lunedì, 17 Gennaio 2022
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Animali in gabbia di Luca Rossi

Se non ne siete usciti adesso al grido della vostra liberta’ e di tutti gli altri, di nessuno e’ la colpa ma vostra di Luca Rossi

Ora che molti di noi si sono accorti di vivere in un incubo e di viverci da molto prima dell’inizio della pandemia, guardiamo alla nostra storia e alla storia degli altri uomini e donne con altri occhi. Ora sappiamo che la storia del nostro amico suicidato a vent’anni e che avevamo finito di imputare alla sua fragilita’ era tutta un’altra storia. Per chi di noi non si e’ mai sposato e credevamo fosse omosessuale ora conosciamo la solitudine in cui e’ rimasto intrappolato come lo siamo stati noi, sposati o no, e non malgrado i social networs ma soprattutto grazie a loro. Per le famiglie che abbiamo sempre guardato con sospetto, perche’ non basta andare all’altare e fare un figlio per essere una famiglia, ora conosciamo i condizionamenti sociali e psicologici che hanno ostacolato lo sviluppo di cio’ che in loro era naturale.  Sappiamo adesso che ora dovremmo essere piu’ compassionevoli e meno indulgenti, piu’ severi e meno critici, piu’ amorevoli e meno egoisti verso di noi e verso gli altri. Qualcuno potrebbe obiettare che non tutti si sono suicidati e forse non avevamo tutti i torti riguardo alla fragilita’ del nostro amico. Ma non credo li stessi sarebbero tanto onesti e lucidi da riconoscere cio’ che in loro e’ morto a vent’anni e come la loro vita da allora in poi si sia sviluppata contro natura e cristalizzata infine in una forma che conferma il pessimismo di Leopardi, meglio sarebbe stato non essere mai nati. Meglio sarebbe stato, per molti, non essersi mai sposati e aver fatto figli.  Chi, avendo a cuore la verita’ e guardando la societa’ italiana di oggi, puo’ negare questo fatto, con migliaia di famiglie disgregate alle prime battute della pandemia, incapaci di far fronte insieme alla comune difficolta, e altre decine di migliaia pronte a sacrificare i loro figli sull’altare del dio vaccino. E quando la cosa piu’ dolce e bella che un uomo possa creare su questa terra, una famiglia, diventa in qualche modo spiacente agli occhi di Dio, perche’ contraffatta e divenura contraria alla naturale dignita’ dell’uomo e alla sua immagine,  una societa’ e’ praticamente finita, bisogna abbandonarla e crearne una nuova per sopravvivere, o accettare di morire con essa. Analizzare i meccanismi sociali, risalire razionalmente ed empiricamente alle origini umane di questa tragedia umana, richiede molto tempo e di certo non puo’ essere fatto nello spazio di un breve intervento. Ma una cosa si puo’ dire che forse puo’ essere di qualche conforto. Fratelli e sorelle della nostra amata Italia la colpa di cio’ che siete diventati non e’ vostra. Voi siete stati uno strumento passivo, per mancanza di conoscenza, di una forza occulta, di cui molti di voi ancora oggi ignorano l’esistenza, che ha pianificato le vostre vite prima ancora che voi nasceste e le ha forgiate negli anni perche’ andassero, senza che voi quasi ve ne accorgeste, distrutte. La falsa pandemia covid non e’ niente altro che il culimine di questo processo. Ma la musica che ascoltate, il cinema e la televisione che guardate, i giornali che leggete, le scuole e universita’ che frequentate, le chiese in cui credete, i governi e le leggi che ubbidite, i medici e le strutture sanitarie che visitate esistono per la vostra ultima rovina.  Il vostro e’ stato quindi un peccato di ignoranza e chi di voi si e’ salvato lo ha potuto fare unicamente passando attraverso il fuoco della conoscenza. Non delegando a nessun altro ma a se stesso la responsabilita’ di capire e sentendosi un animale in gabbia, non ha accettato di chiamare mondo quella gabbia, ma ha iniziato ad esplorarne i confini e la struttura, per arrivare induttivamente a qualche nozione piu’ precisa del sistema generale che aveva creato la sua gabbia come tutte le altre.  La forza occulta che ha pianificato questo sistema sapeva che un animale in gabbia, cioe’ privato della sua vera liberta’, con i dovuti sistemi di compensazione (shopping center, droga, denaro, carriera) e indottrinamento (musica, televisione, cinema, scuola) che rendessero desiderabile la sua stessa prigionia,  alla fine non  avrebbe mai veramente messo in questione la sua reale condizione. La divisione della societa’ italiana in chi ha il green pass e chi non lo ha mette in luce chiaramente questo fatto. Contrariamente a quanto credono i detentori del green pass, il suo possesso non fa altro che ufficializzare questo stato di animale in gabbia, invece di essere uno strumento di liberta’ ne attesta la sua definitiva scomparsa. La vera ragione per cui il vaccino e’ stato fatto da molti italiani e’ infatti stata quella di ottenere il green pass, non per proteggere i piu’ vulnerabili come ipocritamente alcuni dicono, ma per poter riavere quei sistemi di compensazione, per la paura di perderli per sempre, per l’orrore che la nuda vita in gabbia ispirava loro.  Hanno cioe’ collettivamente affermato che della liberta’ non ne sanno nulla e non ne vogliono nemmeno sapere nulla. Posizione legittima certamente, ma di animali in gabbia appunto, non di uomini. Chi ha invece resistito ha affermato il principio opposto. Anche egli consumatore degli stessi principi di compensazione, anche egli passato attraverso l’indottrinamento sociale e mediatico, ha sentito tutto il disagio della gabbia che gli avevano costruito attorno. In lui respirava ancora un sincero anelito alla vera liberta’ e sentiva in qualche parte dentro di lui, dove si annida l’essenza dell’essere umano, che un uomo era nato per essere libero ed indipendente. Ed arrivati all’atto finale ha fatto la sua scelta, per la liberta’ e contro la pretesa di pochi di imprigionare e rendere schiavi il resto degli uomini. Fratelli e sorelle, la colpa non e’ vostra, se siete nati e cresciuti in una gabbia. Ma se lo siete ancora, se non ne siete usciti adesso al grido della vostra liberta’ e di tutti gli altri, di nessuno e’ la colpa ma vostra.

Foto dall’archivio de “Il Corriere delle Regioni”

Del 06 Gennaio 2022

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