giovedì, 25 Febbraio 2021
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7 miliardi in meno, Confesercenti annuncia la catastrofe

di Lorenzo Maria Pacini

Un virus che, se non uccide direttamente come malattia, lo fa per la disperazione e la fame che crea. Questo è ciò che si evince dal dato rilasciato da Confesercenti Toscana il 13 gennaio: 7 miliardi di euro in meno nei consumi del 2020, con una previsione di 1,5 miliardi di deficit per il primo trimestre del 2021.

Secondo il presidente dell’associazione, Nico Gronchi, è «indispensabile che la Regione Toscana si attivi, superando l’inerzia governativa, su tre direttive specifiche. Con un piano di sviluppo specifico per commercio, artigianato e servizi da inserire nei progetti del Recovery fund e nuovi interventi sulle garanzie attraverso i confidi. Poi con un grande piano di co-finanziamento a fondo perduto di almeno il 50%, sul modello del bando investimenti del 2020, specifico per negozi, alberghi, bar, ristoranti, artigiani, ambulanti. Ultimo, ma solo in ordine casuale, un intervento con progetti specifici per la rinascita delle città d’arte della nostra regione, realtà completamente trasformate dalla mancanza di turismo, sul modello del “Piano per la rinascita delle città” ».

Un danno gravissimo per il commercio e l’economia regionale e nazionale, che non vede prospettive di sostegno da parte del Governo, al momento in fase di crisi nella maggioranza col rischio di una transizione tecnica. «Ilprimo trimestre 2021 – prosegue Gronchi – si caratterizzerà, in relazione al prolungamento delle restrizioni, in una spesa per consumi a livello nazionale inferiore di 15 miliardi di euro rispetto al primo trimestre del 2020. Un colpo ulteriore ad un sistema già profondamente provato: nel 2020 la pandemia ha infatti cancellato in Italia 105 miliardi di euro di consumi, una cifra che, da sola, ha comportato una riduzione del PIL del 6,1%».

La caduta dei consumi è determinata principalmente dalle restrizioni imposte dal Governo conte e dalla mancanza di risorse da investire, in particolare da parte delle famiglie, messe alle strette dal rincaro dei prezzi sui beni di prima necessità e sulle bollette, unitamente alla grande prudenza propria dell’emergenza sanitaria. I settori più colpiti restano commercio, turismo, ristorazione e artigianato, e senza la loro ripresa il Paese entrerà in una spirale discendente difficile da fermare.


Foto: archivio Il Corriere delle Regioni

Del 14 gennaio 2021

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