martedì, 18 Gennaio 2022
HomePENSIERO LIBEROFuori dal coroIl sasso in testa di Stefano Montanari

Il sasso in testa di Stefano Montanari

Lo ammetto: sono imbarazzato e devo chiarirmi le idee.

Un altro passo avanti è stato compiuto per rendere schiavi, spesso ormai consenzienti, quelli che un giorno furono uomini. Gli spettacoli ai quali stiamo assistendo surclassano gli orrori dei circhi romani, delle sale di tortura medievali e post-medievali, e degli esperimenti “scientifici” del dottor Mengele e non solo suoi.

A questo punto è inevitabile compiere delle scelte. Si può passare nel campo degli aguzzini come da tradizione; si può scappare; si può restare e resistere; si può reagire in qualche modo.

L’obiettività vuole l’evidenza: la stragrande maggioranza delle vittime è già passata di là. Le ragioni possono essere più di una, ma il fatto fondamentale resta quello.

Scappare… Sì, ma dove? Basta guardarsi intorno e fare facili confronti con situazioni territoriali di poche settimane fa per accorgersi di come la conquista del Pianeta stia procedendo facile e veloce. Se l’esercito tedesco occupava in un attimo un paese semplicemente alzando la sbarra di confine, oggi non c’è più nemmeno quell’incomodo: basta un trasferimento bancario e la pressione del bottone della paura. Rivolgendosi a Nerone, Seneca disse: “Il tuo potere ha origine nella mia paura. Se io non ho paura, tu perdi il potere.” Sono passati quasi venti secoli e le cose non sono cambiate. Ora come allora, l’irrazionalità riesce a prendere possesso assoluto dei cervelli. Dunque, dove scappare? Noi siamo come pesciolini rossi nella vaschetta piena d’acqua sempre più avvelenata. Da lì non si evade.

Si può resistere, ed è quello che sto facendo io, rifiutando tutto quanto rimane al di fuori di quella farsa tragica e violenta in cui è stata trasformata la legge. Per quanto possiamo, noi, mia moglie ed io, continuiamo le ricerche, ma i risultati sono impossibili da rendere pubblici in modo efficace. Per quanto possiamo, noi continuiamo a comunicare, ma le nostre sono voci sempre più perdute nel deserto.

Si può reagire, ma come? Io sono sempre stato del tutto contrario alle manifestazioni di piazza. Questo per più di una ragione. La prima è che i cosiddetti politici se ne infischiano bellamente. La seconda è perché i mezzi di cosiddetta informazione, apertamente foraggiati a spese delle vittime stesse, ne tacciono l’esistenza, o ne distorcono la portata, o ne falsificano gli avvenimenti, per esempio ribaltando le responsabilità di qualche, seppur raro, episodio di violenza, quando non inventandolo di sana pianta. La terza è perché può facilmente avvenire ciò che Francesco Cossiga diceva beatamente: si manda qualche infiltrato e il tutto degenera come si desidera che degeneri.

Una reazione che si sta proponendo ora è una specie di sciopero dei consumi: si acquista solo ciò che serve per mangiare e per motivi di salute. Insomma, l’indispensabile e niente di più. Poi si ritira il proprio denaro contante dai depositi bancari. D’accordo, ma per quanto sarà possibile non comprare un paio di scarpe? O cambiare le gomme dell’automobile? E che ne faremo del contante, se mai le banche ce lo lasciassero ritirare, quando quello che c’è ancora chi chiama stato minaccia di rendere inutilizzabili i titoli che lui stesso emette? Illegale? Certo, ma non ci sono forse “costituzionalisti” disposti a “dimostrare”, ad esempio, che rifiutare le cure a chi le ha pagate è “costituzionale”?

Un’altra reazione è quella di non comprare i giornali e non accendere la TV. Ma giornali e TV vivono ugualmente grazie al denaro che i nostri “rappresentati” elargiscono. Chi ha stomaco legga: https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2020/11/09/20A06147/sg e https://www.fiscoetasse.com/rassegna-stampa/29544-tv-e-radio-locali-al-via-le-domande-per-fondi-per-messaggi-istituzionali-sul-covid.html

C’è chi propone un referendum per abrogare mostruosità come il green pass, come l’obbligo vaccinale, come il lockdown, come lo scudo penale… E, magari, da abolire ci sarebbero pure gli ordini professionali. Ma occorre fare molta attenzione: ormai tanta parte del popolo è ridotta a gregge decerebrato, e il rischio concreto è quello di ritrovarsi le vittime a sostenere i carnefici. E poi c’è sempre il vecchio, caro, sperimentatissimo broglio. Insomma, il rischio, a mio parere molto concreto, è di vedere l’illegalità santificata in Costituzione per volontà popolare.

Lo so: da me ci si aspettano soluzioni o, almeno, proposte, e io non ne ho. La sola cosa di cui sono assolutamente certo è che i nostri aguzzini perderanno rovinosamente. La loro sconfitta è inevitabile perché, prescindendo da qualunque altra considerazione legale o morale, questi stanno correndo contro il muro invalicabile delle leggi naturali. La Natura funziona secondo regole che nessuno può forzare, e questi poveretti s’illudono di poter distorcere la chimica, la fisica, la farmacologia, la fisiologia a loro piacimento per riempirsi le tasche, per strapiene che già siano, di denaro, e per godere del piacere perverso del potere assoluto su quelli che biologicamente sono i loro simili. Per un po’ ce la faranno, ma, come ho detto e scritto tante volte, un sasso lanciato in cielo prima o poi ti ricasca sulla testa.

Foto dall’archivio de “Il Corriere delle Regioni”

Fonte: https://www.freehealthacademy.com/blog/il-sasso-in-testa del 26 Novembre 2021

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