domenica, 13 Giugno 2021
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Appello di Mons. Carlo Maria Viganò al Summit di Venezia

Intervento di Mons. Carlo Maria Viganò al Summit di Venezia “Great Reset: l’ultima grande menzogna” Mettiamoci nei loro panni. L’ultimo passo prima del Nuovo Ordine Mondiale l’errore dei “moderati” e la risposta dei buoni – Allegato in lingua inglese

STAT VERITAS

Great Reset: l’ultima grande menzogna

Lazare, veni foras!

Gv 11, 43

Questo primo Festival di Filosofia [1] è intitolato a Mons. Antonio Livi, del quale tutti conserviamo un caro e grato ricordo, tanto per la testimonianza di fede quanto per la rara erudizione nelle discipline teologiche. Al dotto Prelato romano mi unisce in particolar modo il percorso di “conversione” alla Tradizione, che lo portò, alcuni anni prima di me, all’assidua celebrazione della veneranda Liturgia apostolica, in perfetta coerenza con la dottrina nella quale egli era versatissimo. Entrambi ci siamo trovati a riscoprire i tesori della Messa della nostra Ordinazione, con la consolazione di ritrovare nella sua pienezza il nostro Sacerdozio. Se oggi vogliamo ricordare degnamente Monsignor Livi, penso non possa esser trascurata la Scuola del “Senso Comune” di cui egli fu iniziatore, e che in questo momento rappresenta un’occasione di approfondimento della realtà presente, dei grandi rivolgimenti di quest’anno, della cosiddetta pandemia e, più in generale, della crisi in cui si trovano il mondo e la Chiesa. La mancanza di “senso comune” nei singoli ha reso in gran parte possibile questo assalto contro Dio, contro la Chiesa e contro il genere umano rappresentato dal Great Reset e dall’ideologia che esso esprime. L’irrazionalità, l’abdicazione della ragione, l’annichilimento del giudizio critico e la negazione dell’evidenza sono il vero virus pandemico del nostro tempo, che nella ribellione a Dio manifesta un delirio di onnipotenza e nella follia collettiva la giusta nemesi di questa sfida sciagurata. San Paolo ci esorta ad una fede razionale, al rationabile obsequium (Rom 12, 1), in cui fede e ragione, come due ali, ci fanno ascendere alla contemplazione della Verità, ossia a Dio stesso. Così il monito dell’Apostolo comporta anche una salutare distanza dalla mentalità mondana: nolite conformari huic saeculo (Rom 12, 2), un monito che oggi sentiamo di condividere particolarmente, dinanzi alla follia del mondo. Ringrazio pertanto tutti voi, ed in modo particolare il caro Professor Francesco Lamendola, l’organizzatore del Convegno, Andrea Cometti, gli illustri relatori – tra i quali scorgo non pochi volti amici – e i moderatori. Se avete già avuto modo di ascoltare il mio intervento dello scorso 15 Maggio alla Confederazione dei Triarii, noterete che esso costituiva un abrégé di quanto mi appresto a dire più diffusamente. Spero che il video di oggi sia oggetto della medesima furia censoria da parte di YouTube, perché il precedente, dopo la sua rimozione, è stato diffuso e visto da ancor più persone, anche grazie al giusto clamore suscitato dal bavaglio del mainstream. 

Un precedente significativo

Quando Stalin decise nel 1932 di eliminare milioni di Ucraini in quel genocidio che fu l’Holodomor, egli pianificò la carestia come strumento di ingegneria sociale, tramite il quale nazionalizzare le terre agricole per poi destinarne i profitti all’industria. Scriveva Stalin: «Per eliminare i kulaki come classe non è sufficiente la politica di limitazione e di eliminazione di singoli gruppi di kulaki; […] è necessario spezzare con una lotta aperta la resistenza di questa classe e privarla delle fonti economiche della sua esistenza e del suo sviluppo» (Josif Stalin, Questioni di leninismo, Roma, 1945). Stalin fece quindi sequestrare grano, barbabietole, patate, ortaggi e ogni tipo di cibo; vietò qualsiasi commercio – vi suona familiare? – e confiscò le risorse finanziarie degli Ucraini. I bambini in fuga dalle campagne furono arrestati e deportati nei collettori e negli orfanotrofi, dove morirono di malnutrizione. Per impedire la diffusione delle notizie sulla carestia, il Comitato Centrale proibì gli spostamenti – una sorta di lockdown ante litteram – e accusò di essere nemico del popolo chi denunciava la strage degli Ucraini. I negazionisti – usando il termine in senso proprio – dell’Holodomor sostengono che il genocidio del 1932-1933 nell’Ucraina sovietica non sia mai avvenuto o che si sia verificato ma senza alcuna premeditazione. La censura del regime contribuì a nascondere una tragedia che oggi viene riconosciuta da molti Paesi come un crimine contro l’umanità e che, se analizzata nei suoi metodi e nel suo fine, fu anch’esso un Great Reset.

Se un Ucraino si fosse chiesto come mai il governo russo, in presenza di una carestia, non aiutasse la popolazione inviando derrate alimentari ma al contrario vietasse l’apertura delle attività commerciali e ogni spostamento contribuendo così ad aggravare la situazione, avrebbe probabilmente commesso lo stesso errore di quanti oggi, in presenza di una presunta pandemia, si chiedono perché i Governi abbiano preventivamente affossato la sanità pubblica, depotenziato i piani pandemici nazionali, vietato le cure efficaci, somministrato terapie dannose se non addirittura mortali e stiano oggi costringendo i cittadini, sotto il ricatto di perpetuare lockdown, coprifuoco e green pass incostituzionali, a sottoporsi a vaccini che non solo non garantiscono alcuna immunità, ma anzi comportano gravi effetti collaterali a breve e a lungo termine, oltre a diffondere ulteriormente forme più resistenti di virus.

Cambiare punto di vista

Cercare una logica in quello che ci viene detto dai media mainstream, dai governanti, dai virologi e dai cosiddetti “esperti” è un arduo cimento, che d’incanto scompare e rientra nella più cinica razionalità se solo abbiamo l’onestà intellettuale di ribaltare il nostro punto di vista. Dovremmo cioè rinunciare al confortante postulato, secondo il quale i nostri governanti agiscano per il nostro bene e più in generale che i nostri interlocutori siano onesti, sinceri e animati da buoni principi.

Comprendo bene, credetemi, che sia più semplice crogiolarsi nell’illusione che “andrà tutto bene” e che questa pandemia sia una immane sciagura alla quale nessuno di noi era preparato. È molto più facile pensare che i leader di tutto il mondo debbano essere giudicati con riconoscente indulgenza, perdonando loro errori che chiunque, al loro posto, avrebbe potuto compiere nella lotta contro il “nemico invisibile”. È rincuorante credere che le multinazionali del farmaco e le istituzioni sanitarie internazionali non abbiano a cuore altro che il nostro bene, e che mai potrebbero distribuire, per solo calcolo economico, farmaci sperimentali che finiranno col renderci tutti malati cronici o con lo sterminarci. Ed è incredibilmente difficile e psicologicamente logorante affrontare la quotidiana lotta domestica, con parenti ed amici, conoscenti e colleghi di lavoro, per il solo fatto di ritenere assurda la narrazione del Covid. Essere considerati “complottisti” o “negazionisti” e venir fatti oggetto di commiserazione, disprezzo o condanna sociale è un destino ingrato, specialmente quando le persone che credono alla menzogna globale sono nostri cari. Ed è ancor più ingrato sentirsi discriminati e ostracizzati anche nella nostra comunità ecclesiale, a maggior ragione vedendo quale appiattimento ideologico alla narrazione mainstream vi sia da parte dei Vescovi e dei sommi vertici della Gerarchia.

La realtà è ben diversa, e il non volerla accettare ci fa cadere in quella dissonanza cognitiva che la psicologia sociale ha ampiamente studiato. La realtà è non solo diversa, ma diametralmente opposta a quella che ci viene narrata, e sarà meglio per noi se vorremo comprenderla, riconoscerla, affrontarla e combatterla con tutte le nostre forze. Anche perché il modus operandi con il quale sono stati condotti nel corso della Storia casi analoghi è sostanzialmente il medesimo.

Mettiamoci nei panni dei fautori del Great Reset

Partiamo quindi dal punto di vista di chi questo complotto lo ha organizzato, e non di chi lo subisce inconsapevolmente. Se ci mettiamo nei panni di un Bill Gates, di un George Soros o di un Klaus Schwab, non sarà difficile comprendere che se dichiarassimo spudoratamente che abbiamo deciso di decimare la popolazione mondiale per il tramite di un siero genico, con ogni probabilità non otterremmo consenso dalle masse né appoggio delle istituzioni. Perché il nostro piano criminale susciterebbe una rivolta e soprattutto scoprirebbe le nostre carte.

In realtà, i nostri progetti li abbiamo anche dichiarati a più riprese, li abbiamo scritti negli atti dei nostri congressi, li abbiamo ribaditi in interviste e incontri istituzionali, li abbiamo addirittura fatti incidere nelle Georgia Guidestones. Forse la nostra ammissione di questo disegno criminale suonava troppo sfacciata, e chi poteva sentirsene minacciato ha preferito guardare altrove, accusando di complottismo chi invece lanciava l’allarme, inascoltato Laocoonte.

Così decidiamo di raccontare la “favola bella” dell’impegno globale, dell’ecosostenibilità, dell’inclusività, della resilienza dinanzi a un virus che noi stessi probabilmente abbiamo creato in un laboratorio di Wuhan da noi finanziato, presentandolo come una pandemia mortale che richiede immediati provvedimenti giustificati dall’emergenza sanitaria. E siccome questa emergenza non potrebbe esserci perché si tratta di una sindrome influenzale, di un normale virus Corona come ce ne sono stati tutti gli anni, ecco che chiediamo ai funzionari dell’OMS – un ente finanziato quasi totalmente da noi e dalla dittatura comunista cinese, nostra alleata – di impartire istruzioni tali da vietare le cure, creare un alto numero di decessi attribuibile al Covid, portare alla morte i ricoverati sottoponendoli a ventilazione forzata. Ovviamente le case farmaceutiche, di cui noi siamo azionisti tramite il fondo di investimento Black Rock, hanno tutto l’interesse di produrre dei vaccini senza la sperimentazione prevista, perché nel momento in cui le cure sono proibite, le leggi a tutela della salute pubblica possono essere derogate e i vaccini – anzi: i sieri genici – possono venir autorizzati alla distribuzione sperimentale. E per suggellare il pactum sceleris con il regime cinese, facciamo piovere ordini di mascherine, tamponi, ventilatori e forniture mediche anche se sappiamo essere prive di qualsiasi utilità e non conformi ai parametri sanitari. Nel frattempo, i nostri “esperti” – quasi sempre ex-dipendenti o dei quali noi sponsorizziamo istituti e consulenze – seminano il panico sui media con proiezioni e previsioni tanto assurde quanto terrorizzanti, mentre i giornalisti e i conduttori televisivi si prostituiscono al nuovo padrone, rinnegando l’etica professionale e il dovere di rispettare ad ogni costo la verità. Ma noi sappiamo bene che il denaro e la notorietà possono facilmente comprare la collaborazione cortigiana e il silenzio complice di molti, specialmente se costoro devono a noi il loro posto, se siamo azionisti delle testate in cui lavorano o se siamo i principali acquirenti di spazi pubblicitari. Parallelamente facciamo in modo che siano stanziati fondi pubblici per foraggiare i media, ovviamente con l’implicito impegno a divulgare la narrazione ufficiale e a censurare ogni voce di dissenso.

Anche la sanità è nelle nostre mani, e da anni! Abbiamo progressivamente distrutto quella pubblica, avvalendoci dei nostri dipendenti nello Stato, nell’Unione Europea e negli organismi internazionali; e dopo averla distrutta abbiamo lamentato la sua inefficienza e raccomandato di sostituirla con la sanità privata, di cui siamo azionisti. Quel che rimane della sanità pubblica è comunque impostato su un modello aziendale che antepone il profitto all’erogazione di servizi in perdita, e in ogni caso è sempre lo Stato a ripianare i debiti delle aziende sanitarie. Sappiamo bene che i costi della pandemia fanno gola a molti, anche a patto di tacere dinanzi ad ospedalizzazioni inutili o che condurranno il paziente alla morte, a causa delle terapie che abbiamo indicato al posto della cura domiciliare. Tremila euro al giorno per un letto in terapia intensiva di un malato Covid legittimano così l’allarme sociale, perché quei letti sono pochi – li abbiamo fatti ridurre noi nel corso degli ultimi anni grazie a politici compiacenti – e per aumentarli in piena emergenza pandemica lo Stato spende cifre esorbitanti senza gare d’appalto. Se poi riusciamo a usare i tamponi per far credere che una percentuale altissima della popolazione è positiva al virus, ci garantiamo il persistere dello stato di emergenza e con esso lockdown e misure di contenimento che distruggono l’economia. Ed è proprio quello che vogliamo: cancellare le piccole imprese, forzare la popolazione ad acquistare online quello che non può più comprare nel negozio sotto casa, lucrare provvigioni anche dal pizzaiolo o dal ristorante che per sopravvivere è costretto a ricorrere alle aziende di delivery di cui ci siamo premuniti d’essere azionisti. Infine, per rendere questo assalto completo, incrementiamo l’immigrazione clandestina grazie alle nostre fondazioni “umanitarie” e alle ONG, aumentando la criminalità, stornando ai cittadini i fondi destinati alle spese di accoglienza e facendo invadere l’Europa da ondate di islamici che reclamano diritti. La loro presenza ci permette di sfaldare inesorabilmente il tessuto sociale e religioso delle Nazioni, in nome dell’accoglienza e facendo leva sul senso di colpa, sul pericolo di razzismo e sulla retorica buonista che siamo riusciti a far accettare anche alla Chiesa Cattolica. Ovviamente la destabilizzazione della società che abbiamo creato ci permette di far promulgare leggi contro la discriminazione e l’odio razziale, reprimendo il dissenso di chi si sente invaso e minacciato. Infine, grazie all’indebitamento dello Stato dovuto alla pandemia e all’emergenza sociale di cui siamo deliberati artefici, riusciamo ad imporre l’erogazione di prestiti del Fondo Monetario Internazionale, della Banca Centrale Europea e dell’Unione Europea, indebitando la popolazione a condizioni capestro e costringendola ad investire quei fondi secondo criteri e “condizionalità” che servono solo a rendere ancora più irreversibile la trasformazione della società, la transizione tecnologica, la green economy. Ossia, il Great Reset.

Prima siamo riusciti a creare il terrore per il “nemico invisibile” e a mettere a tacere le voci di dissenso di scienziati, intellettuali e semplici cittadini; poi siamo riusciti a far credere che la salvezza del mondo dipendesse dai vaccini; ora siamo in grado di ricattare miliardi di esseri umani, che se vogliono ritornare ad una qualche forma di allentamento delle restrizioni imposte devono accettare il green pass per viaggiare all’estero, andare allo stadio o fare la spesa. La pressione a cui abbiamo sottoposto le masse è tale, che molti accetteranno queste forme di controllo e presto tenderanno la mano per farsi impiantare un chip sottocutaneo, che ci permetterà di portare a compimento il nostro piano.

Tutto questo è ormai realtà: sia il passaporto vaccinale, che non sarà necessariamente limitato al solo Covid, sia per i pagamenti elettronici in sostituzione al contante. «Nessuno poteva comprare o vendere se non portava il marchio» (Ap 13, 17). Basterà così premere un tasto – e saremo noi a premerlo – per cancellare una persona dalla vita sociale.

E come sfregio verso la Civiltà che odiamo, imponiamo alle masse di nutrirsi di scarafaggi e larve, decantandone le proprietà nutritive e il loro basso impatto ambientale, mentre noi ci riserviamo carni prelibate. Chiediamo loro di rinunziare alla proprietà privata barattandola con il reddito universale, col quale farci pagare il leasing per la loro unità abitativa di 30 metri quadri, ovviamente a zero emissioni. Li mandiamo in giro sul monopattino elettrico made in China mentre noi giriamo su fuoriserie inquinanti, facciamo crociere su yacht costosissimi e ci spostiamo in elicottero. E mentre cinquantenni licenziati si trovano un lavoro come fattorini nel delivery, riceviamo miliardi in dividendi delle nostre società con sede nei paradisi fiscali. Siamo giunti ad un tale livello di asservimento delle masse, da non aver motivo di temere alcuna rivolta, che comunque sarebbe sedata a colpi di manganello, nel silenzio dei media e della Sinistra nostra alleata.

Quand’anche la farsa pandemica non dovesse sortire gli effetti da noi auspicati a causa di eventi imprevisti, abbiamo già pronto il passo successivo: l’emergenza climatica come pretesto per imporre la “transizione ecologica” e lo “sviluppo sostenibile”; oppure daremo inizio all’ennesimo conflitto in Medioriente, così da provocare attentati terroristici nelle nostre città e seminare il panico tra la popolazione. E se nemmeno questi collaudati espedienti dovessero aver successo, potremmo inventarci – perché no? – un attacco alieno, sul quale già alcuni nostri amici iniziano ad aprire la famosa Finestra di Overton: cosa più degli extraterrestri può essere considerato «nemico invisibile» per alimentare la paura collettiva, dopo decenni di film in cui mostriamo invasioni di creature provenienti dallo spazio? D’altra parte le masse, come abbiamo visto in questi mesi, credono a tutto quello che il mainstream dice loro, per quanto assurdo e irrazionale possa essere. Basta che si veda in televisione.

Il modus operandi del Great Reset

Ed ora, dismessi i panni di Gates o di Soros, osserviamo dall’esterno l’intera operazione, cercando di identificare gli elementi ricorrenti. Il primo, come ho detto poc’anzi, è l’inconfessabilità del disegno criminale dell’élite e la necessità di ammantarlo di ideali accettabili. Il secondo è la creazione di una situazione di emergenza – in passato poteva essere una guerra combattuta con le armi, oggi una guerra batteriologica o un conflitto combattuto per via finanziaria – che renda inevitabile il ricorso a soluzioni che l’élite ha predisposto e pianificato. Il terzo elemento consiste nella soluzione apparente che consente di mettere in campo quelle “riforme” e quelle limitazioni delle libertà personali che in tempi normali sarebbero inaccettabili e illegittime. Questo spaccherà la società nel suo interno, creando nuovi nemici del popolo e distraendola dai veri artefici del conflitto.

Se pensiamo all’attentato dell’11 Settembre 2001, comprendiamo che il modus operandi è sostanzialmente lo stesso, così come è avvenuto per la Guerra del Golfo o per la Guerra Civile di Libia. La minaccia terroristica è stata usata come prophasis, ossia come causa apparente, come falso pretesto per autorizzare investimenti nell’industria bellica, inasprimenti dei controlli della popolazione, rivolgimenti politici e per appropriarsi di risorse energetiche in Iraq e in Libia e scongiurare l’indipendenza economica degli Stati africani dal Franco CFA. La destabilizzazione così conseguita ha alimentato il piano di sostituzione etnica in Europa e allo stesso tempo indebolito l’Africa di giovani generazioni che l’avrebbero potuta rendere prospera e autonoma; ha colpito le comunità cattoliche nelle ex colonie alimentando il fanatismo islamico come presupposto di conflitti sanguinosi e ora esporta quei conflitti in un’Europa scristianizzata che assiste inerte al rogo quotidiano delle sue chiese, mentre una petulante ragazzina svedese viene usata dal sistema come apocalittica predicatrice del climate change e del global warming.

Alla base di questo modus operandi vi è sempre e comunque una menzogna, che serve a nascondere i veri intenti dell’élite e a farci accettare come inevitabili quei cambiamenti dinanzi ai quali, in condizioni di relativa normalità, si sarebbero avute delle rivolte difficilmente soffocabili. La colpevolizzazione dei dissenzienti, la criminalizzazione di chi non accetta di sottoporsi al vaccino, la psichiatrizzazione dei “negazionisti” o dei “complottisti” stanno prendendo corpo in questi mesi con campi di detenzione, con la proibizione di spostarsi senza controlli sanitari e soprattutto grazie al martellamento mediatico. La diffusione della tecnologia 5G, che in molti Paesi è passata inosservata a causa dei lockdown, consentirà il tracciamento della popolazione, grazie alle app o a un chip sottocutaneo in costante collegamento con la rete.

Il Great Reset ha numerosi precedenti

La menzogna, dunque, è il marchio degli artefici dei Great Reset degli ultimi secoli. Fu un Great Reset la Pseudoriforma protestante, che colpì l’Europa nella sua unità di Fede, creando una lacerazione di cui ancor oggi vediamo le nefaste conseguenze; lo fu la Rivoluzione Francese, lo fu il Risorgimento, lo fu la Rivoluzione Russa, lo furono i due conflitti mondiali, la Rivoluzione industriale, il Sessantotto e il crollo del Muro di Berlino. Ogni volta, se ci fate caso, il motivo apparente di queste rivoluzioni non corrispondeva mai a quello reale: la vendita delle Indulgenze come pretesto della rivolta di Lutero faceva leva sulla brama dei Principi tedeschi per le proprietà dei Monasteri e delle Diocesi e doveva ottenere la diffusione dell’eresia nel mondo e l’indebolimento del Papato, prima difesa della Cristianità; la povertà del popolo come pretesto per la cancellazione della Monarchia di Francia e l’instaurazione della Repubblica massonica e anticristiana; la divisione degli Stati italiani e l’aspirazione ad un ideale di unità nazionale come pretesto per la distruzione dei Regni e dei Ducati e l’annessione degli Stati Pontifici al Regno d’Italia, la cui monarchia era asservita alle logge e che da queste a sua volta fu cancellata appena portato a termine il compito; l’oppressione dei contadini russi come pretesto per l’eliminazione dello Zar e l’instaurazione della dittatura comunista; la rivendicazione delle singole nazionalità come pretesto della Prima Guerra Mondiale per cancellare l’Impero Austro-Ungarico e perpetuare conflitti etnici; la Seconda Guerra Mondiale, in cui il Nazismo, prima finanziato poi combattuto, servì da pretesto per colonizzare l’Europa e assoggettarla economicamente e culturalmente al liberismo americano o al comunismo russo, indebolendola; la condizione dei braccianti, come pretesto per sfruttarli nelle fabbriche e alimentare il Moloch del capitalismo moderno; il desiderio di libertà dei giovani, come pretesto per corromperli nell’intelletto e nella volontà, per disgregare la famiglia tradizionale con il divorzio, per cancellare la maternità con contraccettivi e aborto, e colpire il concetto stesso di autorità; la fine del blocco sovietico e dei Paesi satelliti fu il pretesto per diffondere il liberismo e il consumismo e corrompere moralmente un popolo prostrato da settant’anni di dittatura comunista, la cui strenua opposizione al Nuovo Ordine Mondiale è il motivo dei recenti e continui attacchi al Presidente Putin.

Il Great Reset coinvolge anche la Chiesa

In questa lunga sequela di Great Reset organizzati dalla medesima élite di cospiratori, non è riuscita a sfuggire nemmeno la Chiesa Cattolica. Anch’essa, con il Vaticano II, si vide presentare la maggior comprensione della liturgia da parte del popolo come un pretesto per distruggere la Messa apostolica, cancellare la lingua sacra e profanizzare i riti. E l’anelito all’unità con gli eretici e gli scismatici fu il pretesto con cui venne inaugurato l’ecumenismo conciliare che pose le basi ideologiche per l’apostasia presente. La democratizzazione della Chiesa, in nome di una presunta maggior partecipazione dei laici, è servita solo come pretesto per scardinare progressivamente il potere papale e parlamentarizzare il potere dei Vescovi, oggi ridotti a meri esecutori delle decisioni delle Conferenze Episcopali.

Le menzogne dei vari Great Reset

Come tutte le frodi, quelle che vengono ordite dal demonio e dai suoi servi si basano su false promesse che non verranno mai mantenute, in cambio delle quali cediamo un bene certo che non ci sarà mai restituito. Nell’Eden la prospettiva di diventare come dèi ha condotto alla perdita dell’amicizia con Dio e alla esclusione dall’eterna salvezza, cui solo il Sacrificio redentore di Nostro Signore ha potuto riparare. La rivoluzione contro le Monarchie cattoliche fu ottenuta con la promessa alle classi più basse, mai mantenuta, di offrire loro prosperità e un alleggerimento delle tasse: chi credette all’inganno vide crollare il proprio mondo e si trovò ben più vessato che in precedenza. La rivoluzione industriale fu accettata perché prometteva nuovi posti di lavoro nelle fabbriche, ma chi lasciò le campagne o la bottega si ritrovò sfruttato alla catena di montaggio, strappato ai ritmi tradizionali del villaggio per ammassarsi nelle squallide periferie delle metropoli.

Con la pandemia, ci hanno raccontato via via che l’isolamento, i lockdown, le mascherine, il coprifuoco, le Messe in streaming, la didattica a distanza, lo smartworking, i recovery funds, i vaccini, i green pass ci avrebbero permesso di uscire dall’emergenza, e credendo a questa menzogna abbiamo rinunciato a diritti e stili di vita che costoro ci avvertono non torneranno più: “Nulla sarà più come prima”. La “nuova normalità” rappresenterà comunque una concessione, per ottenere la quale accetteremo la privazione di libertà che davamo per scontate, e scenderemo a compromessi senza comprendere l’assurdità della nostra accondiscendenza e l’oscenità delle pretese di chi ci comanda, dandoci ordini talmente assurdi da richiedere veramente un’abdicazione totale della ragione e della dignità. Ad ogni passo, un nuovo giro di vite, un ulteriore passo verso l’abisso: se non ci fermiamo in questa corsa verso il suicidio collettivo non torneremo più indietro.

La menzogna, dunque. Una menzogna che troviamo denunciata anche nella Sacra Scrittura: se il Serpente avesse detto ad Adamo e ad Eva che mangiando il frutto dell’albero avrebbero perduto l’immortalità e tutti i doni che Dio aveva loro concesso, saremmo ancora nell’Eden. Ma cosa possiamo aspettarci da colui che è «omicida fin da principio» (Gv 8, 44), «menzognero e padre della menzogna» (ibid.)? E non fu grazie a menzogne e false testimonianze che venne condannato Nostro Signore, accusato dal Sinedrio di aver esortato a non pagare le tasse a Cesare? Non fu con l’inganno e il ricatto che i Sommi Sacerdoti spinsero Pilato a far crocifiggere il Figlio di Dio, minacciandolo che riconoscendoLo come innocente si sarebbe messo contro l’Imperatore romano?

Il Great Reset è l’ultimo passo prima del Nuovo Ordine Mondiale

È nostro dovere svelare l’inganno di questo Great Reset, perché esso è riconducibile a tutti gli altri assalti che nel corso della Storia hanno cercato di vanificare l’opera della Redenzione e di instaurare la tirannide dell’Anticristo. Poiché è questo, in realtà, a cui tendono gli artefici del Great Reset: il Nuovo Ordine Mondiale – in significativa assonanza con il Novus Ordo conciliare – ribalta il cosmo divino per diffondere il caos infernale, in cui tutto ciò che la civiltà ha faticosamente costruito nel corso dei millenni sotto l’ispirazione della Grazia sia capovolto e pervertito, corrotto e cancellato.

Occorre che ciascuno di noi comprenda che quanto accade non è frutto di una sfortunata sequenza di casualità, ma risponde a un piano diabolico – nel senso che dietro tutto questo c’è il Maligno – che nel corso dei secoli persegue un unico fine: distruggere l’opera della Creazione, vanificare la Redenzione e cancellare ogni traccia di Bene sulla terra. E per ottenere questo fine, l’ultimo passo è l’instaurazione di una sinarchia in cui comandano pochi tiranni senza volto, assetati di potere, dediti al culto della morte e del peccato, all’odio della vita, della virtù e della bellezza perché in esse risplende la grandezza di quel Dio, contro il quale gridano ancor oggi il loro infernale «Non serviam». I membri di questa setta maledetta non sono soltanto Bill Gates, George Soros o Klaus Schwab, ma quanti tramano nell’ombra, da secoli, per abbattere il Regno di Cristo: i Rotschild, i Rockefeller, i Warburg e quanti oggi sono giunti ad allearsi con i vertici della Chiesa, usando l’autorità morale del Papa e dei Vescovi per convincere i fedeli a vaccinarsi.

La corruzione dell’autorità è premessa necessaria al Great Reset

Assieme alla consapevolezza della menzogna criminale dell’intero sistema, dobbiamo prendere atto della corruzione dell’autorità e del fallimento del modello sociale, politico e religioso figlio della Rivoluzione. La democrazia moderna ha dimostrato di essere, ancora una volta, un inganno con il quale si è voluto spodestare Cristo Re della Sua Signoria sui singoli e sulle società, sotto l’apparente pretesto di dare al popolo un potere che di fatto è stato usurpato dall’élite anticristiana e anticristica. Quando si afferma che l’autorità non deriva da Dio ma risiede nel popolo; quando la Religione non è considerata un principio soprannaturale trascendente ma un amorfo sentimentalismo immanente o una variante dell’antropologia; quando la morale perde il proprio vincolo con la Legge eterna iscritta da Dio nella natura umana e si adatta alle mode, nulla impedisce a governanti e governati di essere disonesti e di perseguire interessi particolari, perché non vi è più bene e male, premio e punizione, paradiso e inferno. Tutto si basa allora su un concetto pervertito di libertà corrotta in licenza: si può tradire, rubare, uccidere, mentire senza remore, senza quel timor di Dio che in altre epoche aveva saputo frenare la nostra inclinazione al male, se non per amore del Creatore e Redentore, almeno per paura della punizione che la nostra cattiva condotta avrebbe inesorabilmente comportato.

Ci troviamo davanti ad una classe politica senza ideali, in cui il bonun commune è stato prima sostituito da programmi politici sulla base dei quali ottenere il consenso, ed oggi dal semplice asservimento di chi ci governa agli interessi di chi li fa eleggere, li foraggia e pretende da essi un’obbedienza assoluta agli ordini del Nuovo Ordine Mondiale. Siamo giunti al punto che anche il voto, un tempo esaltato come somma espressione della democrazia, è considerato un fastidioso orpello da concedere solo se chi comanda è certo di poterlo volgere a proprio favore, e che laddove si esprima altrimenti può esser modificato o ignorato: la colossale frode elettorale delle Presidenziali americane ne è un esempio eclatante.

Ma se i politici e i leader mondiali sono asserviti all’élite globalista e non perseguono il bene dei cittadini, viene meno il patto sociale, e l’autorità di cui essi si credono rivestiti viene meno, poiché non ha alcuna ratifica né dall’alto – dal momento che sono stati cancellati il principio e il vincolo soprannaturale dell’autorità – né dal basso. E questa altro non è se non infame dittatura e odiosa tirannide. Una tirannide che non può esser abbattuta appellandosi ai principi rivoluzionari che l’hanno determinata, ma tornando a riconoscere che «non vi è autorità se non da Dio» (Rom 13, 1), e che la “laicità” dello Stato è una bestemmia, poiché nega i diritti sovrani del Creatore e Redentore su coloro che Egli ha appunto creato e redento.

Una crisi dell’autorità che coinvolge anche la Gerarchia

Quell’autorità che, sin dalla Rivoluzione Francese, era stata usurpata al Signore attribuendola alla volontà popolare, era rimasta in qualche modo intatta nella Chiesa, che fino a sessant’anni fa proclamava la Regalità di Cristo non solo sui singoli, sulle società e sulle nazioni, ma principalmente su se stessa, riconoscendo Nostro Signore come Capo del Corpo Mistico e il Papa come Suo Vicario in terra. Il Vaticano II ha spostato la Regalità di Cristo in chiave escatologica, e la Chiesa si è trovata così vittima di quello stesso inganno democratico in cui erano cadute le società civili quasi due secoli prima. Indebolendo la dottrina sul peccato, facendo propria la morale della situazione, riconoscendo legittimità all’errore e alle false religioni, la Chiesa Cattolica si è spodestata con le proprie mani, riducendosi a dover mendicare approvazione e legittimazione dai potenti di questo mondo, agli ordini dei quali si è assoggettata. Non è un caso se Bergoglio ha archiviato tra i titoli del passato quello di “Vicario di Cristo”: se la Chiesa è sostituita da una ONG che predica la green theology, promuove il Capitalismo Inclusivo dei Rothschild e organizza con Anthony Fauci convegni sui vaccini, chi la presiede non esercita l’autorità in nome di Cristo, ma finisce con l’essere una complice marionetta nelle mani del burattinaio:

Quelli ch’usurpa in terra il luogo mio,

il luogo mio, il luogo mio, che vaca

ne la presenza del Figliuol di Dio,

fatt’ha del cimitero mio cloaca

del sangue e de la puzza; onde ’l perverso

che cadde di qua sù, là giù si placa.

(Par XXVII, 22 sgg).

In questa crisi dell’autorità – che coinvolge tanto il potere temporale quanto quello spirituale – una grande responsabilità va addebitata ai cosiddetti moderati, che risultano essere la volontaria o involontaria quinta colonna all’interno del corpo sociale. Tra questi dobbiamo annoverare la quasi totalità dei rappresentanti delle opposizioni parlamentari – prima tra tutte quella italiana – e dei partiti del cosiddetto Centrodestra. Anche chi esprime critiche alle norme illegittime e incostituzionali varate dai presenti governi col pretesto della pandemia, non mette minimamente in discussione le basi ideologiche del liberismo che oggi si è fuso con il comunismo in un’alleanza in altri tempi inconcepibile. E non mette in discussione queste basi perché le condivide.

L’errore dei “moderati”

Lo stesso errore di deplorare gli effetti senza riconoscere e combattere le cause è compiuto dai Cattolici conservatori, che pur comprendendo l’apostasia dei vertici della Gerarchia sotto il regno di Bergoglio, non osano ammettere che se si è giunti a rendere culto idolatrico alla Pachamama ciò è stato possibile grazie alla Dignitatis Humanae, il sabba di Astana è la coerente applicazione della Nostra Aetate e la via sinodale tedesca – ossia la dichiarazione di scisma senza la sua condanna ufficiale da parte della Sede Apostolica – è la logica conclusione della Gaudium et Spes. E non occorre dimostrare quanto i documenti conciliari non siano altro che la traduzione in ambito ecclesiale dei principi rivoluzionari e massonici.

Sappiamo però che la menzogna è l’emblema del diavolo, il segno distintivo dei suoi servi, il marchio di riconoscimento dei nemici di Dio e della Chiesa. Dio è Verità, il Verbo di Dio è vero ed Egli stesso è Dio: dire la verità, gridarla dai tetti, svelare l’inganno e i suoi artefici è un’opera sacra e il Cattolico – come chiunque abbia conservato ancora un minimo di dignità e di onore – non può sottrarsi a questo dovere.

La risposta dei buoni

Ciascuno di noi è stato voluto, pensato e creato per dare gloria a Dio ed essere parte di un grande disegno della Provvidenza. Sin dall’eternità il Signore ci ha chiamati a condividere con Lui l’opera della Redenzione, a cooperare alla salvezza delle anime e al trionfo del Bene. Ciascuno di noi ha oggi la possibilità di scegliere se schierarsi con Cristo o contro Cristo, se combattere per la buona causa o rendersi complice degli operatori di iniquità. La vittoria di Dio è certissima, come certo è il premio che attende coloro che compiono la scelta di campo al fianco del Re dei re; e certa la sconfitta di chi serve il Nemico, certa la sua dannazione eterna.

Volete perdere il bene supremo che vi è stato preparato, solo per quietovivere, per non distinguervi dalla massa, per viltà, per rispetto umano, barattando l’eternità per un bene apparente ed effimero? Io vi esorto ad essere testimoni di Cristo, coraggiosi paladini della Verità e del Bene: sui banchi del Parlamento, nelle corsie d’ospedale, dalle cattedre delle scuole e delle università, dall’altare e dal pulpito, nel lavoro, nell’officina, nella bottega, nella famiglia, nel vostro impegno quotidiano e sì: anche nel dolore e nelle prove. Siate degni eredi dei Santi che vi hanno preceduto, ricordandovi che risponderete al Signore per il vostro silenzio, per la vostra complicità, per la vostra cooperazione al male: se potete sfuggire alla condanna degli uomini, non potrete sottrarvi al giudizio di Dio; così come sarete ricompensati per il bene fatto e testimoniato.

Questa generazione ribelle e apostata può essere combattuta con il contributo di tutti: dal medico che finalmente denuncia le terapie dannose imposte da protocolli criminali al poliziotto che si rifiuta di applicare norme illegittime; dal parlamentare che vota contro leggi inique al magistrato che apre un fascicolo per crimini contro l’umanità; dal professore che insegna agli allievi a pensare con la propria testa al giornalista che svela gli inganni e i conflitti di interesse dei potenti; dal padre che difende i propri figli contro la furia vaccinale al figlio che protegge il genitore anziano senza abbandonarlo in una RSA; dal cittadino che rivendica il diritto alle libertà naturali all’artigiano e al ristoratore che non accettano la sopraffazione di chi impedisce loro di aprire bottega; dal nonno che ammonisce i nipoti sui pericoli della dittatura al giovane che non si lascia sedurre dalle mode e dagli influencer.

Restituiamo a Cristo Re la corona che Gli è stata strappata dalla Rivoluzione

E quando questa farsa sarà crollata – perché crollerà inesorabilmente, e crollerà presto – impegnatevi tutti, con rinnovato zelo, perché sia restituita al nostro Re quella corona che i Suoi nemici Gli hanno strappato. Fate regnare Nostro Signore nelle vostre anime, nelle famiglie, nelle vostre comunità, nello Stato, nel lavoro, nella scuola, nelle leggi e nei tribunali, nelle arti, nell’informazione, in tutti gli ambiti della vita privata e pubblica. Regni con Lui anche la nostra Santissima Madre e Regina, Maria Santissima, che tante volte ci ha ammonito sui pericoli e le punizioni che attendono il mondo se non farà penitenza e non si convertirà. Regni Gesù Cristo nella Santa Chiesa, scacciandone gli indegni, i fornicatori e i mercenari.

Poiché solo dove Cristo regna vi è vera pace e vera concordia: pax Christi in regno Christi. A Lui, principio e fine di tutte le cose, Alfa e Omega, salga da ciascuno di noi e dalla famiglia umana la fiduciosa e fervente preghiera di custodirci nella Sua grazia, di fortificarci nelle virtù, di renderci coraggiosi testimoni del Vangelo per poter così conseguire l’eterna beatitudine in Cielo.

+ Carlo Maria Viganò, Arcivescovo

30 Maggio 2021

In Festo Ss.mæ Trinitatis

Note – [1] http://www.accademianuovaitalia.it/index.php/home/comunicati-stampa/10145-evento-di-venezia-2021 

VERSIONE IN LINGUA INGLESE

STAT VERITAS

The Great Reset: The Latest Great Lie

Lazare, veni foras!

Jn 11:43

This first Festival of Philosophy [1] is dedicated to Msgr. Antonio Livi, of whom we all preserve a heartfelt and grateful memory, both for his witness of faith as well for his rare erudition in the theological disciplines. The learned Roman prelate is united to me in a particular way by his path of “conversion” to Tradition, which led him, a few years before me, to the assiduous celebration of the venerable Apostolic Liturgy, in perfect coherence with the doctrine in which he was extremely well-versed. Both of us found ourselves rediscovering the treasures of the Mass of our Ordination, with the consolation of also rediscovering our Priesthood in its fullness. If we wish to remember Monsignor Livi worthily today, I think that we cannot neglect the School of “Common Sense” of which he was the initiator, and that in this moment represents an opportunity to deepen our understanding of the present reality: the great upheavals of this past year, the so-called pandemic, and, more generally, the crisis in which both the world and the Church find themselves. The lack of “common sense” in individuals has in large part made possible this assault against God, against the Church, and against the human race that is represented by the Great Reset and the ideology it expresses. Irrationality, the abdication of reason, the annihilation of critical judgment and the denial of evidence are the true pandemic virus of our time, which in rebellion against God manifests a delirium of omnipotence and in collective madness reveals the just nemesis of this wicked challenge. Saint Paul exhorts us to a rational faith, rationabile obsequium (Rom 12;1), in which faith and reason, like two wings, make us ascend to the contemplation of the Truth, that is, of God Himself. Thus, the Apostle’s warning also implies a healthy distance from the thinking of the world: nolite conformari huic sæculo (Rom 12:2), an admonition that today we feel we particularly share in the face  Francesco Lamendola; the organizer of the Conference, Andrea Cometti; and the distinguished speakers – among whom I recognize not a few friendly faces – and the moderators. If you have already had the opportunity to listen to my speech on May 15 at the Confederation of Triarii, you will notice that it was an abridged version of what I am about to develop more fully. I hope that the video of this speech will be subjected to the same censorship by YouTube, because the preceding one, after its removal, has now been disseminated and seen by even more people, thanks to the uproar deservedly stirred up by the gag of the mainstream media.

A significant precedent

When Stalin decided in 1932 to eliminate millions of Ukrainians in the genocide of Holodomor, he planned a famine as an instrument of social engineering, through which to nationalize agricultural lands and then allocate the profits to industry. Stalin wrote: “In order to eliminate the kulaks as a class, the policy of limiting and eliminating single groups of kulaks is not enough; […] it is necessary to break the resistance of this class with an open battle and to deprive it of the economic sources of its existence and development” (Josef Stalin, Questioni di leninismo, Rome, 1945). Stalin then had wheat, beets, potatoes, vegetables, and every sort of food seized; he forbade any sort of commerce – does this sound familiar? – and confiscated the financial resources of the Ukrainians. Children fleeing the countryside were arrested and deported to collective farms called “kolkhozes” and to orphanages, where they died from malnutrition. The Central Committee prohibited movement – a sort of lockdown ante litteram – and accused those who denounced the massacre of the Ukrainians of being the enemy of the people. Holodomor deniers – using the term in its proper sense – maintain that the genocide of 1932-1933 in the Soviet Ukraine never happened or that it occurred without premeditation. The regime’s censorship contributed to hiding a tragedy that today is recognized by many countries as a crime against humanity and that, upon analysis of its method and goal, was also an example of a “Great Reset.”

If a Ukrainian had wondered how it could be that the Russian government, faced with a famine, did not help the population by sending food but rather forbade commercial activity and movement, thereby aggravating the situation, he would have committed the same error as many today who, in the presence of an alleged pandemic, ask why governments have pre-emptively undermined public health, weakened national pandemic plans, forbidden effective treatments, and administered harmful if not deadly treatments and are now forcing citizens – using the blackmail of perpetual lockdowns, stay-at-home orders, and unconstitutional “green passes” – to submit to vaccines that not only do not guarantee any immunity but actually carry serious short-term and long-term side effects, as well as further spreading more resistant forms of the virus.

Changing our point of view

Looking for any sort of logic in what is told us by the mainstream media, by our government leaders, by virologists and so-called “experts” is an arduous challenge that disappears as if by magic and turns into the most cynical rationality if we only have the intellectual honesty to overturn our point of view. We should therefore renounce the comforting premise which tells us that our leaders act for our good, and more generally the idea that our interlocutors are honest, sincere, and animated by good principles.

Believe me, I understand that it would be easier to bask in the illusion that “everything will be fine” and that this pandemic really is a huge disaster that none of us were prepared for. It is much easier to think that the leaders of the world ought to be judged with grateful indulgence, forgiving them for mistakes that anyone in the same position could have made in the fight against the “invisible enemy.” It warms the heart to believe that the multinational pharmaceutical companies and international health agencies have nothing at heart but our good, and that they could never distribute, solely for economic calculation, experimental drugs that will end up making us all chronically ill or will exterminate us. And it is incredibly difficult and psychologically exhausting to face the daily domestic struggle we have to endure with relatives and friends, acquaintances and colleagues at work, simply because we consider the Covid narrative absurd. Being considered “conspiracy theorists” or “deniers” and being made the object of pity, contempt, or social condemnation is a thankless fate, especially when the people who believe in the global lie are dear to us. And it is even more thankless to feel discriminated against and ostracized even from our ecclesial community, all the more so when we see the ideological flattening in conformity with the mainstream narrative on the part of the Bishops and the highest levels of the Hierarchy.

The reality is quite different, and not wanting to accept it makes us fall into that cognitive dissonance that social psychology has extensively studied. The reality is not only different but diametrically opposed to what we are being told, and it will be better for us if we want to understand it, recognize it, face it, and fight it with all our strength – also because the modus operandi with which similar cases have been carried out in the course of history is substantially the same.

Let’s put ourselves in the shoes of the proponents of the Great Reset

Let’s start from the point of view of those who organized this plot rather than of those who are suffering it unknowingly. If we put ourselves in the shoes of a Bill Gates, a George Soros, or a Klaus Schwab, it will not be difficult to understand that if we shamelessly declare that we have decided to decimate the world population by means of a gene serum, in all probability we will not obtain the consent of the masses nor the support of institutions, because making our criminal plan known would provoke a revolt and above all it would reveal our cards.

In reality, we have even declared our plans on several occasions; we have written them in the proceedings of our congresses; we have reiterated them in interviews and institutional meetings; we have even had them engraved on the Georgia Guidestones. Perhaps our admission of this criminal design sounded too brazen, and those who may have felt threatened preferred to look elsewhere, blaming instead those who raised the alarm, unheeded like Laocoon.[2]

And so we decide to tell the “beautiful fable” of global commitment, of eco-sustainability, of inclusivity, of resilience in the face of a virus that we ourselves probably created in a laboratory in Wuhan financed by us, presenting it as a deadly pandemic that requires immediate measures to be taken that are justified by the health emergency. And since there could not really be an emergency since it is simply a flu syndrome, an almost normal coronavirus just as happens in any other year, we have to ask the officials of the WHO – an entity financed almost completely by us and by our ally the Chinese communist dictatorship – to give directives prohibiting treatment, creating a high number of deaths attributable to Covid, and leading patients to death by imposing forced ventilation on them. Obviously the pharmaceutical companies, of which we are shareholders through the Black Rock investment fund, have every interest in producing vaccines without the usual experimentation period, because at the same time that treatments are prohibited, the laws protecting public health can also be waived, and the vaccines – or rather, the gene serums – can be authorized for experimental distribution. And to seal the pactum sceleris with the Chinese regime, we can snow it under with orders for masks, swabs tests, ventilators, and medical supplies, even though we know that they are useless and do not comply with health parameters. In the meantime, our “experts” – who are almost always former employees or whose institutes and consultancies we sponsor – sow panic in the media with projections and forecasts as absurd as they are terrifying, while journalists and television hosts prostitute themselves to their new boss, renouncing professional ethics and their duty to respect the truth at all costs. But we know well that money and fame can easily purchase the sycophantic collaboration and complicit silence of many, especially if they owe their positions to us, if we are shareholders of the newspapers they work for or the main buyers of their advertising space. At the same time, we ensure that public funds are allocated to fund the media, obviously with the implicit expectation that they will promote the official narrative and censor every dissenting voice.

Healthcare is also in our hands, and for years now! We have progressively destroyed the public healthcare system, making use of our personnel in national governments, in the European Union, and in international organizations; and after destroying it we lamented its inefficiency and recommended that it be replaced with private healthcare, of which we are shareholders. What remains of public health is nevertheless set up on a business model that places profit before the provision of services, and in any case it is always the State that pays off the debts of healthcare companies. We know well that the profits to be made off the pandemic are quite tempting to many, even to the point of remaining silent in the face of hospitalizations that are useless or that will even lead to the death of the patient as a result of the treatments that we have mentioned instead of giving them home care. Three thousand euros per day for an intensive care bed for a Covid patient thus legitimizes the social alarm, because those beds are few – we have had their number reduced in recent years thanks to complacent politicians – and in order to increase them during a full pandemic emergency the State spends exorbitant amounts without going through a process of taking bids. If we then manage to use swab tests to make people believe that a very high percentage of the population is positive for the virus, we will guarantee the persistence of the state of emergency, and with it the lockdown and containment measures that destroy the economy. And this is exactly what we want: to cancel small businesses, forcing the population to purchase online everything they can no longer buy in the local family-run store, making money even off the pizza parlor or the restaurant that in order to survive is forced to use delivery companies of which we made sure we were shareholders. Finally, in order to make this assault complete, we increase illegal immigration thanks to our “humanitarian” foundations and NGOs, thereby increasing crime, diverting funds from citizens that are earmarked instead towards dealing with immigration costs, and making Europe be invaded by waves of Muslims who demand rights. Their presence allows us to inexorably break up the social and religious fabric of nations, in the name of “welcoming” and leveraging the sense of guilt, the danger of racism and the do-good rhetoric that we have even succeeded in getting the Catholic Church to accept. Obviously the social destabilization we have created allows us to promulgate laws against discrimination and racial hatred, repressing the dissent of those who feel invaded and threatened. Finally, thanks to the State debt due to the pandemic and the social emergency we have artificially created, we are able to impose the disbursement of funds from the International Monetary Fund, the Central European Bank, and the European Union, putting the population into the noose of debt and constraining it to invest those funds according to criteria and “conditionalities” that only serve to make the transformation of society, the technological community, and the “green economy” even more irreversible: this is the Great Reset.

First we succeeded in creating fear of an “invisible enemy” and silencing the dissenting voices of scientists, intellectuals, and simple citizens; then we succeeded in making people believe that the salvation of the world depends on vaccines; now we are able to blackmail billions of human beings, who will be told that if they want to return to some form of loosening of the restrictions that have been imposed they must accept the “green pass” in order to travel abroad, go to the stadium or go shopping. The pressure we have placed on the masses is such that many will accept these forms of control. Soon they will put out their hands to have a subcutaneous chip implanted that will permit us to bring our plan to its completion.

All this is now a reality: both the vaccine passport, which will not necessarily be limited to Covid, as well as electronic payments in place of cash. “No one could buy or sell unless he had the mark” (Rev 13:17). Thus it will only take pressing a button to cancel a person from social life – and we will be the ones who press it.

And as an insult against the civilization we hate, we force the masses to feed on beetles and larvae, extolling their nutritional properties and their low environmental impact, while we reserve choice meats for ourselves. We ask them to renounce private property in exchange for universal income, with which they can pay us the leasing for their 30-square-meter housing unit, obviously with zero emissions. We send them around on electric scooters made in China while we ride in custom-built cars that cause all sorts of pollution, cruise around on very expensive yachts and travel by helicopter. And while laid-off fifty year olds get jobs as delivery boys, we receive billions in dividends from our companies based in tax havens. We have reached such a level of enslavement of the masses that we have no reason to fear any revolt, which in any case would be quelled with truncheon blows as the media and our ally the Left remained silent.

Even if the pandemic farce does not have the desired effects due to unforeseen events, we already have the next step ready: the climate emergency as the pretext for imposing the “ecological transition” and “sustainable development.” Or else we will start yet another conflict in the Middle East so as to provoke terrorist attacks in our cities and sow panic among the population. And if these tried and tested methods don’t succeed, we could invent – why not? – an alien attack, about which some of our friends are beginning to open the famous Overton Window: what better than extra-terrestrials can be considered an “invisible enemy” to feed collective fear, after decades of films in which we show invasions of creatures from outer space? On the other hand, the masses believe everything the mainstream media tells them – as we have seen in recent months – no matter how absurd and irrational it may be. If you see it on television, it must be true!

The modus operandi of the Great Reset

And now, taking off the shoes of Gates and Soros, we observe the entire operation from the outside, seeking to identify the recurring elements. The first, as I said earlier, is the unconfessability of the criminal design of the elite and the need to cloak it in acceptable ideals. The second is the creation of an emergency situation – in the past it could have been a war fought with weapons, today a bacteriological war or a conflict fought financially – that makes recourse to the solutions that the elite has prepared and planned inevitable. The third element consists in the apparent solution that allows for the implementation of those “reforms” and limitations of personal liberties that in normal times would be inacceptable and illegitimate. This will split society internally, creating new enemies of the people and distracting them from the real architects of the conflict.

If we think about the attack of September 11, 2001, we understand that the modus operandi is essentially the same, as also happened with the Gulf War or the Libyan civil war. The terrorist threat was used as prophasis, an apparent cause, a false pretext for authorizing investments in the military industry, the tightening of controls on the populace, political upheavals, and to appropriate energy resources in Iraq and Libya and prevent the economic independence of the nations of the former French colonies West and Central Africa. The destabilization thus achieved fueled the ethnic substitution plan in Europe and at the same time stripped Africa of the young generations that would have been able to make it prosperous and autonomous. It also struck the Catholic communities in the former colonies by fueling Islamic fanaticism as a prerequisite for bloody conflicts and now exports those conflicts to a de-Christianized Europe that inertly watches the daily burning of its churches, while a petulant Swedish girl is used by the system as an apocalyptic preacher of climate change and global warming.

At the base of this modus operandi there is always a lie, that serves to hide the true intentions of the elite and makes us accept as inevitable those changes that, in conditions of relative normality, would have resulted in revolts that were difficult to stifle. The blaming of dissenters, the criminalization of those who do not accept subjecting themselves to the vaccine, the psychiatrization of “deniers” or “conspiracy theorists” are taking shape in recent months with the formation of detention camps, the prohibition of travelling without health checks and above all thanks to the pounding drum of the media. The spread of 5G technology, which in many countries has gone unnoticed due to the lockdowns, will allow population tracking by means of apps or a subcutaneous chip in constant connection with the internet.

The Great Reset has numerous precedents

The lie, therefore, is the consistent mark of the architects of the various Great Resets of the last few centuries. The Protestant Pseudo-Reformation was a Great Reset, which struck at Europe’s unity of faith, creating a laceration whose disastrous consequences are still seen today. The French Revolution was a Great Reset, as was the Italian Risorgimento, as well as the Russian Revolution. The two World Wars were Great Resets, along with the Industrial Revolution, the Revolution of 1968, and the fall of the Berlin Wall. Each time, if you notice, the apparent reason for these revolutions never corresponded to the real one. The selling of indulgences as a pretext for Luther’s revolt leveraged the desire of the German Princes to take possession of the monasteries and dioceses and had to obtain the spread of heresy in the world and the weakening of the Papacy, the first defense of Christianity. In France, the poverty of the people was a pretext for the cancellation of the Monarchy and the establishment of the Masonic and anti-Christian Republic. The division of the Italian States and the aspiration to an ideal of national unity was the pretext for the destruction of Kingdoms and Duchies and the annexation of the Papal States to the Kingdom of Italy, whose monarchy was subservient to the Lodges and in its turn was cancelled by them as soon as the task was completed. The oppression of the Russian peasants was the pretext for the elimination of the Czar and the establishment of the communist dictatorship. The claim of individual nationalities was the pretext for the First World War in order to cancel the Austro-Hungarian Empire and perpetuate ethnic conflicts. In the Second World War, Nazism – first financed and then combatted – was a pretext for colonizing Europe and subjecting it economically and culturally to American liberal capitalism and Russian communism, thereby weakening it. The condition of laborers was the pretext for exploiting them in the factories and feeding the Moloch of modern capitalism. Young people’s desire for freedom was the pretext for corrupting their intellect and will, for breaking up the traditional family with divorce, cancelling motherhood with contraceptives and abortion, and striking at the very concept of authority. The end of the Soviet Bloc and its satellite countries was the pretext for spreading liberal capitalism and consumerism and morally corrupting a people exhausted by seventy years of communist dictatorship, whose strenuous opposition to the New World Order is the reason for the recent and continuous attacks on President Putin.

The Great Reset also involves the Church

In this long series of Great Resets organized by the same elite of conspirators, not even the Catholic Church has managed to escape. She too, with Vatican II, saw a greater understanding of the liturgy by the people given as a pretext for destroying the apostolic Mass, cancelling the sacred language and profaning the rites. And the longing for unity with heretics and schismatics was the pretext by which conciliar ecumenism was inaugurated, which laid the ideological foundations for the present apostasy. The democratization of the Church, in the name of an alleged greater participation of the laity, has served only as a pretext for progressively undermining papal power and parliamentarizing the power of the bishops, who are today reduced to mere executors of the decisions of the Bishops’ Conferences.

The lies of the various Great Resets

Like all frauds, those that are hatched by the devil and his servants are based on false promises that will never be kept, in exchange for which we give up a certain good that will never be restored to us. In Eden, the prospect of becoming like gods led to the loss of friendship with God and to exclusion from eternal salvation, which only the redemptive Sacrifice of Our Lord was able to repair. The revolution against the Catholic monarchies was obtained by the promise made to the lower classes, which was never kept, offering them prosperity and a reduction of taxes. Those who believed in the deception saw their world collapse and found themselves much more oppressed than before. The Industrial Revolution was accepted because it promised new jobs in the factories, but those who left the countryside or the family shop found themselves exploited on the assembly line, torn from the traditional rhythms of the village and crammed together in the bleak outskirts of the large metropolises.

With the pandemic, little by little they told us that isolation, lockdowns, masks, curfews, “live-streamed Masses,” distance-learning, “smartworking,” recovery funds, vaccines, and “green passes” would permit us to come out of the emergency, and, believing in this lie, we renounced the rights and lifestyles that they warned us would never return: “Nothing will be the same again.” The “new normal” will still be presented to us as a concession that will require us to accept the deprivation of freedoms that we had taken for granted, and accordingly we will compromise without understanding the absurdity of our compliance and the obscenity of the demands of those who command us, giving us orders so absurd that they truly require a total abdication of reason and dignity. At each step there is a new turn of the screw and a further step towards the abyss: if we do not stop ourselves in this race towards collective suicide we will never go back.

The lie, therefore. A lie that we also find denounced in Sacred Scripture: if the Serpent had said to Adam and Eve that by eating the fruit of the tree they would lose immortal life and all of the gifts that God had given them, we would still be in Eden. But what can we expect from the one who is “a murderer from the beginning,” “a liar and the father of lies” (Jn 8:44). Was it not thanks to lies and false testimony that Our Lord was condemned, accused by the Sanhedrin of having told people not to pay taxes to Caesar? Was it not with deception and blackmail that the High Priests pushed Pilate to have the Son of God crucified, threatening Pilate that if he found Him innocent he would set himself against the Roman Emperor?

The Great Reset is the last step before the New World Order

It is our duty to reveal the deception of this Great Reset, because it may be traced back to all the other assaults that in the course of history have tried to nullify the work of Redemption and establish the tyranny of the Antichrist. Because this is in reality what the architects of the Great Reset intend. The New World Order – a name which significantly echoes the conciliar Novus Ordo – overturns the divine cosmos in order to spread infernal chaos, in which everything that civilization has painstakingly constructed over the course of millennia under the inspiration of Grace is overturned and perverted, corrupted and cancelled.

Each of us must understand that what is happening is not the fruit of an unfortunate sequence of chance occurrences, but corresponds rather to a diabolical plan – in the sense that the Evil One is behind all this – which over the centuries pursues a single goal: destroying the work of Creation, nullifying the Redemption, and cancelling every trace of Good on the earth. And in order to obtain this, the final step is the establishment of a synarchy in which command is seized by a few faceless tyrants who thirst for power, who are given over to the worship of death and sin and to the hatred of Life, Virtue and Beauty because in them shines forth the greatness of that God against whom they still cry out their infernal “Non serviam.” The members of this accursed sect are not only Bill Gates, George Soros, or Klaus Schwab, but also those who for centuries have been plotting in the shadows in order to overthrow the Kingdom of Christ: the Rothschilds, the Rockefellers, the Warburgs, and those who today have formed an alliance with the highest levels of the Church, using the moral authority of the Pope and Bishops to convince the faithful to get vaccinated.

The corruption of authority is the necessary premise of the Great Reset

Along with an awareness of the criminal lie of the entire system, we must also take note of the corruption of authority and the failure of the social, political and religious model that is the child of the Revolution. Modern democracy has proven to be, once again, a deception with which it was desired to oust Christ the King from His Lordship over individuals and over societies, under the apparent pretext of giving the people a power that has in fact been usurped by an anti-Christian and antichristic elite. When it is stated that authority does not derive from God but resides in the people; when Religion is not considered as a supernatural transcendent principle but instead as an amorphous immanent sentimentalism or a variant of anthropology; when morality loses its bond with the Eternal Law inscribed by God in human nature and adapts to fashions, nothing prevents those who govern as well as the governed from being dishonest and simply pursuing their own particular interests, because there is no longer good and evil, reward and punishment, heaven and hell. Everything is then based on a perverted concept of liberty corrupted into license: one can betray, steal, kill, and lie without hesitation, without that fear of God that in other times was able to curb our inclination to evil: if not out of love for the Creator and Redeemer than at least out of fear of the punishment that our evil conduct would inexorably entail.

We find ourselves facing a political class without ideals, in whom the bonum commune was first replaced by political programs which they used to obtain consent, and today by the simple subservience of those who govern us to the interests who get them elected, pay them, and demand their absolute obedience to the demands of the New World Order. We have reached the point at which even the vote, which was once exalted as the highest expression of democracy, is considered an annoying tinsel, to be granted only if those in charge are certain that they can bend it in their favor, and where it is expressed otherwise it can be modified or ignored: the colossal electoral fraud of the American presidential elections is a striking example of this.

But if the politicians and world leaders are subservient to the globalist elite and do not pursue the good of the citizens, the social contract fails, and the authority with which they believe they are endowed is lost, since it has no ratification, either from Above – since the supernatural principle and bond of authority have been cancelled – or from below. And this is nothing but infamous dictatorship and hateful tyranny – a tyranny that cannot be overthrown by appealing to the revolutionary principles that determined it, but by returning to recognize that “there is no authority except from God” (Rom 13:1), and that the “secularism” of the State is a blasphemy, since it denies the sovereign rights of the Creator and Redeemer over those whom He has created and redeemed.

A crisis of authority that also involves the Hierarchy

That authority which, since the French Revolution, was usurped from the Lord and attributed to the popular will, had remained intact within the Church to some extent. Up until sixty years ago She proclaimed the Kingship of Christ not only over His subjects, over societies and nations, but principally over Herself, recognizing Our Lord as the Head of the Mystical Body and the Pope as His Vicar on earth. Vatican II shifted the Kingship of Christ in an eschatological key, and the Church thus found herself a victim of that same democratic deception into which civil societies had fallen almost two centuries earlier. By weakening the doctrine on sin, making the morality of each situation unique, and recognizing the legitimacy of error and false religions, the Catholic Church dethroned herself with her own hands, reducing herself to having to beg for approval and legitimization from the powerful of this world, to whose orders she has submitted. It is no coincidence that Bergoglio has archived the title “Vicar of Christ” as being a thing of the past: if the Church is replaced by an NGO that preaches “green theology”, promotes the Inclusive Capitalism of the Rothschilds and organizes conferences on vaccines with Anthony Fauci, whoever presides over her does not exercise authority in the name of Christ but ends up being a puppet accomplice in the hands of the puppeteer:

He who, on earth, usurps my place,

my place, my place,

which in the presence of the Son of God is vacant,

of my burial-ground hath made a sewer

of blood and stench; whereby the Pervert,

who fell from hence, is there below appeased.

(Paradiso XXVII, lines 22 and ff.).[3]

In this crisis of authority – which involves both temporal and spiritual power – a great responsibility must be attributed to the so-called moderates, who appear to be the voluntary or involuntary fifth column within the social body. Among these we must include almost all of the representatives of the parliamentary oppositions in the various nations – the Italian opposition first of all – and the parties of the so-called Center-Right. Even those who criticize the illegitimate and unconstitutional rules enacted by the present governments under the pretext of the pandemic do not in the least question the ideological bases of free-market capitalism that today has merged with communism in an alliance that would have been inconceivable in other times. And they do not question these bases because they agree with them.

The error of the “moderates

The same mistake of deploring the effects without recognizing and fighting the causes is made by conservative Catholics, who while understanding the apostasy of the highest levels of the Hierarchy under the reign of Bergoglio, do not dare to admit that if it has reached the point of offering idolatrous worship to the Pachamama, this has been made possible thanks to Dignitatis Humanae, that the sabbath of Astana is the coherent application of Nostra Aetate, and that the German Synodal Path – that is, the declaration of schism without its official condemnation by the Holy See – is the logical conclusion of Gaudium et Spes. And there is no need to demonstrate that the conciliar documents are nothing more than the translation of revolutionary and Masonic principles into the ecclesial context.

We know, however, that the lie is the emblem of the devil, the distinctive sign of his servants, the hallmark of the enemies of God and the Church. God is Truth; the Word of God is true, and He Himself is God. Speaking the truth, shouting it from the rooftops, and unveiling the deception is a sacred work, and no Catholic – nor anyone who has still preserved a shred of decency and honor – may shrink from this duty.

The response of the good

Each of us has been desired, thought of, and created in order to give glory to God and to be part of a great design of Providence. From all eternity the Lord has called us to share with Him in the work of Redemption, to cooperate in the salvation of souls and the triumph of the Good. Each of us today has the possibility of choosing to align himself with Christ or against Christ, to fight for the cause of good or to make himself an accomplice of the workers of iniquity. The victory of God is most certain, as certain as the reward that awaits those who make the choice to enter the battlefield alongside the King of kings; and the defeat of those who serve the Enemy is also certain, as is their eternal damnation.

Do you want to lose the supreme good that has been prepared for you, only for the sake of a quiet life and not to stand out from the crowd, out of cowardice and human respect, trading eternity for an apparent and ephemeral good? I exhort you to be witnesses of Christ, courageous champions of Truth and Goodness: on the benches of Parliament, in hospital wards, from the chairs of schools and universities, from the altar and the pulpit, at work, in the office, in the shop, in the family, in your daily commitments and, yes, even in pains and trials. Be worthy heirs of the Saints who have preceded you, remembering that you will have to answer for your silence, your complicity, and your cooperation with evil: if you can escape the condemnation of men, you will not be able to escape the judgment of God; just as you will be rewarded for the good you have done and witnessed to.

This rebellious and apostate generation can be fought with everyone’s contribution: from the doctor who finally denounces the harmful treatments imposed by criminal protocols to the policeman who refuses to apply illegitimate rules; from the parliamentarian who votes against unfair laws to the magistrate who opens a file for crimes against humanity; from the professor who teaches students to think for themselves to the journalist who reveals the deceptions and conflicts of interest of the powerful; from the father who defends his children against vaccination fury to the son who protects his elderly parent without abandoning him in a nursing home; from the citizen who claims the right to natural freedoms to the artisan and restaurateur who do not accept the oppression of those who prevent them from opening their business; from the grandfather who warns his grandchildren about the dangers of the dictatorship to the youth who does not allow himself to be seduced by fashions and influencers.

Let us restore the Crown to Christ the King that was torn from him by the Revolution

And when this farse has collapsed – because it will inexorably collapse, and it will collapse soon – commit yourselves everyone, with renewed zeal, so that the Crown that His enemies have torn from Him may be restored to Our King. Make Our Lord reign in your souls, in your families, in your communities, in the Nation, in work, in education, in the laws and courts, in the arts, in information, in all areas of private and public life. May our Most Holy Mother and Queen, Mary Most Holy, who many times has admonished us about the dangers and punishments that await the world if it does not convert and do penance. May Jesus Christ reign in the Holy Church, driving out the unworthy, the fornicators and the mercenaries.

Only where Christ reigns is there true peace and concord: pax Christi in regno Christi. To Him, the beginning and end of all things, the Alpha and the Omega, may the confident and fervent prayer arise from each one of us and from the human family, asking Him to preserve us in His grace, strengthen us in virtue, and make us courageous witnesses of the Gospel so that we may thus achieve eternal beatitude in Heaven.

+ Carlo Maria Viganò, Archbishop

30 May 2021

In Festo Ss.mæ Trinitatis

[1] http://www.accademianuovaitalia.it/index.php/home/comunicati-stampa/10145-evento-di-venezia-2021

[2] Laocoon, the priest of Apollo, warned the Trojans to “beware of Greeks bearing gifts” when they wanted to accept the Trojan horse.

[3] In Dante’s Paradiso, these words are spoken by Saint Peter in condemnation of Boniface VIII.

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