domenica, 25 Luglio 2021
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Il Post-umano e l’Hybris dell’uomo di Daniele Trabucco

di Daniele Trabucco (Costituzionalista)

Nelle tragedie di Eschilo compare spesso il tema dell’hybris quale causa della catastrofe della vita dell’uomo. É la sua tracotanza, intesa come superamento del limite consentito, che determina le sciagure umane e impedisce il riconoscimento della finitezza, provocando in questo modo l’«ira degli dei».

Il post-umanesimo, la versione filosofica del transumanesimo, ne è l’ultima manifestazione, in quanto, raccogliendo l’eredità del post-strutturalismo, intende togliere l’uomo dalla scala naturale aristotelica sulla quale si è fondato il pensiero occidentale. Questa ideologia «luciferina» rimescola i dualismi (femmina-maschio/biologico-tecnologico etc…) e favorisce le ibridazioni (teoria gender ad esempio) e le contraddizioni in una logica inclusiva ed olistica.

L’umano, dunque, perde le caratteristiche dell’essenza per divenire una sorta di «ospitalità». Post-umana è così l’immagine della transizione, della molteplicità, del rifiuto definitorio di ogni assunzione, di un centro gravitazionale intorno a cui fare orbitare le alterità.

Da qui, però, la domanda: come si può sostituire l’amore con il perfezionismo e la tecnologia? E la salvezza cristiana con una versione secolare di immortalità prodotta dall’uomo che è una non-salvezza? Nonostante gli sforzi dell’uomo, Dike vuole che gli dei puniscano sempre l’hybris umana. Infatti, la negazione, da parte del post-umano, di qualcosa presuppone sempre l’esistenza di ciò che viene negato la quale, in quanto è, non può mai essere altro da sè. Gli uomini hanno dimenticato questa verità…..

Del 09 Giugno 2021

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