sabato, 25 Settembre 2021
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Dio ha oscurato le loro menti di Francesco Lamendola

Dio li acceca perché credano alla menzogna. Vivere disprezzando “La Verità” è la stessa cosa che abbassarsi al livello delle bestie: chi sceglie le tenebre e volta le spalle alla luce non è degno della verità manifestata da Dio di Francesco Lamendola 

Scrive san Paolo nella Seconda epistola ai Tessalonicesi (2,1-17):

2:1 Ora vi preghiamo, fratelli, riguardo alla venuta del Signore nostro Gesù Cristo e alla nostra riunione con lui, 2 di non lasciarvi così facilmente confondere e turbare, né da pretese ispirazioni, né da parole, né da qualche lettera fatta passare come nostra, quasi che il giorno del Signore sia imminente. 3Nessuno vi inganni in alcun modo! Prima infatti dovrà avvenire l’apostasia e dovrà esser rivelato l’uomo iniquo, il figlio della perdizione, 4colui che si contrappone e s’innalza sopra ogni essere che viene detto Dio o è oggetto di culto, fino a sedere nel tempio di Dio, additando se stesso come Dio.

5Non ricordate che, quando ancora ero tra voi, venivo dicendo queste cose? 6E ora sapete ciò che impedisce la sua manifestazione, che avverrà nella sua ora. 7 Il mistero dell’iniquità è già in atto, ma è necessario che sia tolto di mezzo chi finora lo trattiene. 8 Solo allora sarà rivelato l’empio e il Signore Gesù lo distruggerà con il soffio della sua bocca e lo annienterà all’apparire della sua venuta, l’iniquo, 9 la cui venuta avverrà nella potenza di satana, con ogni specie di portenti, di segni e prodigi menzogneri, 10 e con ogni sorta di empio inganno per quelli che vanno in rovina perché non hanno accolto l’amore della verità per essere salvi. 11 E per questo Dio invia loro una potenza d’inganno perché essi credano alla menzogna 12e così siano condannati tutti quelli che non hanno creduto alla verità, ma hanno acconsentito all’iniquità.

13 Noi però dobbiamo rendere sempre grazie a Dio per voi, fratelli amati dal Signore, perché Dio vi ha scelti come primizia per la salvezza, attraverso l’opera santificatrice dello Spirito e la fede nella verità, 14chiamandovi a questo con il nostro vangelo, per il possesso della gloria del Signore nostro Gesù Cristo.

15Perciò, fratelli, state saldi e mantenete le tradizioni che avete apprese così dalla nostra parola come dalla nostra lettera. 16 E lo stesso Signore nostro Gesù Cristo e Dio Padre nostro, che ci ha amati e ci ha dato, per sua grazia, una consolazione eterna e una buona speranza, 17conforti i vostri cuori e li confermi in ogni opera e parola di bene.

Colpisce particolarmente, al versetto 11, l’espressione per questo Dio invia loro una potenza d’inganno perché essi credano alla menzogna. Una potenza d’inganno inviata da Dio agli uomini! Certo, si tratta di un’espressione molto forte, che ha qualcosa d’inconsueto e di sconcertante. Il termine originale è energheia, composta da en, intensivo, ed ergon, azione: dunque un’azione molto forte che agisce dall’interno, e che Giuseppe Ricciotti traduce con operazione interna, ma una ben precisa operazione di errore (cfr. G. Ricciotti, Le lettere di san Paolo tradotte e commentate, Roma, Coletti Editore, 1949, p. 24), volta a confondere definitivamente gli uomini che si son resi colpevoli di questo peccato fondamentale: il disamore e il disprezzo della verità. Tale espressione ci risulta sconcertante per colpa nostra: non abbiamo mai riflettuto a sufficienza sul fatto che Dio è la verità (Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me, dice Gesù in Gv 14,6); e dunque chi rifiuta la verità, chi disdegna la verità, chi preferisce la menzogna alla verità, è come se rifiutasse e disdegnasse Dio ed è come se preferisse la tenebre alla luce, il diavolo al Signore della vita. Pertanto, chi sceglie le tenebre e volta le spalle alla luce, non è degno della verità manifestata da Dio, e riconoscibile sia con lo strumento della ragione naturale, sia, in maniera molto più completa, con lo splendore della Rivelazione; ed ecco che Dio lo punisce offuscandogli del tutto la mente e portandolo alla pazzia, come indegno di godere del bene prezioso della ragione, che lo distingueva da tutte le altre creature.

È un concetto che sta al centro di tutta la riflessione teologica di san Paolo. Nella Lettera ai Romani (1,18-32) lo sviluppa in maniera ancora più esplicita, mostrando la relazione diretta che esiste fra incredulità colpevole, accecamento della ragione e perversione dei sensi:

18 In realtà l’ira di Dio si rivela dal cielo contro ogni empietà e ogni ingiustizia di uomini che soffocano la verità nell’ingiustizia, 19 poiché ciò che di Dio si può conoscere è loro manifesto; Dio stesso lo ha loro manifestato. 20 Infatti, dalla creazione del mondo in poi, le sue perfezioni invisibili possono essere contemplate con l’intelletto nelle opere da lui compiute, come la sua eterna potenza e divinità; 21essi sono dunque inescusabili, perché, pur conoscendo Dio, non gli hanno dato gloria né gli hanno reso grazie come a Dio, ma hanno vaneggiato nei loro ragionamenti e si è ottenebrata la loro mente ottusa. 22 Mentre si dichiaravano sapienti, sono diventati stolti 23 e hanno cambiato la gloria dell’incorruttibile Dio con l’immagine e la figura dell’uomo corruttibile, di uccelli, di quadrupedi e di rettili.

24 Perciò Dio li ha abbandonati all’impurità secondo i desideri del loro cuore, sì da disonorare fra di loro i propri corpi, 25poiché essi hanno cambiato la verità di Dio con la menzogna e hanno venerato e adorato la creatura al posto del creatore, che è benedetto nei secoli. Amen.

26Per questo Dio li ha abbandonati a passioni infami; le loro donne hanno cambiato i rapporti naturali in rapporti contro natura. 27 Egualmente anche gli uomini, lasciando il rapporto naturale con la donna, si sono accesi di passione gli uni per gli altri, commettendo atti ignominiosi uomini con uomini, ricevendo così in se stessi la punizione che s’addiceva al loro traviamento. 28 E poiché hanno disprezzato la conoscenza di Dio, Dio li ha abbandonati in balìa d’una intelligenza depravata, sicché commettono ciò che è indegno, 29 colmi come sono di ogni sorta di ingiustizia, di malvagità, di cupidigia, di malizia; pieni d’invidia, di omicidio, di rivalità, di frodi, di malignità; diffamatori, 30 maldicenti, nemici di Dio, oltraggiosi, superbi, fanfaroni, ingegnosi nel male, ribelli ai genitori, 31 insensati, sleali, senza cuore, senza misericordia32 E pur conoscendo il giudizio di Dio, che cioè gli autori di tali cose meritano la morte, non solo continuano a farle, ma anche approvano chi le fa.

Esiste dunque una precisa relazione fra l’umanità che vive secondo la carne e, vivendo secondo la carne, disprezza la verità del Dio vivente, e il disordine di vita che la contraddistingue, e che è reso irreversibile dall’indurimento del cuore e dall’offuscamento della ragione. I quali sono mandati da Dio quale meritato castigo per una vita senza amore per la verità: poiché vivere disprezzando la verità è la stessa cosa che abbassarsi al livello delle bestie e calpestare il dono meraviglioso della ragione che Dio ha dato all’uomo, affinché egli possa distinguere il bene dal male e innalzarsi verso la sfera spirituale, alla quale è chiamato e alla quale è stato destinato fin da prima che nascesse e prima che fosse concepito nel seno di sua madre.

C’è anche uno stretto nesso fra verità e giustizia, così come fra menzogna e ingiustizia. L’amore per la verità e la ricerca onesta e sincera del vero rispondono alla giustizia, cui siamo stati ordinati; il compiacimento nella menzogna e il disprezzo della verità sono la forma più grave d’ingiustizia, poiché l’ingiustizia ricapitola tutte le colpe dell’uomo, essendo il mondo un cosmo (kosmos=ordine) ordinato da Dio secondo verità e secondo giustizia. Non ci si fa beffe impunemente della verità: essa non è una cosa fra le altre cose, una scelta come le altre; no: è il discrimine fra giustizia e ingiustizia, fra i figli della luce e i figli delle tenebre.

Dice Gesù a Pilato (Gv 18,37): Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per rendere testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce. E ancora Gesù, parlando con Nicodemo (Gv 3,16-21):

16Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. 17Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. 18Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio.

19E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno amato più le tenebre che la luce, perché le loro opere erano malvagie. 20Chiunque infatti fa il male, odia la luce, e non viene alla luce perché le sue opere non vengano riprovate. 21Invece chi fa la verità viene verso la luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio».

A questo punto possiamo e dobbiamo applicare l’insegnamento di Gesù alla situazione che stiamo vivendo nell’ora presente, con la finta pandemia e il progetto criminale di marchiatura dell’intera popolazione mondiale che è in pieno svolgimento, sotto i nostri occhi, sfruttando il terrore cieco e irrazionale diffuso a bella posta fra la gente e coltivato con il massimo impegno dai mass-media asserviti al grande capitale finanziario. Tutto quel che sta accadendo, e che è finalizzato ad estirpare definitivamente il cristianesimo dal mondo e ad asservire gli uomini non solo fisicamente, ma anche psicologicamente e moralmente, è stato reso possibile da una disaffezione verso la verità che risale molto indietro nel tempo e che ora i poteri globalisti stanno sfruttando a proprio vantaggio, ma che non hanno inventato né creato. Da troppo tempo gli uomini vivevano in un completo agnosticismo e indifferentismo, calpestando il dono della ragione e soffocando in se stessi l’anelito verso la verità, che Iddio ha posto nella loro natura come il Suo dono più prezioso e perciò meritevole della massima cura e sollecitudine. Senza questa disaffezione nei confronti della verità e questo disprezzo per la giustizia – poiché abbiamo visto che chi disprezza la verità calpesta anche la giustizia – sono arrivati a un punto tale da considerare con ironia, con derisione e spesso perfino con odio chiunque segua la via opposta, quella dell’amore per il vero e del rispetto della giustizia. Non deve perciò stupire, a chi consideri bene la cosa, che quanti oggi rifiutano l’inganno diabolico della finta pandemia e respingono con fermezza le pressioni e il ricatto della finta vaccinazione, siano divenuti oggetti d’ironia, derisione e odio da parte delle masse sobillate dal potere e debbano affrontare non solo la violenza istituzionalizzata di quest’ultimo, e quella più sottile diffusa dai mass-media, ma anche penose incomprensioni e una crescente ostilità nell’ambito più intimo della famiglia, del vicinato, delle amicizie e dei luoghi di lavoro, subendo offese, discriminazioni e minacce di ogni genere. Tutto questo accade perché già da anni un grandissimo numero di persone ha smesso di pensare con la propria testa, di coltivare i valori morali ricevuti dai padri e di rispettare e onorare quel Dio che ci ha donato la ragione e ci ha trasmesso un insegnamento nel quale la verità occupa il posto centrale. Ricordiamo le parole rivolte da Gesù ai giudei che avevano creduto in Lui (Gv 8,31-32): «Se rimanete fedeli alla mia parola, sarete davvero miei discepoli; 32conoscerete la verità e la verità vi farà liberi».

E quando Bergoglio, sedicente papa Francesco, afferma che è dovere morale dei cristiani sottoporsi all’inoculazione del siero genico sperimentale fraudolentemente spacciato per vaccino; e quando stabilisce che chi è sprovvisto del cosiddetto green pass non potrà accedere agli eventi vaticani; e i vescovi e preti suoi seguaci vietano l’ingresso in chiesa a chi non si è sottoposto al marchio della Bestia, tutti costoro non solo tradiscono la loro missione spirituale, ma tradiscono e offendono la verità e, quel che è ancora più grave, chiamano Iddio a testimone delle loro menzogne e della loro frode. Non si può incitare la gente a farsi inoculare un siero prodotto anche utilizzando linee cellulari di feti abortiti; soprattutto non lo si può fare in nome di Dio, ricattando i fedeli con la minaccia di escluderli dai Sacramenti. Un altro gesuita della medesima scuola, tale Thomas J. Reese, chiede a Bergoglio di dichiarare eretici quanti non credono ai vaccini né al cambiamento climatico (e se lo fa, è perché sa di poterlo fare): costui è il prefetto esempio del doppio tradimento, verso la verità di Cristo e verso la verità dovuta ai fratelli, credenti e non credenti. Gesù ha detto la verità vi farà liberi, dove la verità è Lui stesso: Io sono la via, la verità e la vita; tutti costoro, invece, che indegnamente si vestono da preti cattolici e addirittura usurpano il soglio di san Pietro, affermano che per essere liberi e onorare degnamente il nome di cristiani bisogna farsi inoculare il diabolico intruglio spacciato per vaccino e con ciò pervertono le parole di Gesù e stravolgono il Suo santo Vangelo, facendosi servi del diavolo e propalatori di menzogna. Dio ha oscurato le loro menti.

Del 14 Agosto 2021

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