lunedì, 17 Gennaio 2022
HomeCONTROINFORMAZIONEMedia di regime e reteLa "Propaganda Pandemica" di Andrea Cometti

La “Propaganda Pandemica” di Andrea Cometti

Viaggio tra la Tv spazzatura, giornali di regime, ex sindacati in disarmo e ordini professionali autoreferenziali: perchè il sistema del Minculpop “Pandemico” ha fallito?

La narrazione pandemica che da due anni, monopolizza l’informazione italiana, finalmente partorisce alcuni dati statistici e il quadro che ci appare è a dir poco fallimentare.

Nelle scorse settimane sono stati pubblicati i dati ADS di settembre 2021 sulla tiratura dei giornali Italiani, mostrandoci come la loro diffusione sia in costante calo, una vera e propria Caporetto dell’editoria che la dice lunga sulla credibilità della nostra Casta giornalistica, ormai sempre più inascoltata, se non proprio del tutto ignorata.

Su tale argomento ricordiamo l’incredibile outing di Giovanna Botteri: “Che cosa succederà a noi giornalisti?https://www.youtube.com/watch?v=wxZhxp95sWg in occasione delle prime elezioni Usa dell’era Trump, quelle non taroccate dal voto postale per intenderci, in cui la partigiana di Mamma Rai sbroccava in diretta confessando la propria malafede professionale.

I numeri, di non facile lettura: nei dati sulla diffusione sono sempre comprese copie pagate o scontate o gratuite, copie in abbonamento o in vendita singola, copie cartacee o le sospette “copie digitali”, copie acquistate da singoli lettori o da “terzi” come aziende, istituzioni statali, organizzazioni varie e perfino scuole elementari; da cui comunque emerge che rispetto al settembre 2020 la maggior parte dei giornali segnano inesorabili e importanti perdite di vendita. In questa classifica di “Trombati” tutti i giornali sono in calo rispetto a settembre 2020 con la punta di Repubblica che arriva a perdere il 19,5% delle copie; unica testata contro tendenza (sarà un caso) è la Verità di Belpietro, Borgonovo e Dragoni, unico giornale che aumenta le vendite.

Che l’editoria sia anti-economica è cosa risaputa, ma ormai dopo il vergognoso Canone Rai in bolletta Enel si è superato di gran lunga il limite della decenza e del rispetto del cittadino utente. Infatti, senza il cospicuo finanziamento governativo, avallato dai nostri parlamentari, il carrozzone dell’informazione Italiana sarebbe destinato alla inesorabile chiusura per fallimento: in varie tranche sono ben 90 i milioni di euro elargiti dai vari “Governi pandemici” per garantirsi una propaganda allineata e coperta; chi ama ancora la verità si legga:

https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2020/11/09/20A06147/sg e https://www.fiscoetasse.com/rassegna-stampa/29544-tv-e-radio-locali-al-via-le-domande-per-fondi-per-messaggi-istituzionali-sul-covid.html

Sul fronte del piccolo schermo, poco o nulla trapela, gli indici di ascolto sono abilmente nascosti sotto il tappeto: forti del citato scellerato Canone Rai in bolletta Enel, che garantisce la voce filogovernativa Rai e il patto Tv del Nazareno con Mediaset che fa il resto; a rimorchio uso paracadute l’isola Radical Chic della 7 di Cairo & Mentana per raccattare trombati e frattaglie varie dei 2 colossi dai piedi d’argilla.

Oggi, tra censure ed algoritmi il Belpaese è diventato la versione europea della pittoresca Corea del Nord di Kim Jong, siamo prigionieri ipnotizzati da parolai di regime e pappagalli da salotto selezionati in vitro: la libertà di stampa in Italia si trova dietro il Ghana e il Burkina Faso nella classifica 2020 realizzata da Reporter Without Borders. Siamo orgogliosamente al 41° posto, dietro tutte le altre maggiori potenze mondiali e Paesi in via di sviluppo come la Namibia, neanche la vecchia Albania di Hoxa o la Ddr di Honecker avrebbe saputo fare meglio.

Un quadro generale desolante, specchio del fallimento culturale della casta progressista ex di sinistra, un tempo a tutela della classe lavoratrice, oggi a rimorchio del capitalismo internazionale dominante e a braccetto con l’irriconoscibile neochiesa ecologista bergogliana. Irriconoscibile come il defunto mondo sindacale, ben rappresentato dall’abbraccio mortale dell’untuoso Landini con il banchiere Draghi.

Un sistema di potere stile Minculpop, in cui gli ordini professionali di medici e giornalisti svettano solamente per servilismo e inutilità agli iscritti: Vittorio Feltri dopo 50 anni ha stracciato quella tessera, che fu dei Biagi e dei Montanelli; mentre per gli smemorati del giuramento di Ippocrate, tra conflitti d’interesse con le multinazionali del farmaco e premi vaccinali governativi, regna un vuoto scientifico pneumatico in un clima da caccia alle streghe.

Una disarmante perdita di credibilità ed equilibrio, tanto prevedibile quanto strumentale, che ha visto in questi due anni di “Clausura coatta” svettare per servilismo i nostri mass media “Mercenari”: tanti Italiani hanno imparato delusi a spegnere il televisore con un semplice clik, rivolgendosi agli ultimi spazi di informazione libera in rete; altri stanchi di palesi menzogne spacciate per verità e più o meno velate manipolazioni redazionali, disertano le ultime eroiche edicole: comprare la Pravda della propaganda “Pandemica”, oggi in Italia non attira proprio nessuno, meglio volare dalla finestra che mangiare la loro minestra!

Foto dall’archivio de “Il Corriere delle Regioni”

Del 29 Novembre 2021

Most Popular

Recent Comments