sabato, 6 Marzo 2021
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Olimpiadi: l’Italia rischia l’esclusione da Tokyo 2021

di Lorenzo Maria Pacini

Sembra impossibile ma non lo è: l’Italia, Paese pluri-ridato in numerose discipline, va verso l’esclusione dalle prossime Olimpiadi di Tokyo 2021, che si sarebbero dovute tenere durante l’estate dello scorso anno. La decisione della preclusione verrà discussa mercoledì 27 gennaio nella riunione del Comitato Olimpico Internazionale.

La “accusa” nei confronti dell’Italia è in merito alla perdita di autonomia del Coni, successiva alla riforma dello sport di più di due anni fa. Il presidente del CIO, Thomas Bach, ha inoltrato due lettere ufficiali a Giuseppe Conte, rimaste però senza risposta. Il presidente del CONI Malagò ha cercato di persuadere il Governo ad un intervento, che dovrebbe consistere in una riforma dello statuto del Comitato in favore di autonomia decisionale e finanziaria, potendo nuovamente accedere anche ai fondi del CIO. In realtà un decreto esiste già, ma rimane bloccato da ostruzioni politiche interne alla maggioranza, che con il blocco delle palestre e la limitazione dello sport individuale e di gruppo ha già chiaramente espresso la propria opinione in merito allo sport e alla salute.

D’altronde, l’Italia non è certamente famosa per gli investimenti nello sport. Sul Pil totale, secondo i dati del Servizio Studi BNL, stiamo parlando di un misero 1,6% sul totale, mentre i consumi per esso arrivano al 2,3%. A mandare avanti le società sportive non è certo lo Stato, grande assente sia in materia economiche che in politiche di incentivazione all’attività fisica, ma gli sponsor privati, che da soli coprono il 90% del fabbisogno, mentre il restante 10% viene spartito fra Pubblica Amministrazione, pubblicità, vendita di beni e servizi e donazioni. La parte pubblica della spesa viene ammortizzata per il 54% dai Comuni, 27% dallo Stato, 11% dalle Regioni e 8% dalle Province. Non c’è dunque da stupirsi del disinteresse per lo sport.

Molti atleti delle squadre nazionali delle diverse discipline hanno espresso il loro disappunto e la rabbia attraverso i social network, ritenendo inaccettabile il silenzio del Governo Conte e l’ostracismo dei media, che non hanno dato rilievo alla incresciosa vicenda. Anche dalle società ed associazioni sportive si sono levati comunicati di sdegno e richiesta di intervento.

L’ex presidente CONI, Gianni Petrucci, è intervenuto a Radio anch’io Sport affermando «Non credo che il Cio abbia già deciso ma è veramente grave. Siamo alla vigilia del 27 e i casi sono due: o non c’è la volontà o non c’è l’autorità. Siamo arrivati a un punto in cui il primo Comitato olimpico del mondo, con l’Italia G6 come risultati sportivi, deve essere umiliato e non è ancora stata data la completa autonomia al Coni, non so cosa costi». Ora dobbiamo solo augurarci di poter vedere i nostri atleti vestiti d’azzurro sfilare con la mano sul cuore durante l’inno e sventolando fieramente la nostra bandiera.

Foto: archivio Il Corriere delle Regioni

Del 25 gennaio 2021

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