martedì, 26 Ottobre 2021
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Green pass e bullismo scolastico: i facsimile per l’esposto e diffida di Iustitia in Veritate

Green pass e bullismo scolastico – Vademecum: i facsimile per la stesura dell’esposto e della diffida

Green pass e bullismo scolastico – Vademecum

Una pericolosa conseguenza del decreto legge 111/2021, che ha introdotto l’obbligo del green pass per i lavoratori in ambito scolastico, sono i frequenti e gravi episodi di bullismo spesso attuati da docenti ai danni dei propri alunni.

E’ quanto ci segnalano diversi genitori che ci hanno scritto negli ultimi giorni.

Dalle loro mail risulta che la dinamica più comune è la seguente: l’insegnante interpella la classe chiedendo che alzi la mano chi è stato sottoposto alla vaccinazione anti Covid. Stante il successo della campagna di terrorismo mediatico e il ricatto del green pass, generalmente un minimo gruppo di scolari – più spesso uno solo – resta col braccio abbassato.

A quel punto si innesca l’inquisizione dell’insegnante finalizzata a discriminare e colpevolizzare l’alunno e di fatto i suoi genitori, additandolo ai compagni come l’ottuso no-vax per colpa del quale sono tutti costretti a portare la mascherina durante le lezioni.

Spesso, soprattutto quando si tratta di bambini, accade che lo scolaro rientri a casa in lacrime, chiedendo ai genitori di farlo vaccinare.

E’ un fenomeno sconcertante che avevamo già previsto nel nostro comunicato del 12 agosto 2021 (rif. http://www.iustitiainveritate.org/dl-111-2021-scuola-laboratorio-per-sperimentazioni-umane/), dove evidenziavamo l’ipocrisia della finalità dichiarata nel dl 111 nell’istituire l’obbligo dell’esibizione del marchio verde per gli operatori scolastici: “assicurare il valore della scuola comunità e di tutelare la sfera sociale e psico-affettiva della popolazione scolastica”.

Si tratta chiaramente di un rovesciamento della realtà, farsescamente mimetizzato.

Dal punto di vista legale l’insegnante, che agisce come descritto si rende colpevole di diverse violazioni, il cui numero e gravità dipenderà dal singolo contesto, peraltro con l’ulteriore aggravante della commissione a danno di minori:

  • Violazione della normativa sulla privacy
  • Violenza privata
  • Plagio
  • Estorsione del consenso
  • Istigazione a delinquere (per aver fomentato l’odio della classe contro la vittima) con facile scivolamento in fattispecie associative (reato in concorso tra insegnante e gli altri alunni che accedano a qualche forma di violenza).
  • Lesioni personali

Per quanto riguarda l’ultima voce, il genitore valuterà l’opportunità di certificare il danno, subito dal proprio figlio, rivolgendosi al pediatra o ad uno specialista.

Il fatto che questi reati siano commessi da un professionista, deputato all’educazione dei giovani costituisce un aggravante.

E’ inoltre un comportamento dalle conseguenze potenzialmente molto gravi, in considerazione della fragilità di bambini e ragazzi, già fortemente provati dai continui messaggi allarmistici, veicolati dai media e dai postumi del precedente anno scolastico, funestato dalle restrizioni sociali e sanitarie.

Ciò ha risvolti importanti anche in sede civile, in quanto configura danni extracontrattuali (art. 2043 c.c.).

Per tali ragioni si consiglia ai genitori di reagire prontamente e energicamente a questi soprusi.

Vi proponiamo diverse modalità, in ordine crescente di gravità. Ognuno valuterà quale sia più opportuna al proprio contesto:

  • Colloquio urgente con il dirigente scolastico per informarlo dell’accaduto ed invitarlo a prendere seri provvedimenti nei confronti del/i docente/i interessato/i, registrando o video filmando la conversazione di modo che sia identificabile il luogo e la circostanza.
  • Mail semplice o meglio formale (PEC) indirizzata al dirigente scolastico con diffida ad interrompere immediatamente tali azioni per violazione del Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (UE) 2016/679 del Parlamento europeo.
  • Esposto alle forze dell’ordine per segnalare gli eventuali reati commessi dal docente nell’esercizio delle proprie funzioni: violazione della privacy e violenza privata. Nei casi più gravi: estorsione del consenso, istigazione a delinquere, plagio e lesioni.
  • Riservandosi la richiesta di risarcimento del danno in sede civile.

Seguono i facsimile per la stesura dell’esposto e della diffida.

Ricevuto e pubblicato dalla dr.ssa Wanda Massa, vedi anche:  http://www.iustitiainveritate.org

IUSTITIA IN VERITATE ASSISTENZA DIRITTI LESI – Iustitia in Veritate nasce per la tutela delle persone, sia singole sia in forma associata, le cui libertà fondamentali, costituzionalmente garantite, sono state progressivamente minacciate e soppresse dalla normativa emergenziale tuttora in corso, o che in ogni caso subiscono un attacco nella loro espressione. Svolgiamo questa missione principalmente su due livelli: informativo/consulenziale e di assistenza legale. Siamo un team di professionisti di vari settori e discipline uniti dalla passione per la Verità, secondo il significato cristiano del termine, senza la quale non può esserci alcuna giustizia reale.

Avv. Francesco Fontana presidente di Iustitia in Veritate e Dr.ssa Wanda Massa vice presidente

Tel. 02 87166419 Mail: iustitiainveritate@gmail.com

Foto dall’archivio de “Il Corriere delle Regioni”

Allegato pdf

Del 23 Settembre 2021

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