martedì, 11 Maggio 2021
Home RUBRICHE La manipolazione delle masse? Tra Tv, social e il "trend": l'indicatore che...

La manipolazione delle masse? Tra Tv, social e il “trend”: l’indicatore che analizza le tendenze di mercato di Betty Scapolan

La manipolazione delle masse parte inizialmente dalla tv ma in quest’epoca, si materializza più concretamente grazie ai social ed al “trend”, l’indicatore che analizza le tendenze di mercato di Betty Scapolan

Dopo oltre un anno di stato di emergenza, di chiusure forzate, di inattività, di crisi economica, finanziaria e sanitaria, le uniche fonti di comunicazione (non in presenza), sono rimaste la telefonia, i social e le piattaforme di internet. Anzi, da questo punto di vista, sono anche centuplicate, diventando il pane quotidiano per milioni di persone. I primi a subire la nuova metamorfosi sono stati i ragazzi, costretti alla cosiddetta “Dad” (le lezioni scolastiche a distanza), seguiti poi dagli impiegati d’ufficio, che si sono ritrovati a lavorare da casa (smart working), ma la situazione peggiore è capitata agli anziani, i quali, obbligati dal distanziamento sociale e dalle restrizioni imposte, si sono dovuti arrendere alle videochiamate pur di vedere o sentire un figlio o un nipote. Purtroppo, da questa ennesima realtà che si sta autodelineando, non si intravedono margini di miglioramento, al contrario sono peggiorativi di giorno in giorno sul piano dei contatti umani.
I social, (facebook in primis), sono divenuti il cardine dell’ingranaggio che muove l’intera Società moderna. Infatti, il miglior servizio che offrono è dare all’utente ciò che lo rende felice. Ma per raggiungere l’obiettivo, gestito principalmente da una serie di algoritmi determinanti, devono mostrare ciò che ognuno si aspetta di vedere; in questo caso, più visibilità a video e foto/immagini, piuttosto che a letture impegnative.
Tale manipolazione avviene gradualmente, puntando sostanzialmente su un indicatore che analizza e registra i desideri e le scelte personali di ogni singolo individuo. Il più delle volte è una persona convinta di sfruttare il social a suo piacimento, ma che resta invece ingabbiata nella rete. Se poi si considera più attentamente, l’opera è stata promossa già da anni con eccellenti risultati. Un esempio dimostrato sono le telecamere. Esse infatti, rappresentano un passo significativo dell’evidente stato di controllo programmato; furono installate prima nelle abitazioni private, poi negli esercizi pubblici ed in seguito perfezionate su cellulari, pc, auto. Sono in grado di captare, osservare e catalogare ogni più piccolo movimento o suono e nell’era attuale, la tecnologia avanzata ha introdotto il riconoscimento facciale, biometrico e le impronte digitali. Un altro dispositivo sempre in ascolto 24h su 24h è il microfono, piccolo, quasi insignificante, ma costantemente attivo.
Siamo continuamente registrati e manipolati, anche da remoto, perché schiavi di dispositivi quali ad esempio, la geolocalizzazione presente ormai ovunque; oppure la nuova applicazione di sistema imposta da Android, la IpsGeofence che delimita i confini virtuali o la Immuni, nata per tracciare i contatti tra contagiati da Coronavirus. E senza dimenticare la caccia ai Pokemon di qualche anno fa: dove appunto, un localizzatore immaginario indirizzava i giocatori a girare in lungo ed in largo per scovare gli oggetti nascosti. Chi avrebbe mai immaginato che la nanotecnologia un giorno avrebbe sperimentato i microchip direttamente sul genere umano? Eppure ci siamo arrivati. Sembra di vivere in un film di fantascienza, ma il 2021 ha rafforzato la consapevolezza che il mondo sta cambiando e che la realtà ha superato la fantasia. 
I telefoni moderni sono da considerarsi un’arma a doppio taglio, specie per chi li utilizza senza una adeguata conoscenza tecnica. La smania di apparire, di sentirsi protagonisti indiscussi della rete mediatica, forse anche a causa di queste forzate chiusure, ha determinato un aumento incondizionato di carenza di buonsenso. Ogni giorno vanno regalati i dati personali a piattaforme internet, firmati documenti digitali per salvaguardare la privacy, sottoforma di legge che legalmente non punisce, ma relega in una prigione priva di sicurezza.
Ed ecco così intensificarsi le truffe online. Sempre più utenti, soprattutto in queste ultime settimane, hanno segnalato messaggi ricevuti di pacchi non recapitati, di conti correnti modificati da banche e servizi postali, di profili rubati o hackerati. Nonostante le continue segnalazioni che giungono dalla Polizia Postale, pirati senza scrupoli hanno inondato la rete con messaggi che partono da cellulari il cui profilo è visibile: segno evidente che per rubare le identità altrui, non si pongono più alcun limite. Basta un click su link fasulli ricevuti ed iniziano i problemi seri: virus, numero di conti correnti e carte di credito sottratti, numeri di telefono, profili social, ecc., tutto finisce in malo modo. Quotidianamente vengono notificati bug scoperti, dove si introducono furtivamente ladri di identità digitali. E’ il caso di Zoom appena partito lo scorso anno: dopo un mese le informazioni personali dei ragazzi che seguivano le lezioni a distanza, furono derubate da una falla presente nel sistema; oppure il caso scoppiato con Ho Mobile, in cui i dati anagrafici dei clienti furono sottratti illegalmente; così come l’estensione di Google Chrome  scoperta solo dopo innumerevoli mesi, o di Facebookma soprattutto un social costantemente sotto attacco, perché privo di sicurezza è WhatsApp.
Non esiste la sicurezza, né tantomeno la privacy. E’ inutile sperare di non venire risucchiati. Nell’era del digitale, la biblioteca dei dati sensibili è online, pertanto nessuno potrà mai sostenere di essere al sicuro! 

Foto dall’archivio de “Il Corriere delle Regioni”

Del 25 Aprile 2021

Most Popular

Recent Comments