giovedì, 24 Giugno 2021
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Aforisma: “Espianto d’organi: una sgradevole verità”

L’aforisma di giornata. Una sgradevole verità: per essere espiantato, un organo deve essere ancora perfettamente funzionante; e per essere ancora perfettamente funzionante, bisogna che l’organismo cui appartiene sia ancora vivo di Francesco Lamendola  

AFORISMI: “SULL’ESPIANTO E DONAZIONE D’ORGANI”

Per essere espiantato, un organo deve essere ancora perfettamente funzionante; e per essere ancora perfettamente funzionante, bisogna che l’organismo cui appartiene sia ancora vivo. Sgradevole verità, ma pur sempre una verità.

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Per essere espiantato, un organo deve essere ancora perfettamente funzionante; e per essere ancora perfettamente funzionante, bisogna che l’organismo cui appartiene sia ancora vivo. Sgradevole verità, ma pur sempre una verità.

Per questo la medicina contemporanea ha messo in circolazione la nozione di morte cerebrale: per far credere che, una volta arrestate le funzioni del cervello, il corpo è morto, e si può quindi procedere all’espianto degli organi per salvare altre vite che si trovano in pericolo, o comunque per beneficiare altri individui.

Ma è una mezza verità e anche meno di mezza. La morte cerebrale non coincide con la morte dell’individuo, con la morte totale; la morte vera sopraggiunge quando il cuore cessa di pompare  il sangue, irradiando l’intero organismo. E infatti, se il cuore smette di pompare, gli organi deperiscono in un tempo rapidissimo e non sono più idonei al trapianto: non servono più a nulla.

Ciò che rende pericolosa e inumana la scienza moderna è la valorizzazione esclusiva della ragione logico-matematica e la totale indifferenza per l’affettività e quella forma di saggezza che nasce dalla comprensione della sofferenza. 

La scienza moderna non si pone mai domande di senso: ciò esula completamente dalla sua prospettiva e dalle sue finalità; anzi, a ben guardare essa non ha alcuna finalità. E proprio per questo il grande potere di cui dispongono gli scienziati, oggi, costituisce un pericolo.

Il potere non dovrebbe mai essere nelle mani di chi non si pone alcuna finalità, ma è capace soltanto di risolvere problemi tecnici.

Clonazione di esseri viventi, fecondazione eterologa, anche servendosi del seme congelato di persone decedute, intervento sul DNA al fine di modificare i caratteri genetici, creazione di esseri ibridi, con geni animali e umani, sono solo alcune delle capacità mostruose, in gran parte già divenute realtà, sviluppate dalla scienza biologica negli ultimi anni.

A questo punto manca solo l’unione della biologia con l’informatica e la meccanica e avremo la creazione di una dimensione intermedia tra il vivente e il non vivente, ad esempio con la fabbricazione in serie di cyborg.

Anche la psichiatria potrà diventare, come potenzialmente lo è già ora, una supertecnica di controllo mentale delle persone. Tutto questo sottintende una grossa carica di crudeltà, cioè d’indifferenza per le sofferenze inflitte agli esseri umani in nome di un non meglio specificato progresso della civiltà…

Tratto dall’articolo di Francesco Lamendola: “Un bravo scienziato deve anche essere crudele?

Del 10 Dicembre 2020

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