sabato, 25 Settembre 2021
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Tensione da tracciamento sociale (il green pass)

di Stefano Lecca

Che il momento storico che stiamo vivendo sia di grande complessità lo si intuisce facilmente. Basta osservare la società giorno dopo giorno uscendo per strada, andando a lavoro, frequentando amici e conoscenti. Sono però gli indicatori economici, politici, finanziari e sanitari che in modo ancora più spietato di quanto non si possa immaginare proiettano verso scenari di non facile gestione e di deriva sociale. Nel 2020 il Covid-19 ha prodotto danni profondi e produrrà ancora effetti devastanti per altri due e forse tre anni. Non è pessimismo, è realismo. I dati alla mano, infatti, ci dicono che non c’è scampo. In questo momento la società si sta profondamente dividendo tra chi ritiene che il vaccino non deve essere un’imposizione e chi invece è fermamente convinto che deve essere obbligatorio. Ricerche sui social portano ad individuare e analizzare tre aree di opinione e discussione: una favorevole ai vaccini nella quale si intercalano commenti ed interazioni a favore e della sua obbligatorietà, una che invece porta avanti il concetto della libera scelta che viene ghettizzata sempre più dagli algoritmi che analizzano e relegano post, commenti e interazioni in una cerchia ristretta di utenti che già si è espressa in rete con determinazione e convinzione, la terza invece la si può definire come una terra di nessuno dove le posizioni si scontrano ferocemente e qui i social intervengono bannando, segnalando e addirittura in alcuni casi cancellando l’account. Quanto si sta sviluppando è grave e nasconde un pericolo. Il clima di forte tensione venutosi a creare è oramai ovunque. Partendo dai posti di lavoro, alle scuole, associazioni e aggregazioni di ogni ordine e grado e perfino all’interno delle famiglie. Le contrapposizioni, i diverbi e talvolta gli insulti che si scorgono nei social network con riguardo prima al covid-19, poi ai vaccini e ora grazie al green pass sono lo specchio di ciò che succede realmente. Oggi la realtà prodotta dal digitale attraverso i social può essere considerata a pieno titolo la fotografia di ciò che avviene nella realtà fisica. In quasi tutti gli ambienti di lavoro, sia nel settore pubblico che in quello privato, cominciano ad affiorare tensioni che fanno riferimento ai vaccini e al green pass e sempre più spesso trovano sfogo nella rete. In buona sostanza chi ha fatto il vaccino tende a convincere sempre più – in modo ossessivo – chi non l’ha ancora fatto o chi non ha nemmeno l’intenzione di farlo. Se prima la pacifica convivenza tra colleghi di lavoro era appesa ad un filo e causata da aspetti riconducibili alla carriera, ruolo o mansione, ora la rabbia esplode e inizia con la conflittualità verbale e psicologica dovuta alla differente posizione su vaccini e green pass. Ogni giorno si ricade nell’argomento e le domande di rito diventano: Ma quando ti fai il vaccino? Hai prenotato? Come mai non l’hai ancora fatto? Vai a fare il vaccino che siamo tutti più tranquilli ….. Giocoforza la tensione sale e i rapporti di colleganza, di lavoro cominciano a scricchiolare e dove sono già compromessi porta alla lite. Sono messi a dura prova anche i rapporti di affari tra fornitore e cliente. Non bastano la televisione e la radio a mettere angoscia, frustrazione, paura, disagio, rabbia, terrore ma si aggiungono i colleghi che come stalker di professione completano l’opera. La società è divisa e il solco che la divide è sempre più profondo. Basti pensare agli effetti devastanti sulla vita dei ragazzi che si relazionano tra loro e le famiglie di appartenenza che influenzano i propri figli sull’opportunità o meno di frequentare amici vaccinati o non vaccinati. Siamo al delirio sociale, famiglie divise, amicizie in bilico, rapporti di colleganza ai minimi termini. Come se ciò non bastasse, proviamo a scrivere la parola vaccino oppure covid-19 nei social e vedremo che subito ci compare un avviso che dà istruzioni sul covid-19. Fatto tutto ciò, il pericolo è dietro l’angolo e ci porterà a dividere i vaccinati dai non vaccinati ed iniziare un percorso di ghettizzazione sociale che non ha vie di uscita indolori. La pressione si farà sempre più forte in entrambe le direzioni e gli interessi sono enormi, si è iniziato infatti con una comunicazione fondata sul sentimento della paura, dalla paura si è passati al terrore, adesso si convincono prospettando dei vantaggi e dei privilegi, una sorta di “vaccinati e vinci” e ben presto arriveranno a pagare chi si vaccina accreditandogli una somma ridicola e simbolica nel conto corrente. Ci manca solo il “Bonus Vaccino” è siamo oltre il ridicolo. Il Green Pass è nello stesso tempo il mezzo e la logica conseguenza per raggiungere l’obiettivo della vaccinazione per  tutti (o quasi). Il Green pass con relativo QR CODE non è altro che un dispositivo che permette di riconoscere chi si è vaccinato. Ciò che è buffo sta nel fatto che ad oggi in nessun luogo pubblico o privato sono grado di leggere il QR CODE con appositi lettori, (l’unico non ancora certificato è incluso in una app). La farsa è servita, dopo il gel e il termometro arriverà il lettore di QR CODE che proprio come i due dispositivi precedenti pochi ne saranno dotati e ancora inferiore sarà l’uso corretto. Tutto ciò è inquietante se si pensa all’effetto devastante sulla nostra economia. Limitare tutti coloro che non si vaccineranno significherà relegarli tutti a casa con lo smartworking, chi andava al cinema a preferire l’abbonamento alla piattaforma dedicata ai film, chi andava allo stadio a preferire l’abbonamento a televisioni a pagamento, chi preferiva il centro commerciale a comprare da casa sui più famosi marketplace. Cosa succederà dal 6 agosto? Intanto consentiamo gli assembramenti in nave, in aereo come in treno e nei bus, al supermercato come a scuola, in chiesa come in piscina all’aperto ma vietiamo a coloro che non posseggono il green pass di andare al ristorante o al bar al chiuso dove i protocolli vengono ampiamente rispettati, sagre, fiere, feste, ricevimenti, convegni e congressi.

Del 05 Agosto 2021

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