mercoledì, 20 Ottobre 2021
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La salvezza dell’anima viene prima o dopo quella del corpo? di Antonio Falcomer

Lettera al Direttore de Il Corriere delle Regioni di Antonio Falcomer

Egregio Direttore,

In questi giorni in cui imperversa una guerra intestina al mondo della cosiddetta “Tradizione” vorrei proporle una mia riflessione sull’argomento scatenante questa diatriba, diciamo dottrinale con sfumature teologiche, ovvero la liceità e moralità dell’uso dei presunti vaccini attualmente autorizzati dagli Enti europeo ed italiano sovrintendenti l’uso dei farmaci.

Come Ella ben sa, chi ha innescato le polveri di questa dotta discussione ha poi sostenuto la piena liceità della scelta di ogni cattolico che volesse prevenire in qualche modo le complicanze da un’eventuale contagio con il temuto virus cinese mediante la vaccinazione oggi proposta. Anche scegliendo vaccini prodotti o testati servendosi di linee cellulari provenienti da feti abortiti volontariamente. In questo argomentare si è affermato che la teologia morale, come il magistero e la prassi di governo vaticana vengano chiaramente in soccorso e a sostegno della tesi offerta al popolo cattolico (che non pare l’abbia sollecitata).

La controparte, venutasi a formare perchè interpellata moralmente e culturalmente dalla suddetta affermazione sopra brevemente sintetizzata, ha addotto altrettante motivazioni di carattere teologico, specificatamente di stampo tomistico, e razionali tali da contraddirla a mio vedere molto efficacemente.

Abbiamo tutti notato come la tenzone cultural-teologica stia portando le due parti verso uno scontro più aperto, che interessa prelati ed intellettuali di specchiata fede cattolica, e che non pare portare nulla di buono nel senso di una maggior forza ed efficacia dell’opera di sensibilizzazione delle coscienze che diversi ambiti cattolico-tradizionali stanno svolgendo con grande impegno.

Personalmente mi sono chiesto più e più volte cosa o chi abbia spinto i primi a dover affrontare una tematica tanto spigolosa e delicata. E’ stato forse l’amore per la Verità e il desiderio di confortare i dubbiosi della vaccinazione anti-Covid 19 (pertanto un’opera di misericordia spirituale?).

Non credo, meglio dire non vorrei credere, che tanto baccano sia nato dalla paura di morire, anche se la Chiesa al tempo del Covid pare preferire la salute del corpo piuttosto che la salus animarum, come ci ricordano la chiusura delle chiese al culto, l’uso del gel al posto dell’acqua santa (nemmeno quella disinfettata con il sale benedetto), il sacerdote che amministra l’Eucarestia con il guanto di lattice (non sterilizzato né benedetto!!).

La questione ruota certamente attorno il problema dei feti abortiti, il più grande abominio della nostra travagliata epoca. Questione che interroga le coscienze dei cattolici più avveduti, ma che pare non toccare per nulla il fedele medio.

Ora, anch’io come ogni buon cristiano cerco il conforto dei Sacramenti, il più frequentemente possibile, in particolare la Confessione, preparata con cura come insegna un’amico sacerdote. Nel farlo apro un libretto dal titolo “Massime Eterne e Giardino di Devozioni di mons. T.Tomasi (1954) e mi confronto con i Comandamenti e l’insegnamento della Chiesa.

Arrivato al quinto Comandamento, non uccidere una breve prefazione, scritta in piccolo, ricorda come questo Comandamento “proibisce non solo di uccidere ingiustamente il prossimo, ma anche di portargli danno sia nell’anima come nel corpo; così pure di togliere la vita a se stessi, di esporla avvertitamente a pericoli od accorciarla con pericoli.”

Quindi ci si esamina su 9 punti prescelti e proprio l’ultimo di questi chiede: “ Se vi siete esposto a pericolo della vita o della salute senza grave necessità od utilità”.

Eccomi arrivato al punto su cui mi interrogo e La interrogo, Direttore. Non è che vaccinandomi con questi vaccini sperimentali io metto coscientemente a repentaglio la mia vita e, se lo consigliassi, anche quella dei  miei familiari?

Mi pare che questo aspetto si affianchi o forse superi la questione dei feti abortiti presa come discrimine tra il cattolico e chi invece cerca nel vaccino solo la salute del corpo.

Allo stesso tempo non  mi sembra che i nostri pastori abbiano mai insistito su tale aspetto della questione morale in parola, come nemmeno sul problema dei feti, predicando invece omelie magnificanti i vaccini, ritenuti un  miracolo che lo Spirito Santo ha favorito illuminando le menti di tanti scienziati (o forse assassini).

Direttore,

La ringrazio per la pazienza con cui avrà letto queste righe e Le confermo che per me questo punto della Confessione mi risparmia lo sforzo intellettuale di capire le due posizioni in conflitto sopra illustrate e mi da un indirizzo certo per una scelta sicuramente cattolica alla vaccinzione.

Molto cordialmente,

Antonio Falcomer

Del 02 Luglio 2021

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