martedì, 11 Maggio 2021
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La nuova era dei vaccini: la nanovaccinologia di Lorenzo Maria Pacini

Sono spiacente di dover deludere sin dall’inizio gli appassionati “anti-complottisti” (un nome già di per sé ridicolo), perché il titolo non è mio ma gentilmente preso in prestito da un grosso studio, ove si fa riferimento a molti altri, pubblicato su PubMed nell’agosto del 2019 e ripreso di recente da varie testate scientifiche per i recenti sviluppi in campo di applicazione dei nanorobot ai vaccini.

Lo studio, consegnato alla piattaforma medica scientifica mondiale e disponibile qui https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/31486519/, parla chiaro sin dal suo abstract (sottolineature nostre):

Le vaccinazioni sono il metodo di prevenzione più efficace contro le malattie infettive e rappresentano uno dei successi più rilevanti della medicina.  Lo sviluppo dei vaccini è in continua evoluzione; di conseguenza, il numero di vaccini candidati sta progressivamente aumentando.  Tuttavia, la maggior parte dei nuovi vaccini potenziali sono caratterizzati da una minore immunogenicità, con l’incapacità di stimolare risposte immunitarie potenti e durature.  Quindi, per ottenere vaccini moderni ed efficaci, abbiamo bisogno di coadiuvanti e di sistemi di somministrazione innovativi che ne incrementino l’immunogenicità.  L’uso delle nanotecnologie nella vaccinologia offre l’opportunità di contrastare queste difficoltà e di sviluppare vaccini efficaci.  In particolare, le nanoparticelle utilizzate come veicoli dei componenti vaccinali, sono in grado di aumentare le risposte immunitarie dell’ospite e, grazie alle loro dimensioni, di raggiungere specifici distretti cellulari.  Ad oggi, un certo numero di nanovaccini è stato approvato per la salute umana e molti sono oggetto di studi clinici o preclinici.  Ci sono diversi tipi di nanoparticelle considerati come possibili fornisce degli antigeni del vaccino.  Questi sistemi di somministrazione sintetici basati su nanoparticelle, nella gamma di dimensioni 20-200 nm, proteggono l’antigene dalla degradazione, ne migliorano la presentazione e ne facilitano l’assestamento da parte delle cellule professionali che presentano l’antigene.  Particelle simili a virus, proteine autoassemblate, micelle, liposomi, nanoparticelle inorganiche e polimeri sono i più studiati di questi sistemi.  In questa recensione, forniamo una panoramica generale dei diversi tipi, metodi di sintesi, caratterizzazioni, proprietà e applicazioni delle nanoparticelle nella produzione di vaccini.

Quanto viene detto è l’ennesima dimostrazione fattuale della volontà di applicazione di materiale tecnologico all’interno della persona umana, andando verso quella ibridazione tanto cara al Transumanesimo. Si parla con chiarezza di «particelle simili a virus, proteine autoassemblate, micelle, liposomi, nanoparticelle inorganiche e polimeri», il che palesa la concretezza, già sperimentata, di inoculare qualsiasi cosa, sia che faccia del bene, sia che faccia del male. Non staremo qui a fare una lezione di microbiologia o di editing genico, ma è abbastanza facile capire come l’introduzione nel corpo umano di elementi non biologici, non umani, che però hanno funzioni bioattive e strutturali, sia già di per sé un’azione che suscita perplessità bioetiche; come e quanto poi queste nanomacchine vengano gestite dall’esterno e siano manipolabili a livello elettromagnetico, radio o in programmazione cronometrica è altrettanto facile da capire, ma per fugare ogni dubbio rimandiamo alla stessa pubblicazione medica e ad altre, ben 200, reperibili a questo link https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5079805/.
Non stupisce altresì che la sperimentazione umana di nanovaccini sia stata approvata dalla OMS, il cui principale finanziatore è la Bill & Melinda Gates Foundation, seguita da Open Society di George Soros, personaggi potenti sempre capaci di comprare chiunque per avvallare i propri piani e procedere speditamente.

Interessante è anche l’ammissione di una sorta di “immunizzazione” ai vaccini stessi, cosa che spinge i ricercatori – o meglio chi li finanzia – non a dichiarare le cause di questo rigetto all’estranea inoculazione, ma a potenziare ancora di più l’aggressività e la pervasività dei vaccini da imporre alla popolazione. Non c’è bisogno di particolari punteggi di quoziente intellettivo per comprendere che solo una mente malvagia può insistere nel proporre qualcosa di scientificamente attestato come dannoso e, di più, a promuoverne l’applicazione massificata. Le conseguenze della nanovaccinologia che si possono leggere in diversi studi presenti su PubMed (ma non solo), a partire dal fatto che l’introduzione di elementi non-naturali nel corpo umano è già epistemologicamente evidente come violenza sul corpo biologico (gli appassionati di ricerche possono farsi un’idea della enorme quantità di rischi e controindicazioni leggendo: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/27732788/ , https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/30424176/ , https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/27257995/ , https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/27435905/ , https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/16989579/ ).

Ancora, sarebbe opportuno approfondire, e lo faremo in seguito, il collegamento fra l’applicazione medica dei nanorobot e chi e come li comanda, un dettaglio per niente marginale perché ci pone nella condizione di chiederci cosa ne sarebbe del nostro corpo, della nostra vita, dal momento che dentro di noi viene introdotto qualcosa che è controllabile da fuori, da chi ne detiene gli strumenti. In una logica di vaccinazione di massa ed estensione delle reti di controllo tecnologico, digitale ed elettromagnetico, possiamo facilmente immaginare le conseguenze.

I fautori del Great Reset transumanista continuano a cospargere l’infosfera di indizi per renderci coscienti di ciò che hanno intenzione di fare. Il punto su cui riflettere è: dal momento che avranno in mano gli strumenti della nostra salute, cosa potranno fare di noi?

Foto: archivio Il Corriere delle Regioni

Del 3 maggio 2021

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