martedì, 26 Ottobre 2021
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In Difesa delle Comunità Monastiche Femminili di Vita Contemplativa di Mons. Carlo Maria Viganò

In Difesa delle Comunità Monastiche Femminili di Vita Contemplativa di Mons. Carlo Maria Viganò (Allegati in pdf)

Comunicato

in Difesa delle Comunità Monastiche Femminili di Vita Contemplativa

Con profondo dolore e viva indignazione seguo le vicende legate alle Visite Apostoliche che la Congregazione per gli istituti di vita consacrata e le società di vita apostolica sta svolgendo in alcuni Monasteri femminili di vita contemplativa degli Stati Uniti.

Per come queste Visite sono condotte, in violazione delle norme canoniche e dei più elementari principi del diritto; per l’intimidazione e le minacce che contraddistinguono gli interrogatori a cui le Monache sono sottoposte; per la violenza psicologica esercitata sui membri dei Monasteri contro i principi di carità e di giustizia che dovrebbero ispirare l’azione di funzionari di un Dicastero pontificio, emergono in tutta la loro inquietante evidenza i reali intenti persecutori dei Visitatori, cinici esecutori di ordini già impartiti dal Prefetto Card. João Braz de Aviz e dal Segretario mons. José Rodriguez Carballo, su precise istruzioni di Bergoglio. Qualsiasi sia la comunità presa di mira, l’azione di mobbing da parte dei Visitatori con lo scopo di dividere le suore è sempre la medesima, come medesimo è il tentativo di creare una forte pressione psicologica e un grave turbamento, fino alla violazione della loro intimità, a persone abituate a vivere nel silenzio, nel raccoglimento della preghiera e nella penitenza.

Dietro a questa opera di epurazione, come tutto ciò che contraddistingue l’opera della chiesa bergogliana, vi è un odio e una furia iconoclasta nei riguardi delle Comunità di Vita Contemplativa, in particolar modo quelle legate alla Tradizione e al Rito antico; un odio diventato prassi con l’infausta Istruzione Cor Orans e la sua applicazione crudele e spietata. Emerge anche l’insano interessamento alle finanze e alle donazioni che queste Comunità ricevono, e che il Vaticano cerca di accaparrarsi con qualsiasi pretesto.

Questo odio non ha alcuna giustificazione giuridica né disciplinare, dal momento che questi Monasteri presi di mira dal Vaticano si limitano a vivere secondo il carisma proprio al loro Ordine, in fedeltà ai loro Santi Fondatori e in spirito di sincera comunione con la Chiesa. Le loro vocazioni aumentano, come avviene per tutti gli Istituti in cui viene messa in pratica la Regola dei Fondatori e celebrata la liturgia tridentina. La “colpa” di queste Religiose è di voler rimanere fedeli all’immutabile Magistero della Chiesa, alla sua bimillenaria tradizione, alla sua veneranda Liturgia. Questa è, in definitiva, la “colpa” di tutte le Comunità secolari e religiose, maschili e femminili, dinanzi alla spietata azione distruttrice di Bergoglio.

Considero mio preciso dovere di Pastore denunciare senza mezzi termini la sistematica opera demolitoria della Congregazione per i Religiosi, i cui vertici non fanno mistero della propria avversione a qualsiasi forma di vita consacrata, in perfetta sintonia con il loro mandante e nel più sconcertante, inerte silenzio degli Ordinari, incapaci di difendere e proteggere la parte più preziosa e vulnerabile del Corpo Mistico.

Non possiamo dimenticare che l’impietosa persecuzione del Vaticano si è già abbattuta su fiorenti Comunità religiose femminili, ormai totalmente distrutte: penso alle Suore Francescane dell’Immacolata (Italia), alle Piccole Sorelle di Maria di Saint-Aignan-sur-Roe (Francia), alle Suore ad Auerbach (Germania), alle Suore Domenicane del Santo Spirito (Francia) – per citarne solo alcune.

Ricordo parimenti che i fautori di questa azione sono i primi nei confronti dei quali si sarebbe dovuta intraprendere un’indagine disciplinare, a seguito di gravissimi scandali finanziari che hanno coinvolto Carballo quando era Ministro Generale dei Frati Minori. La sua posizione è così compromessa, da aver reso necessario alloggiarlo in Vaticano, quando per prassi i Segretari di Congregazione risiedono fuori dalle Mura Leonine. Il Card. Braz de Aviz, notorio seguace della Teologia della Liberazione, è stato nominato da Bergoglio a capo della Congregazione per i Religiosi proprio per “rieducare” i consacrati, secondo i metodi staliniani che contraddistinguono il governo della deep church bergogliana. Un’azione di epurazione degna dei peggiori regimi dittatoriali, in linea con il clima di terrore che regna in Vaticano dal 2013.

Esorto i miei Confratelli Vescovi, i sacerdoti e soprattutto i fedeli laici a levare la voce contro la distruzione dei Monasteri di vita contemplativa e delle Comunità religiose tradizionali. Occorre dare sostegno non solo spirituale e morale, ma anche materiale e mediatico alle vittime di un’aggressione che in queste settimane va inasprendosi, dopo la promulgazione del Motu Proprio Traditionis Custodes, affinché siano difese le Religiose perseguitate, e denunciati i responsabili di questa persecuzione odiosa agli occhi di Dio e dell’intera comunità ecclesiale.

Comprendo bene quanto sia difficile, dinanzi alla perversione dell’autorità ecclesiastica, coniugare il Voto solenne di Obbedienza ai Superiori con l’evidenza degli scopi malvagi che essi perseguono; e quanto sia doloroso dover opporre la resistenza a coloro che dovrebbero esercitare l’autorità in nome di Nostro Signore. Nondimeno, ogni collaborazione costituirebbe una forma di complicità e di colpevole connivenza. L’obbedienza a Dio e la fedeltà alla Chiesa non possono essere legate ad un cieco servilismo verso chi si mostra nemico di entrambi: «Bisogna obbedire a Dio piuttosto che agli uomini», secondo le parole di San Pietro (At 5, 29). E questo vale tanto per i Religiosi quanto per i chierici secolari, il cui silenzio dinanzi alla dissoluzione del corpo ecclesiale non può durare oltre.

In considerazione di questo grave dilemma di coscienza che travaglia le Religiose, rivolgo un particolare appello ai fedeli laici e ai benefattori dei Monasteri femminili, affinché si adoperino attivamente, anche attraverso adeguati strumenti legali, al fine di assicurare e proteggere l’indipendenza dei Monasteri e delle loro proprietà.

Alle Religiose perseguitate assicuro la mia costante preghiera, invitandole a resistere con fermezza e coraggio, e ad offrire le loro sofferenze per la conversione dei loro persecutori. Che queste silenziose Spose di Cristo si uniscano spiritualmente al doloroso calvario delle martiri Carmelitane di Compiègne, le sedici monache che durante il Terrore vennero ghigliottinate per non aver voluto abbandonare il loro Carmelo, rinunciando ai voti religiosi. L’eroica resistenza di queste consacrate, perseguitate in odium fidei da rivoluzionari sanguinari, sia loro di esempio in questi tempi di apostasia, in cui la persecuzione anticattolica e la furia ideologica sono mosse da coloro che dovrebbero proteggere le comunità di Vita Contemplativa come il tesoro più prezioso della Chiesa e il più valido antemurale contro gli assalti del nemico. Se viene meno la preghiera costante di queste anime benedette, il corpo ecclesiale sarà ancora più disarmato proprio nel momento in cui infuria questa battaglia epocale.

Come le vergini prudenti della parabola evangelica (Mt 25, 1-13), le Religiose rimangano fedeli allo Sposo divino e Lo attendano con le lucerne accese. Questi tempi bui passeranno, e con essi i rinnegati che si accaniscono contro di loro.

Di queste colpe gravissime della Congregazione per gli istituti di vita consacrata e le società di vita apostolica, non scevre da inquietanti connotazioni ideologiche, dovranno rispondere dinanzi a Dio i vertici vaticani, e in particolare Jorge Mario Bergoglio, per l’abuso della loro autorità contro il bene della Chiesa e la salvezza delle anime. Possa il Signore aprire gli occhi ai molti che ancora non vogliono riconoscere l’apostasia che travaglia la Gerarchia cattolica.

+ Carlo Maria Viganò, Arcivescovo

già Nunzio Apostolico negli Stati Uniti

1 Ottobre 2021

VERSIONE IN LINGUA INGLESE

Statement

In Defense of Convents of Religious Sisters of Contemplative Life

With profound sorrow and strong indignation, I follow the events related to the Apostolic Visitations that the Congregation for Institutes of Consecrated Life and Societies of Apostolic Life is carrying out in various Convents of contemplative women religious in the United States.

The manner in which these Apostolic Visitations are conducted, in violation of the canonical norms and the most elementary principles of the law; the intimidation and threats that characterize the interrogations to which the Nuns are subjected; and the psychological violence exercised over the members of these Convents, against the principles of charity and justice that ought to inspire the action of officials of a papal Dicastery – all of these reveal in all of its disturbing evidence the prejudice of the persecutory intentions of the Visitators, who are cynical executors of the orders already given by the Prefect Cardinal João Braz de Aviz and by the Secretary Archbishop José Rodriguez Carballo, following Bergoglio’s precise instructions. No matter which community is targeted, the mobbing or group bullying by the Visitators, with the purpose of dividing the sisters is always the same, as is the attempt to create strong psychological pressure, even to the point of violating their private conscience, and serious disturbance to individuals who are accustomed to living in silence, prayerful recollection, and penance.

Behind this purging operation, like everything that distinguishes the work of the Bergoglian church, there is a hatred and an iconoclastic fury towards the Communities of Contemplative Life, and in a particular way against those tied to Tradition and the Ancient Rite. This hatred has become commonplace with the infamous Instruction Cor Orans and its cruel and merciless application. What also stands out is an insane interest in the finances and donations that these communities receive, which the Vatican tries to grab for itself using any pretext it can.  

This hatred has no juridical or disciplinary justification, since these Convents targeted by the Vatican limit themselves to living according to the charism of their Order, in fidelity to their Holy Founders and in a spirit of sincere communion with the Church. The number of their vocations is increasing, as is happening for all the Institutes in which the Rule of the Founders is put into practice and the Tridentine Liturgy is celebrated. The “fault” of these Religious Sisters is that they want to remain faithful to the immutable Magisterium of the Church and her two-thousand-year Tradition, to her venerable Liturgy. In the end, this is the only “fault” of all of the secular and religious communities, both of men and of women, in the face of the ruthless destructive action of Bergoglio.

I consider it my precise duty as a Pastor to denounce in no uncertain terms the systematic work of demolition being carried out by the Congregation for Institutes of Consecrated Life, whose leaders make no secret of their aversion to any form of consecrated life, in perfect harmony with the one who has given them their mandate, and accompanied by the most disconcerting, inert silence of the Ordinaries, who are incapable of defending and protecting the most precious and vulnerable part of the Mystical Body.

We cannot forget that the merciless persecution of the Vatican has already struck other flourishing communities of religious women, which are now totally destroyed: I am thinking of the Franciscan Sisters of the Immaculate (Italy), the Little Sisters of Mary of Saint-Aignan-sur-Roe (France), the Sisters of Auerbach (Germany), and the Dominican Sisters of the Holy Spirit (France) – to name only a few.

I also mention that the ones responsible for this action are the first ones against whom a disciplinary action should have been undertaken, following the very serious financial scandals that involved Carballo when he was Minister-General of the Franciscan Friars Minor. His position is so compromised that he had to reside inside the Vatican, even though the Secretaries of the Congregation usually reside outside the Leonine Walls. Cardinal Braz de Aviz, a notorious follower of liberation theology, was appointed by Bergoglio as head of the Congregation for Religious precisely in order to “re-educate” the members of institutes of consecrated life, following the Stalinist methods that distinguish the government of the Bergoglian deep church. It is a purge worthy of the worst dictatorial regimes, in line with the climate of terror that has reigned in the Vatican since 2013.

I urge my brother Bishops, priests, and above all the faithful laity to raise their voices against the destruction of Convents of contemplative life and traditional religious Communities. It is necessary to give not only spiritual and moral support, but also material and media support to the victims of an attack that has been getting worse in recent weeks after the promulgation of the Motu Proprio Traditionis Custodes, so that the persecuted religious sisters may be defended and those who are responsible for this persecution that is hateful in the eyes of God and the entire ecclesial community may be exposed.

I understand well how difficult it is, in the face of the perversion of ecclesiastical authority, to combine one’s solemn Vow of Obedience to one’s Superiors with the evidence of the evil purposes they pursue, and how painful it is to have to resist those who should be exercising authority in the name of Our Lord. Nonetheless, any collaboration with them would constitute a form of complicity and culpable connivance. Obedience to God and fidelity to the Church cannot be linked to blind servility towards those who show themselves to be enemies of both: “We must obey God rather than men,” according to the words of Saint Peter (Acts 5:29). And this applies to Religious as well as to secular clergy, whose silence in the face of the dissolution of the ecclesial body cannot last any longer.

In consideration of this grave dilemma of conscience that troubles the Religious Sisters, I address a particular appeal to the faithful laity and to the benefactors of Convents, so that they actively work, also through adequate legal means, to assure and protect the independence of these Convents and their property.

I assure the persecuted Religious Sisters of my constant prayer, inviting them to resist firmly and to offer their suffering for the conversion of their persecutors. May these silent Brides of Christ unite themselves spiritually to the painful Calvary of the Carmelite martyrs of Compiègne, the sixteen nuns who were guillotined during the Terror because they did not want to abandon their Carmel or renounce their religious vows. May the heroic resistance of these consecrated women, persecuted in odium fidei by bloodthirsty revolutionaries, be an example to them in these times of apostasy, in which anti-Catholic persecution and ideological fury are put in motion by those who ought to be protecting the communities of Contemplative Life as the most precious treasure of the Church and the most effective barrier against the assaults of the enemy. If the constant prayer of these blessed souls fails, the ecclesial body will be even more disarmed at the very moment in which this epochal battle rages most fiercely.

Like the prudent virgins of the Gospel parable (Mt 25:1-13), may Religious Women remain faithful to their Divine Spouse and await Him with lighted lamps. These dark times will pass, and along with them the renegades who rage against them.

The highest levels of the Vatican, and in particular Jorge Mario Bergoglio, will have to answer to God for these very grave sins of the Congregation for Institutes of Consecrated Life and Societies of Apostolic Life, which are not devoid of disturbing ideological connotations, as well as for the abuse of their authority against the good of the Church and the salvation of souls. May the Lord open the eyes of many who still do not want to recognize the apostasy that afflicts the Catholic Hierarchy.

+ Carlo Maria Viganò, Archbishop

Former Apostolic Nuncio to the United States

October 1st, 2021

Vedi anche: https://www.lifesitenews.com/news/traditional-carmelites-in-pennsylvania-announce-apostolic-visitation/

Del 01 Ottobre 2021

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