lunedì, 21 Giugno 2021
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A che serve, come agisce il Great Reset e come uscirne?

Siamo ormai ridotti come il cane di Pavlov, il quale inizia a secernere la saliva credendo di aver fame, solamente perché lo squillo del campanello gli preannuncia l’arrivo imminente della sua razione di cibo? Dobbiamo rifiutarci di utilizzare “la tecnologia” mediante la quale creano in noi un mondo immaginario e ci condizionano a nostra insaputa di Francesco Lamendola 

Il Great Reset, il Grande Azzeramento, non è una manovra futura, per quanto imminente, ma pur sempre futura, mediante la quale i poteri globalisti si propongono di attuare il Nuovo Ordine Mondiale. Al contrario, è una manovra in gran parte già attuata, attuata nelle nostre menti e nei nostri modi di sentire, pensare  e agire, condotta con tale abilità che la maggior parte di noi non se n’è praticamente accorta. Come quando si va dal dentista, e alla fine della seduta lui domanda: «Allora, le ho fatto male?», e il cliente risponde: «A dire la verità non ho sentito nulla: abbiamo già finito?». Merito dell’anestesia, direte voi; certo: ma anche, almeno un poco, dell’abilità di quel dentista. E quale è stata l’anestesia adoperata dai Padroni Universali per attuare nelle nostre menti e nei nostri modi di vivere il Great Reset? A parte il consumismo, beninteso per quelli che ancora se lo possono permettere, nessuna. Dunque la loro abilità è stata somma, perché senza anestesia sono riusciti a cambiare radicalmente, e in peggio, le nostre menti e il nostro modo di vivere. Come un dentista che lavora nella bocca dei pazienti senza adoperare l’anestesia; eppure neanche uno di loro se ne va dicendo: «Mi ha fatto male, da lui non torno più». Quasi un miracolo, sia chiaro un miracolo alla rovescia, perché i veri miracoli sono sempre migliorativi nella vita delle persone, e mai peggiorativi. Ma come è stato possibile? La tecnica adoperata dai Padroni Universali è stata quella della Finestra di Overton: facendo cambiare le cose un poco alla volta, con studiata lentezza, un passo dopo l’altro, ci hanno condotti là dove volevano, e hanno fatto sì che la maggioranza della popolazione non se ne sia resa conto; e anche la minoranza che se n’è accorta, è divenuta consapevole di quanto stava accadendo solo verso la fine dell’operazione, quando era già comunque troppo tardi per reagire.

Ma facciamo un passo alla volta. Cos’è realmente il Great Reset? È un cambiamento radicale ottenuto con il consenso, o l’inconsapevolezza, della popolazione: un cambiamento che toglie alle persone tutti gli strumenti per condurre una vita indipendente, per comprendere la realtà oggettiva e per fare delle scelte secondo la propria coscienza e i propri valori, assumendo decisioni autonome. Per ottenere ciò, il potere finanziario mondiale ha una strada sola: distruggere la coscienza, distruggere i valori, distruggere tutte le fonti economiche, politiche, giuridiche e morali che rendono possibile una vita indipendente. Come dite? Che sono obiettivi barbarici, e che attuarli richiede la distruzione della nostra civiltà e la destrutturazione dell’uomo stesso in quanto uomo, per trasformarlo in un pupazzo telecomandato? Verissimo: ma quei signori sono realmente dei barbari, dei barbari con la B maiuscola; non hanno amore né rispetto per alcuno, tranne che per se stessi; e se dovessero far morire milioni di persone per avvicinarsi anche di pochissimo al loro obiettivo finale, lo faranno. Di nuovo stiamo commettendo l’errore psicologico di parlare al futuro, mentre dovremmo parlare al passato: lo hanno già fatto, e continuano a farlo. Per fare un esempio: quando chiesero alla signora Madeleine Allbright, rappresentante americana presso le Nazioni Unite durante la Prima guerra del Golfo, se fosse consapevole che quella guerra era costata la vita a mezzo milione di bambini iracheni, ella risposte senza scomporsi che quello era il prezzo da pagare per raggiungere l’obiettivo. E non c’è niente che i Padroni Universali non farebbero per creare le condizioni adatte all’attuazione dei loro piani strategici. Dare segretamente a Saddam Hussein semaforo verde per l’invasione del Kuwait e poi scatenare una guerra per ripristinare la giustizia violata, così come inventarsi l’esistenza di terribili armi chimiche di distruzione di massa: di volta in volta vengono fabbricati sempre nuovi pretesti, sempre nuove menzogne per rendere plausibile l’attuazione dei loro piani. Ma il Great Reset giunto nella fase attuale, che è quella terminale, non ha più bisogno, se non in caso eccezionali, di guerre e occupazioni militari: le nostre menti vengono condizionate e programmate direttamente, e il nostro organismo biologico viene controllato mediante “vaccini” e microchip che lo rendono un pieghevole strumento nelle mani di costoro. Noi siamo sempre in ritardo quando pensiamo a queste cose: come i generali della seconda guerra mondiale, i quali pensavano ancora alle strategie e alle tattiche della prima, non abbiamo capito che loro pensano in grande e che ci pensano da molto tempo prima di noi, proprio perché sono loro che vogliono attuare il Grande Azzeramento, mentre noi siamo la mandria da schiavizzare. In altre parole, noi ce ne stiamo tranquilli, pensando che la nostra vita resterà pur sempre quella di prima, anche se costretti a confrontarci con sempre nuove difficoltà: e la nostra sconfitta parte da qui, dal non aver capito che siamo già sotto attacco, che la terza guerra mondiale è cominciata da un pezzo e sta anzi finendo, e sta finendo con la nostra completa disfatta; e che essa non viene combattuta con le portaerei e le divisioni corazzate, ma con i giornali, le televisioni, i programmi scolastici (in particolare con l’introduzione dell’educazione sessuale secondo il modello UNESCO, basato sulla teoria gender), i protocolli sanitari e, da ultimo, col terrore permanente, Oggi è il terrore del Covid-19, domani sarà il terrore di qualcos’altro. Ma state tranquilli, che terrore ce ne sarà sempre, nel nostro futuro: i Padroni Universali hanno scoperto la semplice verità che non occorre bombardare e occupare fisicamente un territorio, quando basta terrorizzare al punto giusto la popolazione. E lo fanno, e seguiteranno a faro, senza più mollare la presa. Se qualcosa o qualcuno non gliela farà mollare. Loro, però, non si fermeranno mai: sono troppo vicini alla meta e troppo gonfi di orgoglio per i risultati già ottenuti; si sentono invincibili, onnipotenti, si sentono dio, e sono lontanissimi dall’idea di fermarsi, di accontentarsi di quanto già hanno ottenuto. Al contrario, vogliono ancora, vogliono tutto, e dopo i nostri beni e le nostre menti, vorranno le nostre anime: perché sono anche affamati di energia spirituale (per questo celebrano le messe nere e praticano la tortura e l’omicidio rituale dei bambini), ci considerano come fonti di energia spirituale da spremere, c’è in essi una malvagità metafisica che non si appaga mai di quanto già operato, ma che vuole spingere l’aculeo del demonio sempre più a fondo, fino a stravolgere completamente l’opera di Dio e la sua creatura prediletta, l’uomo. Perché questo è il loro vero e ultimo obiettivo, ammesso che per loro sia concepibile l’idea di un ultimo obiettivo.

Noi siamo già cambiati: la Finestra di Overton ha funzionato, perché funziona sempre, è un metodo scientifico ben sperimentato e praticamente infallibile. Quanti di noi, dieci anni fa, avrebbero ritenuto possibile che si arrivasse all’istituto di un vero matrimonio fra due uomini o fra due donne, e di una legge che punisse chi si rifiuta di accettare la decisione soggettiva di una persona di essere considerata come appartenente all’altro sesso, solo perché così c’è scritto nei suoi documenti anagrafici? E quanti avrebbero creduto, solo due anni fa, che saremmo arrivati ad accettare di vivere chiusi in casa per dei mesi, trattati da criminali se ci azzardiamo a fare una passeggiata, e obbligati a indossare permanentemente una mascherina; che non avremmo più potuto vedere i nostri cari ricoverati all’ospedale, o in casa di riposo; e che saremmo stati obbligati a chiudere i nostri ristoranti, i nostri bar, a sospendere le nostre attività lavorative, peraltro seguitando a pagare le tasse e le bollette esattamente come prima: e che avremmo sostanzialmente accettato tutto questo in nome di un presunto stato di necessità? Strana necessità, visto che i dati ufficiali dicono che il numero complessivo dei decessi, nell’ultimo anno, è stato addirittura inferiore a quello degli anni scorsi: e allora, dov’è questa famigerata pandemia? Dove sono queste montagne di cadaveri, che giustifichino la barbarie della cremazione decisa d’autorità per evitare il diffondersi ulteriore del contagio? Se ci avessero detto, solamente un anno fa, che avremmo accettato queste cose; che avremmo accettato che nostro padre o nostra madre, deceduti in solitudine in ospedale, ci venissero restituiti dentro un vasetto contenente le loro ceneri, senza aver potuto celebrare per loro nemmeno un degno funerale, ci avremmo creduto? Eppure è accaduto e continua ad accadere; partiti, sindacati, istituzioni e perfino la chiesa si adeguano come un sol uomo; e poiché la stampa e le televisioni ripetono ogni giorno, senza un attimo di respiro, che c’è un pericolo gravissimo e che rischiamo di morire tutti, fra atroci sofferenze, anche se tale narrazione è palesemente in contrasto coi fatti e coi dati reali, noi ci abbiamo creduto e seguitiamo a crederci. E se ci avessero detto, cinque anni fa, che ai nostri bambini, all’asilo o in prima elementare, avrebbero insegnato che bisogna capire se si è contenti del proprio sesso, perché esiste la possibilità di cambiarlo, facendo un apposito trattamento ormonale e poi un “semplice” intervento chirurgico, noi cosa avremmo pensato? E ora sta accadendo, e non facciamo nulla. Siamo rassegnati; ma soprattutto siamo stati anestetizzati. Centinaia, migliaia di programmi televisivi e di film ci hanno abituati a vedere simili cose come normali e adeguate a una società civile e progredita. Inoltre, per una persona che ha fatto il servizio militare, che ha ricevuto il “vecchio” tipo di educazione, che ha fatto la prima Comunione anteriormente alla nuova Messa, è più facile accorgersi che qualcosa o qualcuno sta modificando intenzionalmente il nostro modo di pensare, e che siamo oggetto di una sottile manipolazione mentale; ma per un giovane la cosa è molto più difficile. Il suo orizzonte culturale e mentale è già quello del Great Reset, sia pure alla fase iniziale. Ma fra chi nasce quando la Finestra di Overton è ancora ai primi passi, e chi nasce quando è già nella fase finale, la differenza non è così grande come si potrebbe credere. È una differenza di velocità, di tempi, non di sostanza. Si è già comunque sul piano inclinato che porta al relativismo assoluto, cioè alla distruzione di tutti i valori, di tutte le certezze, di tutte le tradizioni.

L’unica maniera di contrastare la sua azione sarebbe quella d’interrompere il circuito malefico di cui si avvale; ma come fare? Tale circuito comprende le televisioni, la stampa, il cinema, tutto ciò che forma il nostro immaginario: in pratica noi viviamo già immersi nel Truman Show, solo che non lo sappiamo e, guardando il film omonimo, pensiamo che si tratti di una cosa impossibile, che non può accadere, o che semmai riguarda un lontano futuro. Non ci rendiamo conto che i nostri pensieri e perfino le nostre emozioni non sono più nostri, ma che sono stati programmati in noi da qualcun altro, e che noi ci limitiamo a rispondere all’impulso proveniente dall’esterno, come il cane di Pavlov, il quale inizia a secernere la saliva credendo di aver fame, solamente perché lo squillo del campanello gli preannuncia l’arrivo imminente della sua razione di cibo. In effetti, la maniera di arrestare l’opera malefica della Finestra di Overton esiste, ed è anche estremamente facile: rifiutarsi di utilizzare la tecnologia mediante la quale essa crea in noi un mondo immaginario e ci condiziona a nostra insaputa. Incredibile dictu, una persona, anche un giovane, può fare benissimo a meno di WhatsApp: si vive lo stesso, non si muore; eppure provate a dire al collega d’ufficio che vi siete dis-iscritti: spalancherà la bocca e cercherà di capire se state scherzando o se siete impazziti. Quanti infatti sono disposti a farlo? Quanti ne vedono la necessità? Quanti sono disposti non solo a fare il “sacrificio” di non guardare più la televisione, di non leggere più i giornali, di servirsi in modo sobrio del computer, di non andar più al cinema o guardare comunque i film a grande distribuzione, che sono quelli realmente pericolosi, perché direttamente studiati e finanziati dalla strategia globalista? Senza contare che ormai la maggior parte della popolazione è formata da persone nate nel pieno di questo clima culturale; quelli che hanno visto e conosciuto l’altro modo di vivere, basato sui valori tradizionali, sul lavoro, sul risparmio, sul senso della famiglia (formata da uomo, donna e bambini), della patria e della religione, cioè gli anziani, sono una minoranza; e come se non bastasse, sono imprigionati nella bolla di terrore sanitario come e più degli altri, dunque preoccupati della propria sicurezza e distaccati da tutto il resto. In altre parole, si è interrotta la trasmissione generazionale: i giovani crescono come in una terra di nessuno, senza radici, senza identità, senza senso di appartenenza. Diventare da maschi, femmine, o viceversa; andare a vivere e a lavorare nel Paese X o Y; passare dal cristianesimo all’islamismo, o al buddismo, o all’ateismo radicale, tutte queste cose sono ormai considerate come assolutamente normali da moltissimi giovani; pensare diversamente è visto come una forma sorpassata di romanticismo. Tra le forme sorpassate di romanticismo c’è quella di legarsi per sempre a una persona dell’altro sesso, avere dei bambini e occuparsi con amore della loro educazione e della loro crescita: la vita offre ben altro che queste misere ambizioni! O almeno così sembra. Come si può uscire da questo vicolo cieco? L’abbiamo già detto; in teoria è facilissimo, poco più di un click. Si tratta di spegnere la tecnologia malefica, di fare a meno di tutto ciò che ci sta rubando l’intelligenza e l’anima. Il problema è trovare la motivazione necessaria: ed è un problema spirituale, non materiale. Non ci sono ragioni materiali per operare in se stessi un così radicale cambiamento di vita; o meglio ci sono, ma è difficile capirlo. È difficile capire che ci guadagnerebbe anche la salute del nostro organismo fisico, per non parlare della psiche. E allora? Noi siamo certi che la sola, vera motivazione si trova nella Buona Novella di Gesù Cristo. Tutte le altre novelle hanno un fondo limaccioso, se non maligno. Provare per credere.

Foto dall’archivio de “Il Corriere delle Regioni”

Del 15 Febbraio 2021

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