martedì, 11 Maggio 2021
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Il PD a Firenze la fa grossa: “truffa da 300mila euro” al Comune

di Lorenzo Maria Pacini

Ammonta ad oltre 300mila euro la truffa ai danni del Comune di Firenze relativa al pagamento del canone per l’occupazione di spazi e aree pubbliche, in occasione della festa dell’unità del Partito Democratico, localizzata alle Cascine.

L’accusa è partita nel dicembre 2017 da parte di Tommaso Grassi, all’epoca consigliere comune di Firenze riparte a sinistra, che aveva accusato il responsabile tecnico della manifestazione di non chiarezza sui bilanci per le edizioni degli anni 2014, 2015, 2016 e 2017. L’imputato ha già chiesto la sospensione del procedimento e la messa alla prova per svolgere lavori socialmente utili, istanza su cui il Gup si pronuncerà nel corso dell’udienza preliminare fissata per l’8 giugno prossimo.

Dalla ricostruzione dell’accusa emerge che l’imputato avrebbe procurato un ingiusto profitto al coordinamento metropolitano di Firenze del Partito Democratico, indicando agli uffici comunali una superficie di spazio pubblico inferiore a quella effettivamente occupata per la festa del partito, quantificando, inoltre, in modo falso la ripartizione tra la superficie occupata da attività commerciali e quella occupata per attività di altro tipo. Calcoli alla mano, questo meccanismo avrebbe portato al pagamento di 11.999 euro a fronte degli 87.676 dovuti per l’anno 2014, 11.426 invece di 90.982 per il 2015, 8.827 invece di 88.865 per il 2016 e infine 21.934 al posto di 126.108 per il 2017.

Non si sono fatti attendere i leciti commenti politici in seno alla giunta: «L’ipotesi di una truffa ai danni delle casse comunali è scandalosa – ha dichiarato Federico Bussolin, capogruppo e commissario Lega a Firenze – perché l’accusa coinvolge, direttamente o indirettamente, lo stesso partito che governa la città. Abbiamo fiducia nella magistratura, ma la politica ha l’obbligo di fare domande e dare delle risposte: Firenze ha un problema e si chiama Partito Democratico. Presenteremo un atto affinché il Comune, in caso di processo, si impegni a costituirsi parte civile, al fine di tutelare l’immagine di Firenze e quella dei fiorentini – prosegue Bussolin -. Chiederemo inoltre spiegazioni al sindaco Nardella di come sia possibile che, per un partito che governa la città, venga mossa l’accusa di “risparmio” per 300.000 euro ai danni della città stessa. È urgente una presa di posizione chiara e netta visto che chi amministra oggi la città, a quelle feste di partito ipoteticamente realizzate ai danni del Comune, vi ha preso parte attivamente».

In replica a Bussolin il capogruppo PD Nicola Armentano ha affermato «In questa inchiesta l’amministrazione ha già sottoscritto a marzo gli atti per costituirsi parte civile»; lo stesso partito si è detto estraneo alla causa penale che ha coinvolto il tecnico, secondo quanto emerge dalla nota pubblicata, mentre altra cosa è la causa civile che il PD ha con il Comune di Firenze, ancora aperta e presso la quale dovranno essere dimostrati i conteggi incriminati.

Foto: archivio Il Corriere delle Regioni

Del 22 aprile 2021

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