martedì, 21 Settembre 2021
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La morte di mons. Giovanni Unterberger

di don Floriano Pellegrini

Come quella della stragrande maggioranza dei sacerdoti della diocesi di Belluno-Feltre, anche la mia vita è stata profondamente segnata dal rapporto con don Giovanni Unterberger. I seminari hanno sei figure di riferimento: il rettore, il vice rettore, il padre spirituale, il preside del liceo, il preside dei Corsi teologici, l’economo. Don Giovanni è stato padre spirituale dal 1976 al 2014 ed è stato quindi chiamato a seguire tutti i seminaristi, poi preti, di questi quarant’anni. Le altre cariche istituzionali sono cambiate più volte, lui è rimasto, poiché costituiva per i vescovi (Dùcoli, Brollo, Savio, Andrich) un punto di riferimento sicuro. Non era vescovo, ma era un tutt’uno con i vescovi, moralmente compartecipe, o quasi, della loro dignità e responsabilità.

Era competente nello studio biblico, anzi innamorato della Parola di Dio. Era un buon conoscitore della lingua greca, amante del canto Gregoriano, rispettoso delle tradizioni e nel contempo delle nuove spiritualità, fermo nei principi, dall’anima candida, dal cuore generoso e buono, disponibile ad andare – pur con tutte le sue mansioni – a confessare e celebrare la S. Messa, anche nei duri inverni, nelle chiese più sperdute della diocesi, realmente interessato ai seminaristi e a quanti, uomini e donne l’avevano scelto a guida spirituale.

Ricorderò i suoi sorrisi, i suoi incoraggiamenti. Quando, però, mi trovai ad avere dei contrasti gravi con gli ultimi vescovi, mi disse chiaro e tondo: «Io starò sempre e in ogni caso dalla loro parte». E io rimasi dalla mia, rispettoso, su tante cose silenzioso, ma non accondiscendente «sempre e in ogni caso». Dopo tanti anni, tante intese, tante ore passate assieme nello studio o nell’allegria, avrei desiderato i nostri rapporti finissero in positivo e, invece…

Foto dall’archivio de “Il Corriere delle Regioni”

Del 12 Marzo 2021

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