martedì, 11 Maggio 2021
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L’occulto rituale delle bare di Bergamo

di Lorenzo Maria Pacini

Gira ormai da diversi giorni la testimonianza, corredata di foto e video già di per sé sufficientemente eloquenti, di una persona che si trovò ad operare nella famigerata operazione delle bare di Bergamo, risalente al marzo 2020, momento che fu un incipit iconico di quella narrazione mediatica che da quel 18 marzo in poi sarebbe diventata LA versione dei fatti unica ed incontestabile.

Oltre ai dettagli ovviamente macabri del racconto, dagli audio e dalle immagini emergono due dettagli molto importanti che vogliamo tenere in considerazione: il primo è l’inoculazione di medicinali e vaccini, nel giro di 26 giorni, alle 80 persone che passeranno alla storia come vittime Covid, le prime di una inspiegabile moria, o così ci è stato detto; e il secondo è l’impiego dell’Esercito con strategie di trasporto del tutto fuori dall’usuale. A questi vanno aggiunti dei dati occulti che, sommati, in realtà significano molto, pertanto cercheremo di darne una interpretazione non per forza esaustiva ma senza dubbio fuori dalle righe.

Andiamo per fasi. A Bergamo 80 persone in 26 giorni muoiono normalmente, anzi, ne muoiono in media anche di più, come ci dimostrano i dati anagrafici del Comune (consultabili qui https://ugeo.urbistat.com/AdminStat/it/it/demografia/popolazione/bergamo/16024/4 ) che al 2019 contava 1412 morti all’anno, ovvero 3,86 morti al giorno, che moltiplicati per 26 giorni fa 100,5. Ergo 80 morti è anche sotto la media delle statistiche locali. Secondo le testimonianze, le vittime, tutte anziane e con patologie pregresse, hanno subito dei trattamenti medici non adeguati che hanno portato ad una rapida morte. Che si sia trattato di alcune iniziali sperimentazioni? Come mai proprio in quella zona lì, notoriamente ad alto tasso di inquinamento (si vedano https://www.arpalombardia.it/qariafiles/RelazioniAnnuali/RQA_BG_2016.pdf e https://bergamo.corriere.it/notizie/cronaca/21_gennaio_20/studio-smog-bergamo-brescia-tasso-mortalita-pm25-piu-alto-europa-4eee6c0a-5b0e-11eb-998b-12ca609f8cfa.shtml e https://www.milanocittastato.it/coronavirus/covid-19-e-inquinamento/  , mentre è interessante che sul sito di monitoraggio ambientale della Regione Lombardia https://www.arpalombardia.it/Pages/ARPA_Home_Page.aspx non siano disponibili i dati registrati dalle stazioni di rilevamento proprio per Bergamo e provincia nel marzo 2020), si sono concentrati così tanti morti?

La seconda domanda, che già di per sé contiene la risposta – chi ha orecchie, intenda – è come mai l’Esercito sia stato impegnato a smaltire delle bare non zincate che erano state lasciate letteralmente a marcire con dentro i corpi, impiegando decine e decine di camion che hanno processionalmente sfilato, sotto lo sguardo di tutti i media mainstream, verso la città di Ferrara, ove il sindaco ha accolto trionfante i feretri. A capo di quel gruppo operativo vi era il già noto Generale Francesco Paolo Figliuolo, successivamente premiato come nuovo commissario per l’emergenza Covid. Non potevano i corpi essere regolarmente sottoposti ad autopsia, quindi trattati col rispetto che si deve ad ogni defunto? Non potevano essere inseriti in bare regolamentari e restituiti ai parenti?

Al di là dei meritevoli studi, sollevato il dubbio passiamo alle risposte. Quello che abbiamo visto appare come un vero e proprio rituale occulto. Anche qui procediamo per ordine.

Bergamo, una città il cui nome numerologicamente forma il numero 34, che nell’esoterismo classico indica l’organizzazione e l’asse del mondo, un richiamo abbastanza chiaro all’agire del ben noto Nuovo Ordine Mondiale che spessi i nostri governanti richiamano. Nella Bibbia il 34 appare solo due volte, mentre per 34 volte è indicato il numero 200, che richiama il compimento dell’opera divina. Per 34 volte è nominata la parola “diavolo”, ed è simpatico vedere che Dante Alighieri dedicò all’inferno 34 canti.

Da questa città ritualmente scelta, osserviamo il numero dei morti (o presunti tali), 80: il significato esoterico è la disonestà e il terrore che sforza gli animi e li porta ad agire senza riflettere; ma anche è numero che richiama la stabilità, come quella che da lì a poco si sarebbe costituita in tutto il Paese sotto un’egemonia sanitaria. È il numero dell’astuzia, delle insinuazioni, delle idee brillanti, delle trame malvagie ma anche delle insinuazioni create appositamente per danneggiare gli altri. Curioso che nella tradizione magica napoletana sia abbinato ai custodi dei cimiteri.

Teniamo presente poi la processione mortuaria di più bare, elemento facilmente rintracciabile come liturgico, rito tipico della massoneria martinista, ripreso dall’antico Egitto secondo il rituale di Medinet Habu. Significa la propagazione della morte e della disperazione.

Per non parlare poi della data del corteo funebre: 18/03/2021. La data del trasporto, 18 marzo 2020, è numerologicamente una data di negatività; in geometria sacre, costituisce un segno di morte.  Astrologicamente, nel 2020 passato l’allineamento di Saturno con Plutone in transito ha sempre indicato la fine di un ciclo e l’inizio di uno nuovo, perchè Saturno è simbolicamente il signore del tempo e del karma legato quindi alle strutture e le regole, mentre Plutone archetipo del Dio Ade, a tutto ciò che è nascosto e virale. L’Italia nasce repubblicana il 18 Giugno 1946, dunque prendendo tale data di riferimento si trova sotto il segno dei Gemelli,con Marte, Plutone e Venere (simbolo anche di salute in generale) nel segno del Leone. Il 12 Gennaio 2020, Plutone e Saturno transitavano nel segno del Capricorno, indicando così che stava per succedere qualcosa. Di lì a poco vi si sono allineati anche Giove e Marte, dando origine allo “stellium”, ovvero l’insieme di ben 4 pianeti potentissimi (Saturno,Plutone,Giove,Marte) all’interno di un unico segno, il Capricorno. Che nello zodiaco si colloca nella parte più alta indicando un ambito collettivo e sociale. Urano poi di passaggio nel Toro quadrava Venere e Plutone e dunque segnalava eventi minacciosi riguardanti la salute e provenienti da lontano. Nettuno, infine, pianeta simbolo anche dei veleni, transitava nel segno dei Pesci che, in dodicesima casa, indica luoghi chiusi e circoscritti. E Marte di transito, con Venere di passaggio nel segno dell’Ariete quadrava e attivava l’insieme di pianeti nel segno del Capricorno, scatenando di fatto una vera e propria bufera astrale. Secondo l’astrologia politica Milano è una città sotto il segno del Cancro, che risulta in opposizione a tutti i pianeti nel segno del Capricorno. E Giove, di transito nel segno del Capricorno, è in “caduta” quindi risulta apportatore di restringimento, limitazione, restrizioni rafforzato in maniera esponenziale anche da Saturno e Marte che si trovano sempre nello stesso segno. La forza di Saturno è associata ad un Marte in esaltazione, che esprime tutta la sua potenza, di qui il conflitto.

Un ultimo sguardo diamolo alla città di Ferrara, luogo scelto per la cremazione (perché?) dei corpi: Ferrara è nota oltre che per l’ampio numero di logge massoniche, per il suo cimitero monumentale pieno di cappelle massoniche rituali, facilmente identificabili per le chiarissime effigi esposte. Di più, il cimitero è molto ampio e permette l’ingresso di mezzi pesanti, non ha videocamere, è lontano dalle abitazioni (sta in mezzo a un quartiere ma è circondato da prati), ha molte cappelle che permettono di non vedere cosa c’è fra una viuzza e l’altra. Già notoriamente città di particolare interesse occulto ed esoterico – facendo una rapida ricerca su internet troverete anche numerosi eventi dedicati persino durante il noto Buskers Festival -, e considerando il particolare interesse per la cremazione che appartiene e alla massoneria e all’occultismo satanista, non si può che concordare sulla scelta azzeccata del luogo. Chissà quali retrostanti accordi ci saranno stati per quel succulento bottino di guerra rituale.

Concludendo, magari le nostre sono solo supposizioni; ma per chi opera nell’occulto, questi dettagli non sono mai lasciati al caso. Ai comuni cittadini basti ricordare che ancora la verità su quei giorni e su quei corpi non è stata rivelata, e probabilmente non verrà mai detta perché il laboratorio di sperimentazione chiamato Italia, per loro, vale più di qualche vita umana.

Foto: archivio Il Corriere delle Regioni

Del 29 aprile 2021

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