimirante di sostenere – spiega il Capo delegazione Marco Campomenosi – cosí da avere un doppio punto di forza: da una parte piú Gruppi evidenziano la necessita di un cambiamento, maggiore é l’attenzione che la Commissione dedica al problema, dall’altra si é offerto ai parlamentari una doppia possibilitá, lavorando per convergere sulla prima obiezione, esattamente com’é stato fatto. Per questo un’unica proposta avrebbe preso meno voti, ma non mi stupisco che molti non abbiano capito, non conoscendo a pieno la politica nelle sue tortuose dinamiche. A Campomenosi fa eco Massimo Casanova, riferimento delle doppiette del sud Italia “Noi della lega assieme ai colleghi francesi siamo stati gli unici a votare sempre a favore delle obiezioni, sia in commissione ambiente, sia in plenaria, dimostrando di avere a cuore la tematica venatoria a 360 gradi, indipendentemente dai colori politici” . Un sassolino dalla scarpa se lo toglie anche il veneto Gianantonio Da Re “Stupisce che adesso proprio coloro che hanno deciso di correre da soli, lamentino una mancata coesione. Mi é dispiaciuto constatare invece che anche alcuni deputati cacciatori, appartenenti a gruppi politici molto distanti dal nostro ma addirittura sostenitori dell’intergruppo caccia, abbiano votato contro, dimostrando cosí la propria incoerenza.”

Contrari come sempre i 5 stelle e la sinistra, per non parlare della compagine verde nord europea, particolarmente radicale, molto ben rappresentata e supportata dalle lobby ambientaliste. Praticamente impossibile raggiungere il risultato nel Parlamento Europeo piú verde della storia e vicino alla verdissima Commissione europea. I parlamentari del carroccio ribadiscono ancora di piú il proprio impegno nel portare avanti situazioni a favore della caccia, ringraziando tutti i tecnici, i colleghi e le associazioni venatorie e sportive, che in questi mesi hanno lavorato per cercare di strappare un risultato. Dopo il 5 dicembre la Commissione potrá pubblicare il Regolamento sulla gazzetta europea che diverrá immediatamente esecutivo ma le cui disposizioni saranno applicabili dopo 24 mesi.

Gli Stati membri potranno solo emanare delle linee guida di recepimento per la conseguente applicazione del Regolamento. Ad attendere al varco il  Governo italiano sulla questione, considerato che ha sostenuto piú volte il Regolamento all’interno del comitato REACH, i parlamentari della lega, in primis Francesco Bruzzone, che pretende indicazioni chiare per identificare le zone umide, scongiurando una campagna persecutoria nei confronti dei cacciatori per il semplice porto delle munizioni in piombo.

Dario Buscema – Accredited Parliamentary Assistant of Mep Marco Dreosto – European Parliament  

Del 30 Novembre 2020

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