sabato, 25 Settembre 2021
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Questa è innanzitutto una battaglia per la verità

Hanno deciso di lasciar cadere le maschere: le forze oscure della grande finanza internazionale, hanno deciso di passare alla fase risolutiva del piano che perseguono da secoli di Francesco Lamendola  

Le cose non sono mai state tanto chiare e semplici come lo sono oggi, anche se il prezzo che dobbiamo pagare per tanta chiarezza e semplicità è più alto di quello che le generazioni precedenti abbiano mai dovuto pagare per difendesi da un potere oppressivo e illegittimo. In passato si sono affrontate differenti ideologie, ciascuna delle quali pareva avere qualcosa di vero, ma anche molto di falso; nessuna, però, obiettivamente parlando, era totalmente e irrimediabilmente falsa; tutte parevano contenere una promessa, tutte sembravano custodire un alto ideale, che sarebbe toccato poi agli uomini mettere degnamente in pratica, realizzandole nella maniera migliore. E anche se la sostanza delle cose era ben diversa da come appariva, perché le masse non si rendevano conto di essere strumentalizzate da forze oscure che avevano creato quelle ideologie e che poi le contrapponevano le une alle altre per dare loro l’illusione di una dialettica, nel cui gioco esse contassero qualcosa, e anzi avessero addirittura il loro destino nelle proprie mani, resta il fatto che milioni di persone hanno creduto che il liberalismo, la democrazia, il socialismo, il comunismo, l’anarchismo, il fascismo e il nazismo avessero in sé la magnifica promessa di un avvenire migliore, di un mondo di pace e giustizia che avrebbe permesso di dare una svolta definitiva, in senso positivo, alle vicende della storia umana, o quantomeno dei rispettivi popoli.

Quello che sta accadendo oggi è radicalmente diverso. Oggi le forze oscure, quelle della grande finanza internazionale, hanno deciso di passare alla fase risolutiva del piano che perseguono da secoli, stando nascoste e servendosi di altri; oggi hanno deciso di lasciar cadere le maschere, delle quali si sono finora servite, per afferrare il potere, tutto il potere, il massimo potere che sia esercitabile sugli esseri umani, collettivamente e individualmente, agendo quasi in prima persona e lasciando sussistere solo la foglia di fico dell’emergenza sanitaria. E poiché hanno denaro a sufficienza – e sia pure una contraffazione virtuale del denaro vero, così come tutto il loro potere è una contraffazione virtuale del potere vero – riescono a esercitare una pressione costante, totale, capillare, implacabile su ogni essere umano, o meglio su ogni essere umano che nel corso di questi decenni si sia lasciato catturare dall’esca del conformismo mediatico e abbia smarrito la capacità di pensare liberamente e autonomamente. E in un certo senso è anche giusto che sia così: perché l’elemento che caratterizza l’essere umano, e lo distingue dai bruti, è la ragione, rettamente usata e illuminata dalla grazia divina; mentre l’uomo moderno, abdicando alla propria ragione naturale e disprezzando il dono della grazia divina, si è messo da sé nelle condizioni di scendere al di sotto del proprio statuto ontologico, regredendo al livello di una creatura irragionevole e puramente emotiva, che può essere spaventata a morte da un semplice bau!, purché il bau! sia abbastanza forte e venga ripetuto incessantemente da tutti i giornali e da tutte le reti televisive, come se realmente fosse in atto una minaccia micidiale alla sua sopravvivenza. In altre parole, un essere umano che non pensa, che si rifiuta di pensare, che si abbandona alle idiozie televisive e alle false informazioni della stampa, non merita più di godere i privilegi della propria condizione naturale, ma è giusto che sia trattato da bruto, quale egli ha voluto farsi da se stesso. E la prova di questa regressione e di questa auto-punizione la si vede, fra le altre cose, nella frenesia con cui soggiace a un’ideologia demoniaca che lo spinge a dubitare perfino della propria identità sessuale, e incita i bambini a pretendere il cambiamento di sesso per realizzare più e meglio la loro vera natura: e così tutti costoro ricevono in se stessi, per parafrasare san Paolo – che probabilmente verrà proibito dalla legge Zan-Scalfarotto – il castigo del proprio traviamento e della propria follia.

Qualcuno penserà che questa analisi è troppo dura, che questo giudizio è troppo severo. Noi pensiamo, al contrario, che proprio questo detestabile buonismo diffuso, proprio questa mancanza di rigore verso noi stessi, ci abbiano condotti al punto in cui ora ci troviamo, vale a dire sull’orlo dell’abisso. E come il chirurgo non deve essere pietoso, ma determinato, perché l’eccessiva pietà lo indurrebbe a ritardare l’intervento che, solo, può salvare la vita del paziente, così anche noi, se vogliamo uscire dalla situazione drammatica nella quale ci siamo venuti a trovare, con una minaccia tremenda che incombe non solo e non tanto su di noi, ma sul destino dei nostri figli e dei nostri nipoti, condannati a vivere una vita che non sarà più una vera vita, ma una lunga agonia, e ridotti a burattini telecomandati del potere occulto, dobbiamo lasciar cadere ogni falsa bontà e ogni falsa misericordia e guardar le cose come stanno, e chiamarle con il loro vero nome. Perché questa, ecco il punto centrale su cui riflettere, è innanzitutto una battaglia per la verità, come mai se ne sono viste in passato, quando il vero e il falso erano variamente mescolati. Oggi, al contrario, viviamo all’interno di una Grande Menzogna, della Menzogna Totale: che non è solo quella della pandemia, dell’emergenza sanitaria e del vaccino, ma che si serve della pandemia, dell’emergenza sanitaria e del vaccino per distruggere quel che resta di vero, di buono e di bello nel mondo per imporre il ferreo dominio della menzogna istituzionalizzata, nella quale nulla potrà più essere visto e chiamato con il suo nome, ma tutto si reggerà su una serie di menzogne collaterali e simmetriche, ciascuna delle quali funzionale alle altre, al preciso scopo di tenere l’umanità ingabbiata in una prigione senza sbarre, fatta appunto di menzogna sistematica e costruita sull’emotività, la paura, l’angoscia artificialmente scatenate nelle masse.

E dunque una cosa deve essere ben chiara, sopra tutte le altre: se questa è una battaglia di verità, le armi con le quali combatterla sono le armi del vero, e il nemico da affrontare e da sconfiggere è chiunque sostenga, diffonda e propali il falso, in qualsiasi ambito, perché anche la più piccola menzogna, se viene messa in circolazione in piena consapevolezza, è un anello della catena che ora ci tiene legati e imprigionati come una massa di schiavi da condurre al macello. Il relativismo imperante e il permissivismo morale ci hanno da lungo tempo abituati a considerare come futile o presuntuosa la ricerca del vero, e a guardare con la massima indulgenza alle nostre insincerità, alle nostre piccole slealtà quotidiane: e così, un poco alla volta, siamo diventati ciechi e sordi alla verità, impermeabili al bisogno di verità che caratterizza l’essere umano il quale voglia rimanere tale. Abbiamo lasciato che personaggi come Maria De Filippi, Barbara D’Urso e Fedez salissero in cattedra e rifacessero di sana pianta il concetto del bene e del male, del vero e del falso, del giusto e dell’ingiusto, del bello e del brutto. E il risultato è stato che ci siamo ritrovati Draghi, uno spietato banchiere, a capo del governo, acclamato da tutti come il salvatore della Patria; Speranza, uno che non sa nulla di medicina, come ministro della Sanità, in un momento speciale e delicato come questo; e una magistratura che invece di proteggere i cittadini onesti, si prodiga per creare scappatoie ai delinquenti, per rimettere in libertà i criminali e favorire l’invasione dell’Italia da parte di masse innumerevoli di falsi profughi in mezzo ai quali si nascondono, ma neanche poi tanto, i malavitosi, i fannulloni, i terroristi. Le menzogne ci hanno portato fino a questo punto: la menzogna del buonismo, la menzogna della solidarietà e della misericordia, la menzogna dell’accoglienza e dell’inclusione. Ed eccoci a metterci in ginocchio per commemorare la morte di un delinquente di colore, ma nessuno si sogna di mettersi in ginocchio per ricordare le vittime innocenti di questa selvaggia sostituzione di popoli o di questa falsa e crudele emergenza sanitaria. Le menzogne della pandemia e del vaccino non sono che le ultime in ordine di tempo.

Di tutte queste menzogne chiederemo conto ai responsabili. Chiederemo conto a Tiberio Timperi di aver detto che non vaccinarsi è da criminali; a Bassetti di aver detto che i non vaccinati dovrebbero essere rinchiusi in casa; a Bergoglio di aver definito suicidi negazionisti quelli che rifiutano il vaccino; a Bruno Vespa di essersi stracciato le vesti davanti a un intervistato che diceva di non volersi vaccinare; a tutti quei giornalisti che hanno alimentato, per un anno e mezzo un  clima di terrore, falsificando i dati, tacendo la verità e puntando a spaventare al massimo il pubblico, per ridurlo a un gregge tremebondo pronto a lasciarsi inoculare il pestifero intruglio, che non è un vaccino – la menzogna inizia sempre dalle parole – e che, oltretutto, è fabbricato con cellule di feti abortiti. Bassetti ha attaccato violentemente monsignor Viganò per quest’ultima affermazione, sostenendo che è falsa. Peccato che la composizione dei vaccini sia scritta sul bugiardino, e che si parli proprio di cellule renali provenienti da esseri umani. Anche di questo chiederemo conto. E chiederemo conto a chi doveva vegliare sulla nostra libertà e sulla Costituzione, e non lo ha fatto.

Già pubblicato sul Blog di Visione Tv

Del 09 Agosto 2021

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