mercoledì, 8 Dicembre 2021
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Saranno ricordati come “I giorni della vergogna”

Tra Green pass e il controllo poliziesco della popolazione: la deriva totalitaria del governo italiano. Perchè la maggioranza delle persone non ha i mezzi per porsi ampie domande? di Francesco Lamendola  

Quando la verità sarà stata ristabilita, la giustizia farà il suo corso e i malvagi che hanno ordito una odiosa manovra di paura e oppressione contro l’intera umanità verranno inchiodati alle loro precise ed enormi responsabilità, allora, un poco alla volta, sarà chiaro quel che è accaduto, e i giorni e i mesi che stiamo vivendo passeranno alla storia come i giorni della vergogna. Perché mentre i malvagi ordivano il loro infame disegno, milioni e milioni di persone si prestavano ad esso e si facevano zelanti propagatori d’una politica di sempre maggiori chiusure, restrizioni e controlli, tale da distruggere e svuotare dall’interno la Costituzione repubblicana e ogni prassi di vita democratica, iniziando dal diritto al lavoro, negato con l’imposizione del green pass, e il diritto alla protesta e allo sciopero, di fatto negato in numerose occasioni e perfino con l’uso ingiustificato della forza pubblica contro dimostranti pacifici e inermi. La società si domanderà come sia stato possibile che la maggioranza della gente non abbia trovato ripugnante il ricatto del governo: o ti vaccini o non lavori, anzi non ti siedi neppure al bar o al ristorante, né puoi fare gli esami all’università, e in molti casi abbia plaudito queste misure folli, tanto illegittime e anticostituzionali quanto inutili e totalmente insostenibili sul piano medico e scientifico, accettando di prendere i non vaccinati quali responsabili della crisi, sui quali riversare tutto l’odio e il rancore accumulato nel corso di quasi due anni di terrore telecomandato. Poca o nessuna solidarietà verso queste persone che hanno esercitato il più sacrosanto dei diritti, quello di scegliere se vaccinarsi o no: proprio come poca o nessuna solidarietà vi fu nei confronti degli ebrei discriminati dalle leggi razziali nel 1938. È perfettamente inutile che la signora Liliana Segre faccia l’offesa se qualcuno le ha detto che non doveva tacere di fronte a questa nuova discriminazione imposta dall’uso del green pass: certo poteva dire quel che voleva in quanto ebrea sopravvissuta alla strage, ma come presidente della commissione straordinaria per il contrasto all’intolleranza doveva parlare eccome, e prendere le difese dei non vaccinati non solo discriminati, ma ricattati e additati al pubblico disprezzo. Cosa che non avviene in alcun altro Paese d’Europa, anzi del mondo. Ma è facile inveire contro i regimi totalitari del passato; un po’ più di coraggio ci sarebbe voluto per denunciare la deriva totalitaria del governo italiano fra il 2020 e il 2021.

La mancata solidarietà verso quelli che hanno deciso responsabilmente di non vaccinarsi, e che i media indicano impropriamente e spregiativamente come no vax, e l’attitudine a scaricare contro di loro ogni sorta di minaccia e contumelia, fino all’ignobile chiamata alle armi di Bava Beccaris e dei suoi cannoni per dare piombo a questa categoria di cattivi cittadini, resterà nella coscienza collettiva come una macchia, così come una macchia resterà nel clero cattolico, o sedicente tale, per aver sostenuto la vergognosa affermazione di Bergoglio che vaccinarsi è un dovere cristiano. Una cosa che non sta né in cielo né in terra, specie tenendo conto di come sono fabbricati i sedicenti vaccini, ovvero i sieri genici sperimentali, cioè mediante l’utilizzo di linee cellulari di feti appositamente abortiti. Gli stessi preti e vescovi che non hanno aperto bocca quando si è trattato di chiudere le chiese, di negare la santa Messa, di riammettere i fedeli solo a condizione di rispettare le false norme di sicurezza e in molti casi di essersi vaccinati. Per non dire di quei preti misericordiosi e dialoganti che hanno rifiutato di dare l’estrema unzione ai morenti per paura di restare contagiati, o di quelli che non hanno trovato quel minimo di coraggio e di fierezza civile e religiosa per celebrare un funerale degno di questo nome, a dispetto delle norme assurde e disumane che avrebbero voluto togliere anche quella pia tradizione e quella consolazione ai familiari. Il tutto mentre migliaia di malati, non certo solo di Covid, venivano lasciati spegnersi in solitudine, e poi i loro corpi spediti ai forni crematori senza autopsia né autorizzazione dei parenti, in perfetto stile nazista. Frattanto Bergoglio e suoi sodali erano troppo occupati a sproloquiare su clima, ambiente, migranti e Nuovo Ordine Mondiale per occuparsi delle pecorelle turbate, angosciate e confuse.

In genere quelli che hanno creduto alla pandemia hanno creduto anche all’emergenza sanitaria, e non si sono chiesti cosa ci fosse dietro tutto ciò, né come mai da anni Bill Gates e altri soggetti stessero da anni studiando le modalità di una pandemia da Covid, e neppure perché le cure tradizionali, economiche ed efficaci, improvvisamente siano state ostacolate e perfino messe fuori legge, imponendo al loro posto dei protocolli sanitari i quali – è ormai dimostrato da diversi studi indipendenti – hanno aggravato la pericolosità della malattia e in pratica aumentato il numero dei decessi. A loro volta, quanti hanno creduto alla realtà e alla necessità dell’emergenza sanitaria, hanno creduto anche alla realtà e alla necessità di ricorrere al vaccino quale misura pressoché unica di protezione contro il virus: nonostante l’evidente follia di voler curare una sindrome influenzale il cui virus non è stato isolato in laboratorio, non coi farmaci, ma con dei vaccini, peraltro chiamando impropriamente vaccino un siero genico che vaccino non è. Le stesse persone non si sono chieste perché alla prima dose sia stato necessario farne seguire una seconda, poi una terza e probabilmente una quarta; né perché tante persone regolarmente vaccinate si siano poi ammalate e a loro volta abbiano contagiato il prossimo; né, infine, come mai le autorità parlino tranquillamente di richiamare tutti i vaccinati negli anni a seguire, dando per scontato che la pandemia seguiterà ad esistere, sebbene ogni evidenza storico-scientifica dica che nessun virus è mai sopravvissuto più di qualche mese, salvo che con la vaccinazione forzata della popolazione non si scatenino delle varianti che conferisco al virus stesso una specie di larvata immortalità, laddove, senza di esso, avrebbe finito per estinguersi in maniera naturale. Infine, molti di quelli che hanno creduto a tutte queste cose – alla pandemia, all’emergenza sanitaria e alla bontà del vaccino – hanno creduto anche all’estrema pericolosità sociale dei non vaccinati, visti in definitiva come i responsabili del protrarsi di tante disgrazie e i sabotatori incoscienti di una risposta sanitaria – la vaccinazione di massa e il relativo green pass – che altrimenti avrebbe dato ottimi risultati e messo l’intera popolazione al sicuro una volta per tutte.

Non tutti i vaccinati, questo va detto, hanno sviluppato sentimenti di ostilità, aperta o repressa, nei confronti dei non vaccinati: e questo è già notevole, in un Paese dove l’opinione pubblica è plasmata dai mass-media, che sono generalmente più asserviti all’oligarchia finanziaria e più spregevoli di quelli degli altri Paesi europei, e sui quali l’odio verso i no vax è stato predicato da tutti i pulpiti, con caparbia perseveranza, da pennivendoli che ignorano tanto l’etica professionale quanto la decenza pura e semplice. La maggioranza, tuttavia, sì, e sia pure restando tali sentimenti negativi entro un limite più moderato di quello conosciuto ai vari Giuliano Cazzola, Lilli Gruber, Andrea Scanzi, Michele Serra, David Parenzo e Fabio Fazio. Ora, a noi sembra che si debbano stabilire delle differenze fra quanti hanno aderito alla Narrazione Ufficiale, assorbendone anche i relativi slogan, mantra e pregiudizi, soprattutto in base alla natura e al grado di adesione al racconto “ufficiale” che i mass-media servi delle banche hanno costruito intorno al Covid, all’emergenza sanitaria e al (falso) vaccino. E grosso modo riconosciamo tre categorie di persone, assai diverse per consistenza numerica e soprattutto per psicologia e valori etici. La prima è fatta da quanti servono direttamente e consapevolmente il disegno del Nuovo Ordine Mondiale. Parliamo di medici, politici, giuristi, giornalisti e uomini delle forze dell’ordine i quali sanno benissimo che la pandemia è una creazione dei malvagi oligarchi universali; che il suo progetto era allo studio da anni; che essa è stata usata fin dall’inizio per giungere al vero obiettivo, la vaccinazione di massa e il controllo poliziesco dell’intera popolazione; e che non hanno dato alcuna importanza ai costi umani, alle sofferenze, alle morti evitabili (ad esempio quelle provocate dai protocolli sanitari sbagliati), semplicemente perché non hanno un cuore, non hanno un’anima, e tanto meno dei valori morali. Sono nient’altro che degli anomali, degli animali a sangue freddo, dei sociopatici che venderebbero la propria madre in cambio di una poltrona importante, di uno stipendio a più zeri, di uno stile di vita che li distingua dalla massa e di un senso di onnipotenza che li fa sentire bene perché, essendo in effetti dei semplici yes-men, privi di spessore umano così come del senso della propria dignità, se non avessero l’ebbrezza del potere assoluto probabilmente cadrebbero in depressione o si suiciderebbero, sentendo che la loro vita è vuota, non serve a nulla e a nessuno, e non un cane li ricorderà con affetto dopo che saranno morti.

La seconda categoria è formata da quanti sono abituati da sempre a credere a tutto ciò che dicono giornali e televisioni e quindi hanno bevuto avidamente la Narrazione Unica, alimentata dalla macchina del terrore che i giornalisti servi si sono premurati di non allentare nemmeno per un giorno, semmai rafforzandola con altre forme di angoscia e preoccupazione, come quelle legate al cambiamento climatico, alla sovrappopolazione e al fosco destino ambientale del pianeta sul quale viviamo. Che dire di essi? Non si tratta affatto di persone sprovvedute o stupide; ne consociamo parecchie che sono intelligenti, acute e sensibili, perfino generose sul piano umano e affettivo. Non è assolutamente vero che i pro vax sono dei bruti che non capiscono nulla. Resta il fatto che credono alla Repubblica e al Corriere della Sera e quindi guardano di malocchio i non vaccinati, né si chiedono da dove abbia avuto origine l’emergenza sanitaria del 2020. Il fatto è che noi siamo abituati a pensare che se una persona  onesta e intelligente, prima o poi comprende come stanno in realtà le cose; se ciò non avviene, vuol dire che quella persona non è né onesta, né intelligente. Ebbene, questo è un pregiudizio, uguale e contrario a quello di costoro nei nostri confronti. La verità è che la maggioranza delle persone non ha i mezzi per porsi domande troppo ampie, e quella sull’origine della pandemia, come quella sull’emergenza e sul vaccino, è davvero troppo ampia: abbraccia l’intero spettro della realtà economica, politica, finanziaria, scientifica e culturale, e quindi è difficilissimo riconoscere la frode malvagia che si cela dietro le azioni dei governanti e dei vari comitati tecnico-scientifici. Ripetiamo: a volte codeste persone sono acute, per esempio sono imprenditori talentuosi, oppure professori, commercianti o artigiani che hanno lavorato una vita, hanno allevato una famiglia e hanno sempre rispettato le regole, mostrandosi anche generose in tutte le occasioni possibili. Che fare se non hanno compreso questa cosa? Conosciamo persone eccellenti, veri credenti cattolici i quali pensano di Bergoglio tutto il bene possibile. Come è possibile? Non lo sappiamo; ma sappiamo che accade. Perciò, bisogna evitare di assumere atteggiamenti di superiorità o disprezzo; per quanto difficile possa risultare, bisogna mantenere i rapporti con questi amici che non hanno compreso, restando però fermi ed espliciti sulle proprie posizioni, sperando che il tempo e la stessa evidenza dei fatti finiscano per aprire loro gli occhi. E chissà che al loro risveglio non possiamo contribuire proprio noi, con il nostro atteggiamento più che con le parole: perché a parole ben difficilmente riusciremo a convincerli. Essi sono convinti di essere nel giusto non in base a un ragionamento, ma a un pregiudizio emotivo: che non sia possibile un complotto mondiale il quale coinvolga tutte le massime autorità statali e internazionali, tutti i giornali e le televisioni, e tutti gli esponenti del mondo scientifico, o quasi. Ma questo è un pregiudizio: non sanno che la cosa è possibile, che è già accaduta in passato, sia pure a livello locale; e che con i mezzi tecnologici e finanziari che la modernità mette a disposizione di chi abbia sufficiente ambizione e cinismo, è possibile far credere a gran parte degli esseri umani qualsiasi cosa si voglia.

Il gruppo più misterioso è quello di coloro i quali, per formazione professionale e abito mentale, avrebbero dovuto capire, e invece non hanno capito, anzi sono la punta di diamante della Narrazione Unica, proprio perché si muovono sul campo e si confrontano ogni giorno con malati e malattie. Parliamo dei medici, specialmente dei primari di ospedale: non di quelli che hanno preso gusto ad andare ogni giorno nei salotti televisivi, ma di quelli che fanno seriamente e onestamente il loro lavoro, senza impancarsi a tuttologi. Essi dovrebbero ben sapere che non ci sono i presupposti per parlare di pandemia; che una pandemia in corso non si cura con un vaccino; che quello rifilato dalle multinazionali del farmaco non è un vaccino e che presenta numerose probabilità di reazioni avverse; che mascherina e distanziamento sociale non hanno senso e che andare a caccia di persone solitarie che passeggiano nei boschi solo perché non hanno rispettato la reclusione domestica è pura follia sanitaria. Dovrebbero saperlo, ma tacciono; anzi ne abbiamo uditi personalmente alcuni affermare che i non vaccinati spargono la malattia, pur dovendo sapere benissimo che non è così e che i non vaccinati asintomatici non sono in grado di contagiare proprio nessuno. Perché dicono tali cose, allora? Non necessariamente perché sono ben pagati per somministrare i vaccini, benché esista anche questo aspetto. A nostro avviso, qui vengono a galla tutti i limiti della formazione universitaria dei medici odierni, abituati a prendere come dogmi certi assunti fondamentali e poco inclini a ragionare sugli aspetti collaterali dei problemi. Essi già da anni si sono abituati a vedere nei vaccini in generale, ad esempio nei vaccini antinfluenzali, la soluzione di ogni problema (e pazienza se così facendo si distruggono gli anticorpi naturali dell’organismo): e ora è logico che vedano nei vaccini di Bill Gates la soluzione al problema Covid. È triste, se si pensa che sono, sovente, persone di valore, molto brave nel loro campo, ad esempio come chirurghi. È anche probabile che molti di essi si “auto-convincano” per sentirsi in linea con le direttive che giungono dall’alto, ad esempio con gli assurdi protocolli sanitari del ministro Speranza, sui quali prima o poi ci sarà un magistrato che aprirà un’inchiesta e farà venire alla luce quanto di scriteriato, di pazzo, se non addirittura di criminoso, c’è stato nella loro imposizione, così come nel contrasto implacabile svolto nei confronti dei farmaci tradizionali. Non vogliamo dire con ciò che si tratti di persone dalla coscienza elastica: si auto-convincono perché non hanno, in un certo senso, altra strada per sfuggire a un orribile senso di strumentalizzazione. Il dottor De Donno, che aveva capito, ha subito quel che ha subito e sulla sua morte misteriosa è calato il silenzio, anche se ci sono mille ragioni per sospettare che non si sia trattato di suicidio.

La conclusione è che la vastità di concezione del Great Reset rende difficilissimo smascheralo a chi non abbia una particolare attitudine mentale o a chi non abbia conservato integro il proprio buon senso istintivo: il che, dopo quasi due anni di bombardamento terroristico sul nostro immaginario, è divenuto cosa piuttosto rara. Ma è, in un certo senso, anche il segnale di una possibile reazione. Goebbels diceva che una menzogna diviene tanto più credibile quanto più è grande, ed è vero; ma è anche vero che, arrivata oltre una certa soglia di grandezza, la menzogna finisce per cadere, trascinata dalla forza d’inerzia del proprio stesso peso, il peso del nulla. Il nulla non può reggere alcunché: e la menzogna, in quanto negazione della verità, è fatta di nulla, di non essere, di fronte alla quale sta la piena, luminosa saldezza del vero. Bisogna aver fiducia che quel momento arriverà, arriverà senz’altro: è solo questione di tempo. E di tenacia da parte nostra. E di preghiera, e di assoluta fiducia in Dio.

Foto dall’archivio de “Il Corriere delle Regioni”

Del 30 Ottobre 2021

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