mercoledì, 8 Dicembre 2021
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Due video: “A Trieste un altro pezzo di democrazia se ne va” di Ciro Mauriello

Da il nostro inviato a Trieste Ciro Mauriello

Oggi, 18 ottobre 2021, a Trieste un altro pezzo di democrazia se ne va.

Migliaia le persone che pacificamente, a partire da venerdì 15, si erano recate al molo 7 del porto del capoluogo friulano per chiedere semplicemente quello che gli è stato tolto. Libertà e diritto al lavoro.

Sembrano lontani i tempi in cui si scioperava per un aumento salariale o la riduzione delle tasse, ora la “lotta”,  che viene fatta sempre e comunque nel rispetto della legge, a differenza dei politicanti, si è spostata alle fondamenta del diritto delle persone, la possibilità di guadagnarsi da vivere e quella di potersi muovere liberamente all’interno del territorio nazionale.

Migliaia dicevamo, lavoratori onesti, padri e madri con i loro figli, giovani e anziani, uniti come non mai per un impresa che prima di allora sembrava disperata e che grazie a Trieste sembrava di nuovo possibile. Chi era presente può testimoniare che, nonostante l’importanza della questione e la gravità dei fatti che si stanno susseguendo negli ultimi mesi, l’atmosfera era davvero distesa. Si cantava insieme, ci si conosceva, si condividevano cibi e bevande, e poi la solidarietà e l’attaccamento che si erano creati verso i portuali, veri eroi della manifestazione, fari di speranza, che invitavano alla resistenza e all’unità.

Ma, a quanto pare, tutto questo non può bastare a fermare la follia di un governo che apaticamente continua a riversare tutto il suo odio verso la nostra società in maniera coerciva e diretta. Non si può definire diversamente, odio verso l’amore e il bene.

Idranti diretti verso la folla, così come lacrimogeni e cariche furiose dirette a persone inermi e palesemente senza intenzione di rispondere alla violenza. Qualsiasi siano i nuovi sviluppi che da oggi si susseguiranno, tutto questo non può essere cancellato e la colpa di tutto ciò non può essere dimenticata.

Inutile elencare la lunga lista di soprusi a cui drammaticamente ci siamo dovuti abituare negli ultimi due anni. Nonostante questo, nella nostra immensa speranza di cambiamento, mai potevamo  immaginare che uno stato di diritto come il nostro avesse potuto autorizzare cariche a manifestanti pacifici, al popolo! Quelli che loro devono rappresetare e difendere, rispettare e aiutare, trattati come nemici della nazione.

E allora chi stanno rappresentando queste persone? Gli interessi di chi tutelano? La risposta noi ce l’abbiamo, e anche da molto tempo.

Trieste, chiamava, l’Italia rispondeva, ma i gridi di aiuto sono stati soppressi da persone malvagie che non vogliono altro che portar a termine il loro compito, la sottomissione del popolo, la repressione del pensiero e il controllo totale e totalitario del mondo.

Se qualcuno si fosse chiesto come hanno fatto le peggiori dittature del passato ad instaurarsi, oggi lo sa.

I video da Trieste:

Foto dall’archivio de “Il Corriere delle Regioni”

Del 18 Ottobre 2021

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