venerdì, 18 Giugno 2021
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L’Esercito: un’eccellenza che diamo troppo spesso per “scontata”

Più di 11.000 militari durante le festività in operazioni all’estero e sul territorio nazionale di Andrea Cionci

“Mobilitiamo l’Esercito”: quando spunta una qualsiasi emergenza al di sopra delle possibilità di gestione, si chiama sempre la Forza Armata.

Come mai? Evidentemente perché è capace di rispondere a eventi e situazioni di emergenza con le reattività ed efficienza superiori tipiche di un’istituzione preposta alla nostra SOPRAVVIVENZA, addestrata a difendere la collettività dalla situazione più estrema: la guerra.

Una realtà di eccellenza, coesa e disciplinata, che gode senza flessioni della fiducia dei cittadini, ma che, troppo spesso, siamo portati a dare per scontata.

A tutti noi sarà capitato, almeno una volta nella vita, di renderci conto che avevamo una persona che, per noi, avrebbe fatto qualsiasi cosa per proteggerci, che ci sarebbe stata sempre e che abbiamo considerato quasi “dovuta”.

Un genitore, un nonno, un amico, una fidanzata … La cui preziosità non siamo stati capaci di apprezzare fino in fondo, se non troppo tardi.

Non è un caso che il motto dell’Esercito sia “Noi ci siamo sempre”, e forse proprio per questa disponibilità incondizionata – che arriva, per giuramento, fino al sacrificio della vita – tendiamo a non considerare fino in fondo il ruolo, la dedizione, gli sforzi migliorativi  (nonostante la cronica esiguità dei fondi), la vita di sacrificio degli italiani con le stellette.

C’è ancora gente che continua a insultare i nostri militari, a vandalizzare monumenti ai caduti (pensiamo a quei ragazzi che, giorni fa, sciavano sulle pendici del sacrario del Monte Grappa), a ripetere slogan vergognosi come “10, 100, 1000 Nassirya” durante le manifestazioni, a fare propaganda contro i simboli e gli anniversari della nostra storia militare, o a prendere in giro gli uomini in mimetica che, pur derogando al loro ruolo e  attività tradizionali, fanno la guardia nelle nostre piazze come deterrente per eventuali attacchi terroristici consentendoci, così, di sorbire il nostro aperitivo, o di muoverci con treni e metropolitana in relativa sicurezza.

Con l’emergenza Covid, abbiamo tutti provato la PAURA, un sentimento che da molti decenni mancava nella percezione collettiva con tale intensità. Diciamo che questa pandemia è stata appena un assaggino di quello che potrebbe essere una guerra vera. Purtroppo, gli ultimi italiani che l’hanno vissuta sono ormai molto anziani e vengono poco ascoltati in famiglia, mentre potrebbero restituirci quel pur istruttivo senso della precarietà del vivere che loro avevano provato da bambini o adolescenti.

Non diamo nulla per scontato: un semplice microrganismo può mettere in ginocchio una nazione. Non ce lo aspettavamo vero? Oggi non ci aspettiamo nemmeno una guerra, ma, facendo i debiti scongiuri, quali garanzie abbiamo che non possa accadere nulla del genere?

Ebbene, per tutte queste incognite c’è un guardiano che veglia su di noi, l’Esercito, insieme alle altre Forze Armate il cui giuramento, lo ricordiamo, è:

«Giuro di essere fedele alla Repubblica italiana, di osservarne la Costituzione e le leggi e di adempiere con disciplina e onore tutti i doveri del mio stato per la difesa della Patria e la salvaguardia delle libere istituzioni».

E allora, se vogliamo fare qualcosa per dire grazie, leggiamo quali siano state – e siano tuttora – le attività degli uomini in mimetica e condividiamo questo elenco sui social per informare tutti i nostri conoscenti.

“Di più insieme” è infatti, il secondo, nuovo, motto dell’Esercito: una mano tesa con discrezione, affetto e amicizia alla società civile per farsi conoscere sempre meglio.

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L’IMPEGNO DELL’ESERCITO NEL 2020

In un 2020 ormai al termine continua senza sosta il lavoro degli uomini e delle donne dell’Esercito, impegnati sia in Italia sia in missioni internazionali all’estero.

Pubbliche calamità ed emergenza Covid

Oltre 3.000 soldati italiani, provenienti da ogni reparto dell’area operativa o logistica dell’Esercito, sono impiegati in decine di missioni a guida ONU, NATO e Unione Europea e stanno operando in diversi teatri di crisi. Più di 7.000 invece sono i militari che in questo momento stanno operando sul territorio nazionale in supporto a cittadini e Istituzioni locali, in attività di concorso a seguito di pubbliche calamità (tra queste le attività volte a fronteggiare l’emergenza epidemiologica in atto) e in supporto alle forze di polizia nel contrasto della criminalità e nella prevenzione di possibili attacchi terroristici.

Addestramento nei paesi in condizione di crisi
Con l’impiego all’estero di assetti operativi, specialistici e logistici, nonché tramite i propri advisors militari, deputati a consigliare e addestrare le Forze Armate di Paesi che versano in situazione di crisi, anche quest’anno l’Esercito ha fornito il suo contributo nella costruzione di quelle condizioni di sicurezza e di sviluppo la cui mancanza è causa di instabilità di molte aree e regioni considerate strategiche per l’Italia. 

Afghanistan

In Afghanistan, il comando del contingente schierato a Herat è affidato alla Brigata Alpina “Julia” mentre da qualche settimana, presso il Quartier Generale della NATO a Kabul, l’Italia ha assunto il vice-comando della Missione Resolute Support.

Libano

La Brigata “Sassari” è invece responsabile del settore ovest della missione UNIFIL, nel sud del Libano e nella capitale Beirut, nell’agosto scorso, è stata condotta l’Operazione “CEDRI”, con la quale si è intervenuti con un ospedale da campo dell’Esercito e diversi assetti specialistici in soccorso alla popolazione libanese in seguito alla deflagrazione di 2.700 tonnellate di nitrato di ammonio, che ha devastato la città.

Iraq

In Iraq, i militari dell’Esercito, insieme a componenti di altre Forze Armate, addestrano le Forze di sicurezza curde (Peshmerga) e irachene nell’ambito dell’operazione “Prima Parthica”, mentre attività analoga viene condotta in Somalia, Niger e Mali (con le European Union Training Missions).

Libia

In Libia, il personale che opera presso l’ospedale militare da campo di Misurata, nell’ambito della missione MIASIT, continua a fornire assistenza sanitaria alla popolazione. In Kosovo, dove dal 2013 l’Italia detiene la leadership della missione NATO, il contingente KFOR è attualmente su base 5° Reggimento Artiglieria Terrestre “Superga”. 200 soldati sono impiegati nella missione NATO Enhanced Forward Presence in Lettonia e ulteriori contingenti sono dislocati in altri Paesi e aree del mondo.

Per garantire una rotazione tra i reparti e una presenza costante all’estero, per tutto il 2020 l’Esercito ha addestrato e approntato le proprie unità, fornendo personale specialistico per numerosi altri impegni internazionali e mantenendo operativa un’aliquota di forze facenti parte delle Forze di Reazione Rapida della NATO.

Operazione Strade sicure
Contestualmente, i militari dell’Esercito, congiuntamente alle Forze dell’Ordine, sono impegnati in 53 città nell’ambito dell’operazione “Strade Sicure”, per la vigilanza di installazioni sensibili e il presidio delle principali aree metropolitane del Paese. Nell’operazione si inseriscono le attività condotte in Campania in risposta all’emergenza “Terra dei Fuochi”, per la prevenzione e il contrasto di crimini ambientali. Dall’inizio dell’operazione a oggi sono state arrestate complessivamente più di 16.500 persone; oltre 14.000 individui sono stati fermati e più di 26.000 sono stati denunciati a piede libero. Sono stati inoltre effettuati controlli a circa 5 milioni e 300 mila persone e a più di 1 milione e 800 mila mezzi, sequestrati oltre 14.000 veicoli, 1352 armi e quasi 2 tonnellate e mezzo di sostanze stupefacenti.

Vedi anche il blog su Libero di Andrea Cionci: https://www.liberoquotidiano.it/blog/andrea-cionci/

Del 31 Dicembre 2020

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