venerdì, 26 Febbraio 2021
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I virus che variano e la scoperta dell’acqua calda

di Lorenzo Maria Pacini

Ci sono voluti 12 mesi e 19 cosiddetti esperti, contornati da centinaia di ricercatori di vario genere, per scoprire quello che un bambino in prima media legge sui libri di scienze: i virus variano. Tralasciando l’analisi dei curriculum dei membri del comitato, fra i quali figurano più manager d’impresa che medici, è interessante notare come la cooperazione mass media-governo abbia fatto uscire proprio adesso la questione delle varianti, che sorgono a strumento puntualmente adatto alle fantasie del Ministro Speranza.

Nel periodo di crisi di Governo, il virus sembrava essersi fermato ad osservare la situazione politica del Paese (perché si sa, è un virus politico che ben poco ha a che fare con la salute pubblica), per poi restare quatto quatto in ultima fila durante l’insediamento del nuovo Governo Draghi, pronto ad alzare la mano solo dopo le conferenze stampa; finita l’attesa, il virus è riemerso all’improvviso, spaventando tutto d’un tratto gli esperti che si sono accorto che dopo 12 mesi di arresti domiciliari della nazione e circa 17 mesi di apparizione alle cronache internazionali il Coronavirus, oggi Covid-19, si è adattato alla versione 2021 per rimanere al passo con i tempi, in perfetto adeguamento alla transizione ecologica e digitale richiesta dal Governo.

Eureka! Hanno scoperto l’acqua calda! Ed ora con questo successo da premio Nobel per la propaganda possono nuovamente disporre il terrorismo mediatico per assoggettare la popolazione e, nel frattempo, mandare avanti i programmi del nuovo esecutivo in perfetta sospensione della democrazia, perché ci hanno già convinti che la vita vale più della libertà. Un secolo fa gli italiani, per ottenere la libertà, si arruolavano in guerra al canto dell’inno “siam pronti alla morte, l’Italia chiamò!” oggi, invece, per un virus da zerovirgola si lasciano dominare con una mascherina e qualche proclama dittatoriale in televisione.

È il declino di un popolo che ha scelto di non vivere per la paura di morire, esito inevitabile dell’annichilimento della persona a seguito di 70 anni di negazione della trascendenza, di liberal-capitalismo esasperato e di rammollimento dei valori fondativi persino di quella stessa Costituzione che è stata a lungo sbandierata come la migliore del mondo ma, fatti alla mano, la più vilipesa e sfregiata fra quelle esistenti.

Tornando al tema principale, ciò che ci attende e che ci viene già paventato dai “professionisti dell’informazione” è un nuovo lockdown generalizzato, legittimato dalle varianti adattate del virus e dall’esasperato senso di colpa instillato nei cittadini rei di voler vivere quanto più normalmente possibile. Il colpo di grazia al tessuto economico del Paese, già allo stremo, a pochi giorni dalla riapertura dei licenziamenti, con 34 milioni di cartelle esattoriali in arrivo nel mese di marzo, mentre dal direttivo sopraggiungono i bandi per “ecologizzare” le aziende e diventare tutti un po’ più green. Saremo capaci di ribellarci e ristabilire il Bene Comune proprio della vera politica? Avremo ancora dei San Giorgio pronti a sconfiggere il drago?

Foto: archivio Il Corriere delle Regioni

Del 23 febbraio 2021

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