venerdì, 24 Settembre 2021
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E’ in pericolo la nostra sicurezza

di Stefano Lecca

Facebook, Instagram, Youtube, Twitter, Google – per fare solo alcuni esempi – sono piattaforme alle quali quasi 50 milioni di italiani, oltre 4 miliardi di persone di tutto il mondo hanno volontariamente consegnato i propri dati personali. Noi comunichiamo “gratuitamente” col mondo attraverso questi strumenti di comunicazione. Ma ci siamo mai domandati perché utilizziamo questi mezzi di comunicazione senza pagare un centesimo? Queste piattaforme digitali sono veramente come Babbo Natale? No, nessuno fa nulla per niente e a tal proposito cito un vecchio e saggio proverbio veneto: “nemmeno il cane muove la coda per niente”. Dobbiamo renderci conto che se non fanno pagare nulla, significa allora che, il prodotto di scambio siamo noi. Noi stessi, la nostra identità, i nostri profili fisici, neurologici, psichici, emotivi, caratteriali, lavorativi, residenziali, affettivi sono nelle loro mani e decodificati dagli algoritmi per fini solo apparentemente commerciali. Questi algoritmi si alimentano con le nostre informazioni, si auto-generano, si sviluppano e si perfezionano con i nostri comportamenti nella rete. Sanno quando andiamo a dormire e a che ora ci svegliamo, controllano i nostri gusti e ci danno le informazioni che vogliamo noi, al momento giusto, info create su misura come se fosse un abito sartoriale. Ma tralasciamo, anche se sono importantissimi, gli effetti personali, quelli che fanno parte del nostro micro sistema individuale e approfondiamo quegli aspetti che interferiscono sulla società nel suo insieme e nei macro sistemi – economici e politici. Le piattaforme digitali dei social hanno numerosissime peculiarità positive ma al tempo stesso nascondono delle autentiche insidie e dei pericoli per la società che sono di importanza strategica. Ebbene sì, non è esagerato, ma oggi le piattaforme social possono far scoppiare uno scandalo, un tafferuglio, o peggio una guerra o controllare le Istituzioni e gli STATI, determinando ed influenzando votazioni e consenso popolare, in poche parole minando seriamente la democrazia. Vediamo come. Nello stesso modo in cui una piattaforma digitale raccoglie emozioni, pensieri e desideri di ognuno di noi, ci cataloga per località, origine, genere, età, carattere, la stessa piattaforma è in grado di influenzare i nostri comportamenti anche elettorali e modificare le nostre abitudini col solo fine commerciale che il prodotto (“noi”) compia le azioni che il cliente vuole, non importa se è un voto o un acquisto, in entrambi i casi si parla espressamente di manipolazione. Questo basta ad affermare che la sicurezza delle Nazioni, quindi anche dell’Italia, è in pericolo? A mio parere sì, questo processo evolutivo della digitalizzazione in “figitalizzazione” è capace ora di interferire sulle azioni a tal punto da sovvertire qualsiasi governo, sia esso di destra o di sinistra, democratico o repubblicano, laico o religioso. Non è fantascienza, molti di questi sono accadimenti attuali ed altri di prossima attuazione. A questo punto sorge immediata una domanda e ci spinge a chiedere a chi possa essere utile la disgregazione dei poteri costituiti e delle democrazie di tutto il mondo. Sicuramente ad organismi o entità sovranazionali che hanno come obiettivo la gestione economica e politica delle popolazioni dell’intero pianeta suddividendo il mercato globale in tanti allevamenti di mucche da mungere, ma il bestiame siamo ancora noi. Chi sarà o chi saranno mai questi grandi burattinai? La Cina? I potenti della finanza mondiale? E’ sempre più evidente  che la sicurezza delle Nazioni passa attraverso il controllo delle piattaforme social ed informazione online. Siamo passati dalla potenza economica e geopolitica dell’oro nero a quella economico-finanziaria dell’oro virtuale. La comunicazione digitale è la nuova frontiera dell’economia mondiale, è qui che si scontreranno le grandi potenze, sugli strumenti come il 5G, sui big data, sui  “Phygital”, favoriti dalla scarsa regolamentazione civile e fiscale da parte degli Stati dell’intero globo, rendendo la comunicazione vulnerabile e facilmente gestibile anche da chi ha obiettivi criminali di dominio mondiale dell’economia e del genere umano. Tutto ciò è possibile grazie alla comunicazione che oggi manipola gli utenti-prodotto verso un sostanziale equilibrio tra i pro e i contro, due grandi mercati che in conflitto tra loro faranno ingrassare in pari misura chi li gestisce, ma con un terribile denominatore comune: l’obiettivo di rendere gli Stati Nazionali ingovernabili, perché se non vi è un sensibile divario tra gli schieramenti, non ci sarà un vincente capace di governare nel lungo periodo, quindi il potere verrà consensualmente gestito da terzi, probabilmente da uno Stato egemone ed imperialista come la Cina o da una struttura sovranazionale o chi per loro. D’altronde in economia e in politica, se si finisce in pareggio, non si va ai tempi supplementari, si viene commissariati. Se vogliamo vincere questa battaglia, siamo ancora in tempo, ma ad una condizione: deve essere tutto regolamentato e soprattutto non deve essere affidato alle piattaforme digitali il “controllo” sulla ricchezza individuale, cosa che invece si prospetta nel giro di un paio di anni con le nuove forme di pagamento e con l’avvento delle monete virtuali quali la Libra di Facebook. Se si attuerà l’intero progetto, i colossi del web riusciranno ad avere il controllo anche sulla nostra capacità di spesa ed avranno piena conoscenza dei nostri patrimoni, condizione che ci metterà con le spalle al muro e la partita sarà persa.

Del 08 Dicembre 2020

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