domenica, 25 Luglio 2021
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L’editoriale di Silvana De Mari

Può sembrare estremamente bizzarro che in una Accademia dedicata alla salute si parli della validità o invalidità di una elezione papale. Editoriale di Silvana De Mari (Medico e scrittore) per la Health Academy e l’Accademia Adriatica di Filosofia Nuova Italia.

L’Accademia non è dedicata solo alla salute ma al diritto di essere sani. L’Accademia è dedicata quindi anche al diritto di essere curati in caso di SARS 2 covid 19 con medicine vere e non con tachipirina e vigile attesa e il diritto di non essere costretti a subire una cosiddetta “vaccinazione” con l’inoculazione di farmaci la cui utilità e innocuità e tutta da dimostrare.

A questo punto diventa importante stabilire se un Papa che ha regalato agli impiegati del Vaticano per Natale il paracetamolo (tachipirina) e ha soprattutto dichiarato obbligatorio il cosiddetto vaccino tra gli impiegati del Vaticano, che ha ordinato a vescovi, cardinali e sacerdoti di consigliarlo o addirittura di presentarlo come un obbligo di un cristiano, sia un vero Papa. I vaccini e i cosiddetti tali, Pfizer, Astrazeneca, Moderna e Johnson e Johnson sono inoltre coltivati su cellule di feti abortiti. Si tratta di due bimbi, un maschietto e una bambina, abortiti al quinto mese negli anni ’70: le cellule sonio state prelevate sui bimbi vivi e senza anestesia, perché devono essere vitali e perfette per poter essere immortalizzate, cioè con la capacità di riprodursi in laboratorio.

Il papato è stato fondato da Cristo, con le parole (Matteo 16, 18): «E anch’io ti dico: tu sei Pietro, e su questa pietra edificherò la mia chiesa, e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa».

Se viola la dottrina, il Papa è criticabile. Anzi, deve essere criticato e fermato. Lo spiega San Tommaso, lo faceva San Paolo quando San Pietro sbagliava. Il cattolicissimo Dante Alighieri ne mette uno all’inferno e gli fa aspettare Bonifacio VIII, così che fa due, e in più è verosimile che la figura tra gli ignavi sia Celestino V, per aver abdicato.

Il Papa lo scelgono i cardinali. La libertà, dono di Dio, vuol dire anche la libertà di fare il male. In qualsiasi momento, ogni uomo può scegliere il male. Questo vale anche per i cardinali che scelgono il Papa e per il Papa scelto dai cardinali.

La Chiesa è stata flagellata dalla presenza di Papi pessimi e Papi mediocri, più una discreta presenza di sempre molto vivaci anti papi. Il cristiano non può mai smettere di pensare e stabilire ogni volta se una cosa è giusta o no. Nel Vangelo è specificato che ci possono essere pastori pessimi che non proteggeranno le pecore e che le pecore riconoscono il Pastore dalla voce, vale a dire da quello che dice. Se il Pastore contraddice il Vangelo, la pecora se ne accorge e sa che non deve seguirlo. Il cristianesimo è una religione basata sul libero arbitrio, non sull’obbedienza cieca a un’autorità che non è assoluta perché non può violare il Vangelo contraddicendolo. Le pecore riconoscono il Pastore dalle sue parole, non dall’odore. Quello che si mischia alle pecore per prenderne l’odore è il lupo, che si traveste da pecora e quindi deve avere l’odore della pecora.

Il Papa nel cattolicesimo è il vicario di Cristo. Cristo non aveva fratelli gemelli. Il Papa deve essere uno. I Papi non possono essere due. Per diventare Papa occorre un’elezione impeccabile. Il Papa può sciogliere e legare e la sua elezione deve essere perfetta. È sufficiente un dubbio di irregolarità e l’elezione può essere ritenuta non valida. Il primo requisito per diventare Papa è che la sede sia vacante. Il Papa precedente deve essere morto, non malato, ferito o in coma farmacologico: deve essere morto. Un Papa può dare le dimissioni? Un Papa non dà le dimissioni, non è l’amministratore delegato di una multinazionale.

L’abdicazione, per essere valida, deve essere fatta senza alcuna costrizione e deve riportare il Papa alla funzione di vescovo. Nell’omelia della messa inaugurale del suo ministero petrino, Joseph Ratzinger pronunciò la frase: «Pregate per me, perché io non fugga, per paura, davanti ai lupi». Il cardinale belga Godfried Danneels, morto a marzo scorso, ha confessato di aver fatto parte di un gruppo di undici cardinali – la cosiddetta «mafia di San Gallo» (dal nome della località svizzera dove avvenivano le riunioni dei porporati n.d.r.) – che ha tramato per costringere Sua Santità Benedetto XVI all’abdicazione, preparando l’elezione successiva. Che, a questo punto, è invalida perché, per ogni trattativa fuori dal conclave, c’è la scomunica.

Perché, alla domanda sulle motivazioni della sua abdicazione, Sua Santità Benedetto XVI rispose di «essere affaticato dal cambio del fuso orario negli spostamenti». Ma non è necessario viaggiare per essere Papa, i migliori pontefici non si sono mai spostati da Roma.

Per essere valida, inoltre, l’abdicazione deve comportare la rinuncia totale e il ritorno alla posizione di vescovo. Invece Sua Santità Benedetto XVI è ancora Papa (emerito) e alla domanda sul perché non ritornasse vescovo ha dichiarato di avere solo vestiti bianchi nell’armadio. (?)

Noi cattolici non abbiamo il senso dell’ironia, soprattutto se il soggetto è la Chiesa di Cristo. Queste battute ci sembrano strane. È stato affermato il 25 febbraio 2013, http://unafides33.blogspot.com/2013/02/errori-di-latino-nella-dichiarazione-di.html, che nell’abdicazione di Sua Santità Benedetto XVI ci siano stati due errori enormi, più decine di altre piccole inesattezze: pro Ecclesiae vitae al posto di pro Ecclesiae vita, – per la vita della Chiesa – e, nella frase fondamentale, commissum, accusativo, invece di commisso, dativo collegato al dativo ministerio. Nel finale: l’abdicazione annunciata, secondo molti siti, sarebbe diventata attuale il 28 febbraio ore 29. Un piccolo errore di battitura, 29 al posto di 20. Luciano Canfora nel Corriere della Sera del 12 Febbraio 2013 a pag. 17 riporta i due errori e la data con l’ora inesistente. In questo momento il testo dell’abdicazione è ovviamente perfetto ma è comunque bizzarro, per non dire inquietante, che sia pure per in periodo molto breve misurabile in ore, sia stato scorretto, perché non è pensabile che un simile documento, con la firma di un uomo attento come Sua Santità Benedetto XVI, sia stato scritto a casaccio, dettato al primo che capita e non riletto

Periodicamente, qualcuno spiega che Sua Santità Benedetto XVI dichiara che va bene così. Noi notiamo che uno sotto ricatto, è sotto ricatto sempre e che quegli strani errori che sia pure per poche ore hanno dato una luce strana alla sua abdicazione ricordano la sigla c.f. (coactus fecit: lo feci da costretto) che il cardinale ungherese Josef Mindszenty fece precedere alla sua firma sotto una confessione falsa estorta con sistemi atroci.

Il Papa è il vicario di Cristo: un Papa non perde una sola occasione di benedire Cristo. Un Papa saluta benedicendo perché è l’unica persona sul pianeta che può dare una benedizione di pari valore di quella di Cristo. Un Papa che dice «buonasera» è come qualcuno che, essendo l’unico in grado di dare acqua in un deserto, invece che dare l’acqua ti porge un saluto.

Il Papa è il vicario di Cristo -scrivo per l’ennesima volta questa frase – quindi, la sua persona umana deve scomparire perché Lo rappresenta e, ogni particolare su di sé, allontana da Cristo. Un Papa non racconta affari suoi, per esempio che da bambino voleva fare il macellaio o che è andato sei mesi in psicanalisi.

Ogni parola del Papa vale come una parola di Cristo, dunque ogni sillaba deve essere studiata con infinita prudenza (che è una delle virtù cardinali), deve essere scritta e poi letta, mai improvvisata, ogni sua parola deve essere perfetta, perché può condurre un fedele nell’errore, allontanarlo dalla dottrina. Sembra a molti che il parlare a braccio sia un trucco per far passare violazioni volute della dottrina come strafalcioni.

Ogni gesto del Papa è come se fosse un gesto di Cristo e deve essere studiato e perfetto: un Papa non si espone a perdere la pazienza e a colpire una fedele, e nel caso si scusa immediatamente, con lei, e poi si scusa con Cristo non perché “ha dato il cattivo esempio”, ma perché ha profanato il suo sacro ruolo di Vicario.

La Chiesa sembra essere nel suo momento più buio dall’inizio dei tempi, ma ci è stato promesso che le forze degli Inferi non prevarranno.

Papa Benedetto XVI è attivo nel pieno del suo munus, cioè nella sua funzione di Vicario di Cristo poiché la sua rinuncia non è valida in base al Codice del diritto canonico. Si firma P.P. che sta per Sommo Pontefice Regnante e continua a vestirsi di bianco e a vivere in Vaticano. Papa Ratzinger avrebbe agito in questo modo per smascherare chi, in Vaticano, osteggiava la sua difesa della dottrina cattolica inoltre, se fosse rimasto, sarebbe continuato il blocco delle transazioni bancarie per le attività dello Stato Pontificio e per le opere legate all’attività pastorale in tutto il mondo. Il Papa che aveva denunciato il pericolo del relativismo non avrebbe accettato aperture al mondo gay e politiche gender e mai si sarebbe inchinato ai mondialisti. I poteri mondiali hanno fretta e Benedetto XVI era un ostacolo sul loro percorso. L’elezione di Bergoglio è invalida perché contraria agli articoli 79, 80 e 81 della Costituzione Apostolica Universi Dominici Gregis come rivelato dal Cardinale Godfried Danneels, che ha partecipato al Conclave, nel libro Biography. Egli afferma che il gruppo di San Gallo ha condizionato l’elezione di Jorge Mario Bergoglio. Ciò è confermato anche da Monsignor Cormac Murphy-O’Connor. Nella biografia di Bergoglio, the Great Reformer, Austen Ivereigh, che fu addetto stampa di Murphy-O’Conor, scrive che un gruppo denominato il “team Bergoglio” ne avrebbe pianificato l’elezione a partire dalle dimissioni di Papa Benedetto. Queste dichiarazioni non sono mai state smentite. Informazioni simili sono riportate dal canonista Alex Bugnolo in diversi video reperibili in Internet e dal giornalista Andrea Cionci in molti articoli del suo blog contenuto nel sito del giornale online liberoquotidiano.it. Nel libro dell’avvocato colombiano Stefania Acosta Benedicto XVI: Papa “emerito”? Si trovano approfondimenti in materia di diritto canonico che confermano l’invalida dimissione. Non possono esserci due papi. Il titolo di “papa emerito” non esiste nel codice di diritto canonico. Questo argomento deve interessare anche i non credenti perché la falsa chiesa sta aiutando l’instaurazione del governo unico mondiale: tutti sono invitati a valutare le premesse e le conseguenze di questi due eventi: il Congress of Leaders of World and Traditional Religions 2021 che si terrà in Kazakistan, e la Fifth International Vatican Conference 6-8 maggio 2021 organizzata dal Pontificio Consiglio della cultura.

L’unica spiegazione logica tutto questo è che Sua Santità Benedetto XVI sia sotto attacco e sotto ricatto. Se era sotto attacco otto anni fa, quando ha annunciato la sua abdicazione, è sotto ricatto anche adesso. La elezione del cardinale Bergoglio al papato e valida o no? Il Papa è uno solo, ha sottolineato Sua Santità Benedetto XVI al corriere. E Sua Santità Benedetto XVI che si firma Pontifex, Giorgio Bergoglio ha rifiutato i simboli della sovranità papale, la mazzetta rossa, ha rifiutato l’appellativo di vicario di Cristo e si è sempre dichiarato vescovo di Roma. Nude sgradevole la verità è sempre stata sotto gli occhi di tutti, da quel giorno di febbraio 2013 in cui Sua Santità Benedetto XVI ha annunciato la sua abdicazione è un fulmine ha colpito il Vaticano. Esiste una inquietante foto di quell’inquietante evento. In un libro di 300 pagine, Benedetto XVI: Papa “emerito”?, Estefania Acosta, avvocatessa colombiana e già docente universitaria di diritto civile e commerciale, risponde alla domanda. L’avvocatessa analizza molte delle prove che sono state portate da tutti coloro che ritengono l’elezione del cardinale Bergoglio invalida. Alcune di queste prove sono rilevanti, altre irrilevanti. La prova definitiva, però, quella che non lascia adito nessun dubbio, e il testo con cui sua Santità Benedetto XVI annunciato l’abdicazione. Ricordo, ne avevo già parlato su questo giornale, come nella versione originale ci fossero due clamorosi errori di ortografia latina ci fosse un errore nella data: l’abdicazione sarebbe stata valida dal 28 febbraio alle ore 29 invece che alle 20:00. È altamente improbabile che un testo come un abdicazione papale finisca su Internet senza essere stato revisionato e scorretto.

Afferma l’avvocatessa che il suo è “il primo libro ad offrire, con rigore accademico e in modo sistematico, la prova canonica che Benedetto XVI non ha mai validamente rinunciato all’ufficio di Romano Pontefice per cui rimane l’unico e vero Papa della Chiesa cattolica, alla quale tutti i cattolici devono fedeltà e obbedienza sotto pena di scisma. In conseguenza di questa e di altre irregolarità precedenti e concomitanti all’elezione del cardinale Jorge Mario Bergoglio nel conclave del 2013, “Francesco” è davvero un anti-Papa, cioè occupa illegittimamente la Cattedra di Pietro e, quindi, riconoscerlo come Papa è, per lo meno, una oggettiva negazione della verità”.

La Declaratio scritta da Ratzinger è stata scritta in maniera da dare l’impressione che sia un abdicazione, ma non lo è. È stata scritta con errori ortografici impensabili che sono il primo indizio, il secondo e che leggendo con attenzione ci si rende conto che il Papa non stava abdicando dall’essere il Papa (Muuns) ma rinunciava a fare il Papa(ministerium), cioè a svolgere alcune funzioni. La definitiva conferma è stata data dallo spesso Papa.

Il Corriere della Sera del primo marzo ha pubblicato un‘ intervista di Massimo Franco a Sua Santità Benedetto XVI ha fatto affermazioni che avrebbero dovuto far chiarezza e invece sono ambigue.

“Non ci sono due Papi. Il Papa è uno solo…», ha affermato con un filo di voce, sforzandosi di scandire bene ogni parola.  «Il Papa è uno solo» , ha ripetuto. Ne siamo convinti. Il Papa è il Vicario di Cristo e Cristo non aveva un fratello gemello. Cristo era uno e il Papa che è il suo Vicario deve essere uno. Chiunque affermi che ci sono due Papi, sta affermando il falso. Benedetto XVI però non ha chiarito quale dei due, non afferma Bergoglio è il solo Papa. Nella declaratio con cui annunciava la sua “abdicazione”, una declaratio nella sua prima versione incredibilmente ricca di due errori madornali di ortografia e un errore di orario (l’abdicazione veniva annunciata per il 28 febbraio ore 29) Benedetto XVI non ha fatto l’affermazione “io rinuncio” e ha conservato il munus pietrino, rinunciando solo alla funzione. Questa è rappresentato con potenza dal fatto che veste di bianco, cosa che un Vescovo non potrebbe fare e che non è tornato vescovo. Quando afferma che il Papa è uno solo Benedetto XVI sta indicando sé stesso.

«È stata una decisione difficile. Ma l’ho presa in piena coscienza, e credo di avere fatto bene. Alcuni miei amici un po’ “fanatici” sono ancora arrabbiati, non hanno voluto accettare la mia scelta”, ha aggiunto, ma anche questa frase è ambigua. È stata una decisione difficile questa parziale e quindi invalida abdicazione, che molti non hanno accettato, che molti non hanno compreso, giustamente visto che non ci sono state spiegate le ragioni.

Pochi giorni dopo , il 18 marzo, Benedetto XVI ha ricevuto il cav. Lorenzo Festicini, presidente di un’unione umanitaria chiamata Istituto Nazionale Azzurro, e lo ha nominato Festicini “Ambasciatore di Pace in ogni parte del mondo“: come confermato dall’interessato, si tratta di “una nomina puramente spirituale, di una benedizione per la sua attività umanitaria in Benin”.

La nomina sarà puramente spirituale, ma può essere fatta sono da un Papa.

Benedetto XVI è tornato sul tema nel libro-intervista “Ultime conversazioni”, di Peter Seewald con una bizzarra affermazione.

Nessun papa si è dimesso per mille anni e anche nel primo millennio ciò ha costituito un’eccezione”. I Papi che si sono dimessi nel primo millennio sono 6, quelli che si sono dimessi nel secondo sono 4, come si può scoprire rapidamente su una qualsiasi Storia della Chiesa, ma anche solo controllando su internet. E invece ha ragione Benedetto XVI, lo spiega il prof. Francesco Mores, Docente di Storia della Chiesa alla Statale di Milano. Ci sono due tipi di “dimissioni” papali, una dimissione con abdicazione, una dimissione totale, e invice il dimettersi dalle funzioni ma senza abdicazione, cioè restando Papi. Di questi non ce ne è nessuno nel primo millennio e uno solo nel secondo , e c’è un solo altro caso, logico, preciso e inconfutabile: lui dice di essersi “dimesso” come Benedetto VIII del 1012.

Dimissione e abdicazione non sono sinonimi.

Sua Santità Benedetto XVI si è dimesso ( dalle funzioni, rinunciando al “ministerium”) , ma non ha mai abdicato ( dall’essere Papa, al “munus”, il titolo divino di papa.), come si evince dalla sua declaratio leggendola attentamente.

Se lui non ha mai abdicato, il conclave che ha eletto Bergoglio non è valido, perché mancava il presupposto cardine: la sede non era vacante.

Analizzando con attenzione le affermazioni e le azioni di Benedetto XVI, si deduce che il Papa è uno solo. Ed è Benedetto XVI. E che ce lo stia segnalando lasciando sassolini, una lunga fila di sassolini che ci portano alla verità, una verità che non può essere gridata, ma solo sussurrata, indicata con una serie di indizi.

Il Nemico è dentro le porte.

Il fumo di Satana già avvistato da Paolo VI all’interno della Chiesa, deve aver fatto il nido e deposto le uova.

Del 29 Giugno 2021

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