lunedì, 17 Gennaio 2022
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Un cavallo per i somari di Stefano Montanari

Di certo io non sono all’altezza di discettare sull’arte della guerra, ma mi pare che una conduzione di successo non utilizzi mai un’arma sola. Più attacchi, scientemente differenziati nei tempi e nei modi, possono agire in modo sinergico, moltiplicando l’efficacia del belligerante.

Lasciando da parte il significato letterale della parola, una guerra può essere combattuta senza ricorrere alla volgarità delle armi, siano queste una mazza primitiva o satelliti orbitanti intorno al Pianeta. Come? Semplicemente operando sulla psiche delle vittime designate. Un esempio ormai storico, magari un po’ ingenuamente tenero, è quello del famoso e decantato volo su Vienna nel corso del quale il vate D’Annunzio, allora con il grado di maggiore, faceva cadere manifestini tricolori sulla testa degli austriaci (detto per inciso, di cui fummo alleati dal 1882 al 1915) in procinto di assistere al disfacimento comunque ormai ineluttabile dell’Impero.

La guerra che si sta combattendo ora, quella per la conquista della Terra, non prevede l’uso di esplosivi, di proiettili, di velivoli o di altre spregevoli grossolanità. Oggi si modifica la capacità raziocinante delle vittime, trasformandole acrobaticamente nei più fidi alleati, partendo dall’induzione della paura tramite giaculatorie implacabili di menzogne, spesso grottesche sì, ma, alla prova dei fatti, efficacissime.

Uno degli espedienti di maggior successo è quello che prevede la confessione o il pentimento.

Mi spiego prendendo ad esempio un personaggio descritto sia da Virgilio sia da Dante: un cugino di Ulisse di nome Sinone. Costui fa in modo di essere accolto dai Troiani assediati da un decennio spacciandosi per disertore e, interrogato, rivela che il cavallo di legno che i Greci assedianti avevano terminato di costruire sulla spiaggia mira ad assicurarsi la benevolenza della dea Atena. Per danneggiare il nemico, i Troiani avrebbero dovuto portare il manufatto all’interno delle mura, e, benché avvertiti di un possibile inganno dal sacerdote Laocoonte, gli assediati ci cascarono. Inutile aggiungere che quella fu la loro fine.

Senza che ce ne possiamo sorprendere, l’Uomo non si è evoluto: credulone era millenni fa e credulone resta oggi, boccone prediletto di chi sappia prendere vantaggio della sua dabbenaggine, esattamente come fanno le piante carnivore che da tempo immemorabile si cibano d’insetti usando sempre lo stesso trucco.

Un esempio dei tempi correnti è quello del medico businessman che, da nemico giurato dei vaccini, cade folgorato sulla via di Damasco e, illuminato, si accorge che sono proprio quelli, i vaccini, ad essere il dono divino che salverà il mondo da una piaga esiziale. E, allora, eccolo gridare a gran voce la “verità”, lasciando gli assediati a bocca aperta, assicurando così ai suoi datori di lavoro e a sé stesso un ampliamento della clientela.

Un altro esempio è quello del comico trasformato a tempo determinato in uomo politico osannato da un seguito corposo di oranti in attesa della grazia. Per anni costui tuonò contro i computer per poi diventarne il paladino. Con loro fu la volta dell’incenerimento dei rifiuti, prima il cancro del Pianeta e poi la soluzione di problemi altrimenti insolubili. Va da sé che non potevano mancare i vaccini o i cosiddetti tali. Chi avesse l’uzzolo d’investire qualche minuto della sua vita rivedendosi le esibizioni “antivax” del personaggio potrebbe confrontarle con le prese di posizione degli antipodi abbracciati oggi.

Mi pare fin troppo evidente che nessuna persona dotata di un’intelligenza che lo ponga al di sopra dell’oggetto inanimato potrà mai apprezzare le “conversioni”, e chiunque sia dotato di un minimo di spirito critico saprà valutare i personaggi. Invece… Invece, no. No, tanto che le giaculatorie di cui sopra includeranno con successo ad ipnotico conforto della loro bontà i “pentimenti” e le “confessioni” e, come insegnava Joseph Goebbels, basta ripetere la stessa fandonia un milione di volte per trasformarla in verità.

Foto dall’archivio de “Il Corriere delle Regioni”

Fonte: https://www.freehealthacademy.com/blog/un-cavallo-per-i-somari del 08 Dicembre 2021

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