mercoledì, 8 Dicembre 2021
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Un prete coraggioso benedice la protesta al Passaporto vaccinale in Italia

Trieste, Italia (ChurchMilitant.com) – Un coraggioso religioso è diventato l’unico sacerdote italiano a schierarsi pubblicamente con i lavoratori oppressi che si oppongono coscienziosamente ai mandati di vaccinazione.

Migliaia di manifestanti nel porto di Trieste – epicentro delle attuali proteste sui vaccini – hanno acclamato Don Floriano Pellegrini mentre martedì scorso si è rivolto ai portuali in sciopero nella piazza del paese e li ha guidati nella recita del Padre Nostro.

Don Floriano Pellegrini sacerdote a Coi in Val di Zoldo (Belluno)

Lo schietto 65enne religioso della diocesi di Belluno-Feltre, nel nord Italia, che ha affermato che le sue ginocchia malandate non gli permettono di inginocchiarsi, ha raggiunto il culmine della sua orazione chiedendo alla folla di inginocchiarsi e lui stesso inginocchiato mentre benediceva la folla che lo  applaudiva.

“Mi inginocchio davanti a Dio e a Dio solo”, ha detto Pellegrini, interrompendo la sua benedizione in nome di “Dio onnipotente”, agitando il dito e ricordando ai manifestanti che “solo Dio è onnipotente, non [il primo ministro] Draghi [e ] non [Presidente] Mattarella”.

In un’intervista (vedi sotto) con Church Militant, Pellegrini ha criticato papa Francesco per aver commesso “un grande peccato e un terribile abuso della sua autorità papale” spingendo il vaccinocontaminato dall’aborto.

“Dio non è contento del Cdl. Mario Bergoglio, che riconosco anche come papa, e del suo sostegno al Nuovo Ordine Mondiale. E, ovviamente, non è contento dei vescovi, cardinali compresi, e dei sacerdoti che lo sostengono ”, ha lamentato Pellegrini.

Il video di Pellegrini rivolto ai lavoratori di Trieste è diventato virale sui social media e sui blog italiani, ma è stato oscurato dai principali media e dai media dell’establishment cattolico, tra cui Avvenire e Vatican News.

Parlando con Church Militant, l’Arcivescovo Carlo Maria Viganò ha detto di aver “potuto ascoltare il discorso di don Floriano Pellegrini in piazza a Trieste il 19 ottobre”.

Viganò, che per primo si è rivolto ai portuali di Trieste la scorsa settimana attraverso un messaggio letto dal leader della protesta Stefano Puzzer, ha elogiato l’intervento di don Pellegrini nel movimento per la libertà:

“Non posso che lodare e incoraggiare questo buon sacerdote, sulle cui parole tutti dovrebbero meditare attentamente. Come altri hanno sottolineato, questa è la prima volta nella recente storia italiana che il popolo protesta non sotto le insegne della falce e martello o delle bandiere sindacali, ma impugnando il Rosario e mostrando icone sacre.

Questo risveglio dell’identità cristiana è colpevolmente ignorato da una gerarchia che preferisce farsi portavoce del Grande Reset globalista piuttosto che difendere i sacrosanti diritti dei fedeli e degli italiani. Questa diserzione dei vescovi italiani, con la quale si annulla il Magistero sociale della Chiesa, va di pari passo con il tradimento dell’autorità civile, confermando la complicità della “deep church” con il “deep state””.

In precedenza, l’arcivescovo di Trieste, Giampaolo Crepaldi, aveva diramato un comunicato esprimendo “crescente preoccupazione” per la “situazione in evoluzione” e chiedendo “dialogo”, “ascolto reciproco” e “discernimento nobile e disinteressato”.

Mons. Carlo Maria Vigano’

Fedeli cattolici triestini hanno detto a Church Militant che Crepaldi, fondatore dell’Osservatorio internazionale cardinale Van Thuân sulla dottrina sociale della Chiesa, “non è riuscito nemmeno a dare seguito alle sue parole vuote, che sembrano riecheggiare le parole d’ordine di papa Francesco”.

Per volere dell’arcivescovo, tre sacerdoti e due diaconi dell’arcidiocesi hanno guidato i fedeli nella recita del Rosario presso la chiesa di Sant’Antonio Taumaturgo vicino al centro cittadino, perché “a Trieste torni la pace”.

Tuttavia, in una conferenza a Bologna il 18 settembre, Crepaldi ha avvertito che la Chiesa cattolica non deve confondere la “salute” con la “salvezza” e ha chiesto alla Chiesa se non avesse tradito il diritto delle coscienze personali durante l’attuale crisi del COVID-19.

“Sembra giusto riconoscere che, dai tentativi di persuasione surrettizia alla distorsione delle informazioni di base, molto è stato fatto per impedire alle coscienze di esprimere giudizi responsabili”, ha detto Crepaldi, senza menzionare i mandati dei vaccini.

Nel frattempo, alla manifestazione per la libertà, don Pellegrini ha detto che benedirà tutti “compresa la polizia, perché non abbiamo nemici ma solo persone che sfruttano i loro uffici”.

Piazza Unità d’Italia a Trieste

Significativamente, il sacerdote e il popolo hanno pregato la versione standard del Padre Nostro che termina con “non indurci in tentazione” (non la versione riveduta imposta ai laici da papa Francesco e dai vescovi italiani, che cambia le parole di Gesù in “non abbandonarci alla tentazione”).

A settembre Pellegrini ha scritto una lettera aperta ai vescovi italiani rilevando che “da un anno e mezzo la stragrande maggioranza dei fedeli cattolici italiani è sconcertata e scandalizzata dai vostri incomprensibili silenzi, dal vostro non saper più indicare il cammino della fede.”

“Sembrate, a tutti gli effetti, sale che ha perso il suo sapore e, come dice Cristo, “buoni solo ad essere gettati via e calpestati dagli uomini'”, ha scritto. “Avete ceduto quasi in tutto ciò che il governo italiano vi ha chiesto e continua a suggerirvi” e “avete trasformato la Chiesa da realtà divina a società manipolata dal governo”.

Pellegrini ha criticato i vescovi per aver costretto i fedeli a farsi un’iniezione creata cooperando con un “atto intrinsecamente omicida” e ad indossare uno “straccio che si è rivelato non solo inutile ma dannoso per la salute”.

“Perché siete diventati così codardi, accondiscendenti e puerili sottomessi al governo italiano? Siete compromessi? Ricattati?… Ci state trasformando in una Chiesa di Stato, come il regime comunista cinese?” chiese il prete.

Venerdì, la Confederazione di Triarii ha emesso un comunicato stampa in cui lodava “l’immagine di uomini forti e liberi in preghiera che mirano a resistere all’uso oltraggioso della forza governativa”.

“D’altra parte, quasi tutto il mondo ‘cattolico’ tace, quando non si schiera con chi, abusando della legge, usa la forza per reprimere il legittimo clamore del nostro popolo”, si legge nel comunicato.

La confederazione ha elogiato “sacerdoti liberi e coraggiosi” guidati “dalla voce e dalla preghiera dell’arcivescovo Carlo Maria Viganò, che giustamente ha parlato dell’eterna lotta tra il bene e il male”.

La polizia italiana ha attaccato i lavoratori portuali con cannoni ad acqua, gas lacrimogeni e manganelli mentre i lavoratori pregavano il Rosario e protestavano contro i mandati del vaccino draconiano nella città portuale di Trieste lunedì scorso.


Vedi l'intervista a Don Floriano Pellegrini di ChurchMilitant.com:  https://www.churchmilitant.com/news/article/hero-priest-addresses-dockers-vax-rebellion 
Stefano Puzzer portavoce dei portuali di Trieste

Segue l’intervista di Church Militant a don Pellegrini:

Church Militant: Come hai deciso di affrontare una manifestazione di protesta così controversa quando tutti i vescovi e i sacerdoti sono rimasti in silenzio e hanno persino sostenuto la dittatura della salute?

Don Floriano Pellegrini: Quella mattina tre amici mi dissero: “Andiamo a Trieste, vuoi venire con noi e magari fare una benedizione?” Ho detto subito di sì, molto felice di essere dalla parte del popolo oppresso e della Chiesa sofferente. Nessuno mi ha spinto a farlo, solo Dio nella mia anima, ed ero felice di obbedire a Dio!

CM: Qual è stata la risposta alla tua presenza alla manifestazione per la libertà?

FP: Con mio grande stupore, quando mi sono presentato sul palco quella sera, era come se ci conoscessimo da molto tempo. La gente ha iniziato a sorridere, eppure nessuno (a parte i miei amici e conoscenti) mi aveva mai visto; poi, nonostante fossi davanti a migliaia di persone, mi sentivo come a casa, in famiglia.

CM: Il suo vescovo o il Vaticano l’ha rimproverata e le ha chiesto di astenersi da ulteriori interventi nelle proteste?

FP: Finora nessun vescovo, e nemmeno il Vaticano, è intervenuto a rimproverarmi. Lascia che facciano ciò che pensano meglio. Sono certo che Dio mi aiuta, come ha sempre aiutato i semplici nel corso della storia. Se me lo vietano, continuerò, perché, come dicono gli stessi Apostoli nella Sacra Scrittura, «Bisogna obbedire a Dio piuttosto che all’uomo».

CM: Come ti senti quando vedi Papa Francesco non solo forzare il vaccino e il Green Pass ma anche schierarsi con il dispotismo sanitario globalista?

FP: Francesco I, cioè Cdl. Mario Bergoglio, che riconosco anche papa, ha commesso un grande peccato e un terribile abuso della sua autorità papale quando ha promosso i vaccini. Dio non è contento di lui, del suo sostegno al Nuovo Ordine Mondiale. E, ovviamente, non è contento dei vescovi (compresi i cardinali) e dei sacerdoti che lo sostengono.

CM: La gente ti paragona a Don Jerzy Popiełuszko, che si è associato al movimento Solidarnosc in Polonia. Vuoi continuare a sostenere i lavoratori in Italia?

FP: Come tutti i santi, il beato Popiełuszko mi aiuta!

CM: Vede la sua presenza tra gli operai come una forma di evangelizzazione, soprattutto perché tanti italiani comuni rifiutano la gerarchia cattolica perché vedono il papa ei vescovi dalla parte sbagliata della storia?

FP: Facendo quello che ho fatto, non ho fatto altro che seguire la mia missione di sacerdote ed evangelista.

IL VIDEO DI TRIESTE

Del 27 Ottobre 2021

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