martedì, 18 Gennaio 2022
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Una laurea non si nega a nessuno di Stefano Montanari

Qualche anno fa un mediocre professore di anatomia che tira le carducciane paghe per il lesso presso una mediocre università italiana mi disse testualmente che “una laurea non si nega a nessuno.”

Cambiando del tutto argomento (l’incipit è solo la scusa per trovare un titolo), l’Italia gode delle conoscenze di un tale Pierpaolo Sileri che, citando verbatim Internet, “è un politico, chirurgo e accademico italiano, dal 1º marzo 2021 sottosegretario di Stato al Ministero della salute nel governo Draghi.” Insomma, mica pizza e fichi!

In un suo recente, illuminante intervento in quell’esempio di televisione che fa dell’obiettività e della completezza d’informazione la sua ragione di esistere (credo che tutti abbiano capito che parlo de La7) il politico, chirurgo e accademico ha edotto il popolo sul fatto che il famoso “vaccino” ricevuto per grazia divina al fine di combattere il terribile morbo che sta decimando la popolazione planetaria “non è sperimentale.” Anzi, definirlo sperimentale “è una bugia.” (https://www.youtube.com/watch?v=x3fqZPkMWBY)

Credo che non possiamo altro che ringraziare il politico, chirurgo e accademico per questa rivelazione che ci tranquillizza e c’incammina tutti sulla retta via.

Se vado indietro di qualche decennio, quando le lauree si negavano eccome, mi accorgo di essere stato allevato nella falsità.

Per prima cosa, a quei tempi nessuno avrebbe mai osato sostenere che quello che oggi è chiamato “vaccino” vaccino sia. Allora qualunque farmacologo avrebbe strabuzzato gli occhi sentendo quella che nell’oscurità del tempo sarebbe parsa un’idiozia insostenibile che nessun esaminando avrebbe mai menzionato a pena di una bocciatura infamante.

In secundis, gl’insegnamenti di tecnica farmaceutica del tempo sostenevano che la sperimentazione di un farmaco deve necessariamente seguire certi percorsi, e che nessun vaccino nella storia li ha mai seguiti. La conseguenza che – e qui l’errore è palese – si sarebbe tratta allora è che nessun vaccino è mai stato sperimentato.

In terzo luogo, quei professori fortunatamente ormai morti e sepolti insegnavano ai malcapitati allievi che le sperimentazioni dei farmaci necessitano comunque di tempo. Questo per potersi rendere conto, riducendo per quanto possibile il margine di errore, degli eventuali effetti collaterali non immediati, alcuni dei quali potrebbero manifestarsi con non poco ritardo. Giusto per non fare che un paio di esempi tra i numerosissimi possibili, un farmaco potrebbe avere come effetto indebito quello d’indurre una malattia come, vedi mai, il cancro, impiegando per questo anche decenni. L’altro esempio tra i tanti è quello legato alla fecondità. Molto semplicemente, se io tratto un bambino con il prodotto, soprattutto quando vado ad incidere su certe informazioni scritte nel suo patrimonio genetico (ma non solo), potrei ottenere come risultato quello di ritrovarmi, a tempo debito, un adulto sterile. Ora, usando in modo del tutto erroneo il cervello, si potrebbe sostenere che il numero di persone su cui un determinato prodotto è stato già usato non ha alcun significato, se non è passato il tempo necessario per trarre conclusioni. Per farmi capire: se un cuoco sostenesse che per cuocere gli spaghetti basta lasciarli in acqua bollente per 10 secondi portando come prova che in quel preciso momento un milione di pentole di spaghetti sta bollendo da 10 secondi, sono quasi certo che gli schizzinosi terrapiattisti nemici della scienza non sarebbero entusiasti di sedere alla sua mensa.

Quarto: quando si esegue un esperimento, si pone una domanda alla Natura che è forzata a rispondere. Se il “vaccino” necessita di un “richiamo”, poi seguito immediatamente da un altro “richiamo” e un altro ancora, senza fine pronosticabile, il tutto accompagnato da obblighi assortiti (mascherine, distanziamenti, accessi vietati qua e là solo apparentemente a casaccio…) con la conseguenza riportata da tutti i mezzi d’“informazione” che il morbo infuria come e più di prima, il vecchio laureato sosterrebbe che l’esperimento è abbondantemente fallito e l’ormai superata Natura ci guarderebbe come si guarda un idiota.

No: non intendo continuare ad annoiare i miei pochi lettori ricordando le sciocchezze che hanno distorto la mia conoscenza e non solo la mia. Grazie alla provvidenza, il vecchio laureato è incenerito e la Natura non può non inchinarsi al cospetto di geni, anzi, di veri e propri demiurghi creatori di un nuovo universo come è il politico, chirurgo e accademico italiano Pierpaolo Sileri. Dunque, avanti a plotoni affiancati verso il muro che, a costo della vita (siam pronti alla morte, l’Italia chiamò) senza dubbio sfonderemo. Parola de La7.

Foto dall’archivio de “Il Corriere delle Regioni”

Fonte: https://www.freehealthacademy.com/blog/una-laurea-non-si-nega-a-nessuno del 21 Dicembre 2021

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