mercoledì, 8 Dicembre 2021
HomeCULTURALetteraturaRubrica: !"L’oggi nella letteratura di ieri" 3^ Puntata di Arturo Buzzat e...

Rubrica: !”L’oggi nella letteratura di ieri” 3^ Puntata di Arturo Buzzat e Daniella Dall’Anese

Inauguriamo oggi la nuova rubrica settimanale di letteratura “L’oggi nella letteratura di ieri” a cura di Arturo Buzzat e Daniella Dall’Anese

Se questo non fosse stato l’anno di Dante, cosa che rende quasi doveroso iniziare proprio con il Sommo Poeta i nostri ragionamenti sull’influenza nell’oggi della nostra letteratura del passato, avremmo comunque aperto questa rubrica letteraria, un modo diverso per ragionare sul nostro tempo,  proprio con Dante e la dantesca Divina Commedia.

L’avremmo fatto perché, come prima di noi hanno avuto modo di dichiarare autorevolissimi critici immensa è l’influenza e la significazione del messaggio lasciatoci dal Poeta fiorentino nella vita, nella politica, nella tematica e persino … sullo sviluppo e sulle componenti strettamente letterarie di tutto il novecento e in questo inizio di millennio.

Dante è uno straordinario pensatore critico, un attento e severissimo critico della società italiana.

Il fine della sua Commedia è, come si legge in una sua lettera diretta a Cangrande della Scala, quello di Removere viventes in hac vita de statu miserie et perducere ad statum felicitatis, ovvero di rimuovere noi viventi, finché siamo in vita, dalla condizione di miseria, di peccato, di tristezza, e di accompagnarci alla felicità e alla beatitudine.

Per qualcuno questa è solo religione.

Non è così!

E che non sia così, ma sia molto, molto di più, è facile accorgersi addentrandoci nella lettura della Commedia, dove,  canto dopo canto, scopriamo il cammino della vita di ogni uomo, che è fatto di male e di bene, di accettazione e di rifiuto, di scelte e di non scelte, di assunzione di responsabilità e di ignavia, di politica e antipolitica, di  credo e di non credo e di mille altre sfaccettature, che raccontano sì la vita e la realtà al tempo del Sommo Poeta,  ma sanno parlare anche a noi, spingendoci a ragionare, a comprendere a riflettere sull’oggi, non molto diverso dall’ieri.

A questo proposito eccovi tre esempi tratti, rispettivamente dall’Inferno, argomento di questa prima riflessione, dal Purgatorio e dal Paradiso.

Ci troviamo nel canto XIX, più precisamente nella terza bolgia che è disseminata interamente da buche circolari.

Da ciascuna di queste buche spuntano le gambe di un dannato.

E’ confitto nella buca con la testa all’ingiù e ha le piante dei piedi lambite da fiamme.

Sono i simoniaci gli “ospiti” di questa bolgia, ovvero coloro che hanno fatto commercio di cose sacre.

Dante si ferma e parla con uno di loro.

E’ Niccolò III, della stirpe degli Orsini; E’ dannato per aver favorito in modo fraudolento i propri familiari.

In questo canto, per la prima volta, la visione di Dante abbraccia il destino dell’umanità intera, ritenuta preda dell’anarchia dopo l’abuso che la Chiesa ha fatto della dote di Costantino.

La simbologia che percorre il canto è certamente di derivazione biblica, ma in Dante rivive dell’’accesa religiosità dei profeti d’Israele.

E a poco a poco il canto si trasforma in una forte invettiva contro la corruzione e chi lo legge, può spaziare oltre il tempo, dall’allora all’oggi, scoprendo la modernità di un testo che racconta dell’allora e invita l’oggi a non ricadere negli stessi errori.

Dante riteneva la corruzione uno dei mali più gravi del suo tempo.

Continuate a leggere il canto:

ne avrete la prova e rimarrete stupiti.

Se potessimo far rivivere il Sommo Poeta nel nostro tempo, di questo fenomeno sociale, siamo certi, dopo aver ben osservato, scriverebbe ancora e forse lo farebbe con forza ancora maggiore.

Per ricordarci che la corruzione uccide, per permetterci di riconoscerla e combatterla, per ricordarci che in una società civile, rispettare le regole serve a garantire la giustizia ed il quieto  e sereno vivere di tutti.

Per ricordarci che essere corrottinon è istintivo ma una scelta ragionata, priva di qualsiasi moralità.

Ecco il Dante contemporaneo nella Commedia che sa andare oltre il tempo.

Alla prossima. Buon viaggio con la letteratura da A & D.

Foto dall’archivio de “il Corriere delle Regioni” – Vignetta di Alessandra Gava

Del 22 Novembre 2021

Most Popular

Recent Comments