lunedì, 14 Giugno 2021
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Il mio ricordo annuale di Umberto II di don Floriano Pellegrini

Come ieri, nel 1983, moriva in esilio forzato dall’Italia Umberto II, che ne era stato l’ultimo re, in carica nel brevissimo periodo 9 maggio-18 giugno 1946, poi re titolare, non avendo mai abdicato, ma senza poteri.

Dal 1984 lo ricordo con la celebrazione di una S. Messa. In provincia di Belluno, a farla eravamo solo due preti, mons. Mario Moretti ed io. A molti, in quegli anni, sembrava una cosa strana, come se avessimo pregato per un marziano. Ma il vescovo Dùcoli era favorevole.

Da signore e da pragmatico camuno, tanto era devoto repubblicano quanto, all’occorrenza (si fa per dire), simpatizzante per i monarchici; e così dava a tutti “la possibilità di fare del bene” con una buona offerta. Ora la cosiddetta “Repubblica Italiana” è in piena crisi di credibilità istituzionale e i suoi Popoli (a cominciare dai Sardi, dai Duosiciliani e da noi Veneti) hanno avviato percorsi di indipendenza, per prevenire i disastri dell’inevitabile implosione, in quest’era globalista.

Umberto II appare perciò, ancor più, un “residuato storico” e l’ultimo tratto d’ombra, cupa e malinconica, d’una dinastia che pure era stata gloriosa, secoli prima; ma, insomma, perché togliergli anche una S. Messa annuale?

Vedi anche il blog di don Floriano Pellegrini: http://dallacasatadilevazono.altervista.org/

Del 19 Marzo 2021

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