lunedì, 20 Settembre 2021
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La Destra nel sacco di Berlusconi

Un Circo Barnum? Inutile negarlo: una Destra forte di oltre il 40% delle intenzioni di voto (tra Lega e FdI) è stata messa nel sacco da un anziano signore, che possiede un partitino che a mala pena conta ancora un 6-7% (Forza Italia) di Michele Rallo  

Inutile negarlo: una Destra forte di oltre il 40% delle intenzioni di voto (tra Lega e Fratelli d’Italia) è stata messa nel sacco da un anziano signore che possiede un partitino che a mala pena conta ancora un 6-7% (Forza Italia). Naturalmente, l’anziano signore non ha fatto tutto da solo, ma ha potuto giovarsi – sin dall’inizio dell’operazione – del sostegno di tutto il Circo Barnum di quella coalizione minoritaria che si trova fortunosamente a detenere ancòra (fino a quando non ci faranno votare) una maggioranza parlamentare abusiva.

Molto probabilmente – siamo nel campo delle ipotesi – il Circo Barnum ha giocato abilmente le proprie carte. Qualcuno giura che all’anziano signore sia stata graziosamente offerta una di quelle norme legislative che una volta la sinistra definiva “ad personam”. Io non vorrei crederlo. Anche se, francamente, appare strano che, una decina di giorni prima del voto sullo scostamento di bilancio, la senatrice PD Valeria Valente abbia presentato un emendamento che mette al riparo Mediaset dal tentativo di scalata dei francesi di Vivendi. Tra l’altro, la senatrice ha precisato che l′“emendamento salva-Mediaset” non era un semplice parto della sua fantasia legislativa, ma «nasce dallo stimolo dei ministri Gualtieri e Patuanelli». Democratico il primo, pentastellato il secondo.

Strana coincidenza, dicevo. Eppure, non credo che l’intera vicenda possa ridursi ad un semplice do ut des. Credo piuttosto che, oltre che dalla legittima preoccupazione per le sorti di Mediaset, a motivare l’anziano signore sia stata la sua senile passione per una “unione dei moderati” che appartiene ad un’altra epoca della nostra storia e che oggi non rappresenta più nulla nella politica italiana.

Siamo in un altro secolo, in un altro millennio. Il contrasto non è più tra fascisti e comunisti (con buona pace dell’ANPI) e neanche fra un Centro-destra e un Centro-sinistra tra loro quasi sovrapponibili. Il contrasto di fondo, la contrapposizione radicale è tra quanti soggiacciono alle parole d’ordine di un globalismo finanziario che vuole uccidere gli Stati nazionali, e quanti si oppongono in nome delle legittime sovranità nazionali (ecco perchè sono definiti “sovranisti”), dei legittimi interessi nazionali, della legittima difesa delle identità nazionali.

Queste cose l’anziano signore non le ha mai capite. Lui è sempre rimasto fermo ad una narrazione politica da guerra fredda, spendibile – come massimo – sino alla caduta del muro di Berlino e alla fine dell’Unione Sovietica.

Oggi il panorama politico non è più lo stesso: gran parte della Sinistra ha abbandonato la difesa dei ceti popolari ed è diventata “moderata”, accettando le parole d’ordine dell’alta finanza e delle sue proiezioni politiche (Unione Europea compresa); al contrario, gran parte della Destra ha radicalizzato le sue posizioni, assumendo anche la rappresentanza politica delle classi popolari, angariate dalle “riforme” dettate dai poteri forti.

Una parte minoritaria della Destra – viceversa – ha rifiutato una scelta di campo netta, collocandosi in prossimità di un indistinto “centro” dello scacchiere politico, ed assumendo una attitudine “moderata” che la porta a condividere gran parte delle scelte anti-nazionali e anti-popolari dei “moderati” della cosiddetta Sinistra.

Naturalmente – inutile dirlo – i termini Destra e Sinistra sono soltanto orientativi, e vanno intesi nella loro accezione più generica: assai vicina a quella di un Centro-destra e di un Centro-sinistra che spesso associano realtà ben diverse tra loro.

In Italia, comunque – e torniamo all’argomento – il cartello politico che sembra destinato a prevalere (quando ci faranno votare) è quello nato dal vecchio Centro-destra a guida berlusconiana, oggi trasformato in un Destra-centro che premia i due partiti sovranisti della coalizione e si identifica nella duplice popolarissima leadership Salvini-Meloni.

Quando finalmente il popolo italiano potrà esprimersi, sarà questa la parte politica vincente. E la cosa – inutile dirlo – preoccupa fortemente i poteri forti che vogliono distruggere l’economia, la socialità e la stessa identità etnico-etica della nazione italiana. Ecco il motivo della corte serrata a Berlusconi da parte di quegli stessi ambienti che lo hanno crocifisso nel 2011. E l’anziano signore (il cui ego smisurato non ha mai accettato il declassamento a ultima ruota del carro del Centro-destra) ha abboccato.

La cosa è comprensibile. A non essere comprensibile è che ad abboccare siano stati anche Salvini e la Meloni, che si sono lasciati convincere a votare lo scostamento di bilancio del Governo Conte (sia pure modificato dalle proposte dell’opposizione) pur di salvaguardare l’immagine di una coalizione di centro-destra unita.

La coalizione – lo sanno tutti – non è affatto unita. Berlusconi rema contro. Ha dichiarato – incurante del ridicolo – che intende riprendersi la leadership del centro-destra e pilotarlo sui sentieri di un moderatismo antisovranista e filoeuropeista. Piccolo particolare che il vecchio signore dimentica: l’elettorato del centro-destra è sovranista, fortemente euroscettico e per nulla disponibile a farsi massacrare dalle riforme “che l’Europa ci chiede” e dall’immigrazione cara a Bergoglio. Che Berlusconi se ne faccia una ragione. E che se ne faccia una ragione anche quel tal Giorgetti che vorrebbe trasformare Salvini in un gentleman fumo-di-Londra.

Comunque – inutile negarlo – ancòra per questa volta Berlusconi è riuscito a infinocchiare l’intera coalizione. Speriamo che sia l’ultima volta.

Del 04 Dicembre 2020

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