giovedì, 24 Giugno 2021
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Eugenetica, comunismo, deismo: la città del Sole,1602

Si può ancora parlare di “persone” nella Città del Sole di fra’ Tommaso Campanella: un libro che getta le basi del Nuovo Ordine Mondiale 4 secoli prima del “Piano Kalergi”? di Francesco Lamendola  

L’eugenetica non è stata teorizzata, per la prima volta, da qualche antropologo in odor di razzismo del tardo XIX secolo, né il comunismo dai marxisti, né il deismo dagli illuministi: queste tre componenti ideologiche della modernità si trovano alla base del progetto utopico-politico di fra’ Tommaso Campanella, che le mise nero su bianco, in lingua italiana, nella Città del Sole, scritta nel 1602, tradotta in latino nel 1613-14 e infine pubblicata nel 1624 a Francoforte con il titolo Civitas Solis. Idea reipublicae philosophicae. E sono anche, guarda caso, le basi del Nuovo Ordine Mondiale che oggi i Padroni Universali vogliono imporre all’umanità, volente o nolente, attraverso la falsa pandemia, la falsa emergenza sanitaria e la falsa vaccinazione di massa, per mezzo del Great Reset. A solenne smentita del luogo comune secondo il quale le utopie politiche sono dei miti e inoffensivi castelli in aria che qualche timido pensatore un po’ eccentrico concepisce nel corso delle sue solitarie elucubrazioni fra i quattro muri della sua stanzetta.

Leggiamo dunque nella Città del Sole (a cura di Franco Mollia, Milano, Mondadori, 1991, pp. 68-69; 70-71; 73; 92; 93):

Nulla femina si sottopone al maschio, se non arriva a dicinov’anni, né il maschio si mette alla generazione inanti alli vintiuno, e più si è di complessione bianco [anemico]. Nel tempo inanti è ad alcuno lecito il coito con le donne sterili o pregne per non far in vaso indebito [fuori del tempo stabilito]; e le maestre matrone con li seniori della generazioni han cura di provederli, secondo a loro è detto in secreto da quelli più molestati da Venere. Li provedono, ma non lo fanno senza far parola al maestro maggiore, che è un gran medico, e sottostà ad Amore, Prencipe offiziale. Se li trovano in sodomia, son vituperati, e li fan portare due giorni legata al collo una sciarpa, significando che pervertiro l’ordine posero li piedi in testa, e la seconda volta crescen la pena finché diventa capitale.  Ma chi si astiene fin a ventun anno d’ogni coito, è celebrato con alcuni onori e canzoni.

Poiché quando si esercitano alla lotta, come i Greci antichi, son nudi tutti, maschi e femine, li mastri conoscono chi è impotente o no al coito., e quali membra con quali si confanno. E così, sendo ben lavati, si donano al coito ogni tre sere; e non accoppiano se non le femine grandi e belle alli grandi e virtuosi, e le grasse a’ macri, e le macre alli grassi, per far temperie. La sera vanno i fanciulli e conciano i letti, e poi vanno a dormire, secondo ordina il mastro e la maestra. Né si pongono al coito, se non quando hanno digerito, e prima fanno orazione, ed hanno belle statue di uomini illustri, dove le donne mirano. Poi escono alla finestra, e pregano Dio del Cielo, che li doni prole buona. E dormono in due celle, sparti fin a quell’ora che si han da congiungere, ed allora va la maestra, ed apre l’uscio dell’una e l’altra cella. Questa ora è determinata dall’Astrologo e Medico; e si forzan sempre di pigliar tempo, che Mercurio e Venere siano orientali dal Sole in casa benigna e che sian mirati da Giove di buono aspetto e da Saturno e Marte. (…)

Gli altri, che per delizia o per servire alla necessità si donano al coito con sterili o pregne o con donne di poco valore, non osservan queste sottigliezze. E gli offiziali, che son tutti sacerdoti, e li sapienti non si fanno generatori, se non osservano molti giorni più condizioni; perché essi, per la molta speculazione, han debole lo spirito animale, e non trasfondeno il valor della testa, perché pensano sempre a qualche cosa; onde trista razza fanno. Talché si guarda bene, e si donano questi a donne vive, gagliarde e belle; e gli uomini fantastichi e capricciosi a donne grasse, temperate, di costumi blandi. E dicono che la purità della complessione, onde le virtù fruttano, non si può acquistare con arte, e che difficilmente senza disposizion naturale può la virtù morale allignare, e che gli uomini di mala natura per timore della legge fanno bene, e, quella cessante, struggon la repubblica con manifesti o segreti modi. Però tutto lo studio principale deve esser nella generazione, e mirar li meriti naturali, e non la dote e la fallace nobiltà. (…)

La robba non si stima, perché ognuno ha quanto li bisogna, salvo per segno d’onore. Onde agli eroi ed eroisse la republica fa certi doni, in tavola o in feste publiche, di ghirlande o di vestimenta belle fregiate; benché tutti di bianco il giorno e nelle città, ma di notte e fuor della città vestono a rosso, o di seta o di lana. (…)

L’orazion si fan alli quattro angoli del mondo orrizontali, e la mattina prima a levante, poi a ponente, poi ad austro, poi a settentrione; la sera al riverso, prima a ponente, poi a levante, poi a settentrione, poi ad austro. E replicano solo un verso, che dimanda corpo sano e mente sana a loro ed a tute le genti, e beatitudine, e conclude: “Come par meglio a Dio”. Ma l’orazione attentamente e lunga si fa in cielo; però l’altare è tondo e in croce spartito, per dove entra Sole dopo le quattro repetizioni, e prega mirando in suso. Questo lo fanno per gran misterio. Le vesti pontificali son stupende di bellezza e di significato a guisa di quelle d’Aron.

Onorano il sole e le stelle come cose viventi e statue di Dio e templi celesti, ma non l’adorano, e più onorano il sole. Nulla creatura adorano di latria, altro che Dio, e e però a lui serveno solo sotto l’insegna del sole, ch’è insegna e volto di Dio, da cui viene la luce e ‘l calore ed ogni altra cosa. Però l’altare è come un sole fatto, e li sacerdoti pregano Dio nel sole e nelle stelle, com’in altari, e nel cielo, come tempio; e chiamano gli angeli buoni per intercessori, che stanno nelle stelle, vive case loro, e che le bellezze sue Dio più le mostrò in cielo e nel sole, come suo trofeo e statua.

Riassumendo. Nessuno è libero di far l’amore quando vuole e con chi vuole; tutto è sorvegliato, controllato, stabilito dal ministro della generazione, Amore, e dai suoi delegati. Per gli omosessuali, dopo alcuni avvertimenti e pubbliche umiliazioni, c’è la pena capitale. I magri possono accoppiarsi solo con le donne formose, e le magre con uomini belli e valorosi. Le qualità fisiche vengono giudicate nel corso degli esercizi di ginnastica, che entrambi i sessi praticano completamente nudi, come nella Repubblica di Platone; quelle morali sono stabilite, a loro insindacabile giudizio, dal maestro o dalla maestra degli accoppiamenti. Bisogna poi seguire un rigido cerimoniale astrologico: è necessario che le stelle e i pianeti siano favorevoli, quanto al giorno e all’ora; e che vengano osservate una serie di regole, preghiere, rituali. Lo scopo è far nascere dei bambini sani e forti, di buona razza e futuri cittadini esemplari; non viene detto che cosa succede ai piccoli che nascono gracili o con qualche malformazione. Tutto aiuta pur di giungere allo scopo: alle ragazze, prima dell’atto sessuale, vengono date da ammirare le statue degli uomini prodi e fisicamente ben fatti: chissà che dallo sguardo le virtù degli uomini scolpiti nella pietra si trasferiscano al nascituro. Se una donna risulta infeconda con un uomo, la si fa accoppiare con un secondo, poi un terzo. A quanto pare nessuno è libero di disporre del proprio corpo o di scegliersi un compagno o una compagna secondo i propri gusti, ma tutto viene deciso dagli esperti di eugenetica. E a chi ha voglia di avere dei rapporti sessuali, ma non è adatto a generare una buona prole, viene concesso di giacere solo con donne incinte o sterili: la razza prima di tutto. Di matrimonio non si parla, e neanche di famiglia; le donne sono comuni, né sono legate ad alcun uomo in particolare. Non viene detto che succede se due persone s’innamorano e vogliono vivere insieme, ma è chiaro che la cosa non verrebbe consentita. Ma si può ancora parlare di persone, nella Città del Sole di fra’ Tommaso Campanella? O i suoi abitanti sono tanti soldatini programmati fin da prima della nascita, e manovrati dall’esterno come burattini o marionette? Pare che tanto ai sentimenti individuali, quanto al pensiero creativo, non rimanga molto spazio: ciascuno è libero di fare quel che vuole, ma solo nell’ambito di quanto  viene permesso o stabilito dallo Stato. Come in un alveare o in un termitaio, il singolo individuo non ha diritti all’infuori di quelli che sono compatibili con l’interesse collettivo, a sua volta stabilito dal Principe Sacerdote, ovvero il Sole, coadiuvato dai tre ministri chiamati Sin, che preside al Sapere e alle Scienze, Pon, che è responsabile della pace e della guerra, e Mor, o Amore, che preside all’eugenetica, all’educazione e al lavoro. Non si capisce bene come vengano distribuite le ricchezze, ma a quanto pare vige il comunismo, poiché la robba non si stima, perché ognuno ha quanto li bisogna, salvo per segno d’onore.

La religione sembra consistere in un culto solare con alcune analogie con il culto cristiano, del quale i Solari hanno conoscenza. Peraltro, accanto a Gesù, essi onorano Maometto, (islamismo), Mosè (giudaismo), Osiride (antico Egitto) e Zeus (antica Grecia). Un bellissimo culto multi religioso che piacerebbe agli organizzatori dei congressi multireligiosi di Astana, dominati dalla grande Piramide massonica. E a proposito di massoneria, nell’insieme la religione dei Solari si potrebbe definire come un deismo a base astrologica e siderea, nel quale all’adorazione di una divinità principale che ricorda il dio Aton dell’Egitto di Amenhotep IV, si aggiungono in democratica convivenza quelli di tutte le maggiori religioni esistenti. Non è dato sapere cosa pensino i teologi della Città del Sole del concetto di verità e se il loro relativismo filosofico e religioso si completi, o sia in contrasto, con il culto del Sole, il quale a sua volta, sembra essere più un simbolo che una divinità vera e propria. I Solari credono inoltre all’immortalità dell’anima, ma non all’esistenza dell’inferno e in questo assomigliano alla maggior parte dei cattolici moderni, a cominciare dal signor Bergoglio (si veda la sua discussa e controversa intervista a Eugenio Scalfari del 2018), nella quale sosteneva che l’anima dei malvagi, al momento della morte, si dissolve, e inoltre – questo lo ha detto nel 2014 – che tutto il racconto di Adamo ed Eva, cacciati dal Paradiso terrestre in seguito al Peccato originale, deve essere interpretata solo come una metafora. Ma soprattutto sarebbero piaciute a fra’ Tommaso Campanella le affermazioni Bergoglio circa la verità di tutte le religioni e il concetto, da lui espressamente formulato, che in ultima analisi ciascun uomo adora lo stesso Dio, sia pure con nomi e in forme diversi. Troviamo così anticipate e sintetizzate, nell’utopia politica del Campanella, tre ideologie tipicamente moderne, che stanno anche alla base del progetto del Nuovo Ordine Mondiale: l’eugenetica, che si ricollega al progetto di riportare la popolazione mondiale entro il limite ritenuto ecologicamente compatibile dei 500 milioni d’individui; il comunismo, che si ricollega al progetto di far perdere il proprio lavoro a tutti i produttori indipendenti, per farli poi vivere del cosiddetto reddito di cittadinanza (comunismo riservato evidentemente alle masse, ma che non si applica ai multimiliardari che formulano siffatti piani e che già ora detengono i tre quarti della ricchezza mondiale); infine il deismo, ovvero una forma di religiosità vaga e generica, elastica e pochissimo impegnativa, che si avvale di prestiti da tutte le grandi religioni mondiali (sincretismo), ma li relativizza, e che serve più a dare uno sfogo di natura spirituale agli esseri umani, che a consentir loro un’autentica ricerca del Vero, il quale per sua natura non può essere che unico ed esclusivista.

Molti pensano che il progetto del Nuovo Ordine Mondiale, che ai nostri giorni viene apertamente proclamato tanto dai capi di Stato che dai membri del Forum di Davos e dal Club dei capitalisti inclusivi dei Rotschild, sia qualcosa di molto recente; al massimo spingono indietro lo sguardo a circa un secolo fa, quando il conte Kalergi fondò nel 1922 la sua Unione Pan-Europea (e non tutti ammettono l’esistenza reale del cosiddetto Piano Kalergi, relegato dalla storiografia ufficiale fra le teorie antiscientifiche del complotto). In realtà lo sguardo andrebbe spinto indietro di almeno quattro secoli: al 1602, quando fra’ Tommaso Campanella scriveva La città del Sole, e al 1620, quando Francis Bacon scriveva il Novum Organum, seguito, quattro anni più tardi, dalla Nuova Atlantide. Francis Bacon aveva a che fare con i servizi segreti inglesi (suo fratello Anthony fu spia in Francia al servizio di Francis Walsingham, e per poco non finì sul rogo per aver praticato la sodomia con il suo paggio personale). Anche Campanella e l’altro campione del pensiero moderno nel periodo rinascimentale, Giordano Bruno, quasi certamente ebbero relazioni dubbie con l’equivoco ambiente dei servizi segreti, destreggiandosi con maggiore o minor fortuna nel gioco delle grandi, medie e piccole potenze dell’epoca. Ciò sta a indicare che i progetti di ordinamento totalitario della società, quali la Città del Sole, costruiti operando una rottura con la tradizione e inseguendo il dogma dello scientismo e del progresso illimitato, hanno nel loro DNA la torbida inclinazione a fare leva, oltre che sugli argomenti speculativi, sulla forza del potere politico, allo scopo d’instaurare un ordine sociale pienamente razionale, moderno e spregiudicato, erede sia del cinico e spietato realismo di Machiavelli, altro padre e cattivo maestro della modernità, sia di certe suggestioni del pensiero politico greco (nella Repubblica di Platone vige il comunismo e l’individuo è pienamente controllato dallo Stato). Niente di nuovo sotto il sole. Anzi sotto la Città del Sole…

Del 06 Giugno 2021

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