martedì, 11 Maggio 2021
Home CONTROINFORMAZIONE Contro-Scienza: Medicina e Covid-19 La verità dietro il no alle cure domiciliari

La verità dietro il no alle cure domiciliari

di Lorenzo Maria Pacini

Il rifiuto da parte del Ministro Roberto Speranza alle cure domiciliari per il Covid puzza di intrigo, ma ancora di più il suo aver impugnato davanti al Consiglio di Stato la sentenza del Tar del Lazio circa la vicenda passata alla cronaca come “tachipirina e vigile attesa”. I conti non tornano. Come mai il Ministro della Salute si oppone così violentemente alla salute dei cittadini? Per chi ha già capito come stanno le cose, di ragioni ce ne sono già a sufficienza; per i reticenti, ecco svelato un nuovo retroscena: la terapia genica sperimentale, meglio nota come “vaccino”, è tale fino al 2023 per contratto e può essere autorizzata solo se non esistono cure alternative. In presenza di opzioni altre, il Comitato dovrebbe revocare l’autorizzazione, secondo quanto previsto all’Art. 4, comma 2 del Regolamento CE 507/2006 del 29 marzo 2006 (avete letto bene, 15 anni fa, non smetteremo mai di ripetere che la politica si fa sulle lunghe distanze).

Il regolamento, consultabile qui https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32006R0507&from=DE, è stato il cavallo di Troia all’origine dell’attuale permissivismo da parte della comunità scientifica, che vive grazie ai finanziamenti privati e dei governi servendo ipso facto interessi politici privati. È possibile leggere numerosi passaggi a riguardo molto interessanti che fanno chiarezza su varie questioni, come ad esempio circa i il rapporto rischi benefici, ove recita «Anche se i dati su cui si basa un parere relativo ad un’autorizzazione all’immissione in commercio condizionata possono essere meno completi, il rapporto rischio/ beneficio, quale definito all’articolo 1, paragrafo 28 bis, della direttiva 2001/83/CE, dovrebbe risultare positivo. I benefici per la salute pubblica derivanti dalla disponibilità immediata sul mercato del medicinale in questione dovrebbero inoltre superare il rischio inerente al fatto che occorrano ancora dati supplementari», e prosegue sottolineando che «è opportuno richiedere che il titolare completi o intraprenda determinati studi per confermare che il rapporto rischio/beneficio è positivo e per risolvere qualsiasi dubbio relativo alla qualità, alla sicurezza e all’efficacia del prodotto.»

Se è però vero che queste condizioni sono dettagli facilmente arginabili, diverso è per le condizioni indicate all’articolo 4 del documento nel quale, dopo aver specificato le condizioni di equilibrio fra sicurezza/efficacia e rischio/benefici, si sottolinea che «per esigenze mediche insoddisfatte si intende una patologia per la quale non esiste un metodo soddisfacente di diagnosi, prevenzione o trattamento autorizzato nella Comunità o, anche qualora tale metodo esista, in relazione alla quale il medicinale in questione apporterà un sostanziale vantaggio terapeutico a quanti ne sono affetti.»

Oltreoceano se la passano più o meno allo stesso modo, come si legge nel documento Emergency Use Authorization for Vaccines to Prevent COVID-19, del 22 febbraio 2021, disponibile qui https://www.fda.gov/media/142749/download. Nel file, che «rappresenta le valutazioni e le indicazioni del Food and Drug Administration», c’è un’interessante sezione al termine definita “non clinica” dove viene richiesto di utilizzare una lunga serie di studi non clinici condotti sui vaccini per sponsorizzarne l’inoculazione. A pagina 20 del documento viene indicato agli sponsors di condurre delle ricerche (non cliniche) per motivare l’adozione anche davanti alle variabili che nascono alle diverse latitudini; viene poi specificato al termine che «in futuro i vaccini per Covid-19 potranno essere autorizzati senza bisogno di studi clinici».

Insomma, si sono costruiti il loro impero e logicamente non ci permetteranno, né a noi né alla scienza, di farlo cadere. Nel caso italiano, se ci fosse stata la sentenza definitiva del Consiglio di Stato sul fatto che esiste un protocollo di cura, avrebbero dovuto immediatamente sospendere le autorizzazioni ai vaccini.

Avete capito ora qual è il vero motivo?

Continuiamo a combattere.

Foto: archivio Il Corriere delle Regioni

Del 30 aprile 2021

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