domenica, 7 Marzo 2021
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Asia Bibi sarà cittadina ferrarese. La decisione esemplare del Consiglio Comunale

di Lorenzo Maria Pacini

Una buona notizia sul fronte dei diritti e delle libertà: la città di Ferrara avrà come concittadina Asia Bibi, la prima donna pachistana condannata e reclusa in carcere per 3.421 giorni, la cui vicenda è stata conosciuta alle cronache internazionali quale caso emblematico di discriminazione e violenza religiosa. L’accusa verso la contadina cristiana di Ittan Wali, piccolo villaggio della remota provincia del Punjab, era di blasfemia nei confronti delle leggi islamiche vigenti nel suo paese. era il 14 giugno 2009 quando, trovandosi a bere ad un pozzo durante la raccolta delle bacche, trovandosi a bere dall’unico bicchiere disponibile venne accusata di essere haram, cioè impura, evento cui fece seguito l’arresto, durato per più di 9 anni. La svolta è avvenuta il 31 ottobre 2018, quando la Corte Suprema assolve Asia per inconsistenza di prove, grazie anche al duro lavoro di diplomazia internazionale svolto dai legali e dai molti attivisti cristiani, battutisi in difesa della libertà di culto.

Abbiamo intervistato Massimiliano Guerzoni, del gruppo Ferrara Cambia, consigliere comunale, sulla storica decisione della giunta ferrarese, per comprendere meglio le ragioni della scelta esemplare.

Massimiliano, grazie molte per l’intervista. Cosa ha spinto il Comune di Ferrara ad interessarsi del caso di Asia Bibi?

Grazie a voi. Il caso Asia Bibi nasce da lontano, quando, nel 2018, l’attuale assessore Balboni, allora consigliere di opposizione, presentò la proposta di conferirle la cittadinanza onoraria. Proposta che però non venne presa in considerazione dall’allora maggioranza, oggi minoranza. Ieri, durante il consiglio comunale abbiamo conferito la cittadinanza a Patrick Zaki e abbiamo, come maggioranza, ritenuto corretto e doveroso conferire ad Asia Bibi la cittadinanza ferrarese, ottenendo l’unanimità da tutto il consiglio comunale.

La cittadinanza conferita in maniera onoraria è segno di profondo senso civico ed ha un grande valore di esemplarità. Ferrara si fa quindi partecipe della battaglia per le libertà fondamentali e la dignità della persona?

Certamente si! Faccio presente che io ho proposto, durante un consiglio comunale, di modificare una proposta dell’opposizione che voleva tutelare una sola categoria dalle discriminazioni, inserendo tutti i tipi di discriminazione, siano essi di razza, di credo religioso, di sesso. Ottenendo, grazie alla collaborazione dell’assessore alle pari opportunità Kusiak, di ampliare il tavolo sulle discriminazioni a tutti quei soggetti che, fino ad ora, non ne facevano parte.

La persecuzione dei cristiani nel mondo ha dati da capogiro, posizionandosi in cima alla lista. L’amministrazione ferrarese ha altri fronti per la tutela della libertà di fede su cui si sta battendo?

Il Comune interverrà sempre, nelle sue possibilità, in difesa della giustizia e della verità perché la vera libertà dipende da esse. Valori che non devono essere condizionati dalle ideologie di appartenenza come fanno molti, perché la storia ha bisogno della verità e chi sbaglia storia finisce per sbagliare politica.

Colgo l’occasione di ringraziare Progetto San Giorgio, associazione della quale faccio parte, per il sostegno fin qui datomi, per portare avanti il principio del bene comune e dei valori non negoziabili.

Foto: archivio Il Corriere delle Regioni

Del 10 febbraio 2021

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