sabato, 25 Settembre 2021
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La semiseria “Odissea padana: pensieri di fine estate

Un po’ Penelope, impegnato a disfare di notte quello che fa di giorno, un po’ Ulisse, vittima della maledizione del Cavallo di Troia Mario Draghi oggi, parlare o meglio sparlare del capitano leghista è come sparare sulla Croce Rossa di Andrea Cometti  

Oggi, parlare o meglio sparlare del leggendario, quasi mitologico capitano leghista, Matteo Salvini è diventato come sparare sulla Croce Rossa: una mezza barzelletta!

Un po’ Penelope, impegnato a disfare di notte quello che fa di giorno, un po’ Ulisse, vittima della maledizione del Cavallo di Troia Mario Draghi: il Nostro ha perso definitivamente la via per Itaca e anche la faccia, diventando un “Nessuno” senza credibilità della politica Italiana.

Dalla consolle del Papeete dirige un partito che, non ha più! Vittima dei suoi stessi Proci post-padani, “fosforo” Giancarlo Giorgetti e il doge Luca Zaia in testa, che lo contraddicono e smentiscono irriguardosi quotidianamente; e tra il compiacimento della “Circe” Giorgia che ringrazia per la diaspora dei tanti maialini ex-padani nella sua isola felice: saprà trasformarli in veri uomini, in veri Italiani?

Traspare, nel nostro eroe senza macchia e senza “timone” già nello sguardo triste, tutto il suo disagio per la condizione in cui si è ficcato: vive dormendo, accasato dalla bella “Nausicaa” Francesca, figlia di cotanto re dei Grembiulini, nutrendosi di bocconcini per Gatti sterilizzati e raccontando di grandi imprese e conquiste, mai avvenute.

Stretto alla catena del “Polifemo” di Arcore, neanche il cane “Argo” ad aspettarlo, solo i Grilli di Sparta lo battono nell’arte sodomita di farsi del male, in un suicidio collettivo epocale: un po’ Ulisse, un po’ Penelope, forse solo una Mariangela Fantozzi qualunque, vergine violata mentre: “sparecchiava”!

Foto dall’archivio de “Il Corriere delle Regioni”

Del 15 Settembre 2021

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