sabato, 18 Settembre 2021
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II – Il mio Abruzzo: “L’ Abruzzo Adriatico e di Gabriele D’Annunzio”

di Rodolfo Palermo

Questo nostro secondo viaggio in terra d’Abruzzo comincia in territorio di San Vito Chietino, sulla fascia costiera adriatica abruzzese, tra Ortona e Vasto, all’altezza di un meraviglioso promontorio che oggi ha preso il nome di “Promontorio dannunziano”. In un casolare poco distante dall’ardito affaccio a strapiombo sul mare, risiedette infatti Gabriele D’Annunzio nell’estate del 1889 insieme alla sua amante Barbara Leoni, soprannominata la “bella romana”. Qui il vate ambientò gran parte del romanzo “Trionfo della Morte”, libro in cui le atmosfere decadentiste si fondono con una descrizione spesso struggente dell’Abruzzo, terra assisa tra la marina e il mare, intrisa di potenza degli elementi, di inconsapevole poesia, di struggente malinconia e di ancestrale magia. Alla fine del romanzo il protagonista, Giorgio Aurispa, si getterà dal promontorio verso la ferrovia sottostante, trascinando con sé la sua amante, la “nemica”, Ippolita Sanzio: “E precipitarono nella morte avvinti”.

Non lontano da qui c’è il trabocco Turchino e l’omonima spiaggia, mentre la ferrovia litoranea ottocentesca ha lasciato il posto alla pista ciclabile. Siamo nel pieno della bellissima e ormai celeberrima “Costa dei Trabocchi”, che va da Ortona a Vasto caratterizzando in maniera unica la parte meridionale costiera della regione. Queste antiche macchine da pesca, fatte di assi di legno, di corde e di reti protese verso il mare, furono paragonate da Gabriele D’Annunzio a “ragni colossali”, e vennero descritte nel Trionfo della Morte come “macchine che parevano vivere di vita propria”. Sui trabocchi oggi ci sono spesso dei ristoranti che servono specialità abruzzesi a base di pesce, ma il fascino del litorale è rimasto pressoché invariato nel tempo. Dalla costa, nelle giornate terse, si scorge possente, onnipresente e materna la sagoma della Majella, che, vista la sua relativa vicinanza all’Adriatico, caratterizza inconfondibilmente questo scorcio di paesaggio unico.

Gabriele D’Annunzio

Su un promontorio, in territorio di Fossacesia, a pochissimi chilometri a sud dell’Eremo dannunziano, si erge l’abbazia di San Giovanni in Venere, che merita assolutamente la visita sia per la sua bellezza architettonica che per la vista panoramica che si gode da lì. Qui, già nel toponimo, echeggia ed aleggia la figura della dea greca e poi romana Afrodite-Venere. E l’abbazia, costruita intorno all’anno mille sulle rovine d’un tempio pagano, conservò tale riferimento ed omaggio nel suo nome.

Scendendo poi più a Sud non possiamo tralasciare la città di Vasto. Uno dei centri più vivi, belli e pregni di storia della regione. Una passeggiata nel suo centro storico ed una visita al palazzo d’Avalos sono mete obbligate per il “viandante” innamorato del paesaggio e dell’architettura.

Ora possiamo riprendere l’auto, scendere già a Vasto marina e poi, dopo un piacevole bagno in mare se siamo in estate, risalire nuovamente verso Nord. A pochi chilometri da Histonium (l’antico nome della città del Vasto), c’è la riserva naturale di Punta Aderci. L’area protetta è la prima Riserva istituita in Abruzzo nella fascia costiera, e nasce dall’esigenza di conciliare l’aspetto naturalistico con quello turistico, ovvero relativo alla fruibilità delle spiagge. La Riserva ha una superficie di circa 285 ettari (che arrivano a 400 con l’Area di protezione esterna) e si estende dalla spiaggia di Punta Penna, attigua al Porto di Vasto, alla foce del fiume Sinello (confine con il comune di Casalbordino). Questo è uno dei tratti più suggestivi e spettacolari del litorale abruzzese, che alterna spiagge ampie e sabbiose a scogliere naturali con baie e calette di suggestiva bellezza.

Torino di Sangro

Ora, senza indugio, possiamo prendere l’autostrada A14 a Casalbordino in direzione Nord e fare una capatina a Lanciano, il secondo centro storico come estensione (non come popolazione) e forse come importanza di tutta la regione, situato nell’immediato entroterra a pochissimi chilometri dal mare. La cittadina è adagiata su dolci colline nella rigogliosa zona frentana, di cui è il capoluogo. I Frentani erano un antico popolo italico di lingua osca, insediato nella regione costiera adriatica centrale, tra le foci dei fiumi Sangro e Fortore, strettamente affine ai Sanniti. Qui a Lanciano c’è tanto da vedere, da conoscere, da scoprire. Città antichissima, sicuramente fondata assai prima di Roma, le origini di Lanciano affondano nel mito. La tradizione vuole che sia stata fondata nel 1179 a.C. da Solima, profugo troiano approdato in Italia insieme ad Enea, un anno dopo la distruzione della stessa Troia nel 1180 a.C., col nome di Anxanon o Anxia (dal nome di un compagno morto in guerra). L’antico splendore di questa città riecheggia nelle sue fiere di origine medievale, le Nundinae, che la videro rifulgere grazie ai suoi commerci con tutta la penisola e con l’Est Europa. Inoltre essa è famosa perché è la sede del primo miracolo eucaristico della cristianità, avvenuto nell’VIII secolo d.C. all’interno dell’antica cappella di San Legonziano posta oggi sotto il santuario di San Francesco, e meta di pellegrinaggio da tutto il mondo. Poi Lanciano è particolare anche per l’architettura arditissima della sua cattedrale, la Madonna del Ponte, che sorge sulle arcate dell’antico ponte di Diocleziano, poi riedificato nel medioevo. Oggi, salendo verso la via dei Bastioni, il colpo d’occhio sull’antico e possente ponte sormontato dalla mole imponente della cattedrale, è qualcosa di unico e suggestivo.

Tornando sulla costa, ovvero restando nella fascia adriatica di cui ho voluto trattare in questo articolo, ci rechiamo adesso a Pescara, passando per Ortona e Francavilla al mare. Questi ultimi due centri meritano assolutamente entrambi una sosta ed una visita.

Pescara è la città più grande d’Abruzzo, situata ad una quarantina di chilometri a Nord di Lanciano e ad una settantina a Nord di Vasto. Essa oggi è un centro di oltre 100 mila abitanti dall’aspetto modernissimo, con i suoi ponti avveniristici sull’omonimo fiume, soprattutto il famoso ponte Ennio Flaiano. La città, infatti, sorge attorno al fiume Pescara, un tempo chiamato Aternum, ed è molto avveniristica, dinamica e vitale; è la città di Gabriele d’Annunzio, di cui consiglio la visita della casa natale in corso Manthoné. Poi, poco distante da lì, c’è da vedere la cattedrale di San Cetteo ed il bellissimo Museo delle Genti d’Abruzzo in via delle Caserme.

Siamo più o meno al centro dell’Abruzzo litoraneo, fatto ormai di lunghe spiagge sabbiose, di ampi panorami collinari, di bei centri storici e di antica vocazione turistica balneare. Salendo verso le Marche incontriamo i seguenti centri degni di nota e meritevoli anch’essi di una visita: Città Sant’Angelo, Silvi, Atri, Pineto, Roseto, Giulianova, Tortoreto, Alba Adriatica.

Lanciano – San Francesco

Infine, proprio al confine con le Marche, nella provincia di Teramo, è irrinunciabile la visita alla fortezza di Civitella del Tronto. Il complesso dell’insediamento difensivo rappresenta una delle più importanti ed imponenti piazzeforti del Regno di Napoli, posta al confine con l’antico Stato Pontificio. È un’opera di ingegneria militare che ha pochi eguali in tutto il meridione d’Italia, ed è addirittura una delle più importanti d’Europa. Per la sua estensione è paragonabile al Forte della Brunetta, costruito dai Piemontesi nei pressi della città di Susa, e alla Fortezza di Hohensalzburg di Salisburgo, con cui è gemellata dal 1989. Le sue costruzioni si articolano per una lunghezza di circa 500 metri ed una larghezza media di 45, ricoprendo una superficie di 25.000 metri quadrati. Essa è il monumento più visitato d’Abruzzo (dato del 2016). Fu l’ultima roccaforte del Regno di Napoli a cadere il 20 marzo del 1861. I piemontesi, con un atto di estrema barbarie, la rasero al suolo. il 22 marzo 1861, infatti, il ministro della guerra piemontese, Manfredo Fanti, diede l’ordine di distruggere la fortezza di Civitella del Tronto, come damnatio memoriae di quella epica ed eroica resistenza opposta dai soldati borbonici. Successivamente venne recuperata e restaurata, ed oggi è visitabile per la gioia di chi ama questo genere di costruzioni. Da lì sopra – la fortezza è situata a 600 metri di quota – il panorama è impagabile.

Per concludere posso dire che la forza dell’Abruzzo sta sicuramente nei suoi monti forti, maestosi e possenti. Infatti tutta la potenza e l’asprezza dell’Appennino pare rinchiusa in questo lembo di terra dell’Italia centro meridionale che fa da baluardo tra Oriente e Occidente. Ma anche la fascia costiera adriatica di questa regione non lesina panorami mozzafiato e bellezze paesaggistiche ed architettoniche. Qui l’Abruzzo assume un altro carattere, meno duro e più incline alle qualità di accoglienza multirazziale propria dei popoli di mare. Qui sulla costa c’è stato nei secoli più movimento; ed ancora oggi c’è fermento, vita, effervescenza, dinamismo. Sulla costa, e a ridosso di essa, si concentra la maggior parte della popolazione della regione, ed è qui che anche io ho scelto di restare a vivere. Perché nella mia città, Lanciano, mi trovo a due passi dal mare ed a quattro dalla montagna. E non potrei davvero né chiedere né desiderare di meglio.

Foto dell’autore

Del 13 Gennaio 2021

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