mercoledì, 20 Ottobre 2021
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Riscopriamo i “Vangeli Sinottici”

Nei Vangeli si parla dell’evento che ha letteralmente spaccato la storia in due, un evento previsto da 42 profezie e testimoniato da migliaia di martiri che decisero di morire pur di non rinnegare ciò che ritenevano essere la verità di Ciro Mauriello 

Possiamo credere ai Vangeli? Da persone che pensano con spirito critico, possiamo essere sicuri che i primi quattro libri del Nuovo Testamento, siano stati scritti dagli autori che conosciamo oggi? La risposta breve è un grande Si. (Per questo articolo ci soffermeremo solo sui Vangeli così detti sinottici, i tre simili fra di loro).

Ma analizziamo i fatti. Il primo Vangelo che incontriamo quando apriamo una Bibbia è quello di Matteo. Noi sappiamo dalla storia degli apostoli che, prima di diventare discepolo di Gesù, Matteo era un pubblicano o, per usare termini moderni, un esattore delle tasse. Non proprio un bel “curriculum” per scrivere il primo libro delle Sacre Scritture. Poi troviamo il Vangelo di Marco che, a quanto sappiamo, era il compagno di viaggi di Pietro. Il terzo nell’ordine biblico è quello di Luca, storico molto acculturato e medico di Paolo. Perché queste persone, e non Paolo e Pietro in persona, avrebbero dovuto scrivere a proposito della vita di Gesù?

La domanda è di certo lecita considerando la preminenza di questi due personaggi durante il ministero di Nostro Signore, per quanto riguarda Pietro, e, forse soprattutto, dopo la sua resurrezione e ascesa al cielo.

Ma se ci soffermiamo un attimo scopriremo che proprio questo fattore rende ancor più credibile l’autenticità dei testi. Se questi fossero stati inventati di sana pianta da persone che volevano solo “divertirsi” a raccontare una storia (per ora tralasciamo il fatto che rischiavano morte e dannazione eterna solo per “gioco” come qualche difensore dell’ateismo suppone) certo avrebbero sicuramente potuto firmarli con nomi molto più altisonanti. Pietro e Paolo, ma anche Andrea o Tommaso e, perché no, anche Maria stessa. Ciò però non è accaduto, e questo ci è da prova che gli autori firmarono col loro stesso nome e che sono proprio i personaggi di cui conosciamo la storia.

Al contrario, ciò è invece vero per i Vangeli apocrifi, quelli che la storiografia moderna data nel II secolo, dove, appunto, troviamo la “firma” degli apostoli più autorevoli come Filippo, Pietro, Giacomo e anche Maria. Ora, non ci soffermeremo su questi ultimi ma, questi “vangeli” non sono mai stati presi in considerazione dai Padri della Chiesa nella compilazione della Bibbia come la conosciamo proprio per la loro inaffidabilità dal punto di vista degli autori e per le storie che rispecchiano più una dottrina gnostica.

Ora la domanda potrebbe essere, abbiamo fonti al di fuori della bibbia che confermano la nostra tesi? Anche qui la risposta è Si.

Papia di Gerapoli (70 – 130 A.D.), vescovo di Hierapolis (attuale Pumakkale in Turchia), ci dice nei suoi scritti che Marco ha accuratamente trascritto quello che Pietro vide con i propri stessi occhi. E sempre Papias disse di Matteo che ben preservò gli insegnamenti di Gesù.

Ireneo di Lione (anche lui vescovo, vissuto fra il 130 e 202 A.D.) scrisse:

“Matteo pubblicò il suo Vangelo fra gli Ebrei nella loro lingua, quando Pietro e Paolo si trovavano a Roma… Marco, il discepolo e interprete di Pietro, tramandò direttamente cio che predicava Pietro stesso. Luca, il seguace di Paolo, scrisse in un libro la Buona Novella predicata dal suo insegnante.”

A questo punto, usando lo stesso spirito critico di cui ci siamo serviti per porci alcune domande, possiamo trarre una conclusione.

Se i Vangeli sono stati scritti da Matteo il pubblicano, Luca, storico e medico di Paolo e Marco, il traduttore di Pietro, possiamo affermare che gli eventi sono stati trascritti da testimoni, diretti o indiretti, degli eventi.

Certo, ci sono molti altri aspetti che andrebbero analizzati, come, appunto, i rischi che ognuno di loro correva nello scrivere e divulgare queste “notizie”. Quando si parla della stesura dei Vangeli spesso lo si fa con superficialità ma contestualizzare gli eventi è di fondamentale importanza quando si parla di storia, e in questo caso non si parla di un evento qualsiasi nella travagliata storia dell’umanità, ma dell’evento che ha letteralmente “spaccato” la storia in due, un evento previsto da 42 profezie (raccolte nell’Antico Testamento) e testimoniato successivamente da migliaia di martiri, persone che decisero di morire pur di non rinnegare ciò che loro ritenevano essere la verità.

Del 19 Luglio 2021

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