lunedì, 14 Giugno 2021

L’ora di Draghi

Tra patrioti e sovranisti alcune forze politiche rischiano molto per la scelta che faranno. C’è rimasta una sola speranza, molto flebile, che si crei una grande convergenza di forze eterogenee che respinga, all’interno del Parlamento, questa candidatura e riassuma un’orgogliosa presa di posizione politica per la tutela del nostro popolo: ci vorrebbe un miracolo! di Adriano Tilgher

Quello che temevamo alla fine è giunto. Draghi ha avuto l’incarico e la cosa ci terrorizza.

L’uomo è sicuramente capace, l’uomo è intelligente e dà una sensazione di sicurezza e competenza che dovrebbe rasserenarci. Ma ha a cuore gli interessi dell’Italia o è un altro uomo delle banche che si appresta a toglierci le ultime risorse del nostro popolo angariato da pletore di sedicenti politici al servizio di interessi antinazionali?

Gli ultimi uomini banca che hanno avuto ruoli di vertice nelle istituzioni italiane ci hanno arrecato danni incommensurabili e non credo per incapacità, ma essenzialmente perché era quella la loro funzione in quanto al servizio della globalizzazione e di interessi anti-italiani.

Basti pensare a Ciampi e alla speculazione di Soros sulla lira; oppure dobbiamo ricordare Monti, Prodi e altri individui del genere che hanno contribuito in modo massiccio a portare l’Italia in un baratro drammatico, da cui uscire non sarà facile soprattutto se continueremo a fidarci di persone incapaci o al servizio di altre nazioni o comunque nemiche dell’Italia.

Ecco perché sono fortemente prevenuto nei confronti di Draghi. Non è possibile che un uomo, che ha formato tutta la sua esperienza nell’ambito bancario, possa avere a cuore le esigenze di un popolo o i problemi delle fasce più deboli della società; è ancora più difficile credere che un uomo esperto di finanza e di mercato possa condurre fuori dal vortice liberista e dalla tirannia dei mercati e della finanza usuraia una nazione come l’Italia, faro per il mondo intero di cultura e civiltà.

Tutto il sistema di potere globalista e multinazionale, sostenuto dai suoi mezzi di comunicazione, che rappresentano e coprono quasi la totalità degli stessi, hanno esultato per questo incarico: la borsa di Milano è cresciuta, i titoli azionari delle banche hanno fatto notevoli balzi in avanti, lo “spred” – parolaccia anglosassone, da pochi anni diventata nota ai più, che determina, senza riferimenti concreti, la crescita o il crollo delle economie nazionali – è sceso. (Da notare che nessuno di questi indici porta beneficio ai cittadini, ma solo ai ricchi speculatori). Il che indica da una parte quanto siano fasulli questi indici, dall’altra quanto sia estraneo all’interesse nazionale un uomo che attira l’apprezzamento degli usurai internazionali e degli affossatori dei popoli.

C’è rimasta una sola speranza, molto flebile, che si crei una grande convergenza di forze eterogenee che respinga, all’interno del Parlamento, questa candidatura e riassuma un’orgogliosa presa di posizione politica per la tutela del nostro popolo.

Ci vorrebbe un miracolo.

Infatti i 5 Stelle dovrebbero ricordarsi le ragioni per cui gli Italiani li hanno votati in modo così massiccio, ragioni che erano l’anima dei loro discorsi e dei loro programmi e Draghi rappresenta proprio tutto ciò contro cui è nato il movimento pentastellato.

Lo stesso vale per la Lega e i Fratelli d’Italia, che, se vogliono ancora definirsi patrioti e sovranisti dovrebbero capire che Draghi, per la sua impostazione, è sicuramente un nemico di tutte e due i concetti e che la scelta globalista non si concilia in alcun modo con la scelta identitaria di cui, almeno a parole, si dicono portatori.

Forza Italia può trovare l’occasione di dimostrare che non è diventata una forza mercenaria.

Dal PD non ci aspettiamo nulla, visto che gli ordini li prende dalla Francia e dal suo presidente Macron.

Per fortuna una parte degli Italiani queste cose le ha capite, e alcune di queste forze politiche rischiano molto per la scelta che faranno.

Noi saremo attenti e denunceremo tutti i comportamenti contro l’Italia, perché l’Italia non può e non deve finire come tanti vorrebbero e, anche se il tempo sta per scadere, ce la metteremo tutta per farla risorgere libera, indipendente, senza le truppe straniere che la occupano da oltre 70 anni, per tornare ad essere quella fucina di idee e progetti che ci ha resi famosi in tutto il mondo.

Vedi anche: http://www.ilpensieroforte.it/

Foto dall’archivio de “Il Corriere delle Regioni”

Del 04 Febbraio 2021

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