sabato, 25 Settembre 2021
HomeSCIENZASalute e medicinaMa il "Plasma iperimmune" funziona o no? di Silvana De Mari

Ma il “Plasma iperimmune” funziona o no? di Silvana De Mari

Hanno fatto scalpore le parole della Lucarelli: “Il suicidio di un uomo è un evento tragico, ma non c’è stato nulla di eroico nello spacciare per miracolosa una cura che non funzionava, nell’offendere Burioni, nel gettare ombre sulle case farmaceutiche, nel soffiare sulle teorie di complotto e crearsi fake per darsi ragione”.

Queste parole sono sicuramente molto crude, sicuramente feriranno molto tutti coloro che hanno amato il professor De Donno. Si basano sulle affermazioni di ricercatori, che non hanno confermato i risultati del professor De Donno.

Il professor De Donno ha dichiarato di aver guarito in poche ore 58 malati somministrando loro il plasma di pazienti guariti ricco di anticorpi anti covid. Le alternative sono due, o questa affermazione è vera oppure è falsa. Se fosse falsa le parole di Lucarelli sarebbero giustificate: vorrebbe dire che 58 pazienti erano attori e che hanno tenuto il segreto i medici e gli infermieri del reparto. Perché la Lucarelli parla di fake news? Chi ha sconfessato il professor De Donno?

Per verificare le affermazioni del professor De Donno l’ Aifa ha approvato uno studio, dal nome Tsunami, ( TranSfUsion of coNvaleScent plAsma for the treatment of severe pneuMonIa ), che somministrando plasma iperimmune non ne ha rivelato alcuna efficacia.

L’isola Mauritius adotta la cura col plasma e dichiara ottimi risultati. La FDA; Food and Drugs Amministration statunitense ha autorizzato l’uso del Plasma iperimmune autorizzazione sotto Trump, nell’agosto 2020, e fu considerata un’arma elettorale. Il NYT del 19 agosto che la somministrazione è stata sospesa, benché i risultati fossero incoraggianti, in quanto mancava adeguata sperimentazione. Onestamente difficile avere un’adeguata documentazione sospendendo la somministrazione, quindi la ricerca è stata portata avanti da altri, in particolare da ricercatori indiani: uno studio aperto Placid, in più grande studio mondiale sull’argomento, è stato pubblicato sul British Medical Journal  di ricercatori indiani su 39 ospedali non rileva variazioni significativa modificazione del decorso clinico somministrando plasma iperimmune.

Quindi da un lato abbiamo il Professor De Donno, l’isola Muaritius e una serie sparsa di ospedali africani che testimoniano risultati ottimi e la FDA statunitense che dichiara all’inizio risultati incoraggianti, dall’altro due colossi della ricerca, l’AIFA e il BMJ che dichiarano che la cura non ha alcun valore. Si aggiunge The lancet, cin uno studiio pubblicato nel maggio nek 21: il plasma non funziona.

È possibile che la ricerca e la stampa medica scrivano cose non esattamente vere?

È già successo in un numero imbarazzante di casi, il più grave è la folle guerra all’idrossiclorochina. Nel 2003 sempre dalla stessa cittadine cinese di Wuhan, che sarebbe il caso di raccomandare a San Gennaro,  è partita la SARS, che ha ucciso il dottor Urbani, il primo che l’ha messa a fuoco, causata da un virus di pipistrello. La SARS aveva una letalità ben più alta della SARS 2 Covid19, eppure non ce la ricordiamo nemmeno. Non ce la ricordiamo per due motivi, non siamo stati messi agli arresti domiciliari, mentre la nostra economia veniva distrutta e i malati di cancro morivano senza diagnosi e senza cure, e perché è stata curata con successo con veri farmaci, non con tachipirina e vigile attesa, e soprattutto con un ottimo farmaco, l’Idrossiclorochina, e la rivista the Lancet dedicò un articolo a questo farmaco ottimo contro i coronavirus,  oltre che contro la malaria e l’artrite reumatoide, che usiamo da decenni con ottimi risultati. Un’intera nazione, Mauritius, ha sistematicamente usato l’idrossiclorochina insieme a azitromicina e aspirina con risultati spettacolari. Nel 2020 La rivista Lancet pubblica un incredibile studio dove si afferma, ma è sinonimo corretto e dove si inventa, una terrificante pericolosità della idrossiclorochina, vecchio ed economico farmaco che stava dando risultati molto convincenti nella terapia del covid. La raccolta dati è stata affidata a una società molto ambigua, i dati erano senza senso e quando è stato evidente i tre medici che avevano presentato il lavoro hanno ritirato il loro nome. Siamo di fronte a un inganno non solo gravissimo, ma ridicolo. In base a quest’unico studio, incredibilmente, il 25 maggio l’OMS sospende le sperimentazioni con idrossiclorochina sui pazienti covid e una maggioranza delle agenzie del farmaco del mondo si adegua. L’ idrossiclorochina è un medicinale che si usa da oltre cinquant’anni per la malaria e per le patologie reumatiche come l’artrite reumatoide e il lupus. Innumerevoli pazienti hanno usato e usano questo farmaco per periodi anche molto lunghi. L’ articolo pubblicato da Lancet è stato rapidamente demolito da tutti medici degni di questo nome, definito una farsa. I danni fatti da questo articolo sono di due tipi: aver terrorizzato tutti i pazienti reumatici che lo hanno in terapia e l’idrossiclorochina è stata sospesa ai pazienti affetti da Covid, per i quali funzionava benissimo. Otto giorni dopo l’incredibile studio di Lancet viene ritirato, ma il danno è fatto. Che la gente di Lancet possa essersi fatta ingannare da uno studio così rozzamente falso è francamente inverosimile, ma è successo. Che l’OMS blocchi un farmaco in uso da mezzo secolo dopo un unico studio è assurdo, ma è successo. Lo studio pubblicato da The Lancet si è rivelato una bufala ridicola e mal costruita, ed è stato ritirato con le scuse della rivista, senza le dimissioni dei redattori che lo hanno permesso. L’OMS alla luce di ciò ha riammesso l’idrossiclorochina in alcuni trial sperimentali, ma, in una situazione normale, avremmo dovuto assistere alla dimissione in massa dei funzionari che l’avevano tolta. Incredibilmente l’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) ne ha vietato l’uso il 26 maggio, e continua a vietarlo, ma solo per il covid. L’idrossiclorochina poteva essere prescritta a un paziente di artrite reumatoide per anni, ma non a un malato covid per 7 giorni. Il professor Cavanna è riuscito a sbloccare questa follia, ma ci sono parti di Italia dove tuttora l’idrossiclorochina salva vita per il covid può essere prescritta solo dal reumatologo. Nel suo terrificante libro Pandemie non autorizzate Marco Pizzuti scrive tutte le cifre delle generose donazioni e rimborsi spese delle case farmaceutiche a riviste mediche, ricercatori e organismi che dovrebbero essere di controllo, con miriadi di esempi di lavori spazzatura indecentemente pilotati finiti su riviste di altissimo nome. La letteratura medica può messere corrotta, se il termine corrotta vi sembra troppo grosso in conflitto di interessi talmente grave da essere senza valore. La letteratura mondiale ha affermato che l’idrossiclorochina è tossica e non funziona: l’idrossiclorochina non è tossica e funziona. La letteratura è pilotata?

Le stesse strutture e le stesse riviste che dichiarano che il plasma non funziona, affermano però che funzionano gli anticorpi monoclonali. Plasma iperimmune e anticorpi monoclonali sono entrambi basati su anticorpi, se funzionano gli uni, funziona anche l’altro. Se dicessero che gli anticorpi monoclonali funzionano 100 e il plasma funziona meno perché non è standardizzato, la frase avrebbe un senso logico. L’affermazione che gli anticorpi monoclonali funzionano e il plasma non funziona affatto non ha senso perché sono entrambi basati su anticorpi. In luoghi come il terzo mondo il fatto che il plasma abbia un costo bassissimo lo rende l’unico farmaco possibile.

La terapia con plasma continua a essere usata con successo in alcuni ospedali italiani, ma, soprattutto, in moltissimi ospedali africani, in particolare all’isola Mauritius, sistematicamente, e occasionalmente in numerosi ospedali africani. Il plasma è usato in Russia: nell’ultimo anno migliaia di donatori hanno donato il plasma e migliaia di riceventi ne sono guariti. Privi della luce della scienza e dell’intelligenza di menti come Burioni Roberto e Lucarelli Selvaggia a fendere le tenebre della loro barbarie i Russi non si sono accorti che il plasma non funziona e hanno salvato migliaia di vite, come riportato nell’articolo  https://mosgorzdrav.ru/ru-RU/news/default/card/5515.html che illustra come in Russia siano state donate e trasfuse 13 tonnellate di plasma. Le  vite salvate dal professor De Donno sarebbero molte di più di 58. Sono migliaia.

Mentre la rivista Scienze Magazine pubblica lo studio sull’efficacia di quattro anticorpi isolati dal plasma iperimmune, Wikipedia corregge la pagina del professor De Donno dando per scontato che il plasma iperimmune sia una burla.

Requiem aeternam dona Domine e non ci indurre in tentazione, salvaci dalla tentazione di ingiuriare coloro che non hanno avuto nessuno dei doni dello Spirito Santo, dacci la compassione di pregare per loro.

Fonte: https://www.silvanademaricommunity.it/2021/08/06/ma-il-plasma-iperimmune-funziona-o-no-funziona/ del 06 Agosto 2021

Most Popular

Recent Comments