mercoledì, 27 Ottobre 2021
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L’ odore dei soldi di Andrea Cometti

L’odore dei soldi non interessa più a nessuno? Dagli anni di piombo al ponte della vergogna via Ustica e Bibbiano: siamo solo un popolo svirilizzato manipolato e terrorizzato ad arte da un’oligarchia di traditori della Costituzione di Andrea Cometti  

Basta seguire “l’odore dei soldi” insegnavano i compianti Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, prima di essere fatti saltare in aria con i loro dirompenti segreti: morti coraggiosi e innocenti come i tanti civili e militari, che dai vili attentati degli anni di piombo, fino al ponte Morandi, via Ustica sono state vittime di uno stato troppo spesso omertoso e traditore dei suoi figli migliori.

Il caso dei brigatisti francesi, Cesare Battisti in testa o di un Brusca libero, con il capitano Ultimo, (colui che arrestò il capo dei capi Totò Riina) vessato e inquisito gridano giustizia da soli. Anche se la chiave di lettura andrebbe banalmente ricercata nell’incredibile latitanza di Matteo Messina “Denaro” (il tesoriere della mafia), guarda caso sempre “l’odore dei soldi”.

Cari signori delle istituzioni, la “verità” e sempre sotto il naso, basta avere il coraggio di guardarla in faccia: “Chi tace e chi piega la testa muore ogni volta che lo fa, chi parla e chi cammina a testa alta muore una volta sola”, ecco qui a voi dedicata una frase scolpita nel marmo da quel giudice esempio di coraggio, che fu Giovanni Falcone.

Nell’Italia globalizzata del 3° millennio, il tempo passa, ma il copione è sempre lo stesso, con una strategia della tensione, che sembra mai finire, tra insabbiamenti, scorribande di servizi segreti e interessi economici internazionali dominanti; unica certezza il nostro sistema giudiziario, che fa acqua da tutte le parti: viviamo nell’incubo perenne di una giustizia “ingiusta” e i casi Palamara, trattativa “Stato-mafia” e Angeli e demoni di Bibbiano sono lì a dimostrarlo, in maniera cristallina e incontrovertibile. Ci domandiamo basiti: cosa fa in concreto, dietro la sua imperturbabile maschera il garante della Costituzione Sergio Mattarella?

E il capo supremo della magistratura tace! Anzi, fa inquisire chi prova a criticarlo, mentre gli italiani muoiono di fame per una controversa “Pandemia” e un suo personalissimo governo di “tutti dentro” con a capo un banchiere, mai eletto dal popolo regala ai Benetton 2,5 miliardi, per ricomprare delle autostrade ormai “scassate”.

Sono i miracoli delle privatizzazioni, volute fin da quei fatidici giorni del 1992 dopo la strage di Capaci: era lutto nazionale per l’assassinio di Giovanni Falcone, ma guarda la coincidenza “non per tutti”, sul panfilo Britannia alcuni brindavano alla svendita dell’Italia, presenti Draghi e Grillo (Vedi allegata interrogazione alla Camera dell’on. Antonio Parlato).

Anche oggi, tra emergenze sanitarie e coprifuochi, tutto cambia, per non cambiare nulla: il copione è sempre lo stesso, dopo i ponti cadono anche le funivie, ma ormai “l’odore dei soldi” non interessa più a nessuno.

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/12630 presentata da PARLATO ANTONIO

(MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO – DESTRA NAZIONALE) in data 19930329

http://dati.camera.it/ocd/aic.rdf/aic4_12630_11

Al Presidente del Consiglio dei ministri. – Per conoscere – premesso che: si richiama l’interrogazione n. 4-11646 del 3 marzo 1993 con quanto altro riportato in un brano pubblicato da L’Italia il 3 febbraio 1993 in ordine alle privatizzazioni nel quale si legge: “2 giugno 1992: muore il giudice Falcone. Mentre l’Italia si indigna e scende in piazza, qualcun altro da’ il via alla svendita dello Stato. Prime vittime “annunciate”, i patrimoni industriali e bancari piu’ prestigiosi. Il nome dell’operazione e’ privatizzazione. Formula magica presentata alla collettivita’ come unica cura per risanare la nostra economia e che, invece, nasconde un business dalle proporzioni incalcolabili, patti di sangue tra le famiglie piu’ influenti del capitalismo, dinastie imprenditoriali, banche e signori della moneta. Accordi e strategie politiche ben precise con un minimo comun denominatore: scippare agli Stati, considerati un inutile retaggio del passato e un odioso freno alla globalizzazione del mercato, la sovranita’ monetaria. L’Italia un’espressione geografica delle lobby, dell’impero multinazionale anglo-americano? E quanto viene deciso, anzi, ufficialmente sancito il 2 giugno 1992, °a bordo del regio yacht Britannia! (che si trova “per caso” nelle nostre acque territoriali), dai rappresentanti della Bzw (la ditta di brocheraggio della Barclay’s), della Baring e Co, della S. G. Warburg e dai nostri dirigenti dell’Eni, dell’Agip, da Mario Draghi del Ministero del tesoro, da Riccardo Gallo dell’Iri, Giovanni Bazoli dell’Ambroveneto, Antonio Pedone della Crediop e da alti funzionari della Comit, delle Generali e della Societa’ Autostrade. Lo rivela un documento dell’Executive Intelligence Review. Poche ore di discussione e l’affare prende corpo. Al Governo il compito di giustificare la filosofia dell’operazione (con una adeguata campagna-stampa di drammatizzazione dei dati del deficit pubblico) … Anche la svalutazione della lira e’ stata soltanto un comodo affare per le finanziarie di Wall Street. Calcolato in dollari, l’acquisto delle nostre imprese da privatizzare, e’ diventato infatti, per gli acquirenti americani, meno costoso del 30 per cento. La stessa lira si va assestando, ormai, sul valore politico di circa 1.000 lire a marco, esattamente come da richiesta (imposizione) internazionale. Ma non bisogna stupirsi. Il disegno di espansione delle grandi finanziarie anglo-americane, e’ noto e viene da lontano”; l’interrogante e’ in attesa della risposta sia al predetto atto ispettivo che agli altri sue successivamente prodotti -: se sia noto quanto ha inoltre pubblicato l’EIR, Executive Intelligence Review a pagina 30 del numero dell’agenzia, che aveva a suo tempo diffuso la notizia della riunione del 18 marzo scorso e cioe’ che tra i partecipanti alla riunione sul panfilo della regina Elisabetta d’Inghilterra, che si tenne il 2 giugno 1992, per discutere delle “privatizzazioni” vi sarebbe stato anche il senatore Andreatta, poi divenuto ministro del bilancio; se e quali posizioni siano state espresse da rappresentanti del Governo in quella occasione e se eventuali conclusioni emerse in quella circostanza siano compatibili con la politica del Governo italiano. (4-12630)

Del 17 Giugno 2021

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