domenica, 25 Luglio 2021
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Il vaccino, il supercomputer e l’Intelligenza Artificiale di Roberto Bonuglia

Partiamo da un dato: una delle companies che ha beneficiato maggiormente della diffusione pandemica del Covid-19 è Nvidia di Roberto Bonuglia

Si tratta di una società nota, per lo più, per la fabbricazione di schede video per pc e device: tre anni dopo la sua IPO del gennaio 1999, a Wall Street, Nvidia era sconsigliata da più dell’88% degli analisti. All’epoca, infatti, le sue azioni si scambiavano a 2,60 dollari ciascuna mentre ora «valgono 393 dollari, oltre 150 volte il prezzo del 2002» [1].

Ad oggi la performance azionaria di Nvidia negli ultimi 12 mesi è inequivocabile e fa segnare un aumento dell’84,13%, come riporta il dato ufficiale di Borsa Italiana. Il titolo ha mantenuto un trend in ascesa anche perché le schede grafiche della serie RTX 3000 prodotte dalla società, rimangono così richieste da essere introvabili [2] sia nei negozi fisici che in quelli online.

Non sorprende, quindi, che per motivi essenzialmente economici ‒ e cioè di lucro, più che di profitto ‒ Nvidia abbia deciso di mantenere una produttività limitata: lo conferma l’ultimo report di Digitimes, che cita fonti anonime della supply chain. Fin qui nulla di nuovo e tutto in linea «con la legge della domanda e dell’offerta: i prezzi delle schede grafiche continuano a salire» [3].

Ma c’è dell’altro. E di non poco conto.

Il 13 settembre 2020 Nvidia e SoftBank Group Corp. (SBG) hanno annunciato un accordo definitivo in base al quale la prima acquisirà Arm Limited da SBG e SoftBank Vision Fund ‒ insieme, “SoftBank” ‒ in una delle più grandi operazioni di M&A degli ultimi anni: si tratta di una cifra record, pari a circa 40 miliardi di dollari. Si prevede che la transazione aumenterà immediatamente il margine lordo non GAAP e gli utili per azione non GAAP di Nvidia.

Nvidia ha comprato Arm perché si tratta di uno dei principali progettisti di chip che applicheranno il deep learning nel mondo reale, la cosiddetta «inference at the edge» che in tempi non sospetti è stata ribattezzata «the edge of inside» [4]: il processo di prendere quel modello, distribuirlo su un dispositivo che elaborerà i dati in arrivo (di solito immagini o video), per cercare e identificare tutto ciò che è stato addestrato a riconoscere… il riconoscimento facciale, l’ispezione visiva, il rilevamento di oggetti, il tracciamento della targa di automobile, il monitoraggio dei comportamenti, tanto per fare qualche esempio.

Tradotto in termini più pratici, la questione e la partita trascendono la produzione di schede grafiche per soddisfare le ambizioni del più accanito dei nerd o dei giocatori online in tempi di lockdown.

In ballo c’è molto altro: come riporta il comunicato stampa ufficiale della società, infatti, «a combinazione che si originerà dall’acquisizione riunirà «la piattaforma di elaborazione AI leader di Nvidia con il vasto ecosistema di Arm per creare la principale azienda informatica per l’era dell’intelligenza artificiale, accelerando l’innovazione mentre si espande in mercati ampi e in forte crescita. SoftBank continuerà a impegnarsi per il successo a lungo termine di Arm attraverso la sua quota di proprietà in Nvidia, che dovrebbe essere inferiore al 10%» [5].

La partita, insomma, si gioca sull’Intelligenza Artificiale (AI) ossia «la forza tecnologica più potente del nostro tempo che ha lanciato una nuova ondata di computing», come ha affermato lo stesso Jensen Huang, fondatore e CEO di Nvidia: «Negli anni a venire, trilioni di computer che eseguono l’intelligenza artificiale creeranno un nuovo Internet delle cose che è migliaia di volte più grande dell’odierna Internet delle persone. La nostra combinazione creerà un’azienda posizionata in modo favoloso per l’era dell’intelligenza artificiale» [6].

Lo scorso mese di aprile, non a caso, Nvidia ha annunciato la realizzazione della sua prima CPU per data center basata sull’architettura Arm: in altre parole, un processore che «fornirà prestazioni 10 volte superiori ai server odierni anche nel caso di carichi di lavoro di elaborazione e AI più complessi» [7].

Ma cos’è un chip AI? De facto, un processore che è stato ottimizzato per eseguire carichi di lavoro di machine learning, tramite framework di programmazione come TensorFlow di Google e PyTorch di Facebook, altri due FAANG che di certo col Covid-19 non ci hanno rimesso [8].

Nasce quindi “Grace”, un nome che tradotto in italiano, significa “grazia”,dal latino gratia, e dal greco χάρις, cháris: parole che in teologia identificano l’azione libera dell’amore del Dio trino, mediante cui Egli stabilisce nella storia una comunione personale con gli uomini per donare loro la salvezza. Da oggi il termine, invece, indicherà il primo processore basato interamente sull’intelligenza artificiale e che potrà essere impiantato, in prospettiva, nei device destinati all’utenza privata. A tutti coloro i quali, cioè, che alla grazia di Dio preferiranno optare per Grace: ovviamente pagando per mettere in comunione ogni singolo aspetto della propria vita col chip dell’Intelligenza Artificiale.

Nel frattempo, il progetto è stato sperimentato ovviamente al riparo da sguardi indiscreti: come riportato da Reuters, infatti, già nell’ottobre 2020 era filtrata la notizia della realizzazione del supercomputer più potente della Gran Bretagna, il Cambridge-1 «che si colloca al 29° posto nella lista dei Top 500 dei supercomputer più potenti del mondo» [9] e che presto cederà il passo al Cambridge-2 anch’esso basato su processori Arm e ancora più potente del primo [10].

Il tutto si colloca nell’alveo di un più ambizioso progetto, quello di creare un centro di eccellenza per l’AI nella città universitaria che dà il nome al supercomputer. Un laboratorio, quindi, che fungerà da hub di collaborazione per ricercatori, scienziati e startup in tutto il Regno Unito.

E nel quale il supercomputer incontrerà il vaccino: ebbene sì, visto che la stessa agenzia stampa citata riporta che GlaxoSmithKline (GSK) e AstraZeneca «entrambe coinvolte nella ricerca sui vaccini contro il coronavirus, saranno due delle prime aziende farmaceutiche a sfruttare la potenza della macchina» [11].

Nvidia, quindi, è passata dai giochi e dall’hardware grafico per dominare i chip AI. L’eminenza grigia dietro questa svolta è Bryan Catanzaro che «guida la ricerca sul deep learning presso la società e che […] aveva sviluppato GPU per l’intelligenza artificiale mentre era ancora uno studente universitario a Berkeley, prima di entrare a far parte di Nvidia nel 2008» [12].

Alla fine, insomma, i ricercatori di GSK e Astrazeneca saranno tra i primi a sfruttare la struttura di Cambridge che consentirà loro di utilizzare strumenti di AI per «risolvere sfide mediche urgenti», comprese quelle presentate dal Covid-19, secondo Nvidia [13].

Il fatto che «per affrontare le nuove sfide nella sanità servirà l’impiego massivo di potenza di calcolo e algoritmi di intelligenza artificiale» [14] non tranquillizza poi così tanto se si considerano i costi in termini di privacy e non solo che saranno affrontati sull’altare del nuovo supercomputer: vengono in mente le parole di Leon Kass quando scrisse, già nel 1985, che avevamo pagato «un prezzo molto alto per la conquista tecnologica della natura, ma non così altro quanto quello intellettuale e spirituale che riduce la natura a mero materiale oggetto della nostra manipolazione […] Con le potenzialità dell’ingegneria biologica di cui oggi possiamo disporre, ci saranno nuove e splendide opportunità in vista di un degrado simile, ma dell’uomo… e ovviamente se arriviamo a considerarci solamente carne, allora carne diventeremo» [15].

A ciò bisogna aggiungere che le attuali tecnologie riescono già «a gestire una grande quantità di dati creando profili individuali e individuando dei modelli sia nel comportamento di un individuo sia in quello di una popolazione. I regimi nazisti e comunisti facevano tutto questo manualmente su una scala minore, mentre oggi la tecnologia permette di farlo su scala globale» [16].

Viene quindi da chiedersi se andremo incontro ad un “mondo nuovo”, per dirla con Aldous Huxley [17] o verso un lungo “1984”, per dirla con George Orwell [18].

Due libri molto citati di questi tempi, entrambi distopici ma profondamente diversi dagli approcci: Orwell immaginava che saremmo stati sopraffatti da un dittatore. Nella visione di Huxley, invece, non sarà il Grande Fratello a toglierci l’autonomia privandoci della cultura e della storia: la gente sarà felice di essere oppressa e adorerà la tecnologia che libera dalla fatica di pensare. Orwell temeva che i libri sarebbero stati banditi, mentre Huxley aveva paura non che i libri fossero vietati, ma che non ci fosse più nessuno desideroso di leggerli. Orwell guardava con sospetto quelli che ci avrebbero privato delle informazioni, Huxley quelli che ce ne avrebbero fornite troppe, fino a ridurci alla passività e all’egoismo. Orwell paventava che la verità sarebbe stata manipolata, Huxley che sarebbe diventata irrilevante. Orwell riteneva che la nostra sarebbe stata una civiltà di schiavi, Huxley che sarebbe stata una cultura di cialtroni… In breve, «Orwell temeva che saremmo stati distrutti da ciò che odiamo, Huxley da ciò che amiamo» [19].

Alla fine, purtroppo, non serve certo il ricorso all’AI, per intuire che potrebbero aver avuto ragione entrambi

Note:

[1] R. Bonuglia, Chi ha guadagnato, alla fine, grazie al Covid-19?, in «Ora Zero», del 18 maggio 2021.

[2] E. Fraschini, Schede video introvabili? La colpa è (anche) del mining delle criptovalute, in «Corriere della Sera», del 22 gennaio 2021.

[3] P. Centofanti, Le schede Nvidia continueranno ad essere introvabili fino a dopo l’estate, e i prezzi schizzano alle stelle, in «DDay», del 16 marzo 2021.

[4] D. Brooks, At the Edge of Inside, in «The New York Times», del 24 giugno 2016.

[5] Cfr., il comunicato stampa ufficiale Nvidia to Acquire Arm for $40 Billion, Creating World’s Premier Computing Company for the Age of AI, del 13 settembre 2020.

[6] A. Marino, Ufficiale: Nvidia ha acquistato Arm per 40 miliardi di dollari, «Tech Every Eye», del 14 settembre 2020.

[7] F. Santin, Nvidia annuncia Grace, CPU Arm per datacent “10 volte più potente” dei chip attuali, in «Tech Every Eye», del 12 aprile 2021.

[8] Per “FAANG” si intende la famiglia delle azioni tech: Facebook, Amazon, Apple, Netflix e Google. In altre parole, sono i cinque protagonisti di Wall Street durante i mesi funestati dal Covid-19 caratterizzati dalla più incisiva divergenza tra le Borse internazionali e le economie “reali” di tutto il mondo», R. Bonuglia, Nel FAANG del Covid-19, in «Pensiero Forte», del 29 luglio 2020.

[9] Cfr., l’agenzia stampa Reuters Nvidia building UK supercomputer to boost COVID-19 research, del 5 ottobre 2020,

[10] R. Da Silva Dores, W. Moté, Nvidia dobra investimento em supercomputador no Reino Unido com a ARM em mente, in «Canal Tech», del 21 giugno 2021.

[11] Reuters, Nvidia building UK supercomputer to boost COVID-19 research, cit.

[12] N. Kobie, Nvidia and the battle for the future of AI chips, in «Wired», del 17 giugno 2021.

[13] S. Duke, Arm buyer Nvidia offers Covid research help, in «The Times», del 6 ottobre 2020.

[14] L. Tremolada, Da Nvidia 40 milioni di sterline per un nuovo supercomputer contro il coronavirus, in «IlSole24Ore», del 5 ottobre 2020.

[15] L. Kass, Toward a More Natural Science: Biology and Human Affairs, New York, Free Press, 1985, pp. 76-77.

[16] D. Crookes, in J.C. Lennox, 2084, Michigan, Usa, The Zondervan Corporation, 2020, pp. 25-26.

[17] A. Huxley, Brave new world, Londra, Chatto & Windus, 1932.

[18] G. Orwell, Nineteen eighty-four: a novel, Londra, Secker & Warburg, 1949.

[19] N. Postman, Amusing Ourselves to Death: Public Discourse in the Age of Show Business, New York, Penguin, 2006, pp. XIX-XX.

Foto dall’archivio de “Il Corriere delle Regioni”

Del 22 Giugno 2021

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