lunedì, 21 Giugno 2021
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Il mistero del monolite di Betty Scapolan

Autunno 2020: durante l’emergenza dettata dal Coronavirus, strani ritrovamenti di entità (forse) aliene, iniziano a diffondersi, prima attraverso i servizi mediatici, poi scatenando reazioni, supposizioni, congiure, nei social di tutto il mondo. Comincia così, non la caccia alle streghe, bensì le apparizioni di un oggetto metallico, un monolite, che compare e scompare nel giro di pochi giorni. Un mistero che interessa molti appassionati di ufologia, di fenomeni paranormali ed anche di semplici curiosi di Betty Scapolan

E’ iniziato tutto in una zona desertica dello Utah, un ritrovamento che ha dell’incredibile; dal nulla viene scoperto un monolite metallico di tre metri di altezza, che si erge solitario. Le notizie locali gridano all’arrivo degli extraterrestri ed i social network impazziscono, in primis Reddit (un sito internet di informazione, intrattenimento e forum). (Viene paragonato allo stesso monolite presente nel film del regista Kubrick: *2001 Odissea nello Spazio*. ) Proprio mediante la piattaforma (Reddit)  e con il supporto di Google Maps, un fotografo del Colorado Ross Bernards e due amici, decidono di raggiungere la posizione ubicata per attingere ad informazioni sicure, ma giunti sul posto, si rendono conto di essere stati preceduti da un gruppo di uomini, muniti di attrezzi da lavoro; i quali, abbattono la struttura, la caricano su una carriola e la portano via. Nel frattempo, un collettivo di personaggi sconosciuti, che si fanno chiamare: THE MOST FAMOUS ARTIST, rivendicano come opera propria, l’oggetto arcano che svettava nel deserto; ed anzi, ne offrono la riproduzione a 45.000 dollari l’uno.
Era nato solo come scopo pubblicitario? Oppure sono altre le ragioni e non sono collegate l’una all’altra.
Qualche giorno dopo il misfatto della sparizione nello Utah, un nuovo monolite veniva scoperto in una collina dell’altipiano di Batca Doamnei a Piatra-Neamt, città a nord-ovest della Romania, tra le rovine di una vecchia fortezza abbandonata di Petrodrava. Il sindaco Andrei Carabelea, alquanto sorpreso, non aveva negato la possibilità che potesse appartenere ad entità aliene, provenienti da altri mondi. Mentre paradossalmente, l’oggetto in questione che tende ad apparire e scomparire nell’arco di pochi giorni, resta più  verosimilmente opera dell’uomo. Secondo il sindaco però, il fatto stesso che la struttura metallica fosse stata eretta in una proprietà privata, in una zona protetta dove sorge un sito archeologico, dimostrava pienamente che i suoi realizzatori erano extraterrestri. Come dargli torto? Anzi, se fosse stato accertato, almeno adesso non si brancolerebbe ancora nel buio, in cerca di risposte.Mentre il mistero continua e si infittisce.
A dicembre il monolite, così come il coronavirus approdano in Italia nel silenzio totale, in due ubicazioni totalmente anomale. Forse i social italiani sono attratti più da notizie di mercato attuali, che da fantasie derivanti  invasioni aliene, pertanto passa completamente in sordina. Per chi fosse interessato invece, i due posti sono collocati:1)  Lanuvio nei colli romani, in un’area dove sorge Villa Cesarini, in prossimità delle rovine del portico degli Antonini. E’ alta circa 3 metri ed in  tutti i lati, sono presenti delle scritture incomprensibili.2)  Egna in prov. di Bolzano, in mezzo ad un vigneto di Baron LongoChe termini qui il viaggio misterioso? Non ancora, l’odissea continua.
Martedì 9 febbraio 2021, la struttura metallica  di acciaio, viene rinvenuta a Cimadolmo in provincia di Treviso.Anche in questo caso, il primo ad essere interpellato è il sindaco, che dichiara di non saperne assolutamente nulla, non è certo stata eretta dall’Amm.ne Com.le.Questa volta, il luogo prescelto è direttamente alle grave del Piave, dinanzi al ristorante Alla Botte. Il posto è stato ripulito e gli alberi tagliati ed adesso la zona è prettamente denudata. Il monolite pertanto svetta in solitaria e viene notato dalla strada e dal ponte, attirando curiosi e turisti. Peccato però che la scultura, altro non sia, che tre semplici barre di lamiera saldate malamente e frettolosamente insieme; un lavoro molto superficiale di qualche inesperto. Neanche l’altezza corrisponde alle precedenti versioni: è intorno ai 2 metri; la base è appena appoggiata su un cumulo di grossi sassi, infatti con un semplice tocco si muove pericolosamente. Secondo notizie locali, il monolite di Cimadolmo, presenta una scrittura in egiziano che tradotta significa: *COMUNE DI CIMADOLMO GRAVE DI PAPADOPOLI*. Ebbene, la scrittura è rappresentata da una serigrafia poco appariscente, in quanto la stessa lamiera è un riciclo di metallo, più e più volte riutilizzato.
A questo punto ormai, il mistero è risolto. Non è certamente opera degli omini provenienti da altri mondi, ma di qualche buontempone che si diverte, magari per attirare i turisti a visitare il paese…

Foto dall’archivio de “Il Corriere delle Regioni”

Del 13 Febbraio 2021

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