martedì, 19 Ottobre 2021
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«Gl’impostori, uomini malvagi venuti in mezzo a voi» di Francesco Lamendola

Di che dovremmo meravigliarci se oggi vediamo dei falsi pastori ingannare le folle, insegnar false dottrine e dare scandalo sia con la vita privata, sia con l’approvazione pubblica del peccato? Tutto questo era già accaduto di Francesco Lamendola

Leggiamo in uno dei libri meno conosciuti, e inizialmente più controversi, del Nuovo Testamento, la Lettera di Giuda (1,3-23):

3Carissimi, avevo un gran desiderio di scrivervi a proposito della nostra comune salvezza. E ora vi scrivo, ma sono costretto a farlo per incoraggiarvi a combattere in difesa della fede. Quelli che appartengono a Dio hanno ricevuto questa fede una volta per tutte. 4Ma in mezzo a voi sono venuti certi uomini malvagi che usano la bontà del vostro Dio come pretesto per giustificare la loro vita immorale. Così essi si oppongono a Gesù Cristo, il nostro unico Padrone e Signore. Tuttavia, già da molto tempo, la loro condanna è prevista nella Bibbia.

5Voi conoscete già tutte queste cose, eppure io voglio ricordarvele ancora. Il Signore ha salvato il popolo d’Israele, lo ha liberato dall’Egitto, ma poi ha fatto morire quelli che non avevano fiducia in lui.
6Ricordate quegli angeli che non si accontentarono del rango ricevuto da Dio e abbandonarono la loro posizione: Dio li tiene nelle tenebre, legati in catene eterne per il grande giorno della loro condanna.
7Ricordate Sòdoma, Gomorra e le città vicine: anche i loro abitanti si comportarono male, si abbandonarono a una vita immorale e seguirono vizi contro natura. Ora subiscono la punizione di un fuoco eterno, e sono un esempio per noi.

8Ebbene, anche quegli uomini malvagi, che sono venuti in mezzo a voi, si comportano allo stesso modo: trascinati dalle loro fantasie, offendono il loro corpo, disprezzano l’autorità del Signore e insultano gli esseri gloriosi del cielo. 9Neppure l’arcangelo Michele fece come loro. Quando si trovò a contrasto con il demonio, discutendo per avere il corpo di Mosè, non osò accusarlo con parole offensive; gli disse soltanto: ‘Che il Signore ti punisca!’. 10Questa gente, invece, bestemmia tutto ciò che non conosce. È ciò che conoscono per istinto, come stupide bestie, serve per portarli alla rovina.

11Guai a loro! Hanno preso la strada di Caino. Per amore di guadagno, sono caduti negli errori del profeta Balaàm. Muoiono come morì Core, il ribelle. 12La loro presenza è uno scandalo, quando vi riunite per la Cena del Signore: vengono a far festa senza vergognarsi e pensano solo a se stessi. Sono come nuvole trascinate dal vento e che non portano pioggia. Sono come alberi di fine stagione, senza frutti, morti due volte e sradicati. 13Sono come selvagge onde di mare che portano la schiuma della loro sporcizia. Sono come stelle vaganti, per le quali Dio ha preparato in eterno un posto nelle tenebre più profonde.

14Molto tempo fa anche Enoc, il settimo patriarca dopo Adamo, fece una profezia che riguarda uomini del genere. Disse: ‘Ecco, il Signore viene con migliaia e migliaia dei suoi santi. 15Egli viene a giudicare tutto il mondo, a condannare tutti i malvagi per tutte le malvagità che hanno commesso e per tutte le offese che, peccatori svergognati, hanno lanciato verso di lui’.
16Questi sono loro, i malvagi venuti in mezzo a voi. Si lamentano sempre e non sono mai contenti, seguono le loro passioni; dicono parole piene di orgoglio e fanno complimenti alle persone solo per motivo di interesse.

17Ma voi, carissimi, ricordate ciò che hanno detto gli apostoli del Signore nostro Gesù Cristo: 18‘Alla fine dei tempi verranno degli impostori che si comporteranno male seguendo le loro passioni malvagie’. 19Ecco, si tratta di loro!, di quelli che provocano divisioni: gente dominata dagli istinti e non guidata dallo Spirito di Dio.

20Ma voi, carissimi, continuate a costruire la vostra vita sulle fondamenta della vostra santissima fede. Pregate con la potenza dello Spirito Santo. 21Rimanete nell’amore di Dio, in attesa che Gesù Cristo nostro Signore manifesti la sua misericordia e vi dia la vita eterna. 22Abbiate pietà di quelli che sono deboli: 23salvateli, strappandoli al fuoco. Abbiate pietà anche degli altri, ma con timore: state lontani anche dai loro abiti, perché sono sporcati dal loro modo di vivere.

Non sappiamo con certezza nemmeno chi sia l’autore di questo breve libro composto da appena 25 versetti (abbiamo omesso solo i primi due e gli ultimi due): se l’apostolo Giuda Taddeo, o Giuda parente di Gesù, o un altro personaggio ancora. Una cosa però è certa: fin dal principio della vita della Chiesa, nel periodo che va dal 70 al 120 circa, era già necessario combattere in difesa della fede, non solo, come è ovvio, sul fronte esterno, contro i persecutori pagani e soprattutto contro i giudei che avevano preso in odio i seguaci della nuova religione, ma anche e soprattutto sul versante interno, cioè contro le deviazioni e le confusioni provocate da uomini malvagi che usano la bontà del vostro Dio come pretesto per giustificare la loro vita immorale e che diabolicamente si sono insinuati in mezzo alle prime comunità cristiane, opponendosi, in tal modo, a Gesù Cristo, l’unico Padrone e Signore dell’universo.

È straordinario. Specialmente noi, oggi, siamo persuasi di vivere un momento unico nella storia della Chiesa, caratterizzato da un’apostasia generalizzata e diffusa, che sfida il Signore Gesù mediante la diffusione di false dottrine, il cui scopo è palesemente quello di giustificare la loro vita immorale e la loro acquiescenza nei confronti del vizio dilagante all’intero del clero e del corpo ecclesiale. Invece scopriamo, dalla lettura di questo libretto poco conosciuto del Nuovo Testamento, che ciò accadeva anche nei primissimi tempi della storia della Chiesa, e che la tecnica, per così dire, dei seminatori di scandali era sempre la stessa: servirsi dei disordini morali per giustificarli e in tal modo adulterare e falsificare dall’intero la dottrina cristiana, determinando la più pericolosa delle opposizioni al divino Sposo della Chiesa. Infatti nessun nemico esterno, con le più tremende minacce e le più crudeli persecuzioni, è capace di provocare dei danni peggiori di un nemico interno il quale, fingendo di essere del gregge di Cristo e addirittura usurpando l’autorità dei legittimi pastori, propala errori micidiali e dà personalmente l’esempio scandaloso di una vita dissoluta, nella quale l’uomo vecchio carnale prevale interamente sull’uomo nuovo spirituale e pone gli istinti e gli appetiti carnali quale guida e norma delle proprie azioni e della propria condotta. E non solo: l’Autore della Lettera ci parla di costoro come di un flagello che giunge tutt’altro che imprevisto; ne parla anzi come di una cosa prevista e predetta, e la cui condanna irrevocabile è già stata espressa nella Sacra Scrittura, molto prima che questi sciagurati facessero la loro sinistra apparizione.

Niente di nuovo sotto il sole, quindi. Gesù Cristo in Persona, parlando a proposito di questi falsari della Sua dottrina, aveva ammonito i discepoli (Mt 7,15-27):

15 Guardatevi dai falsi profeti che vengono a voi in veste di pecore, ma dentro son lupi rapaci. 16 Dai loro frutti li riconoscerete. Si raccoglie forse uva dalle spine, o fichi dai rovi? 17 Così ogni albero buono produce frutti buoni e ogni albero cattivo produce frutti cattivi; 18 un albero buono non può produrre frutti cattivi, né un albero cattivo produrre frutti buoni. 19 Ogni albero che non produce frutti buoni viene tagliato e gettato nel fuoco. 20 Dai loro frutti dunque li potrete riconoscere. 21 Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. 22 Molti mi diranno in quel giorno: Signore, Signore, non abbiamo noi profetato nel tuo nome e cacciato demòni nel tuo nome e compiuto molti miracoli nel tuo nome? 23 Io però dichiarerò loro: Non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me, voi operatori di iniquità.

24 Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, è simile a un uomo saggio che ha costruito la sua casa sulla roccia. 25 Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa non cadde, perché era fondata sopra la roccia. 26 Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, è simile a un uomo stolto che ha costruito la sua casa sulla sabbia. 27 Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde, e la sua rovina fu grande».

E in maniera ancor più precisa, con espressioni di sconvolgente attualità, Gesù ammonisce anche a diffidare di quanti vengono nel Suo Nome, e si spacciano per Suoi continuatori e ministri, mente sono dei falsari della Parola di Dio e dei pericolosissimi seduttori, abili nel confondere le folle e nel farsi credere ciò che non sono, nonché nel compiere addirittura apparenti miracoli e portenti d’ogni genere (Mt 24, 3-25):

3 Sedutosi poi sul monte degli Ulivi, i suoi discepoli gli si avvicinarono e, in disparte, gli dissero: «Dicci quando accadranno queste cose, e quale sarà il segno della tua venuta e della fine del mondo».4 Gesù rispose: «Guardate che nessuno vi inganni; 5molti verranno nel mio nome, dicendo: Io sono il Cristo, e trarranno molti in inganno. 6 Sentirete poi parlare di guerre e di rumori di guerre. Guardate di non allarmarvi; è necessario che tutto questo avvenga, ma non è ancora la fine. 7 Si solleverà popolo contro popolo e regno contro regno; vi saranno carestie e terremoti in vari luoghi; 8 ma tutto questo è solo l’inizio dei dolori. 9 Allora vi consegneranno ai supplizi e vi uccideranno, e sarete odiati da tutti i popoli a causa del mio nome. 10 Molti ne resteranno scandalizzati, ed essi si tradiranno e odieranno a vicenda. 11 Sorgeranno molti falsi profeti e inganneranno molti; 12per il dilagare dell’iniquità, l’amore di molti si raffredderà. 13 Ma chi persevererà sino alla fine, sarà salvato. 14 Frattanto questo vangelo del regno sarà annunziato in tutto il mondo, perché ne sia resa testimonianza a tutte le genti; e allora verrà la fine.15 Quando dunque vedrete l’abominio della desolazione, di cui parlò il profeta Daniele, stare nel luogo santo – chi legge comprenda -, 16 allora quelli che sono in Giudea fuggano ai monti, 17 chi si trova sulla terrazza non scenda a prendere la roba di casa, 18 e chi si trova nel campo non torni indietro a prendersi il mantello. 19 Guai alle donne incinte e a quelle che allatteranno in quei giorni. 20 Pregate perché la vostra fuga non accada d’inverno o di sabato.

21 Poiché vi sarà allora una tribolazione grande, quale mai avvenne dall’inizio del mondo fino a ora, né mai più ci sarà. 22 E se quei giorni non fossero abbreviati, nessun vivente si salverebbe; ma a causa degli eletti quei giorni saranno abbreviati. 23 Allora se qualcuno vi dirà: Ecco, il Cristo è qui, o: È là, non ci credete. 24Sorgeranno infatti falsi cristi e falsi profeti e faranno grandi portenti e miracoli, così da indurre in errore, se possibile, anche gli eletti. 25 Ecco, io ve l’ho predetto.

E san Paolo, a Mileto, parlando agli anziani della comunità di Efeso, da lui fatti appositamente chiamare prima di partire dall’Asia per recarsi a Gerusalemme (At 20, 25-31):

25 E ora, ecco, io so che non vedrete più il mio volto, voi tutti tra i quali sono passato annunciando il Regno. 26 Per questo attesto solennemente oggi, davanti a voi, che io sono innocente del sangue di tutti, 27 perché non mi sono sottratto al dovere di annunciarvi tutta la volontà di Dio. 28 Vegliate su voi stessi e su tutto il gregge, in mezzo al quale lo Spirito Santo vi ha costituiti come custodi per essere pastori della Chiesa di Dio, che si è acquistata con il sangue del proprio Figlio. 29 Io so che dopo la mia partenza verranno fra voi lupi rapaci, che non risparmieranno il gregge; 30 perfino in mezzo a voi sorgeranno alcuni a parlare di cose perverse, per attirare i discepoli dietro di sé. 31 Per questo vigilate, ricordando che per tre anni, notte e giorno, io non ho cessato, tra le lacrime, di ammonire ciascuno di voi.

Di che dovremmo meravigliarci quindi se oggi vediamo dei falsi pastori ingannare le folle, insegnar false dottrine e dare scandalo sia con la vita privata, sia con l’approvazione pubblica del peccato? Tutto questo era già accaduto, è sempre accaduto, ed era stato ampiamente predetto. I lupi travestiti da pastori ci sono sempre stati, ma Gesù ha insegnato la maniera infallibile per riconoscerli: dal suono della loro voce (cfr. Gv 10,4). In altre parole, è col sensus fidei che il cattolico riconosce la moneta buona della vera predicazione cristiana da quella falsa, né si lascia ingannare o turbare da sofismi e vaniloqui. I lupi travestiti da pastori ne renderanno conto a Dio: noi non ci sgomentiamo, perché Gesù ci ha promesso: Ecco, io sono con voi ogni giorno, sino alla fine del mondo (Mt 28,20).

Foto dall’archivio de “Il Corriere delle Regioni”

Del 23 Giugno 2021

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