mercoledì, 24 Febbraio 2021
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Caritas toscana, allarme povertà

di Lorenzo Maria Pacini

“Un anno di Covid” si intitola il dossier realizzato dalla Caritas dell’Arcidiocesi di Siena-Colle Val d’Elsa-Montalcino, che offre una fotografia del 2020 e di come la gestione della cosiddetta pandemia ha cambiato la vita sociale della regione.

La Caritas, il cui centro nevralgico è situato nel complesso dell’ex monastero delle Clarisse, è strutturato in 14 sezioni, che si spartiscono i servizi di mensa quotidiana, accoglienza di senza fissa dimora, accoglienza per donne e famiglie in difficoltà e deposito di generi alimentari. I dati elaborati dall’Osservatorio Diocesano delle Povertà dicono che dal 2019 al 2020 c’è stato un aumento del 35,7% degli utenti che si sono rivolti al centro di ascolto diocesano (da 333 del 2019 a 452 del 2020). Aumentato del 49% il numero delle persone ascoltate che sono passate da 277 nel 2019 alle 413 del 2020. In maggioranza sono uomini di età media di 52,5 anni. Gli italiani erano nel 2019 ben 113 mentre nel 2020 sono arrivati ad essere 166. Gli stranieri sono passati da 220 nel 2019 ai 286 del 2020. Da sottolineare che in tutti i centri Caritas dall’inizio di gennaio 2021 si continuano a registrare importanti aumenti delle richieste di sostegno.

A cresce sopra a tutti è la povertà alimentare, riscontrata soprattutto fra le famiglie, il cui numero in utenza era di 94 prima del lockdown ed è arrivato a chiusura anno 2020, ma l’effettivo numero di nuclei aiutati è 566, oltre 2076 persone, cui se ne aggiungono altri 189 il cui programma alimentare è più esteso. La Caritas diocesana ha per i generi alimentari ha speso un totale di 25.752 euro nel 2020 (nel 2019 erano stati a Siena 3.481 euro). A queste cifre vanno aggiunte le spese sostenute dalle singole Caritas parrocchiali della Diocesi. Per la mensa gestita dalle Suore Vincenziane in centro a Siena, nel 2020 sono stati spesi 12.919 euro per i pasti, mentre nel 2019 spesa era di 4.000 euro. Nel 2020 sono stati erogati 29.010 pasti e si sono presentate alla mensa 321 persone. La Casa di accoglienza notturna ha visto la presenza di 26 uomini con 2533 pernottamenti, numero molto superiore al solito, con spese vive per 15.616 euro. L’accoglienza in emergenza è stata riservata a 5 famiglie, tutte con figli, e 4 donne, anch’esse con figli, con spese vive per euro 9.651 (luce, gas, acqua…). Fortunatamente sono giunti aiuti dalle raccolte fondi di associazioni e privati, nonché della Fonazione MPS.

Emerge una crescente incapacità di far fronte alle spese ordinarie, dramma concomitante con la chiusura delle attività lavorativa e la mancanza di sussidi adeguati da parti dello Stato, vero assente nel welfare.

Foto: archivio Il Corriere delle Regioni

Del 30 gennaio 2021

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